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Un resort in un igloo, un albergo di ghiaccio in Canada

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igloo hotel

Un albergo di ghiaccio a Montréal, in Canada e dove se no? Beh, chi lo sa, con queste temperature polari ed il freddo che imperversa da giorni sull’Italia, anche da noi, magari tra qualche anno, potremo pensare di usare il ghiaccio come materia prima per le costruzioni.

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Ad ogni modo, lo Snow Village, sul fiume St. Lawrence, sull’isola di Sant’Elena, sicuramente ha un impatto visivo prossimo allo zero. Un’atmosfera glaciale caratterizza le quindici camere, il ristorante e le dieci suites alloggiate in igloo privati. Anche le sedie ed i tavoli sono di ghiaccio. Gli interni sono riscaldati da un tocco in legno.

Non manca nulla: c’è persino un ice-bar. Per creare le strutture dell’albergo di ghiaccio, che hanno la forma di tante piccole caverne, sono stati utilizzati dei palloni giganti rotondi. Una volta che più strati di neve e ghiaccio si sono depositati sulla struttura circolare, i palloni sono stati estratti rivelando delle cavità. Il resort di ghiaccio si trova vicino al Biosphere Environmental Museum.

Ovviamente gli ospiti devono essere pronti a sfidare la furia degli elementi, arrivando attrezzati di cappotti pesanti, biancheria intima di lana e calzettoni. Insomma la lingerie sexy lasciatela a casa.

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Il bagno si trova in uno chalet riscaldato all’esterno, dunque gli ospiti devono portarsi degli stivali facili da indossare per poter uscire di notte quando devono usare la toilette. Si dorme in sacchi a pelo resistenti a temperature fino a -30° C. All’interno dell’albergo la temperatura viene mantenuta tra i -2 ° C ed i -5 ° C. Insomma si gela, ma il panorama mozzafiato e l’esperienza sicuramente singolare varranno pur qualche brivido. Attenzione, però, a non prenotare in primavera ed estate: l’albergo intero potrebbe non essere disponibile!

Albergo di ghiaccio
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Via | Inhabitat; Snow Village Canada; Montreal about
Foto | Snow Village Canada

Un resort in un igloo, un albergo di ghiaccio in Canada

I costi dell’inquinamento industriale in Europa

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inquinamento europa

Inquinamento industriale, quanto ci costi? I dati diffusi dalla European Environmental Agency parlano di una spesa compresa tra i 102 ed 169 miliardi di euro nel 2009. È questo il prezzo pagato dai cittadini europei a causa dell’inquinamento atmosferico, provocato dai 10 mila impianti industriali più inquinanti del Vecchio Continente.

Si tratta di costi sanitari ed ambientali. Pensate che la metà di questo conto dovremmo presentarlo ad appena 191 industrie, che da sole provocano danni compresi tra i 51 e gli 81 miliardi di euro. Si tratta di grandi centrali elettriche, raffinerie, industrie che utilizzano processi di combustione, impianti per lo smaltimento dei rifiuti ed alcune attività agricole.

Le emissioni delle centrali elettriche sono quelle che incidono maggiormente, con danni per 66-112 miliardi di euro. Bisogna considerare, però, che l’analisi della EEA ha escluso le emissioni provenienti dai trasporti, da molte attività agricole e dai consumi domestici, altrimenti il conto sarebbe stato ancora più alto.

Pro capite l’inquinamento industriale nel 2009 ci è costato qualcosa come 200-330 euro. I Paesi con più impatto sono, in ordine, Germania, Polonia, Regno Unito, Francia e Italia, che contano molte industrie di grandi dimensioni. Se invece si introduce la variabile della produttività delle economie nazionali, le emissioni maggiori, in rapporto al numero di attività produttive, provengono da Paesi come la Bulgaria, la Romania, l’Estonia, la Polonia e la Repubblica Ceca.

I danni più ingenti li causa l’anidride carbonica (CO2): 63 miliardi di euro nel 2009. Seguono altri inquinanti atmosferici, che contribuiscono alle piogge acide e causano problemi respiratori, come l’anidride solforosa (SO2), l’ammoniaca (NH3), il particolato (PM10) e gli ossidi di azoto (NOx), che hanno causato danni tra i 38 ed i 105 miliardi di euro nel 2009.

costi inquinamento europa

Via | European Environmental Agency
Foto | EEA

I costi dell’inquinamento industriale in Europa

Petrolio, marea nera della Exxon nel fiume Yellowstone (il video)

L’America fa di nuovo i contio con una marea nera, dopo quella terribile dello scorso anno causata dall’esplosione della Deepwater Horizon. Questa volta a essere contaminato da una fuoriuscita di 1000 barili di petrolio, il fiume Yellowstone in Montana. A darne notizia è la stessa Exxon.

Il rilascio del greggio è stato segnalato Sabato e secondo quanto riferisce la stessa Exxon le pompe sono state chiuse in 7 minuti. Dalla zona sono state evacuate circa 140 persone. Riferisce Glenn Wells, che vive in Mullowney Lane vicino al fiume che le è stato chiesto da un agente della Highway Patrol Montana di lasciare la sua casa .

Le operazioni di pulizia saranno condotte da una squadra specializzata proveniente da Houston, mentre l’ Environmental Protection Agency ha inviato da Denver un gruppo di esperti con il compito di monitorare le operazioni. Preoccupazione è stata espressa per la flora e la fauna del fiume mentre il pompaggio di acqua resta invariato grazie al finzionamento dei depuratori.

I toni, come al solito, vogliono rassicurare, ma sarà il tempo a definire i contorni di questo ennesimo disastro ambientale.

Via | RTT News, Billings Gazzette

Petrolio, marea nera della Exxon nel fiume Yellowstone (il video)

Legno illegale per mobili da giardino

arredo giardino, attenzione al legno illegale

Qualche giorno fa è stata la Giornata mondiale dell’ambiente dedicata quest’anno alla tutela delle foreste. Eppure il disboscamento e il commercio di legno illegale fa registrare una crescita esponenziale: quanto arredamento da giardino abbiamo nelle nostre case prodotto con legno arrivato illegalmente dall’altra parte del mondo? E chi può saperlo!

Ha provato a scoprirlo proprio come un eco-detective la rivista Ethical Consumer che ha analizzato il legno per mobili da giardino usato da 40 aziende britanniche. I risultati non sono stati molto incoraggianti: oltre 20 aziende non sono state in grado di dare certezza sul fatto che il legno da loro usato non provenisse da circuiti illegali.

Il commercio di legname illegale che arriva sopratutto da Malaysia e Indonesia è una vera piaga essendo la causa principale della distruzione delle foreste. Il paese in cui ne arriva di più è la Gran Bretagna, come denuncia The Guardian e probabilmente molto potrà una nuova legge che entrerà in vigore in Europa nel 2013 che vieterà appunto l’importazione illegale di legno. La EIA Environmental Investigation Agency, ha già dimostrato la filiera del riciclaggio di legname illegale nel mercato mondiale.

Nell’attesa che la legge diventi operativa , noi consumatori possiamo già contribuire alla tutela delle foreste imparando a acquistare prodotti certificati con etichetta FSC o rivolgendovi al mercato dell’usato.

Via | The Guardian
Foto | Flickr

Legno illegale per mobili da giardino

Radiazioni nucleari influenzerebbero sesso dei neonati

Le radiazioni nucleari influenzerebbero il sesso dei nascituri , determinando una maggiore percentuale di maschi . A dirlo è una recente ricerca tedesca.

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Radiazioni nucleari influenzerebbero sesso dei neonati

Mini caravan carbon neutral per scooter elettrico

il caravan eco più piccolo al mondo

In alto la foto di QTvan, il caravan monoposto più piccolo al mondo. Questo gioiellino è in vendita in Inghilterra e costa all’incirca 6mila euro. E’ abbinato a uno scooter elettrico e ETA, Environmental Transport Association, l’azienda che lo ha progettato e vende dice che è carbon neutral. Il QTvan soddisfa le tre ossessioni degli inglesi: la coda, il té e il caravan.

L’idea spiega ETA nasce per evidenziare che nel Regno Unito le circa 220.000 persone che fanno uso di una sedia a rotelle non hanno conforto nel caso di attese molto lunghe. Cosa accadrebbe nel caso del guasto meccanico o per una batteria scarica? In ogni caso il mini caravan è adatto a tutti e si presta anche per miniviaggi .

Dopo il salto il video dello spot.

Via | Travellingboard

Mini caravan carbon neutral per scooter elettrico

Inquinamento, una minaccia per la salute del feto in gravidanza

Inquinamento e salute , una relazione che si fa di ricerca in ricerca sempre più pericolosa. Lo abbiamo visto con Milano, città con i bambini tra i più cagionevoli della penisola per via dell’esposizione alla contaminazione ambientale, con un aumento di asma, rinite, eczema ed allergie a dir poco allarmante, dovuto sia all’aria che si respira all’esterno sia alla mal’aria indoor nelle scuole. Ma i danni dell ‘inquinamento , ahinoi , iniziano ben prima di muovere i primi passi, già nel grembo materno

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Inquinamento, una minaccia per la salute del feto in gravidanza

Centrali nucleari, nelle loro vicinanze nascono meno femmine

Nucleare pericoloso per le donne incinte Nel recente studio condotto da Ralf Kusmierz, Kristina Voigt e Hagen Scherb del HelmholtzZentrum ossia il German Research Center fo Environmental Health di Monaco e intitolato Is the human sex odds at birth distorted in the vicinity of nuclear facilities (NF)? emerge che nelle vicinanze delle centrali nucleari nascono meno femmine. Non solo: sono stati conteggiati 20mila aborti spontanei, gravidanze a rischio, malformazioni e tumori infantili. Le analisi sono state condotte su una popolazione residente a 35 Km dalle centrali nucleari, di cui 27 in Germania e 4 in Svizzera e riferiscono degli ultimi 40 anni.

La ricerca è partita dai dati sulle nascite in Ucraina nel dopo Cernobyl e in tutte quelle zone in cui è passata la nube radioattiva dove mancherebbero all’appello un milione di bambini mai nati a causa delle radiazioni nucleari. Mancherebbero all’appello, invece, negli ultimi anni, almeno un migliaio di bambine.

Gli scienziati spiegano perché andrebbero rivisti i limiti tollerabili di esposizione alle radiazioni:

Le radiazioni, in particolare quelle dell’isotopo H3 e C14 – influenzerebbero enormemente gli embrioni e questo, sempre secondo lo studio, avverrebbe anche quando i livelli di radiazione registrati dai controlli sono entro i limiti di legge. Su questo argomento l’IPPNW rincara la dose spiegando che tali limiti andrebbero quindi rivisti in quanto tarati su uomini attivi e in salute e non su embrioni appena formatisi e quindi decisamente più sensibili al rischio radioattivo.

A essere sotto accusa sopratutto gli incidenti di basso livello (avete presente Tricastin?) rei di far aumentare gli aborti nelle zone in cui si sono verificati. Infatti, sebbene, burocraticamente si sostenga che l’esposizione alle radiazioni rientra nei limiti di sicurezza, di fatto non si tiene conto della frequenza di questi piccoli incidenti. E le persone perciò restano esposte, a causa della frequenza, a dosi sempre maggiori di radioattività

Via | Il Cambiamento, Virgilio Go Green
Foto | Flickr

Centrali nucleari, nelle loro vicinanze nascono meno femmine

Campania, rane dal Dna alterato se vicino alle discariche

rane indicatori dell'inquinamento ambientale in Campania

Secondo lo studio Frogs, sentinels of DNA damage induced by pollution in Naples and the neighbouring Provinces, pubblicato su Ecotoxicology and Environmental Safety e condotto dal team di ricerca del professore Domenico Fulgione, l’inquinamento ambientale in Campania causa alterazioni genetiche nelle rane.

Le rane sono considerate un organismo sentinella e la ricerca ruota intorno alla tecnica definita comet assay. In pratica glis cienziati analizzano il Dna delle rane: se questo appare integro e arrotondato è sano; se riscontrano frammenti che si staccano dal nucleo e formano una coda questo è danneggiato.

Rileva il professore Fulgione che:

A partire dal 1980 siti di smaltimento illegale di rifiuti sono sorti in diverse località della regione, sopratutto nell’area nord. Diversi sono gli studi che hanno messo in evidenza l’alto numero di malattie nell’uomo in zone dove lo smaltimento dei rifiuti urbani, industriali o agricoli e realizzato i maniera non idonea o illegale.

I siti più inquinati nella zona analizzata sono: i Regi Lagni, Nola Cimitile, Ischitella, Piana del Sele. Di contro le rane del Parco nazionale del Cilento sono sanissime.

Via | Corriere del Mezzogiorno, 26-10-2010, pag. 4

Campania, rane dal Dna alterato se vicino alle discariche

Emissioni CO2 in calo nel 2009, male Cina, India e Brasile

La CO2 , uno dei gas serra imputati del riscaldamento globale ed il cui aumento sarebbe in parte legato all’ inquinamento provocato dall’uomo, è in calo .

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Emissioni CO2 in calo nel 2009, male Cina, India e Brasile