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Corrado Clini neo ministro per l’Ambiente sostiene inceneritori e nucleare

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Chissà perché è dal 2008 a questa parte che coloro che vanno a occupare lo scranno dell’Ambiente sono sempre i meno propensi alla tutela degli ecosistemi, del territorio o a favore delle energie rinnovabili. Infatti, la prima dichiarazione del neo ministro è:

Le politiche ambientali dovranno integrarsi maggiormente con quelle energetiche, del trasporto e delle infrastrutture per raggiungere l’ obiettivo della riduzione delle emissioni.

Corrado Clini, fino a ieri gran burocrate del ministero che ora presiede e in un certo senso braccio destro dell’ex Ministro Stefania Prestigiacomo (che gli invia gli auguri ufficiali) sembra tagliato, tecnicamente è ovvio, sugli interessi delle grandi lobby industriali. Potrebbe, dunque essere il confortevole interfaccia di Corrado Passera, nuovo ministro allo Sviluppo economico, banchiere chiamato a dare quella scossa necessaria alle grandi opere del Paese, Tav in testa e poi inceneritori e infrastrutture varie senza che gli ambientalisti si mettano, politicamente di traverso. Famosi i suoi confronti accesi con il Nobel Carlo Rubbia oppure le sue posizioni rispetto alla politica di riduzione delle emissioni 20-20-20. Infatti, appena il 22 settembre 2010, scriveva Terzaenergia:

Il Direttore generale per lo sviluppo sostenibile, l’energia e il clima del Ministero, Corrado Clini, ha messo in rilievo il ruolo centrale del nucleare per la riduzione delle emissioni e la sicurezza energetica dell’Europa, anche se purtroppo “l’Unione europea, nel negoziato internazionale sui cambiamenti climatici, continua a considerare l’energia nucleare al di fuori delle opzioni ‘pulite’ per ridurre le emissioni globali di Co2”.

Clini è un burocrate a tutto tondo e sono certa che politicamente asseconderà le necessità del Ministero per lo Sviluppo e appunto non ha mai fatto mistero delle sue preferenze per inceneritori e centrali nucleari. Nell’immenso archivio del web ho scovato una illuminante intervista che diede nel 2008 a Agi Energia, di proprietà Eni. E’ datata 29 gennaio e all’Ambiente c’è Alfonso Pecoraro Scanio Ministro molto politico e molto green che sarebbe caduto una settimana dopo, il 6 febbraio 2008 mentre la Federazione dei Verdi sarà estinta dalla tornata elettorale dell’aprile di quello stesso anno.

L’intervista fu data in occasione di una delle tante fasi dell’Emergenza Rifiuti a Napoli, mentre l’ex ministro Pecoraro Scanio salernitano e nel suo bacino di voti la Campania era impegnato a sostenere la battaglia per l’istituzione della raccolta differenziata e il riciclo dei materiali dopo la chiusura dei CdR, i depositi delle ecoballe, che più volte abbiamo detto molto balle e poco eco. Spiega Clini a una settimana dalla caduta del Governo Prodi e in netto contrasto con le idee del Ministro Pecoraro Scanio:

È tutto collegato perché la raccolta differenziata funziona bene dove ci sono anche gli inceneritori, e al contrario non funziona così bene quando il ciclo dei rifiuti è gestito in maniera non brillante.

Ma Clini azzanna la materia più in profondità, di fatto smentendo quello che allora era il Ministro e spiega in contrasto con quanto sostengono gli ambientalisti :

Se una volta fatta la raccolta differenziata, il 30-40% dei rifiuti andasse nei termovalorizzatori, si potrebbe arrivare a una capacità di produzione di elettricità pari a 1.500 Mw. Un risultato che non è poco, è pari a due grandi centrali elettriche, e potrebbe essere un aiuto molto importante.

Ma da dove sbuca la candidatura di Corrado Clini? Piace a molti è ovvio e non solo alla Destra. Piace anche a Pier Luigi Bersani ex ministro dello Sviluppo economico proprio sotto Prodi II. Ricordate il pellegrinaggio di politici all’indomani delle dimissioni dell’ex Premier Berlusconi? Venne fuori di botto il nome di Ermete Realacci evidentemente sostenuto dal Pd. Poi il silenzio. Infine, dopo l’ultima consultazione, quando l’attuale premier Mario Monti chiarì sotto imbeccata del Presidente Napolitano che il Governo sarebbe stato di tecnici e non di politici si arriva alla nomina di Clini a cui piacciono gli inceneritori. Proprio come piacciono a Pier Luigi Bersani che nel 2010 ebbe l’ardire di interrompere un Consiglio dei ministri per dire all’ex ministro Maroni di lasciare alla città di Salerno e non alla Provincia la gestione del nuovo inceneritore che poi non sarà più costruito. Bassolino commentò sarcastico sul suo blog. In tutto ciò oggi Realacci tace e non commenta questa nomina.

Foto | Minambiente

Corrado Clini neo ministro per l’Ambiente sostiene inceneritori e nucleare

Governo Monti: Ermete Realacci neo ministro all’Ambiente, si o no?

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ermete realacci

Mentre il sen. Mario Monti muove i primi passi verso la costruzione di un governo tecnico (ma per le analisi politiche leggete Polisblog) iniziano a avanzare le prime ipotesi sui neo ministri. Tra i primi nomi avanza quello di Ermete Realacci, nelle fila del Pd, all’Ambiente.

Ovviamente nel dopo Fukushima e con i referendum contro il nucleare vinti a furor di popolo il dicastero dell’Ambiente non potrà più essere considerato la Cenerentola del governo o alla stregua di un associazione di Dame di carità come fino a oggi ha fatto Stefania Prestigiacomo.
All’ Agricoltura, altro dicastero che pure ci interessa per il ruolo da protagonista che avrà nel 2012-13 con il rinnovo della PAC (Politica agricola comunitaria) si parla di Lorenzo Cesa, segretario Udc mentre quello alle Infrastrutture e Trasporti potrebbe essere diretto da Maurizio Lupi (PdL) .

In ogni caso i Circoli dell’Ambiente, la struttura ambientalista (così si definiscono loro, eh!) del PdL mi ha inviato un comunicato in cui il Presidente Fimiani dichiara:

Realacci rappresenta il vecchio ambientalismo isterilito e volgente al tramonto, non più al passo coi tempi, che ostacola uno sviluppo socio-economico sostenibile e che in Italia, come nel resto del mondo, ha fallito.

Foto | Ermete Realacci su Flickr

Governo Monti: Ermete Realacci neo ministro all’Ambiente, si o no?

Agenzia nucleare, tramonta l’ipotesi Veronesi?

Agenzia nucleare, tramonta l'ipotesi Veronesi?

La telenovela della nomina di Umberto Veronesi alla carica di presidente della futura Agenzia per la sicurezza nucleare si arricchisce di un nuovo episodio: la Camera dei Deputati, infatti, ha votato oggi due emendamenti al cosiddetto “decreto sblocca reti” (il 3.1, presentato da Ermete Realacci del Pd e il 3.2 presentato da Gabriele Cimadoro di Idv) che chiedevano la soppressione dell’articolo 3 del decreto.

Con questi emendamenti, in estrema sintesi, torna l’incompatibilità tra la carica di presidente dell’Agenzia e una sfilza di cariche dirigenziali ed elettive. Tra queste anche quella di senatore, attualmente ricoperta da Veronesi in quota Pd.

Da molti la votazione dei due emendamenti, praticamente identici e già respinti dieci giorni fa in Senato, è vista come un siluro indirizzato dritto dritto al senatore-professore Veronesi. Non è detto che sia così.

Veronesi, infatti, già la settimana scorsa, in una intervista al Corriere della Sera, aveva preannunciato l’intenzione di dimettersi, qualora fosse stato nominato presidente dell’agenzia. Il problema, quindi, almeno in teoria non si pone.

La questione vera, infatti è un’altra: il Pd il nucleare lo vuole oppure no? Gli Ecodem, ala ecologista (?) del partito, hanno già fatto sapere di essere soddisfatti dei due emendamenti approvati ma di non cambiare la propria posizione:

cio’ non cambia di una sola virgola, naturalmente, la nostra posizione di contrarieta’ alla scelta del governo di ritorno al nucleare: una scelta sbagliata dal punto di vista delle politiche energetiche ed ambientali, insostenibile dal punto di vista economico

Che Veronesi fosse favorevole al nucleare, però, lo si sa da sempre e il Pd non ha esitato a candidarlo e farlo eleggere al Senato. Se i democratici hanno realmente intenzione di prendere una posizione negativa e netta sull’argomento, allora, forse sarebbe il caso che rompano del tutto con Veronesi.

Una decina di giorni fa Bersani aveva dichiarato:

Se accetta l’offerta del centrodestra e va a guidare la nuova agenzia nucleare, allora dovrà lasciare il suo posto di senatore del Pd perchè la maglietta di politico e quella di presidente di una’authority scientifica sono incompatibili

Come presa di posizione è un po’ troppo diplomatica…

Via | Il Velino, La Repubblica, Asca
Foto | Nogara online

Agenzia nucleare, tramonta l’ipotesi Veronesi?

Più condoni edilizi per tutti

Fino ad oggi l’ Italia ha conosciuto in media un condono edilizio ogni 4-5 anni. Se dovesse passare una proposta di legge presentata ieri alla Camera, i condoni diventeranno giornalieri . E’ quanto denuncia Ermete Realacci , responsabile della green economy del PD , il quale ha spiegato che, mentre l’attenzione dei cittadini è concentrata sul ddl intercettazioni , la maggioranza vuol far passare sotto silenzio una nuova legge che consentirà una cementificazione a tappeto legalizzata .

Go here to see the original:
Più condoni edilizi per tutti

Nasce l’intergruppo parlamentare anti ogm

Brutte notizie dal Parlamento per clima e animali

Sono già una ventina, tra deputati e senatori, i parlamentari italiani che hanno aderito all’intergruppo “Liberi da ogm”. Gran parte sono del Pd, ma ci sono anche pidiellini e leghisti. Il fronte del no agli ogm nel Parlamento italiano, quindi, è decisamente trasversale.

L’intergruppo nasce dal dialogo dei parlamentari con le associazioni agricole contrarie agli organismi geneticamente modificati (in pratica tutte le maggiori, tranne Confagricoltura) e ha come obbiettivo la promozione di iniziative politiche in favore dell’agricoltura non ogm.

Al momento gli aderenti sono pochi, considerato che tra Camera e Senato ci sono un migliaio di parlamentari, ma si prevede che già dai prossimi giorni il numero possa crescere: i fondatori del gruppo, infatti, hanno distribuito a tutti i colleghi una nota per spiegare le proprie ragioni e chiedere l’adesione all’intergruppo.

Al momento gli aderenti sono:

Alla Camera: Massimo Fiorio, Luciano Agostini, Sandro Brandolini, Susanna Cenni, Giuseppina Servodio, Nicodemo Nazzareno Oliverio, Ermete Realacci e Marco Carra, tutti del Pd; Corrado Callegari e Sebastiano Fogliato, entrambi della Lega Nord; l’Udc Teresio Delfino e Francesco Biava del Pdl.

Al Senato: Francesco Ferrante, Roberto Della Seta e Leana Pignedoli, del Pd; il Pdl Fedele Sanciu; l’Idv Elio Lannutti.

Via | Terra Nuova

Nasce l’intergruppo parlamentare anti ogm