Posts Tagged ‘estinzione’

Rinoceronti: come salvarli con un elicottero

Non è di certo un bel periodo per i rinoceronti , dopo l’annuncio dell’estinzione del rinoceronte di Giava e del record annuale delle vittime del bracconaggio, ma di certo fa piacere vedere che qualcuno si dà tanto da fare anche per salvare questi enormi animali, e non solo per sfruttarli. I volontari in questione sono quelli del WWF che nel tentativo di salvare una delle specie più in pericolo, il rinoceronte nero , sono riusciti letteralmente a sottrarre dalle mani dei cacciatori ben 19 esemplari

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Rinoceronti: come salvarli con un elicottero

Rinoceronti: 2011 anno negativo da record

Come se non bastasse la terribile notizia dei rinoceronti di Giava estinti in Vietnam , ora uno studio del WWF ce ne manda un’altra che rende la situazione ancora peggiore: nei soli primi 10 mesi dell’anno 2011 il numero di rinoceronti uccisi dai bracconieri ha già superato il numero di quelli che erano stati uccisi in tutto il 2010. Continua a leggere: Rinoceronti: 2011 anno negativo da record (…) Rinoceronti: 2011 anno negativo da record , pubblicato su Ecologiae.com il 06/11/2011 © Marco Mancini per Ecologiae.com , 2011.

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Rinoceronti: 2011 anno negativo da record

Animali in via d’estinzione: nuove speranze per i koala

Anche se i koala non sono ufficialmente considerati minacciati dall’IUCN o dal governo australiano, le popolazioni di tutte le specie autoctone sono in declino da anni. La situazione nel Nuovo Galles del Sud, in particolare, è grave. Ma in una città, Gunnedah , la popolazione di koala è sorprendentemente in aumento .

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Animali in via d’estinzione: nuove speranze per i koala

Il cobra del Bronx è stato ritrovato ma è sempre più solo

Cobra Egiziano Bronx

Sei giorni e un account di Twitter dopo essere scappato dalla sua gabbia il cobra egiziano dello zoo del Bronx è stato trovato. Lo staff dello zoo lo ha ritrovato in un angolo buio della casa dei retttili. Se il cobra avesse lasciato lo zoo sarebbe stato solo per parecchio tempo e non solo perchè si trovava nel Bronx, la popolazione mondiale dei serpenti è in preoccupante declino.

Secondo uno studio sulla popolazione di serpenti intorno al mondo del 2010 condotta da scienziati di tre differenti continenti i serpenti stanno diventando sempre meno. Il picco del declino è stato dal 1998 al 2002 e coinvolge soprattutto le speci che vivono in piccole tane con abitudini sedentarie.

E i serpenti non sono purtroppo l’unica popolazione animale a declinare: studi di settore spiegano come il risultato dei cambiamenti climatici sarà l’estinzione di moltissime speci entro il 2080.

Via | TNR

Il cobra del Bronx è stato ritrovato ma è sempre più solo

Sea Shepherd: campagna choc per salvare il tonno rosso

Il tonno rosso come il panda

Quando vedete un tonno pensate a un panda. Questo è lo slogan della nuova campagna della Sea Sheperd Conservation Society.

In una serie di poster scene di pesca nella quale i panda prendono il posto dei tonni. Le immagini choc proposte dall’associazione usano la fama del panda simbolo di una specie da proteggere per sensibilizzare sull’estinzione del tonno rosso. Se non vi saranno consistenti tutele il tonno rosso rischia di sparire nel 2012.

Riferisce Sea Shepherd che si è persa già l’85% della popolazione di tonno rosso a causa dell’industria della pesca.

Il tonno rosso come il panda

Il tonno rosso come il panda Il tonno rosso come il panda Il tonno rosso come il panda

Foto | Maxisciences

Sea Shepherd: campagna choc per salvare il tonno rosso

Biodiversità, a rischio estinzione un quinto dei vertebrati

Ancora sulla biodiversità , con i risultati, a dir poco preoccupanti, di uno studio condotto sulla conservazione dei vertebrati , pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Science , e presentato nell’ambito della X Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità in corso a Nagoya , in Giappone . Dall’ampia analisi condotta sullo stato delle specie si evince purtroppo che ben un quinto dei vertebrati è a rischio estinzione .

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Biodiversità, a rischio estinzione un quinto dei vertebrati

L’ibis eremita si estingue nella giornata mondiale degli animali

Oggi, come già anticipato su Ecoblog, in occasione della festa di San Francesco l’intera penisola è attraversata da iniziative volte a festeggiare gli animali… Fra queste, particolare scalpore suscita quella proclamata dall’AIDAA (l’Associzione Italiana per la difesa di Animali e Ambiente) che, per sottolineare il proprio disappunto circa la recente, deludente, direttiva europea sulla vivisezione, ha proclamato uno sciopero della fame indetto per l’intera giornata dedicata al Patrono d’Italia. Quanto risparmiato, sarà poi interamente devoluto agli amici a quattro zampe rinchiusi in canili, gattili, ecc… Insomma, l’apoteosi dell’amore per gli animali! Eppure, in tutto questo gaudio, c’è un’ombra che si allarga e che, in effetti, mi fa riflettere su quanto l’essere umano sia miope nel suo rapporto con la biodiversità: troppo poco, infatti, si sta facendo per salvare le moltissime specie animali e vegetali dall’estinzione. Impossibile, a questo proposito, non citare la Tigre che molti danno per spacciata proprio nel “suo” anno (secondo il calendario cinese) o l’Ibis eremita sul quale, proprio di recente, ho letto un triste resoconto

Questo splendido uccello, venerato dagli egizi, è annoverato nella lista rossa della Iucn dal 1994. Oltre alle sparute colonie in Marocco e a qualche sporadico animale (alcuni dei quali tristemente in cattività) in Turchia, il ceppo orientale del Geronticus eremita era dato per completamente estinto già nel 1989. In realtà, nel 2002, sette esemplari ne sono stati individuati in Siria (dove si considerava definitivamente sparito da quasi un secolo..). Fino al 2004 gli interventi di tutela e di conoscenza della specie facevano ben sperare: in soli 3 anni la colonia era già più che raddoppiata parallelemente a sempre nuove conoscenze su alimentazione, spostamenti e minacce e a proposte di ecoturismo efficaci anche per la popolazione antropica locale… Dopo, però, l’attività di conservazione è stata fiaccata da continue mancanze di fondi, difficoltà burocratiche e istituzionali.. Il risultato è che oggi gli Ibis orientali in Siria sono rimasti solo in tre e, a questo punto, qualsiasi tentativo di salvarli decade…

Presso gli antichi egizi questo uccello rappresentava l’incarnazione del dio Thot, multiforme divinità che assommava in sè la massima sapienza tanto da consegnare ad Osiride il Libro della Vita perché i defunti potessero affrontare l’aldilà.. Pertanto (e rimanendo in pieno tema “francescano”), se non è proprio possibile evitare la sua estinzione che almeno essa serva ai “vivi” a curare meglio l’”aldiqua” con tutte le sue creature…

Via | Greenreport
Foto | Flickr

L’ibis eremita si estingue nella giornata mondiale degli animali

Sgombri sotto pressione: l’Ue contro le Isole Faroe

Sgombri sotto pressione: l'Ue contro le isole FaroeSalvate lo sgombro, nobile pesce povero troppo pescato nei mari del nord Europa. E, a proposito di Europa, e di sgombri, l’ultima notizia sulla lotta tra titani tra pesca industriale e Unione Europea viene dall’europarlamento: la Commissione Pesca, infatti, ha infatti criticato aspramente la decisione di Islanda e Isole Faroe di incrementare la pesca dello sgombro nell’Atlantico nord orientale.

Gerard van Balsfoort (esperto olandese del Pelagic Regional Advisory Council), ha mostrato come negli ultimi anni la gestione della pesca in quello specchio di oceano è stata un successo grazie agli sforzi congiunti di Ue e Norvegia. Ora, però, Islanda e Faroe vorrebbero fare da sole, con una decisione unilaterale.

Ma, in realtà, come stanno messi gli stock di sgombri? Ian Gatt (esperto scozzese del Pelagic Regional Advisory Council), ammette che gli sgombri sono abbondanti ma rifiuta la tesi che ciò sia dovuto al riscaldamento globale degli oceani. La salute degli sgombri, secondo Ian Gatt, deriva dalla buona gestione degli ultimi anni. Abbassare la guardia, quindi, sarebbe un errore grave.

Isabella Lövin (parlamentare del gruppo dei Verdi), suggerisce per tanto che si affronti la questione sgombro in un contesto più ampio, considerando anche il fatto che i pesci migrano e quindi non si possono prendere decisioni unilaterali. Bisogna andare tutti insieme.

La questione sembra, vista l’abbondanza dei pesci di cui stiamo parlando, di lana caprina. In realtà, però, è più complessa perchè, non molto tempo fa, l’Europa stessa aveva lanciato un allarme estinzione per molte specie di pesci, seppur limitandolo al Mediterraneo.

La triste storia del tonno, specialmente quello rosso, dimostra che i pesci sembrano sempre tanti fino a quando non ci si accorge che sono troppo pochi. Lo sgombro, ad esempio, appena due anni fa era nella lista dei “consigli per gli acquisti” del Wwf…

Via | Commissione Pesca Ue
Foto | Flickr

Sgombri sotto pressione: l’Ue contro le Isole Faroe

La pesca industriale mette a rischio alcune specie di pesci nel Mediterraneo

La pesca industriale mette a rischio alcune specie di pesci nel Mediterraneo

I pesci del mar Mediterraneo sono a rischio estinzione? Alcuni sì a sentire gli esperti a cui si è affidata la europa per fare una sorta di monitoraggio della salute del mare nostrum. Secondo Henri Farrugio, che è a capo del comitato scientifico che ha studiato la situazione del Mediterraneo, a correre maggiori rischi sarebbero sogliole, naselli, merluzzi e rane pescatrici. Un po’ meglio va per alici e sardine.

La causa della forte sofferenza degli stock di pesce nel Mediterraneo è, e non da oggi, l’eccessiva pesca che supera il ritmo naturale della riproduzione di questi animali:

Il 91% degli stock esaminati risulta sovrasfruttato o pienamente sfruttato. Anche se è vero che esistono stock diversi nelle differenti aree del Mediterraneo, le specie che siamo riusciti a valutare rappresentano il 10% delle risorse ittiche catturate e quindi sono rappresentative a livello commerciale. Tutti gli indici convergono sulla diagnosi e gli esperti stanno lavorando per avere riferimenti più precisi. Ma tutte le simulazioni mostrano che molte specie hanno una mortalità troppo elevata

Così dichiara Farrugio, confermando ciò che già si sa per altre specie di pesci che hanno già avuto l’onore di finire sulla stampa ecologista, come il tonno rosso, pescato in gran quantità nel Mediterraneo per essere poi venduto a peso d’oro in estremo oriente.

Merluzzi, sogliole & Co, però, fino ad oggi non hanno ricevuto la stessa attenzione dello sfortunato collega di navigazione ma, a quanto affermano oggi gli scienziati, forse si dovrebbe iniziare a pensare anche a loro.

Via | Mediterraneo.it
Foto | Flickr

La pesca industriale mette a rischio alcune specie di pesci nel Mediterraneo

Pinguini, a rischio estinzione 10 specie su 18

E’ la lunga marcia dei pinguini verso…l’ estinzione . Dieci specie su diciotto sarebbero a rischio, o almeno stando alle previsioni , ben poco ottimistiche, effettuate dagli esperti. Gli studiosi ne hanno parlato in questi giorni a Boston nell’ambito della International Penguin Conference .

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Pinguini, a rischio estinzione 10 specie su 18