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Berghotel Mattlihüs, un albergo di legno 100% ecologico nel cuore delle Alpi Bavaresi

Se il turismo sostenibile di lusso può sembrare in parte ancora una chimera, di certo il Berghotel Mattlihüs di Oberjoch, nell’Algovia bavarese, ha tutti i requisiti per un soggiorno a basso impatto ambientale. La famiglia Geissler ha infatti pensato proprio a tutto per garantire una costruzione ed una gestione eco-friendly, rispettose dei parametri della bioedilizia e della sostenibilità ambientale.
L’hotel, quattro stelle, è realizzato completamente in legno ed è 100% ecologico, unico nel suo genere in Germania. In Italia ne abbiamo visto uno simile in Trentino-Alto Adige: il biohotel Theiner’s garten di Merano. Il Berghotel Mattlihüs si trova a 1.200 metri di altitudine ed è stato realizzato senza impiegare chiodi e facendo a meno di collanti ed altre sostanze chimiche. Gli ospiti possono recarsi nelle vicine piste da sci, a Bad Hindelang, partecipare a sessioni di yoga, praticare l’arrampicata o noleggiare delle biciclette per avventurarsi in escursioni nelle campagne circostanti, godendo di una full immersion nella natura e raccogliendo erbe da impiegare nella preparazione di tisane e ricette biologiche.
Il percorso virtuoso, da comunissimo albergo ad hotel eco-sostenibile, ha dato origine ad un resort innovativo, ispirato ai principi del Feng Shui, in grado di offrire conforto agli ospiti alla ricerca di pace ed equilibrio. Il legno di cirmolo utilizzato possiede infatti delle proprietà calmanti, in grado di rallentare il battito cardiaco conciliando il sonno.
Secondo la tradizione popolare il cirmolo riesce a trasmettere un influsso positivo alla psiche, infondendo tenacia e pazienza e favorendo la visualizzazione degli obiettivi di miglioramento personale. Il legno impiegato nella costruzione proviene da alberi tagliati da foreste locali, nei giorni di luna calante, periodo in cui le radici trattengono dal suolo una maggiore quantità di sostanze naturali, capaci di resistere alla muffa ed al deterioramento dell’umidità e del tempo oltre che all’attacco dei parassiti. Nei vasti terreni che circondano l’albergo si pratica l’agricoltura estensiva, rispettosa dell’ambiente.
L’albergo è alimentato da energie rinnovabili e ha adottato politiche di gestione dei rifiuti e dei reflui ecologiche ed interventi di risparmio idrico, come il recupero dell’acqua piovana per rifornire lo sciacquone, buone pratiche che gli sono valse diverse certificazioni di sostenibilità ambientale. Ovviamente anche l’alimentazione è rigorosamente bio. Frutta, verdura, succhi e vini utilizzati dal ristorante e dal bar sono tutti di produzione biologica. Ci sono menu per soddisfare ogni esigenza: dalla cucina vegetariana ai piatti studiati per i diabetici.
Anche il prezzo si mantiene tutto sommato sostenibile: pernottamento e mezza pensione biologica partono infatti da 124 euro a persona. Inoltre, per favorire la mobilità sostenibile la struttura offre uno sconto del 5% sul prezzo della camera a chi arriva in treno o in autobus ed il personale provvede a prendere ed accompagnare gli ospiti alla fermata più vicina.
Berghotel Mattlihüs albergo in legno 100% ecologico
Via | Berghotel Mattlihüs; Alpibavaresi; Il turista
Foto | Berghotel Mattlihüs su Facebook
Berghotel Mattlihüs, un albergo di legno 100% ecologico nel cuore delle Alpi Bavaresi
Pesca, in Europa le regole sono troppo rigide? I pescatori vanno in Africa
A causa del sovrasfruttamento della pesca in Europa , l’Unione ha decretato una serie di regole stringenti che dovrebbero salvaguardare le specie in via di estinzione ed evitare che i nostri mari assomiglino sempre più ad un deserto.
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Pesca, in Europa le regole sono troppo rigide? I pescatori vanno in Africa
Stop al fracking in Bulgaria

Dopo un lungo dibattito scatenato dalle proteste di gruppi di ambientalisti e cittadini, il Parlamento bulgaro il 18 gennaio scorso si è espresso contro la fratturazione idraulica, mettendo al bando l’esplorazione e l’estrazione del gas di scisto nel Paese e nelle acque territoriali del Mar Nero con 116 voti a favore, sei contrari e 3 astenuti. Un brutto colpo per la Chevron già in possesso, dal giugno del 2011, delle autorizzazioni per la ricerca di nuovi giacimenti di gas di scisto nell’area Nord-orientale della Bulgaria.
La compagnia si vedeva già in tasca tra i 300 ed i mille miliardi di metri cubi di gas di scisto che secondo le stime erano stoccati sotto la catena montuosa, a Novi Pazar. Un portavoce della Chevron, Kurt Glaubitz, ha commentato la decisione del Parlamento bulgaro auspicando un ripensamento, alla luce di un’attenta analisi scientifica che dimostri ai cittadini ed al Governo che l’esplorazione e lo sviluppo possono essere compatibili con la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente.
Dopo la Francia che sei mesi fa aveva bandito la tecnica del fracking sollecitata dai cittadini infuriati, la Bulgaria è il secondo Paese europeo ad imporre il divieto. Il Parlamento bulgaro ha introdotto pesanti sanzioni per le compagnie petrolifere che non rispettano il bando: si vedranno confiscare i mezzi e saranno costrette a pagare una multa di 50 mila euro.
La fratturazione idraulica, ne parlavamo su Ecoblog appena qualche settimana fa, è una tecnica rischiosa che consiste nel pompaggio di acqua pressurizzata, sostanze chimiche e sabbia nella roccia allo scopo di aprire delle fessure che facilitino la risalita del flusso di combustibili.
Il fracking viene utilizzato per cercare giacimenti che con le altre tecniche non verrebbero rilevati. L’EPA di recente ha confermato le preoccupazioni ambientali sollevate da cittadini ed associazioni sui rischi di inquinamento delle falde acquifere e di piccoli terremoti connessi alla fratturazione idraulica.
Via | Bulgaria-Italia; Inhabitat
Foto | Flickr
Olimpiadi Londra 2012, smog mette a rischio performance e salute degli atleti

Londra si prepara ad ospitare le Olimpiadi 2012 ben consapevole che con i riflettori di tutto il mondo puntati addosso, a partire da luglio, non potrà nascondere la cappa di smog che la sovrasta. D’altra parte non è riuscita a nascondere le scorie radioattive che c’erano sotto lo stadio olimpico, figurarsi il marcio che è alla luce del sole.
Già ci sono le avvisaglie delle prime grane a causa dell’inquinamento atmosferico che si sa non è propriamente un toccasana per chiunque svolga attività fisica, figuriamoci a livelli agonistici poi. Rispetto ad una persona sedentaria, infatti, gli atleti incamerano più aria durante la performance e questo potrebbe esporli al rischio di disturbi respiratori compromettenti per le prestazioni sportive.
A lanciare l’allarme è Frank Kelly, docente di salute ambientale al King’s College di Londra. Spiega Kelly che in condizioni atmosferiche avverse c’è il rischio che Londra non faccia proprio una gran figura agli occhi del mondo e così gli atleti. La cattiva qualità dell’aria, infatti, metterà a rischio maratoneti, ciclisti e tutti gli atleti che hanno bisogno di respirare bene per sopportare sforzi protratti nel tempo.
Gli atleti potrebbero avvertire un senso di costrizione al petto, dolore e potrebbe letteralmente mancargli il respiro. Preoccupazioni anche per gli spettatori, i giornalisti e gli accompagnatori che soffrono d’asma e di altre malattie respiratorie. Senza contare che non raggiungere i risultati sperati potrebbe demotivare gli atleti che faticherebbero ad attribuire alla cattiva qualità dell’aria la loro cattiva performance, sentendosi pienamente responsabili di una prestazione sottotono.
Secondo Simon Birkett, a capo della campagna Clean Air in London, le autorità dovrebbero mettere al bando le auto più inquinanti per mostrare al mondo che Londra prende sul serio sia i Giochi che la salute pubblica di atleti e cittadini.
Via | Clean Air in London
Foto | Flickr
Olimpiadi Londra 2012, smog mette a rischio performance e salute degli atleti
Al via il concorso fotografico PhotoForChange, il vivere sostenibile nell’economia che cambia

Photoforchange, il vivere sostenibile nell’economia che cambia, è un concorso fotografico volto ad immortalare il cambiamento operato dagli stili di vita amici dell’ambiente.
E non poteva che chiamare in causa la giovane Europa, ragazzi e ragazze con l’obiettivo puntato su un futuro necessariamente sostenibile e sulla conversione ecologica. Al contest, promosso dai partner del progetto europeo CITY_SEC, potranno partecipare giovani italiani, greci, croati, svedesi, ungheresi e polacchi.
Photoforchange si propone di
rappresentare personaggi, realtà, luoghi e azioni della transizione energetica e di un nuovo sistema economico e produttivo nato dall’innovativo rapporto tra uomo e ambiente, con conseguenti benefici sociali e occupazionali, esaltando l’espressività di un territorio tra tradizione e innovazione.
Le migliori fotografie verranno incluse in un catalogo dedicato e faranno parte di una mostra a Bruxelles. C’è tempo fino al 31 marzo 2012 per inviare le proprie foto. La partecipazione è gratuita. Trovate tutte le altre informazioni in merito nel bando.
Via – Foto | Facebook Photo For Change
Al via il concorso fotografico PhotoForChange, il vivere sostenibile nell’economia che cambia
Il decollo del solare fotovoltaico all’aeroporto di Düsseldorf

Una svolta sostenibile per l’aeroporto di Düsseldorf, in Germania, grazie all’installazione di ben 8.400 pannelli solari su una superficie grande quanto sei campi da calcio.
Si tratta di uno dei parchi fotovoltaici più grandi della Germania e dovrebbe diventare operativo entro la fine del 2012.
L’impianto produrrà due megawatt all’anno, sufficienti a soddisfare i consumi medi di 600 famiglie (nuclei familiari di quattro membri) di Düsseldorf.
Un monitor installato nella hall degli arrivi aggiornerà i dati sulla produzione di energia in tempo reale così come l’ammontare delle emissioni di CO2 risparmiate grazie all’impianto.
Il progetto rientra in un programma congiunto del Düsseldorf International e del Grünwerke GmbH, volto a potenziare l’utilizzo e la diffusione delle energie rinnovabili sul territorio.
Il decollo del solare fotovoltaico all’aeroporto di Düsseldorf
Europa: le compagnie aeree pagheranno il loro stesso inquinamento
La norma era stata fortemente contestata ed immediatamente respinta negli Stati Uniti ed in Cina , ma nella “verde” Europa ha trovato terreno fertile: la tassa sull’inquinamento delle compagnie aeree si farà. Lo ha deciso l’Alta Corte di Giustizia Europea che ha respinto i ricorsi delle compagnie aeree contro la decisione di imporre una tassa, come accade già per le industrie inquinanti, da pagare a seconda della CO2 emessa.
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Europa: le compagnie aeree pagheranno il loro stesso inquinamento
Carbon credits in Europa: oggi il voto
L’idea del carbon credits , cioè acquistare i diritti ad inquinare, è piaciuta in tutto il mondo, ma non è stata adottata quasi da nessuna parte. La legge è semplice: più inquini e più paghi
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Carbon credits in Europa: oggi il voto
Emissioni: UE pensa di fissare i tagli anche dopo il 2020
Allo stato attuale l’obiettivo che l’ Unione Europea si è posta per il 2020 è il taglio delle emissioni al 20% . Sono in molti però a credere che non sia sufficiente, e così Günther Oettinger , il commissario europeo per l’Energia, ha proposto di cominciare a discutere anche di cosa accadrà nel periodo successivo, fino al 2030, ed oltre. In particolare la richiesta di Oettinger è di realizzare una tabella di marcia che arrivi fino al 2050, la quale dovrebbe iniziare ad essere vincolante entro il 2014.
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Emissioni: UE pensa di fissare i tagli anche dopo il 2020
Agricoltura urbana mobile a Berlino

Nel distretto di Kreuzberg, a Berlino, esattamente a Moritzplatz, un’area dismessa da oltre cinquant’anni è stata riqualificata grazie a Prinzessinnengärten, un progetto di agricoltura urbana, promosso nel 2009 da Nomadisch Grün.
L’orto urbano ha una funzione sia ecologica che sociale, rappresenta infatti un momento di aggregazione e di condivisione, oltre che di ritorno alla terra, sottratta e poi restituita dallo stesso uomo al tessuto urbano.
Marco Clausen e Robert Shaw, tra i promotori del progetto, si sono lasciati ispirare dalla filosofia cubana, incentrata sull’agricoltura urbana.
Le piante crescono in sacchi di riso, cassette di plastica e contenitori di diversi alimenti. In questo modo possono essere trasportate facilmente laddove ce n’è bisogno, favorendo la circolazione anche in città di prodotti genuini ed a km zero, direttamente dalla pianta alla tavola dei cittadini.
Chiunque può partecipare al progetto, leggere i libri sull’orticoltura messi a disposizione in loco ed acquistare e gustare gli ortaggi prodotti da coltivazione organica dal piccolo caffè-ristorante, presente ai margini dell’orto urbano.
Via | Prinzessinnengärten
Foto | Prinzessinnengärten




















