Posts Tagged ‘facebook’

Greenpeace e Facebook unite sulle rinnovabili

Ve la ricordate la campagna “ Unfriend Coal “, togli l’amicizia al carbone? La avviò un paio di anni fa Greenpeace direttamente su Facebook per chiedere al social network più famoso del mondo di smetterla di utilizzare l’energia proveniente dal carbone per alimentare i propri data center

Read this article:
Greenpeace e Facebook unite sulle rinnovabili

Referendum nucleare in Sardegna: vincono i sì, figuraccia di Alfonso Fimiani dei Circoli dell’ambiente

Referendum nucleare in Sardegna vincono i sì, figuraccia di Alfonso Fimiani dei Circoli dell'ambienteQuella di ieri è stata una giornata da ricordare per chi non ama l’energia nucleare e, soprattutto, per chi si interessa di propaganda. Per la cronaca il referendum sardo contro il nucleare è stato stravinto dai proponenti con una affluenza del 59,49% e il 98,14% dei votanti che alla domanda “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?” ha risposto sì.

Ma questo è solo una parte del discorso perché, è inutile negarlo, anche se il referendum sardo non ha valore di vincolo legale è pur sempre un importante (e soprattutto il primo) banco di prova in attesa del referendum vero sul nucleare, quello del 12-13 giugno. E, infatti, i commenti sono arrivati subito e in abbondanza.

E non poteva mancare il commento dei Circoli dell’ambiente berlusconiani guidati dal campano Alfonso Fimiani (quello dello spot semi amatoriale pro nucleare, pro caccia, pro inceneritori, pro acqua privata). Anzi, i commenti. Perché sono stati tre, e il primo passerà alla storia come una delle più grosse brutte figure mai fatte da un soggetto politico in Italia.

La storia e, soprattutto, gli orari: verso mezzogiorno di ieri è ormai certo che il referendum ha raggiunto il quorum del 40% (dati aggiornati alla sera di sabato), superiore al 33% necessario per essere considerato valido (è un referendum regionale, ha regole diverse da quello nazionale di giugno che avrà bisogno del 50% più uno dei votanti per essere valido). I promotori del referendum esultano, hanno raggiunto l’obbiettivo.

I Circoli dell’ambiente, che probabilmente non erano stati avvertiti del fatto che si votava anche lunedì fino alle 15:00, alle 16:47 escono con un comunicato stampa al vetriolo dal titolo (maiuscolo e triplo punto interrogativo inclusi):

CIRCOLI AMBIENTE: SARDEGNA, AFFLUENZA DEFINITIVA SOTTO 50% NONOSTANTE ELECTION DAY. COSA AVRANNO DA ESULTARE GLI ANTINUCLEARISTI???

Con tanto di dichiarazione di Alfonso Fimiani, che dei Circoli è presidente:

Il dato definitivo di una Sardegna chiamata al voto per le amministrative ci dice che meno del 50% degli aventi diritto si è espresso al referendum consultivo sul nucleare: se queste sono le premesse, il 12 e 13 giugno l’astensione consapevole prevarrà a larghissima maggioranza e doppierà il numero dei votanti

Errore banale: Fimiani ha preso l’affluenza del giorno prima per quella definitiva e, infatti, tre ore e tredici minuti dopo si corregge. Alle 20:00 esce il secondo comunicato dal titolo, in minuscolo e senza segni di interpunzione di alcun tipo:

Errata corrige: Affluenza al referendum in Sardegna, dati discordanti

Discordanti? Il perchè ce lo spiega Fimiani:

E’ evidente che eravamo in possesso di dati probabilmente sbagliati sull’affluenza alle urne per il referendum in Sardegna. Abbiamo trovato enormi difficoltà a reperire le percentuali esatte, poiché su internet girano voci contrastanti che danno tale affluenza a meno del 50% o sopra il 60%

L’analisi, però, non cambia di una virgola:

Sta di fatto che sicuramente tale dato è falsato dalle amministrative: molti erano i Comuni in cui veniva eletto il Sindaco e per quelle elezioni il dato è certo ed è il 75%, ben sopra il 50 od il 60 del referendum

Anche se, proprio su internet, i dati giusti erano disponibilissimi: sul sito della Regione Sardegna. Ma Fimiani, oggi alle 14:33, esce con un terzo comunicato:

Ieri dalla Sede Nazionale dei Circoli dell’Ambiente, dove erano riuniti il Presidente e buona parte dei Consiglieri dell’Esecutivo Nazionale, risultava impossibile l’accesso al sito della Regione Sardegna e pertanto i dati dell’affluenza al referendum consultivo sul nucleare venivano necessariamente estrapolati da siti internet che, è evidente, li riportavano in maniera errata, definendo il dato delle ore 11 come quello definitivo. Solo durante la nottata è stato possibile avere cognizione dei numeri precisi

Accesso al sito impossibile, ma solo per loro perché i dati giusti li avevano tutti ed erano stati persino riportati, pochi minuti dopo, da dozzine di agenzie di stampa. Fimiani, a questo punto, oltre ai dati ha dovuto correggere anche il commento:

Abbiamo avuto modo di analizzare i dati e di certo non possiamo essere ottimisti come lo eravamo prima di questo voto: lo scontro tra i promotori e gli astensionisti si fa più duro e non possiamo far altro che sperare che da qui a giugno ci venga dato lo spazio adeguato per dire la nostra. L’analisi del voto amministrativo dà in generale l’idea di un estremismo che avanza a sfavore di un mondo moderato che preferisce esprimere il proprio dissenso rimanendo a casa. Fino ad oggi c’è stato un monopolio mediatico dell’ambientalismo estremista e degli anti-nuclearisti, ma io sono assolutamente certo che basterebbe poco per recuperare la fiducia qualche centinaia di migliaia di elettori che sposterebbero gli equilibri e consentirebbero di non raggiungere il quorum

Poi, però, torna sulla questione dell’election day affermando che è stato determinante:

Di fatto senza le amministrative, conteggiando le percentuali di quelle popolazioni che non erano chiamate al voto per le comunali, l’affluenza media è intorno al 50%, forse sotto, ed in Sardegna è stato dunque l’election-day ad aver fatto da traino, con Comuni che hanno superato l’80%”

Anche in questo caso, però, non si sa da dove vengano i dati dei Circoli berlusconiani: il Comitato del sì al referendum sardo, che conta circa 80 associazioni, ne presenta infatti altri che sono ben diversi:

In Sardegna il quorum è stato calcolato sul totale degli aventi diritto al voto,circa 1.480.000 persone. Solo il 25% dei quali è stato interessato anche dalle amministrative (93 comuni su 377). Segno che il no degli italiani al nucleare vince anche sui trucchetti come il mancato accorpamento alle amministrative

Parole contenute in un comunicato rilasciato dal Comitato del sì ieri pomeriggio, alle 17:42 (e poi ribattuto dalle solite agenzie). Anche in questo caso, se Fimiani avesse voluto avere i dati corretti, avrebbe avuto luogo e modo per trovarli.

Via | Regione Sardegna, tre comunicati stampa dei Circoli dell’ambiente
Foto | Facebook

Referendum nucleare in Sardegna: vincono i sì, figuraccia di Alfonso Fimiani dei Circoli dell’ambiente

Eco sesso: considera la Terra tua amante non tua madre

Stephanie Iris Weiss

Ho letto con molto divertimento l’intervista a Stephanie Iris Weiss a proposito del sesso ecologico e autrice di un libro dall’esplicito titolo: Eco-Sex: Go Green Between the Sheets and Make Your Love Life Sustainable. Insomma, ho sempre pensato che il sesso fosse una delle cose più sostenibili che esistono sul Pianeta eppure la signora Weiss dimostra che non è proprio così.

Innanzitutto Stephanie Iris Weiss condivide la filosofia GINK: Green Inclined, No Kids. Insomma ecologista e senza figli per evitare di affollare ulteriormente il Pianeta e dunque il sesso resta nel campo della ricreazione e non della procreazione. Per quanto riguarda il suo istinto materno pensa piuttosto di adottare bambini. La lezione è che per essere seriamene ecologisti è necessario esserlo anche sotto le lenzuola, perciò, bisogna partire in seconda battuta (intendo una volta sistemata la questione figli) con tutto l’armamentario ambientalista che va dall’olio di cocco biologico ai preservativi vegan. Spiega la Weiss:

E’ un settore così nuovo e stiamo appena cominciando a capire cosa significa tutto questo. Dal punto di vista del mio libro, Eco-sesso è trovare un modo sano, sicuro, non tossico per vivere la sessualità e essere sensuale. E ‘un modo per migliorare la vita sessuale con lo sviluppo di un nuovo rapporto con il proprio corpo – usare solo sostanze veramente naturali su di esso e in esso. Ecco perché nel libro scrivo di una una minestra di dadi di prodotti di bellezza, di sex toys. Per altri l’ ecosexual, è più teorico – ad esempio per Annie Sprinkle l’ ecosexuality è: “fare della Terra la tua amante, non la tua Madre”. Lei crede che non dovremmo vedere il pianeta come una entità che è qui per prendersi cura di noi – abbiamo bisogno di trattarlo da pari a pari e di servirlo in modo reciprocamente vantaggioso. Adoro questo concetto

Passando per le lenzuola Weiss trova altre verità e dice:

I nostri ragazzi possono imparare a riciclare, mangiare cibo biologico, fare compost e utilizzare le lampadine a basso consumo. Questo è tutto buono, ma la triste realtà è che non stiamo andando verso la salvezza. Solo la volontà dei governi può adottare delle modifiche serie.

Via | Green Prophet
Foto | Stephanie Iris Weiss su Facebook

Eco sesso: considera la Terra tua amante non tua madre

Attiviste Femen protestano in Ucraina contro il nucleare

Femen Ukraina

Le attiviste di Femen Ukraina sono tornate a colpire. In occasione del 25esimo anniversario della tragedia di Chernobyl, hanno inscenato una manifestazione contro il nucleare ed i politici ucraini. Per chi fosse interessato alle attività di questo gruppo, dal sito ufficiale è possibile collegarsi alla pagina Facebook, al blog ed all’account Twitter.

Femen UkrainaFemen UkrainaFemen UkrainaFemen Ukraina

Via | EnglishRussia

Attiviste Femen protestano in Ucraina contro il nucleare

A Trieste 50 scienziati studiano alla scuola internazionale di sicurezza nucleare

scienziati a scuola di sicurezza nucleare A Trieste, da lunedì 11 aprile e per due settimane 50 scienziati, proventi per la maggior parte da Pesi in via di sviluppo, seguiranno lezioni di sicurezza nucleare. Mai come nel pieno dell’emergenza nucleare di Fukushima Daiichi, il tema sembra più necessario. La scuola però è stata progettata un anno fa e voluta dal presidente Obama, in virtù della stima che nel mondo vi sono 920 obiettivi sensibili nucleari, cioè a rischio terrorismo. La sede dove si stanno tenendo i corsi è quella del prestigioso Centro internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (Ictp).

Ha detto , Miroslav Gregoric responsabile dell’area prevenzione dell’Aiea:

I potenziali obiettivi nucleari includono 480 reattori nucleari utilizzati per scopi scientifici, 440 reattori impegnati nella produzione energetica e 25 mila armi nucleari. Le maggiori preoccupazioni sono rappresentate da possibili furti di armi finalizzati a creare bombe nucleari improvvisate, il sabotaggio degli impianti o il trasporto di materiale radioattivo.

La scuola nasce grazie alla collaborazione dell’Iaea, ossia l’Agenzia internazionale oer la sicurezza atomica, che fornisce 12 docenti; il Ministero degli affari esteri e con gli sponsor Cei (Iniziativa Centro Europea) e Fondazione per l’avanzamento della scienza del Kuwait. Tra gli esperti anche 9 provenienti dall’Interpol e altri dall’Agenzia JRC di Ispra.

Conclude Gregoric:

Quando parliamo di sicurezza nucleare non parliamo di film, cioè di pistole, spie e centri di massima sicurezza. Parliamo di regole e legislazione, e del modo migliore di farle osservare da tutti coloro che hanno a che fare con il nucleare. Certo, il rischio di attentati c’è, se pensiamo ai 440 impianti nucleari operativi e alle armi nucleari sparse in tutto il mondo. Per questo bisogna creare un sistema di regole condiviso, convenzioni nucleari ad hoc e organismi regolatori internazionali, un sistema di controllo, insomma, che ancora non esiste.

Via | Blitzquotidiano, Science System FVG, Il piccolo
Foto | ICTP su Facebook

A Trieste 50 scienziati studiano alla scuola internazionale di sicurezza nucleare

Greenpeace: “Facebook, ci piaci verde”

Greenpeace e Facebook , una sfida dell’associazione ambientalista lanciata al colosso dei social network affinché tolga l’ amicizia al carbone e scelga le energie pulite . Google docet, d’altra parte. Una battaglia all’ultimo commento , già oltre 50 mila quelli pervenuti dagli utenti, profili che hanno raccolto l’appello dei verdi a pressare Zuckerberg affinché diventi il re di un social green .

Read the original here:
Greenpeace: “Facebook, ci piaci verde”

Angelo Bonelli (Verdi) a Ecoblog: "Censura e referendum: per non avere centrali nucleari in Italia si deve votare"

angelo bonelli

Il 12 e 13 giugno prossimi saremo chiamati a votare attraverso i referendum contro il nucleare, contro la privatizzazione dell’acqua e contro il legittimo impedimento (tutti i quesiti su polisblog). Ma ai media, poco cale evidentemente, considerato che non ne parlano e non ne scrivono. In compenso sappiamo vita e miracoli di B. Un dato su tutti: il 70% degli italiani non sa che ci sono i referendum.

Tra i promotori del referendum accanto ai comitati cittadini ci sono i Verdi che con il passaparola dei social network cercano di far sapere al resto del popolo che per non avere le centrali nucleari in casa basta votare. La lotta però è dura perché la copertura mediatica è pari, pressoché allo zero, anche se l’onda emotiva dell’emergenza nucleare di Fukushima Daiichi, potrebbe fare la differenza. Nel parlo al telefono con Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, che non le manda a dire e che sopratutto tiene a precisare che l’ambiente non può essere strumentalizzato né dalla destra e né dalla sinistra. Sorpresi? E non avete ancora letto l’intervista…

D.: Bonelli, lo sa che il 70% degli italiani non è a conoscenza delle giornate di voto ai referendum del 12 e 13 giugno?

R.: Per la verità a noi risulta che siano un po’ di più: circa l’80%.

una bandiera per non avere centrali nucleari
D.: Come farete sapere agli italiani che per non avere centrali nucleari devono votare ai referendum?

R.: Con un’iniziativa al giorno. Dai sit-in ai flash mob. L’informazione in merito è completamente chiusa. La stampa non fa comunicazione ma censura. Ora abbiamo lanciato la campagna bandiere e magliette antinucleare, ossia una bandiera su ogni bancone per comunicare la scelta di non avere centrali nucleari. lavoriamo, con i nostri pochi messi, con i social network, con il passaparola, di persona in persona.

D.: La strategia del porta a porta…

R.: Abbiamo deciso di aprirci in luoghi pubblici, di non chiuderci in seminari e tavoli di lavoro aperti a pochi. Facciamo quell’informazione dal basso che altri non fanno. Anzi, stiamo valutando azioni legali contro la mancata informazione perché è un danno per l’opinione pubblica.

D.: Ma trasmissioni come Ballarò o Annozero non sarebbero i luoghi più adatti per portare al grande pubblico informazione sui referendum?

R.: Ho parlato personalmente con Giovanni Floris e Michele Santoro e fino a oggi la risposta è stata negativa. Loro trattano trasmissioni in cui l’argomento principale è stabilire chi è a favore e chi è contro Berlusconi. Viviamo nel berlusconismo e nessuno investe in battaglie politiche come quella a favore dell’acqua pubblica. Queste trasmissioni sono responsabili del non fare informazione.

D.: Inseguono l’Auditel?

R.: No. Appartengono a un certo tipo di trasmissioni finto progressiste.

D.: Parliamo di Mattero Renzi, il nuovo che avanza, ma favorevole al nucleare.

R.: Nuovismo travestito da giovane. Vuole scalare il potere.

D.: Bersani? A lui piacciono i termovalorizzatori.

R.: Gli riconosco l’onore della coerenza.

D.: Nichi Vendola, a favore delle rinnovabili…

R.: Sono abbastanza critico anche con lui. Nel luogo dove governa (la Regione Puglia NdR) fa l’esatto contrario di quel che predica. Ha dato 120milioni di euro a Don Verzè, favorendo i privati e costringendo alcune strutture pubbliche a chiudere. A Taranto, dove l’Ilva continua a inquinare con la sua diossina, non autorizza a aprire un’indagine epidemiologica che consentirebbe di dimostrare la relazione tra le morti per cancro e l’inquinamento.

D.: Giulio Tremonti, allora potrebbe essere un buon punto di riferimento. Dice che non è favorevole al nucleare perché costa troppo.

R.: Tremonti non è credibile. Ha votato a favore del nucleare. Quando una persona cambia idea così radicalmente è in malafede.

D.: Ma lei ce l’ha con tutti…

R.: L’ambiente non è di destra né di sinistra, ma viene solo usato come strumento di lotta politica.

D.: L’ambiente e la sua tutela, però, è nel dna dei Verdi, ma dopo la funesta debacle elettorale del 2008, cosa accade?

R.: Abbiamo deciso di puntare tutto sui referendum. Il prossimo 21 e 22 maggio ci sarà la Costituente ecologista sia in Italia sia in Europa.

D.: Pensate a nuovi accordi, intese, allargamenti? Insomma come ritornerete in Parlamento?

R.: L’ecologismo non è di destra e non è di sinistra. Fare ecologia è trasversale; è pragmatico; è avere la capacità di essere collante, di non urlare solo slogan. Abbiamo figure autorevoli e soluzioni concrete.

D.: Dunque non siete il popolo dei NO.

R.: Occuparsi dell’ambiente vuol dire occuparsi di politica industriale e politica del debito.

D.: Va bene, viriamo su Fiat e Mirafiori.

R.: Costruiranno SUV mentre il resto del mondo punta sulle auto elettriche. Le basta? Una considerazione: la mobilità è un diritto così come è un dovere non inquinare. Con la crisi ambientale i centri delle città chiudono ai veicoli e la Fiat non produce auto elettriche.

Foto | Angelo Bonelli su Facebook

Angelo Bonelli (Verdi) a Ecoblog: “Censura e referendum: per non avere centrali nucleari in Italia si deve votare”

Fotovoltaico, i dati corretti secondo gli imprenditori

i dati corretti sul fotovoltaico secondo gli imprenditori delle rinnovabili

Sareste disposti a spendere l’equivalente di un caffè al mese in cambio di energia rinnovabile, scalabile e reperibile ovunque? Facciamo un po’ di controinformazione sul fotovoltaico rispetto a quanto passa normalmente in Tv (stamane Peppe mostra un eclatante esempio) e sulla stampa? E facciamola! Dunque, l’attuale contesto è che siamo nel pieno di una battaglia politica a proposito del rientro del nucleare in Italia. Fin qui nulla di male se da parte del Governo non si usassero dati e informazioni per carpire la buona fede degli elettori e se sopratutto non venissero fatte leggi che vanno nella direzione opposta a quella degli interessi dei cittadini.

Quali sono i dati che non tornano? Sono quelli del fotovoltaico, energia rinnovabile messa a dura prova dall’ultimo decreto del governo e energia in grado di competere per costi e resa con il nucleare. Il 12 e 13 giugno prossimi andremo a votare per esprimere in un referendum il nostro parere rispetto alla costruzione di nuove centrali nucleari e rispetto alla privatizzazione dell’acqua (più legittimo impedimento).

Dunque, la campagna elettorale, dopo che l’incidente alla centrale di Fukushima Daiichi a 15 giorni dal terremoto e dallo tsunami è ancora ben lontano dall’essere risolto. Fatto per cui tra gli italiani, ama anche in Europa si stanno vivendo profondi ripensamenti rispetto alla sicurezza nucleare. Legittimi e affatto catastrofisti, sopratutto per il fatto che comunque le persone non sono mai state preparate e abituate a gestire emergenze nucleari. Dopo il salto per punti i dati corretti secondo gli imprenditori del fotovoltaico così come riportati da Putignano Informatissimo. In fondo alcune mistificazioni passate sulla stampa e poi smascherate.

Il fotovoltaico non sottrae terreno all’agricoltura.

Prendiamo come esempio la Provincia di Padova, che si estende su una superficie di 214.259 ettari. I dati presenti sul sito http://atlasole.gse.it mostrano che sono presenti circa 40 MW di impianti di taglia singola superiore a 50 kW; mentre gli impianti inferiori a questa taglia è pressoché certo siano installati su edifici. Anche ipotizzando che questi 40 MW (cosa altamente improbabile) siano tutti ubicati al suolo, se ne deduce un consumo di meno di 100 ettari: ovvero lo 0.04% della superficie disponibile. Secondo Legambiente in Italia si urbanizzano 50.000 ettari ogni anno per la costruzione di nuovi edifici, strade e aree residenziali. Si capisce quindi come la critica legata all’uso del suolo venga strumentalmente utilizzata solo per attaccare il fotovoltaico.

I conti di Aper sui reali costi in bolletta del fotovoltaico.

Considerando una bolletta media di 425 €/anno si può vedere come 31 € siano destinati alle voci A3, A2 e MCT. Dietro queste sigle si nascondono varie spese che nulla hanno a che vedere con le fonti rinnovabili:

  1. 5,2 € sono destinati allo smantellamento delle centrali nucleari. Considerato che le 3 centrali italiane sono state “spente” nel lontano 1987, si può facilmente intuire quale sia l’enorme spreco di denaro anno dopo anno per la messa in sicurezza e la gestione (impossibile) del problema scorie;
  2. 2,8 € vengono regalati alla grandi imprese energivore, come cementifici e acciaierie, per fornire loro energia a basso prezzo. L’Unione Europea ha già multato varie volte il nostro Paese perché questa è una pratica di concorrenza sleale;
  3. 8,4 € vengono destinati alle cosiddette “assimilabili” ovvero all’energia prodotta bruciando i rifiuti (inceneritori) e gli scarti dei processi di raffinazione del petrolio. In 9 anni sono stati spesi 33 Miliardi di € per sovvenzionare questa energia, altamente inquinante e fonte di gravissime patologie.
  4. Rimangono quindi meno di 15 € all’anno, pari a 1.25 €/mese, di fondi realmente spesi per le rinnovabili e solo parte di questi fondi vanno al fotovoltaico.

Certa stampa noi aiuta

  1. Dal Sole24ore del 1 Marzo 2011 pagina 22: il ministro Romani sostiene che gli italiani “in bolletta hanno pagato 20 Miliardi di incentivi tra il 2009 e il 2010”. Falso: i dati del 2010 non sono ancora noti mentre quelli del 2009 sono pari a 2.1 Miliari di euro (fonte: Autorità per l’Energia).
  2. Dal Corriere della Sera del 3 Marzo 2011 pagina 35: il giornalista Sergio Rizzo riporta che sarebbero state richieste autorizzazioni per 130 GW. Un numero fuori da ogni logica se si considera che, come rilevabile in data odierna dalla home page del sito www.gse.it siamo giunti a 3.7 GW, ovvero solo il 2% di quanto riportato dall’autore. L’autore presenta poi il dato della Puglia, dicendo che ben 358 ettari sono stati occupati dal fotovoltaico. Purtroppo non basta dare un numero “grande”: l’astronomica cifra equivale infatti allo 0.02% della superficie complessiva. Nel contempo si dimentica che in Puglia è attiva, a Cerano, la centrale a carbone più inquinante d’Europa: “grazie” a questa centrale un salentino su 3 è a rischio cancro. Nell’altra parte dell’articolo l’autore continua a riportare dati non contestualizzati: prima cita il caso di un impianto non completo in Puglia e poi di un sequestro in Sicilia. Fermo restando che è giusto punire gli speculatori e chi non rispetta le procedure, vale la pena ricordare che sul primo caso l’ing. Trezza del GSE si è espresso dicendo che era l’unico palese caso di violazione riscontrato in centinaia e centinaia di controlli, mentre quanto al sequestro si tratta di un impianto che come detto dall’autore non è “ mai entrato in funzione” e, pertanto, in base al criterio del Conto Energia, non riceverà nemmeno un euro di incentivi.
  3. Dal Sole24ore del 4 Marzo 2011 pagina 5: il titolo dell’articolo fa intuire che si siano fermate le speculazioni grazie alla legge del Governo. Niente di più falso. Il decreto all’art. 23 comma 9-ter reintroduce una potenza massima annuale come nella primissima versione del Conto Energia del 2005. Questo sistema fu modificato proprio per evitare che speculatori senza scrupoli, con in mano solo un pezzo di carta, potessero lucrare sulle autorizzazioni a scapito dei veri investitori.
  4. Dichiarazione dell’AD di ENEL, Fulvio Conti il 5 Marzo: secondo Conti il decreto spinge “allo sviluppo dell’efficienza della tecnologia che progredisce”. Si fatica a capire come si possa fare “sviluppo” o “efficienza” senza un quadro legislativo chiaro. Conti poi dice che ENEL sta costruendo a Catania una fabbrica da 750 Milioni di Euro per produrre moduli fotovoltaici: farebbe bene a ricordare che circa il 40% di tale cifra arriva da una sovvenzione statale e regionale a fondo perduto.
  5. Dal Sole24ore del 6 Marzo 2011: il Ministro Romani sostiene che “questo decreto stabilizza il mercato dando un quadro chiaro sugli incentivi”. E’ quasi ridicolo dover commentare questa frase: non esistono incentivi certi dopo il 31 Maggio 2011 e il mercato è in subbuglio totale.

Foto | Gruppo SoS Rinnovabili su Facebook

Fotovoltaico, i dati corretti secondo gli imprenditori

Acqua for Life: la campagna di Giorgio Armani per aiutare il Ghana

Tra le varie iniziative avviate in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua che si sta svolgendo oggi, ve ne riportiamo una tutta italiana che merita di essere sottolineata. Si chiama Acqua For Life ed è una campagna di Giorgio Armani per portare l’acqua in uno dei Paesi più martoriati al mondo dalla siccità: il Ghana . Attraverso le vendite dei profumi Acqua di Giò e Acqua di Gioia , sin dal 1° marzo scorso e fino al 31 maggio, si possono devolvere 100 litri d’acqua ai villaggi ghanesi per ogni bottiglietta acquistata

Originally posted here:
Acqua for Life: la campagna di Giorgio Armani per aiutare il Ghana

Siviglia, a Velo-City 2011 conferenza sulla bicicletta ci saranno anche gli italiani

velocity 2011

Parte domani a Siviglia una delle più importanti conferenze internazionali sulla bicicletta: la 19° edizione di Velo-City 2011 . Finalmente quest’anno tra i relatori anche due italiani: Francesca Racioppi, coordinatrice del Programma Trasporti, Ambiente e Salute dell’OMS e Francesco Tonucci, ricercatore CNR e inventore dei progetti “La città dei bambini”. Gli aggiornamenti sui lavori si trovano nella pagina del gruppo su Facebook.

La delegazione italiana è guidata dal Presidente della Fiab Antonio Dalla Venezia che spiega come la partecipazione italiana sia stata possibile grazie ad un finanziamento ottenuto dalla SRAM, l’associazione nord-americana dei produttori di biciclette.

Via | Ecodallecittà

Siviglia, a Velo-City 2011 conferenza sulla bicicletta ci saranno anche gli italiani