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Donna getta gatto nel cassonetto dei rifiuti
C’è da rimanere allibiti di fronte a ciò vediamo in questo video pubblicato sul Daily Mail. Una signora di mezza età trova un gattino, lo accarezza, e con disinvoltura lo getta nel vicino cassonetto dei rifiuti: una persona qualunque, che potremmo incontrare per strada un giorno qualsiasi. Purtroppo per lei una videocamera ha ripreso il tutto, e questo ne fa una delle persone più ricercate di Coventry, in Inghilterra.
La storia ha un lieto fine. Il ventiseienne proprietario di Lola, Darryl Mann, dopo averla cercata invano l’ha sentita miagolare debolmente dal cassonetto. Nonostante la calda giornata di Agosto, è riuscita a sopravvivere. Se non fosse stato per il video, Darryl avrebbe pensato che fosse caduta accidentalmente…
Chi abbandona i rifiuti è tre volte coglione…
Prendo a prestito questa bellissima immagine che gira da qualche giorno su Facebook.
A me l’ha segnalata Domenico Finiguerra sindaco di Cassinetta. L’autore del cartello ha esposto le giuste considerazioni nelle campagne di Altamura evidentemente vessate da abbandono incivile di rifiuti.
Come non condividerne le analisi?
Foto | Facebook
Sardegna, i pastori protestano contro la crisi del settore agro-pastorale
In Sardegna si vivono in queste ore momenti difficili a causa della protesta dei pastori che chiedono al Governo maggiori attenzioni per sostenere e superare la crisi che affligge il settore. Di fatto il latte prodotto in Sardegna viene svenduto e
I pastori sono le sentinelle della Sardegna: conoscono il territorio e lo curano prevenendo con la manutenzione molti problemi. Con i pastori anche gli agricoltori. I gruppi, che oggi hanno affrontato il terzo round di proteste, bloccando l’aeroporto di Olbia, sono guidati da Felice Floris presidente del Movimento Pastori Sardi.
Spiega Floris:
Tutto quello che pastori e agricoltori producono vale sempre meno, mentre aumentano in maniera ingiustificata i costi di produzione. Situazione che sta distruggendo ovunque in Sardegna decine di aziende, mentre la giunta regionale continua a fare promesse che ormai non incantano nessuno, senza adottare le misure urgenti contenute nella piattaforma presentata dal Movimento. I pastori non ne possono più. Stato e Regione, dopo averci incoraggiato a investire nell’ammodernamento delle aziende, non tutelano le produzioni agricole e zootecniche in sede europea e ora gli allevatori sono carichi di debiti e ogni giorno rischiano il fallimento.
Via | La Nuova Sardegna
Dopo il salto uno dei video dedicato al Movimento pastori sardi.
Sardegna, i pastori protestano contro la crisi del settore agro-pastorale
Thailandia, barriera corallina artificiale con 25 carriarmati, 273 vagoni del treno e 198 cabine di Tir
La barriera corallina stenta a ricostruirsi naturalmente? E il Governo thailandese corre ai ripari buttando nelle acque dell’oceano vecchi carriarmati, vagoni del treno e camion oramai rotti. Più che una barriera corallina sembra l’elenco del materiale presente da uno sfasciacarrozze, ma si sa i pesci amano rintanarsi e proliferare in queste vecchi veicoli. Di fatto si tratta di una delle più grandi operazioni di upcycle o riciclo creativo di oggetti nati per altro uso e destinazione.
Dunque, l’idea di una barriera corallina artificiale nasce dopo le proteste dei pescatori che si sono visti diminuire nelle reti il pescato. Dunque, la risposta immediata della Regina di Thailandia, Sua Maestà Sirikit è stata appunto quella di creare la barriera artificiale. Basterà?
La marea nera diventa glamour su Vogue Italia: ma da quale pulpito arriva la predica?
Ci mancava la polemica dell’estate? Eccola servita dalla copertina di Vogue Italia: Kirsten McMenamy, versione survivor (sic!) viene fotografata per il servizio di moda Water & Oil (qui le foto) come sirena ferita dalla marea nera. Dopo le accuse mosse dal NYT sabato scorso, Franca Sozzani, direttore Vogue Italia nel suo editoriale scrive:
Il New York Times ha dato sabato ampio spazio a questa copertina, chiedendosi se è una voluta protesta contro i danni che l’uomo può creare alla natura, o un’astuta mossa per vendere più copie. Il bello di una copertina è di fermare l’attenzione del lettore. Deve suscitare curiosità, interesse e anche stupore. Sorprendere ogni numero. Non deve comunque mai offendere. Certo non metterei in copertina scene di guerra o le baruffe tra quei gentiluomini di parlamentari che dovrebbero rappresentarci al governo. Tragiche entrambe, se pure per motivi diversi. Deve esserci sempre un rispetto, ma parlare di eventi attuali lo trovo importante.
Il punto cara Sozzani non è né il bieco marketing né una copertina shock, che di per sé può rappresentare una bella forma d’arte e di denuncia. Kirsten McMenamy fotografata da Steven Meisel è effettivamente una Madre Natura o una sirena ferita dalla stoltezza dell’uomo. Il problema è tutto quello che poi in realtà rappresenta. Ad esempio, non vi preoccupate di sottolineare nella didascalia alla foto di copertina, che la carnagione è così perfetta perché:
si mantiene ambrata grazie a Self Tan Face Bronzing Gel Tint (da indossare da solo o con il fondotinta): mentre regala un tocco di colore, si prende cura della pelle del viso.
Ma perché davanti una tragedia del genere restate così imbalsamati e autoreferenziali? Perdoni l’ardire ma per rendere la profondità di questo disastro nella didascalia andava scritto che il viso della modella non aveva fondotinta, ma petrolio della Bp.
Dopo il salto il video del backstage.
Ha reso un disastro immane, nonostante la faticata professionalità dei protagonisti, una macchietta da avanspettacolo. Se vuole sul serio comprendere e dare anima al dramma dell’evento oltre il cliché de La morte ti fa bella, guardi con occhio umano le foto dei cormorani, splendidi uccelli, intrisi di melma di petrolio e mi dica: rappresenta la tragedia ambientale più una foto della sua splendida modella truccata ad hoc o quella del cormorano?
Una considerazione e non la prenda come un tratto di editoria classista: il punto è che forse Vogue è il luogo meno adatto a denunciare un disastro ambientale. Non avete a cuore lo sviluppo sostenibile, il commercio equo solidale, il risparmio energetico; non vi preoccupate minimamente di non sprecare le risorse del Pianeta; se dovete prendere un aereo per andare dall’altra parte del mondo per le sfilate, alla ricerca di una location adatta, o per un servizio fotografico, poi non vi adoperate per compensare le emissioni di CO2; la vostra impronta ecologica credo sia la più smisurata di tutti i consumatori del Pianeta. Quanto è costato in termini di risorse per il Pianeta il servizio in questione? Quanti professionisti, mezzi, risorse avete dovuto muovere? Quanto, avete proprio voi inquinato il Pianeta per scattare queste foto? Senza poi entrare nel merito di quale carta usiate per stampare il vostro giornale, se arriva da foreste certificate o meno…
Cara Signora, mi creda non ce l’ho con Lei né con il mondo che rappresenta, ma La prego sinceramente, non venga a farci La predica con La sua foto da copertina a noi che ogni giorno combattiamo con la scelta di prodotti che non danneggino l’ambiente, senza essere eco-chic o sole mostruose; con il risparmio dell’energia; con il viaggiare in treno piuttosto che in aereo; con il lasciare a casa l’auto e scegliere la bici anche se non ci sono piste ciclabili. Con la fatica immane di pesare il meno possibile sull’intero ecosistema. E mi creda, non c’è trucco che tenga.
Foto | Styleite
La marea nera diventa glamour su Vogue Italia: ma da quale pulpito arriva la predica?
Marea nera nel Mar rosso: insabbiata causa business?
OggiScienza ha pubblicato un inchiesta sull’incidente avvenuto agli inizi di luglio a Hurghada una delle mete turistiche più rinomate del Mar Rosso. La notizia è stata, probabilmente insabbiata, così come ipotizza Al Jazeera nel suo servizio (in alto il video). E ancora oggi si fanno ipotesi su cosa sia accaduto realmente, da dove sia fuoriuscito il petrolio e quale sia l’entità dei danni ambientali.
Scrive ScienzaOggi:
una chiazza di greggio ha stretto con il suo abbraccio viscido 50 km di costa da El-Gouna, a nord di Hurghada, giù fino a Sahl Hasheesh. In questo caso, a differenza di quello che sta accadendo nel golfo del Messico che è sotto l’occhio vigile di tutto l’Occidente, è difficile stabilire con precisione cosa sia successo e quando.
Ed andiamo di ipotesi: probabilmente l’incidente si è verificato il 16 giugno, non si conosce a chi appartenga la piattaforma; se si tratti di una piattaforma; non si conosce l’impatto ambientale di tale incidente.
Oli usati, il Settebello testimonial per il COUU
Contro lo spreco degli oli usati scende in campo (in acqua sarebbe meglio dire) Il Settebello, la nazionale maschile di pallanuoto testimonial del divertente spot del COUU, Consorzio Obbligatorio oli usati.
La raccolta è gratuita:
La raccolta avviene a titolo gratuito in caso di cessione al COOU di olio usato suscettibile ad essere eliminato tramite riutilizzo, per rigenerazione o per combustione. Il cessionario è tenuto ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera e del D. Lgs. n. 95/92 al rimborso di tutti gli oneri di trattamento/smaltimento del prodotto in questione.
Via | Madreterra
Bp ha taroccato le foto del Centro di comando anticrisi di Houston


Veramente incredibile, Bp ha perso la testa: in preda al panico da marea nera, e vittima delle infinite polemiche sull’immobilismo nella gestione del disastro della Deepwater Horizon, la multinazionale inglese dell’energia ha ben pensato di taroccare la foto del centro di comando dell’ormai famigerata “response” di Houston. Avranno pensato: è meglio che diamo l’impressione che stiamo lavorando sodo.
Il grafico, però, di voglia di lavorare ne aveva veramente poca e ha fatto un lavoro pessimo: ha preso una foto del 2001, per di più brutta, raffigurante tre addetti che non fanno assolutamente nulla, ha clonato qualche monitor e ha affermato che la foto è del 16 luglio 2010, trasformando tre scanza fatiche in tre solerti addetti alla sicurezza. E, per fare il danno completo, ha scontornato malissimo le teste e le orecchie tanto che si vede a un chilometro che i monitor sono appiccicati.
Risultato: un blogger, John Aravosis di Americablog.com, ha scoperto il tarocco e Bp ha fatto l’ennesima figuraccia, dovendo persino ammettere il colpo di Photoshop dopo che la notizia è stata riportata sul sito del Washington Post.
Ma c’è anche di peggio: il tarocco non è un caso isolato! Sempre Aravosis, su suggerimento di un lettore, mostra un’altra foto truffaldina: questa volta si tratta di un tavolo di lavoro durante l’operazione “Top Kill”, miseramente fallita. Anche in questo caso i volti sono scontornati con l’accetta…
Guarda la gallery con tutte le foto taroccate da Bp:
Via | Americablog.com
Bp ha taroccato le foto del Centro di comando anticrisi di Houston
Fuori servizio alla raffineria di Augusta. Su internet video e fotodiario dell’incidente
Augusta, ore 17:00 di domenica 18 luglio 2010: fuoco, fumo e odori nauseabondi provenienti dalla raffineria mettono in allarme la popolazione del triangolo industriale siracusano. Un territorio avvelenato del quale ci eravamo occupati recentemente parlando degli effetti dell’inquinamento sulla salute umana.
Questa volta, però, a far paura è l’ennesimo incidente e il conseguente “fuori servizio” alla raffineria. Un incidente documentato, anche con foto e riprese, da un cittadino che è noto nel triangolo per essere una spina nel fianco dell’industria petrolifera: Salvo Maccarrone, da anni, tiene l’archivio audio-video degli incidenti alla Esso, alla Erg-Isab in tutti gli altri impianti del petrolchimico. Dal suo sito riportiamo, oltre al video, la cronistoria dell’incidente:
Poco dopo le ore 17:00 del 18 luglio 2010 dalla ciminiera dello stabilimento si sono levate fiamme altissime mentre l’aria veniva appestata da miasmi stomachevoli.
Dopo le ore 17:00 ci hanno telefonato diversi residenti nel Comune di Melilli dicendoci che erano preoccupatissimi e che alla vista dello spettacolo infernale e agli odori nauseabondi presenti nell’aria sono dovuti fuggire verso altri luoghi.
Alla ore 17.44 del 18 luglio 2010, mentre scriviamo questa breve nota, proseguono in tutta la loro ferocia gli sfiaccolamenti nello stabilimento Esso di Augusta.
Il Comitato melillese “NO RIGASSIFICATORE” lancia l’iniziativa di denunciare lo stabilimento Esso di Augusta PER TENTATA STRAGE
Il dott. Eugenio Bonomo, preoccupatissimo anche lui per le decine di telefonate allarmate di persone che affermano di avere problemi respiratori aggravati sia dal caldo che dagli inquinamenti ha proposto una iniziativa che lanciamo sul nostro sito e su Facebook. Occorre che almeno 100 persone (cento) sottoscrivano una denuncia penale contro lo stabilimento Esso di Augusta PER TENTATA STRAGE e TENTATO OMICIDIO per questi ormai giornalieri AVVELENAMENTI COLLETTIVI di cui ormai possediamo le prove sia fotografiche che video. Il dott. Eugenio Bonomo, si è pure messo a disposizione di quanti accusano malattie respiratorie PER PERIZIE GRATUITE.
Ore 18:42 del 18 luglio 2010, a scoppio ritardato, cioè un’ora dopo che noi avevamo dato la notizia, la Protezione civile di Priolo ci informa del fuori servizio alla Esso, e di non allarmarci.
Ore 18:48 lavoratori della Esso ci comunicato che dentro lo stabilimento si è registrato un vastissimo incendio, come tanti altri che neppure vengono resi noti, per le solite vetustà degli impianti . In torcia sono finiti, come al solito e come sempre, tonnellate e tonnellate di prodotti petroliferi che hanno reso l’aria ancor più critica ed irrespirabile.
Ore 19:03 l’avvocato Mario Giarrusso è pronto a redigere la denuncia penale contro lo stabilimento Esso di Augusta PER TENTATA STRAGE. Sottolinea però che le prove fotografiche e video sono insufficienti. Occorre l’immediato campionamento della qualità dell’aria.
Ore 19:10 il prof. Luigi Solarino si attiva immediatamente e contatta il presidente dell’ordine dei chimici al quale chiede un immediato campionamento dell’aria attorno allo stabilimento Esso.
Ore 19:46 lavoratori dello stabilimento Esso di Augusta fanno sapere che l’emergenza di stabilimento e le mega emissioni di fiamme e di fumi finiranno non prima della mezzanotte di oggi.
Un incidente del genere, e una identica cronistoria dei fatti, è avvenuto anche il 12 maggio verso le 23.00. In quel caso pare che per una serie di problemi tecnici lo stabilimento Esso sia stato costretto a smaltire in torcia tonnellate di prodotti petroliferi per evitare un incidente ancora più grave. Problemi del genere, nel triangolo industriale Priolo-Melilli-Augusta, avvengono con una frequenza impressionante.
Via | Salvo Maccarrone
Video | Salvo Maccarrone
Fuori servizio alla raffineria di Augusta. Su internet video e fotodiario dell’incidente
Life, su Rete4 i più bei documentari dedicati alla Natura
Appassionati della Natura unitevi! Da stasera dalle 21,10 su Rete4 e per 5 settimane il meglio del meglio della produzione dei documentari della BBC. Life, questo il titolo della serie ha vinto ben 6 Emmy Award ottenuti con un budget da 12 milioni di euro, 5 anni di lavoro, 3000 giorni di riprese in HD in co-produzione con Discovery, Skai, Open University e R.T.I.
Dunque il documentario dedicato alla Natura torna in una prima serata scintillante condotta da Tessa Gelisio e TvBlog ci svela il palinsesto.
Stasera il tema affrontato sarà: “Le sfide della vita” (scimmie cappuccine, delfini, cetacei, camaleonti, orche) e “Rettili e Anfibi” (draghi di Komodo, serpenti marini, rane toro africane, lucertole basilische). eguiranno nei mercoledì successivi, “Gli uccelli” (fenicotteri, avvoltoi barbuti, svassi occidentali, uccelli giardinieri), “I pesci” (draghi di mare, pesci vela, pesci volanti, squali, ghiozzi hawaiani); “Cacciatori e cacciati” (ghepardi, ermellini, orche , pipistrelli bulldog, lupi etiopi, talpe dal naso a stella), “Gli insetti” (farfalle monache, libellule, formiche taglierine, api di Dowson, coleotteri bombardieri); “I mammiferi” (volpi paglierine volanti, toporagni-elefante giganti, orsi polari, megattere), “Piante” (veneri acchiappamosche, alberi del sangue di drago, bambù, rampicanti artiglio di gatto); e l’ultima, l’11 agosto, “Creature marine” (calamaro di Humboldt, polpo gigante del Pacifico, seppia gigante australiana, granchio ragno), “Primati” (gorilla, oranghi, scimpanzè, scimmie della neve, tarsi spettri).
Mike Gunton (nella foto con Tessa Gelisio) che ha presentato Life alla stampa italiana l’altro giorno, c’era anche TvBlog, ha spiegato che le riprese sono state effettuate con telecamere da 8000 fotogrammi al secondo:
Abbiamo avuto l’ambizione di produrre una cosa mai realizzata prima. Una serie prodotta interamente in HD che abbiamo girato per quasi 5 anni, realizzata per la prima volta dal Dipartimento di Storia Naturale della BBC con questa tecnologia. Abbiamo girato in tutti e 7 i continenti e filmato gli animali più straordinari che siamo riusciti a trovare, anche quelli mai visti prima. Life racconta la vita degli animali e anche delle piante vedendo come affrontano le grandi sfide che giorno per giorno si trovano davanti. Si parla di evoluzione, di diversità di vita sulla terra, di ecologia, però soprattutto il punto focale è la sopravvivenza. Sfide che provengono dall’habitat, dai predatori di animali e dai loro stessi simili. Abbiamo voluto mostrare i comportamenti estremi fuori dall’ordinario: abbiamo visto una scena con i ghepardi, solitamente solitari. I ghepardi che i telespettatori vedranno, sono fratelli e cacciano insieme, riuscendo ad arrivare a prede più grandi come gli struzzi.













