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Greenpeace: “il nucleare sicuro non esiste” ed entra nelle centrali francesi

Non si placano i blitz di Greenpeace e questa volta a farne le spese è la centrale nucleare di Nogent-sur-Seine , a soli 95 km da Parigi, ritenuta inviolabile e sicura. Otto attivisti di Greenpeace sono riusciti a eludere la sicurezza ed entrare, all’alba di stamane, nel cuore della centrale. Dall’alto degli impianti hanno srotolato uno striscione con su scritto Non esiste un impianto nucleare sicuro

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Greenpeace: “il nucleare sicuro non esiste” ed entra nelle centrali francesi

Durban, Greenpeace spedisce una cartolina a Clini dal caos climatico

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greenpeace cartolina clini

Clini riceverà una cartolina speciale per Natale non dal Polo Nord ma dal caos climatico. Il mittente è Greenpeace che invita chiunque sia preoccupato per le alluvioni ad unirsi all’appello. Se il clima cambia, scrivono gli attivisti, anche la politica deve cambiare.

Clini partecipa alla Conferenza sul Clima di Durban, in corso da ieri in Sudafrica e fino al prossimo 9 dicembre. L’Europa è partita con tanti buoni propositi che speriamo si concretizzino, anche se quello di un Kyoto bis somiglia sempre più ad un miraggio sin da queste prime ore del vertice.

I Paesi in via di sviluppo sono sul piede di guerra e parlano di Occupy Durban, fin quando non emergeranno fondi e soluzioni concrete per arginare l’impatto dei cambiamenti climatici.

E l’Italia? Greenpeace si aspetta che Clini

assuma una posizione forte ed ambiziosa per la salvaguardia del clima ed il rinnovo del protocollo di Kyoto.

Foto | Greenpeace

Durban, Greenpeace spedisce una cartolina a Clini dal caos climatico

Regali di Natale 2011, eco-strenne e idee creative fai da te a basso impatto

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natale ecofriendly

Regali di Natale 2011 ecofriendly ed a basso impatto: pochi vincoli, tanto spazio alla fantasia ed alla creatività. Vale la regola delle tre R: ridurre, riusare, riciclare. Ridurre la mole di rifiuti da smaltire, tanto per cominciare. Questo possiamo farlo iniziando a snobbare i regali presi a caso da quelle grandi ceste a 9 euro e 90 che spopolano nei centri commerciali, del tipo sciarpa più cappellino, deodorante più docciaschiuma seppelliti in un mare di polistirolo. Sembrano convenienti ma sono banali, omologati e c’è il rischio che finiscano in fondo ad un cassetto o peggio ad un cassonetto.

Un evergreen sono invece i prodotti enogastronomici, ovviamente a patto che siano prodotti tipici locali, a km zero. In alternativa cercate i prodotti del commercio equo e solidale al supermercato oppure nelle Botteghe del Mondo. Una bottiglia di vino pregiato, un cesto di Natale con prodotti tipici regionali, faranno sicuramente la gioia di chi li riceve e soprattutto verranno consumati, il cesto poi si riutilizza in mille modi ed i vasetti o le bottiglie di vetro si riciclano. I prodotti italiani li trovate nei mercati o nelle Botteghe di Campagna Amica in questi giorni.

Un altro regalo a basso impatto, anzi a zero impatto, è il nostro tempo. Dimentichiamo sempre che spesso amici e familiari apprezzano maggiormente il tempo che dedichiamo a scegliere il regalo che il valore economico del dono. E allora perché non regalare semplicemente il nostro tempo? Nostra cognata apprezzerà se gli regaleremo due serate di baby sitting, i nostri amici se ci offriamo di aiutarli con le pulizie ed i preparativi di cene e pranzi di Natale quando piombano in casa i suoceri. Insomma, in base al caso specifico, possiamo scovare un qualcosa che alleggerisca la vita agli altri e li renda davvero felici, più del cestino con saponetta e sali da bagno che lascia il tempo che trova.

Sempre per quanto riguarda il fattore tempo, possiamo cimentarci a realizzare noi qualcosa. I regali fatti in casa sono sempre molto graditi e fanno sentire speciale chi li riceve. Possiamo provare a realizzare dei biglietti di auguri riciclati con un aforisma che rispecchi il carattere di chi lo riceve ed accompagnarli ad un liquore fatto in casa, utilizzando prodotti biologici e confezionato in graziose bottiglie di vetro, magari quelle dei liquori con gusti simili ormai finiti. Sul nostro Gustoblog trovate una ricetta di liquore fatto in casa realizzato con miele e frutta di stagione ovvero i mandarini, doppiamente sostenibile dunque. Se volete prepararlo, però, affrettatevi perché deve riposare un mese prima di essere consumato.

Per quanto riguarda i pacchetti, niente carta regalo, meglio optare per involucri riciclati ed alternativi per confezionare i nostri regali. Infine, possiamo regalare il calendario 2012 di Greenpeace, tra le eco-strenne per eccellenza, o l’adozione a distanza di un cane, vedi idee regalo della LAV, evitando di regalare il cane stesso quando non sappiamo se dopo l’euforia iniziale verrà o meno accudito come si conviene e godrà di tutte le cure necessarie ad un cucciolo. Se avete altri suggerimenti o idee creative per regali di Natale ecofriendly, scriveteci. Alla prossima dalla redazione di Ecoblog!

Foto | Flickr

Regali di Natale 2011, eco-strenne e idee creative fai da te a basso impatto

Greenpeace Vs. Sea Shepherd: "Violenti". Il Capitano Watson: "Il grande non fare niente verde"

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paul watson attacca Greenpeacea

Scende in campo per difendersi dalle accuse di Greenpeace il capitano Paul Watson anima e energia del movimento Sea Shepherd, associazione che si batte contro la caccia alle balene e a tutela degli ecosistemi marini.

Il fuoco è stato aperto dalle pagine dell’Huffington Post e per bocca di John Sauven, Direttore Esecutivo di Greenpeace allorché è stato presentato il tour della nave Rainbow Warrior III. Sauven ha dichiarato:

Greenpeace ha dovuto adattarsi negli ultimi 40 anni al nuovo mondo dell’attivismo ambientale. Ma molti dei problemi sono rimasti una costante, come il cambiamento climatico, la deforestazione e la pesca sostenibile. I nuovi arrivati come Sea Shepherd ora adottano un approccio più violento. Greenpeace, tuttavia, resta legata all’azione non violenta. A ciascuno le proprie tattiche. Pensiamo le strategie delle nostre battaglie e sentiamo di poter vincere la battaglia contro la caccia alle balene parlando con i giapponesi. Sea Shepherd affronta aggressivamente i giapponesi aggravando il loro nazionalismo e rendendo la situazione molto più difficile

La replica non si è fatta attendere e nel giro di poche ore la risposta è stata pubblicata su tutti i siti di Sea Shepherd a firma proprio del Capitano Paul Watson, tra l’altro uno dei fondatori di Greenpeace, che scrive:

Fammi capire John… Greenpeace costruisce una nave da 33 milioni di Euro per fare tour di raccolta fondi mentre noi interveniamo direttamente contro la caccia illegale alle balene nell’Oceano del Sud. Mentre voi ragazzi spedite balene origami al Presidente Obama per protestare contro la caccia alle balene da parte dei Giapponesi, noi rispediamo la flotta Giapponese a casa con solo il 17% della loro quota di balene uccise. Sea Shepherd ha impedito il massacro di circa 3.000 balene, mentre quelli di Greenpeace stavano seduti a tavola a mangiare carne di balena con i Giapponesi, per dimostrare la loro cosiddetta sensibilità verso la cultura Giapponese. Gli inviati per strada di Greenpeace dicono alle persone che loro mandano le navi in Oceano Meridionale, nonostante non lo facciano più dal 2006. Mentono spudoratamente per raccogliere fondi.

Dopo il salto la risposta integrale di Watson.

John Sauven, Direttore Esecutivo di Greenpeace, ha attaccato oggi Sea Shepherd in un articolo sull’Huffington Post accusandoci di essere controproducenti per la campagna per salvare le balene. “Ognuno deve parlare delle proprie tattiche. Noi riteniamo di combattere in maniera strategica le nostre battaglie e sentiamo che stiamo vincendo la battaglia contro la caccia alle balene parlando con i giapponesi stessi”, ha dichiarato. “Sea Shepherd sta affrontando i Giapponesi con aggressività e questo sta esacerbando il nazionalismo e ciò rende davvero tutto più difficile”.

Cosa intendi per “noi” John? La battaglia è nel Santuario delle Balene dell’Oceano del Sud non nel tuo ufficio. Noi saremo là, ma dove saranno le navi di Greenpeace il prossimo mese? Impegnate in tour promozionali? Ad appendere striscioni? A spedire altre balene origami?

Fammi capire John… Greenpeace costruisce una nave da 33 milioni di Euro per fare tour di raccolta fondi mentre noi interveniamo direttamente contro la caccia illegale alle balene nell’Oceano del Sud. Mentre voi ragazzi spedite balene origami al Presidente Obama per protestare contro la caccia alle balene da parte dei Giapponesi, noi rispediamo la flotta Giapponese a casa con solo il 17% della loro quota di balene uccise. Sea Shepherd ha impedito il massacro di circa 3.000 balene, mentre quelli di Greenpeace stavano seduti a tavola a mangiare carne di balena con i Giapponesi, per dimostrare la loro cosiddetta sensibilità verso la cultura Giapponese. Gli inviati per strada di Greenpeace dicono alle persone che loro mandano le navi in Oceano Meridionale, nonostante non lo facciano più dal 2006. Mentono spudoratamente per raccogliere fondi.

Sea Shepherd ha mandato in bancarotta la flotta baleniera Giapponese. Questo è attivismo John. Che tu prenda un tè insieme ai balenieri è abbastanza patetico – tanto per dire.

Come co-fondatore di Greenpeace, devo dire che adesso loro non sono nient’altro che la più grande organizzazione “auto-compiacente” mondiale che finge di risolvere i problemi, mentre continua a far crescere una burocrazia sempre più grande e radicata di anno in anno. Mi sento come il Dr. Frankenstein avendo contribuito alla creazione di questa verde mostruosa entità aziendale di raccolta fondi che NON E’ a Taiji a salvare delfini, che NON E’ nell’Oceano del Sud a salvare balene, che NON E’ STATA al largo di Terranova per due decenni a salvare foche, che NON HA fatto niente per proteggere il tonno rosso, che NON SI E’ opposta al massacro di globicefali nelle Isole Far Oer, e che in realtà APPROVA la caccia agli orsi polari in Canada e Alaska. E’ solo una finzione, una truffa e un imbarazzo.

Loro hanno raccolto oltre 50 milioni di dollari per opporsi alla caccia alle balene nell’Oceano del Sud ed hanno usato questo denaro per finanziare altri progetti di raccolta fondi per accumulare altro denaro. E’ una vergogna e adesso si mettono a condannare il nostro attivismo, sostenendo che gli rende più difficile “salvare” le balene. Io credo che quello che stanno veramente dicendo sia che gli stiamo rendendo difficile continuare a raccogliere fondi per non fare nulla.

Foto | La Riserva

Greenpeace Vs. Sea Shepherd: “Violenti”. Il Capitano Watson: “Il grande non fare niente verde”

Tonno: blitz di Greenpeace nei supermercati

Provate ad aprire la vostra dispensa e prendere la confezione di tonno che avete conservato.

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Tonno: blitz di Greenpeace nei supermercati

Edf condannata per aver spiato Greenpeace France

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edf EDF, colosso dell’energia (anche nucleare) francese è stato condannato con il pagamento di un ammenda da 1,5milioni di euro per spionaggio sul nucleare contro Greenpeace. A esprimere il giudizio il Tribunale di Nanterre. Il pasticciaccio ebbe inizio nel 2009 all’indomani della denuncia di Yannick Jadot per sottrazione di dati dal suo computer. Jadot all’epoca era il presidente di Greenpeace France e stava mettendo a punto un dossier verità sul reattore nucleare EPR a Flamanville. Attualmente ha lasciato l’incarico con Greenpeace per diventare portavoce di Eva Joly la canditata ecologista alle presidenziali del 2012. Ne scrivevo qui.

Tutti gli attori di quest’amara vicenda di spionaggio hanno subito dure condanne a partire dai due responsabili della sicurezza di EDF, l’ex poliziotto Pierre Pierre-Paul François e il suo superiore il contre-amiral Pascal Durieux ritenuti i committenti per aver richiesto a un azienda privata di introdursi nel computer di Jadot. Condannati il primo a 3 anni di reclusione ridotti a 30 mesi con la condizionale e il secondo a 3 anni ridotti a due anni dovranno anche risarcire con 500mila euro Greenpeace per danni. Questa decisione, secondo l’associazione ambientalista, rappresenta:

un segnale forte inviato all’industria nucleare.

Condannati anche Alain Quiros, l’hacker che materialmente ha sottratto informazioni dal computer di Jadot e Thierry Lohro ex dipendente del DGSE, Direction Générale de la Sécurité Extérieure, ossia l’agenzia di spionaggio francese dipendente dal Ministero della difesa, nonché amministratore di Kargus Consultans, la società che materialmente è stata incaricata da EDF attraverso François e Durieux.

EDF si è difesa sostenendo si essere vittima e estranea alle azioni predisposte dalla Kargus Consultants riservandosi la richiesta di ricorso dopo aver esaminato attentamente la sentenza.

Non si è fatto attendere il comunicato di Europe Ecologie les Verts. Scrive la Segretaria nazionale Cécile Duflot:

Sei mesi dopo Fukushima, nel momento cui viene annunciato che l’EPR è un enorme catastroe industriale, la Francia ha più bisogno che mai di un dibattito sereno sul nucleare. Un dibattito senza menzogne, senza fantasmoìi e senza propaganda. Noi avremmo bisogno du un servizio pubblico credibile per mettere in atto la transizione energetica. Europe Ecologie les Verts condivide la costernazione dei dipendenti EDF e di tutti coloro che tengono al servizio pubblico costretti a assistestere ai metodi discutivbili di alcuni dirigenti EDF.

Via | Le Monde, Le Point
Foto | Flickr

Edf condannata per aver spiato Greenpeace France

BlackBerry, RIM nel mirino di Greenpeace: poco green

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guida ai prodotti elettronici greenpeace

Leggo che la Research In Motion (RIM), produttrice del BlackBerry, si è presa un cattivo voto da Greenpeace per la mancanza di un piano energetico pulito, la scarsa considerazione per le rinnovabili nell’approvvigionamento aziendale e prodotti troppo carenti in efficienza energetica.

I giudizi, come ogni anno, sono stati espressi nella Guide to greener electronics. HP, Dell e Nokia a detta di Greenpeace sono le più virtuose nella riduzione delle emissioni e nel miglioramento dell’efficienza energetica dei prodotti.

Tutte le pagelle, però, lasciano trasparire una nota di demerito… i colossi dell’elettronica potrebbero impegnarsi di più. Per la serie l’alunno è intelligente ma non si applica. E farebbero meglio a farlo, visto che le note sul registro di Greenpeace poi pesano sulle vendite. Anche se l’associazione afferma, infatti, che non sono dei consigli per gli acquisti, indubbiamente chi sta in cima la sua verde figura la fa.

Via | Greenpeace
Foto | Greenpeace

BlackBerry, RIM nel mirino di Greenpeace: poco green

Petrolio nell’Artico: i dubbi degli scienziati dell’US Geological Survey


La corsa alle trivellazioni nell’Artico non si ferma. Le riserve di petrolio e gas naturale del Polo Nord cominciano a fare gola ai governi e alle corporation, il prezzo alto del greggio è in grado di ripagare gli alti costi estrattivi, basta guardare i recenti accordi fra i russi di Rosneft e gli inglesi di Bp e il valore del giacimento che proprio la Bp è stata costretta a cedere per ripianare parte del buco causato dal disastro della marea nera del Golfo del Messico.

Ci sono sempre da risolvere, pacificamente, i contrasti fra i paesi che hanno (o ritengono di avere) giurisdizione sul vasto territorio dell’Artico, il tutto mentre continuano tutti a fare orecchie da mercante sulla questione ambientale. Trivellazioni in un ecosistema sostanzialmente incontaminato, già messo in pericolo dal riscaldamento globale, in luoghi nei quali anche gli agguerriti attivisti di Greenpeace fanno fatica a far sentire la loro voce.

Gli analisti dello US Geological Survey, interpellati Segretario per gli Interni Ken Salazar, hanno consegnato (dopo oltre un anno) un report sulle possibili conseguenze dello sfruttamento di quei giacimenti e delle trivellazioni. Nonostante il tanto tempo impiegato non vengono fornite risposte “certe” sui danni per l’ambiente: gli scienziati governativi si limitano ad avanzare “dubbi”, adottano un approccio filosofico, probabilmente per non danneggiare gli interessi delle lobby del petrolio che hanno convinto l’amministrazione Obama a procedere nelle trivellazioni. L’impressione è che fra le mancate risposte della scienza e i tanti soldi in ballo si proceda in un piano di sfruttamento delle risorse che soltanto dopo il suo avvio presenterà il solito, salatissimo, conto.

Petrolio nell’Artico: i dubbi degli scienziati dell’US Geological Survey

SOS pesci: quali si possono consumare e quali no

Abbiamo dato più volte, su queste pagine, l’allarme per la pesca eccessiva . Lo stress sugli stock ittici comporta l’ estinzione di molte specie a causa di un’attività che toglie dal mare più pesci di quanti ne nascano. Molto spesso, anche involontariamente, alcuni pescatori finiscono con il prendere pesci diversi da quelli a cui davano la caccia, a volte perché utilizzano metodi illegali

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SOS pesci: quali si possono consumare e quali no

Barbie distrugge le foreste? Ken la lascia, la campagna di Greenpeace

Il packaging della più celebre bambola del mondo, la bionda Barbie, è realizzato con carta derivante dal legname proveniente dalle foreste pluviali. Greenpeace ha organizzato una spettacolare campagna d’informazione e boicottaggio sulla nefasta politica di Mattel. L’idea è semplice: mettere al corrente lo storico compagno di Barbie, Ken, delle pratiche a cui si dedica la fidanzata quando sostiene di andare nella foresta pluviale per un “servizio fotografico“. Quando Ken scopre che Barbie contribuisce alla distruzione dell’habitat di specie in via d’estinzione come la Tigre di Sumatra decide di lasciarla per sempre.

Il video che sta diffondendo la campagna virale di Greenpeace ha già fatto il giro del web mentre gli attivisti dell’organizzazione ambientalista hanno dato l’assalto alla sede di Mattel esponendo lo striscione nel quale Ken annuncia a Barbie di non volere più nulla a che fare con lei. Dal sito è possibile inviare una mail di protesta, firmata, alla celebre casa produttrice di giocattoli.

Come capita spesso Greenpeace prende di mira i marchi più in vista (si veda il caso della Apple) con lo scopo di sensibilizzare sulle pratiche distruttive per l’ambiente che queste aziende metto in atto senza scrupoli per aumentare i loro profitti. La reazione dei consumatori, informati e coscienti di queste malefatte, è fondamentale per fare pressione sulle corporation. Qui potete trovare il report preparato da Greenpeace in PDF, qui invece la versione animata.

Le foto dell’assalto di Greenpeace alla Mattel

Le foto dell'assalto di Greenpeace alla MattelLe foto dell'assalto di Greenpeace alla MattelLe foto dell'assalto di Greenpeace alla MattelLe foto dell'assalto di Greenpeace alla Mattel

Le foto dell'assalto di Greenpeace alla Mattel

Le foto dell’assalto di Greenpeace alla Mattel
Le foto dell'assalto di Greenpeace alla MattelLe foto dell'assalto di Greenpeace alla MattelLe foto dell'assalto di Greenpeace alla MattelLe foto dell'assalto di Greenpeace alla Mattel

Barbie distrugge le foreste? Ken la lascia, la campagna di Greenpeace