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Emergenza Rifiuti e percolato in mare: ai domiciliari Marta De Gennaro e l’ex-prefetto Catenacci

Scattano le manette per Marta De Gennaro, braccio destro di Guido Bertolaso e per Corrado Catenacci, ex Prefetto, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre risultano indagati Antonio Bassolino, Luigi Nocera e Gianfranco Nappi e i reati contestati sono: associazione per delinquere, truffa e reati ambientali.
Cosa è successo? Che la Procura di Napoli ha disposto delle indagini nell’ambito dell’operazione “Rifiuti in mare” eseguita in tutto il Paese dai carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) e dalla Guardia di Finanza di Napoli, dopo che nell’estate 2009, ve ne parlavo qui, ci fu una insolita invasione di vermi e zecche sul bagnasciuga del litorale di Cuma. Si sospettò che la causa fosse dovuta a del percolato sversato nel depuratore.
Riporta Il Mattino:
è stata accertata l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del percolato (rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell’ambiente. Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano.
Fino a prove contrarie, vige il principio della presunzione di innocenza, sono stati ritenuti responsabili in totale 14 persone tra cui Gianfranco Mascazzini ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente, nonché commissario in Abruzzo nominato per gestire 40milioni di euro per prevenire il rischio idrogeologico. La nomina, fatta dal Ministero per l’Ambiente è avvenuta lunedì scorso e comunicata dal presidente della Regione Gianni Chiodi.
Riferisce ancora Il Mattino:
Non sono stati accordati i domiciliari, invece, a Lionello Serva, ex sub-commissario per i rifiuti della Regione Campania, Claudio Di Biasio, tecnico degli impianti del Commissariato, Generoso Schiavone, responsabile della Gestione acque per i depuratori della Regione Campania e Mario Lupacchini, dirigente del settore Ecologia della Regione.
Via | Il Mattino
Foto | Giann.net
Emergenza Rifiuti e percolato in mare: ai domiciliari Marta De Gennaro e l’ex-prefetto Catenacci
Giugliano, raccolta differenziata arrangiata: la denuncia di Striscia

Nel servizio di ieri di Luca Abete andato in onda durante Striscia, la denuncia di come si svolge la raccolta differenziata a Giugliano comune-paesone alle porte di Napoli. Qui trovate il video.
La teoria che regge questo sistema di raccolta è: metti la monnezza sotto il tappeto. Un po’ come già aveva insegnato Guido Bertolaso, spostando i sacchetti dalle strade in fossi denominati discariche. Fioriscono anche i lavori verdi. Gli immigrati sistemano i rifiuti in maniera ordinata lungo il ciglio della strada destinato a fungere da discarica a cielo aperto: da una parte i copertoni, da un lato i sacchetti dell’indifferenziata. Insomma un lavoro sistemato. La Tarsu viene versata al momento: pochi centesimi e i netturbini sono saldati.
Dunque, la situazione è questa: lo scorso 30 dicembre fu annunciata la raccolta differenziata porta a porta. Spiegava il sindaco Giovanni Pianese a Teleclub Italia:
A breve saranno consegnati kit a 18mila nuclei familiari. Ai fini dell’incremento della percentuale di raccolta differenziata la società che cura il servizio integrato di igiene urbana della città, sta facendo distribuire il raccoglitore umido per il porta a porta, le buste e il volantino con i giorni di conferimento. Tutti i materiali che riceveranno i cittadini sono gratuiti e nulla è dovuto per la consegna a casa. Per gli ingombranti, i materiali legnosi, la stoffa, sarà attivato un apposito numero telefonico Le zone dell’avvio della raccolta sono consultabili sul sito web del Comune, nella sezione dedicata. La città, infatti, è stata suddivisa in sei zone per la prima fase dell’avvio del servizio.

Ma in pochi giorni, la situazione è precipitata e la gente consegna i sacchetti ai netturbini improvvisati in strade della periferia di Giugliano. La raccolta del Comune dov’è? In alto il calendario della raccolta.
Grazie a Tommaso Sodano per la segnalazione.
Foto | Facebook- Gruppo Giugliano siamo noi
Giugliano, raccolta differenziata arrangiata: la denuncia di Striscia
La Peste di Tommaso Sodano: ovvero la storia del disastro ambientale in Campania
Presentazione libro la peste intervento Tommaso Sodano from napolionline.org on Vimeo.
Ho letto il libro di Tommaso Sodano, La Peste (ed. Rizzoli euro 18,50) e sono stata male per due giorni. Intendiamoci: è ben scritto e ben documentato dallo stesso Sodano con Nello Trocchia giornalista de Il Fatto. Il punto è che è simile a una fotografia e documenta una foto dell’orrore: un disastro ambientale di proporzioni immani per lo più impunito. E lo stiamo andando a consegnare nelle mani dei nostri figli e nipoti.
Sodano con Trocchia, fa i nomi e cognomi dei responsabili (cari lettori di Ecoblog andateli a leggere quei nomi e poi tornate a commentare qui le vostre opinioni in merito all’emergenza rifiuti, all’inceneritore di Acerra, alle ecoballe, alle soluzioni di SuperGuido Bertolaso). Anzi di più: attribuisce a ogni nome e cognome il carico di responsabilità, spesso senza neanche parlare di reati perché la magistratura è impegnata a indagare e dunque vale il principio di presunzione di innocenza. E questi signori del crimine (una marmellata di politici, amministratori, imprenditori, camorristi, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine che si intrecciano tanto al nord quanto al sud) sono più veloci di Fregoli, cambiano abito e identità alla velocità della luce. Il libro, perciò, sarebbe da diffondere come una vaccinazione e a dosi massicce.
Sodano, infine, avvisa che il disastro ambientale non riguarda solo la Campania, ma che tutte le regioni (ma proprio tutte) sono e saranno inquinate; che chi non partecipa al gioco del magna magna multimilionario è sbattuto fuori a colpi di calunnie e insulti; che se da un lato la magistratura pulita cerca di acciuffare i responsabili, dall’altro la politica collusa fornisce resurrezioni linde e pinte ai trasformisti signori del crimine; che il prossimo disastro, trasversale da Nord a Sud riguarderà il terreno delle bonifiche. Siamo stati avvisati, perciò.
Sembra una battaglia persa e per ora lo è. Tommaso Sodano, è stato consigliere, senatore e poi trombato alle ultime elezioni. Lui non può far parte del carro di un certo tipo di vincenti, non rientra nelle logiche di spartizione del territorio. Insomma è solo uno che rompe le scatole e dunque non può essere rieletto, almeno per ora. La cosa pazzesca è che in tutto questo gioco sembra che i cittadini non abbiano né potere di manovra né di voto… a meno che non decidano di ribellarsi. Ci riusciremo?
Di seguito la sequenza di video completa della presentazione del libro. Il video in apertura è l’ultimo della serie.
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Discarica di Chiaiano, indaga l’Antimafia

Altro tassello nell’emergenza rifiuti in Campania. Sotto inchiesta ci finisce la discarica di Chiaiano, quella voluta fortemente dall’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso.
La Procura sta indagando sullo stato di impermeabilizzazione del fondo dell’invaso. L’argilla usata non sarebbe a norma. Fatto denunciato da almeno un anno dai comitati cittadini. I carabinieri, perciò, indagano sulla Ibi Idroimpianti. Ne riferisce Il Mattino ( 13-01-211 pag. 41) dove si legge:
E non è questo il solo aspetto finito nel mirino degli inquirenti. La ditta che ha gestito la discarica, la Ibi Idroimpianti, è stata colpita prima da un interdittiva “atipica” e poi da un vero e proprio stop da parte della prefettura di Napoli: il gruppo ispettivo antimafia avevano riscontrato elementi che facevano ritenere l’impresa inadatta a lavorare con enti pubblici.
La Ibi Idroimpianti ha presentato ricorso al Tar.
Foto |Retecivica Napoli
Bertolaso va via, Legambiente ringrazia

Che Guido Bertolaso si sarebbe dimesso oggi da sottosegretario con delega alla Protezione Civile lo sappiamo tutti dal mese scorso. La novità è nelle reazioni di rito e di saluto a questo personaggio che, dalle alluvioni nel messinese al terremoto dell’Aquila, dall’emergenza rifiuti in Campania ai presunti scandali sessuali, da nove anni è protagonista delle cronache italiane. E lo sarà, nel bene e nel male, anche nella storia.
Tra i vari commenti c’è quello di Legambiente, molto diplomatico:
Ringraziamo Guido Bertolaso per l’impegno profuso in questi anni e la capacità di aver portato l’Italia ad avere una Protezione Civile modello a livello internazionale, sempre pronta a rispondere in modo adeguato alle emergenze del Paese
Legambiente non ha tutti i torti: Bertolaso ha il merito di aver trasformato un copro semisconosciuto in uno degli orgogli italiani. Il problema, però, è che cosa ci fai con quel corpo. E, in effetti, l’associazione ambientalista in passato non ha mancato di criticare il “modello Protezione Civile” nella gestione di alcune emergenze, rifiuti in primis.
Certo, per dare un giudizio su nove anni di attività della “nuova Protezione Civile” è ancora presto. E ricordare Bertolaso solo come l’uomo che ha fatto conoscere il corpo e ha portato le tv di tutto il paese a parlare di prevenzione dei disastri e del dissesto idrogeologico è importante ma non basta di certo. Vogliamo ricordarlo così?
Via | Comunicato Legambiente
Foto | Flickr
Emergenza rifiuti finita a Napoli: ma la monnezza (per miracolo) ricompare a Giugliano

Sacchetto vince, sacchetto perde: il gioco delle tre carte. Guido Bertolaso, dichiara che l’emergenza rifiuti a Napoli è finita. Certo, ma a quale prezzo? Le cronache ci dicono che i tafferugli e i disordini non sono finiti. Tace Terzigno ai piedi del Parco Nazionale del Vesuvio, ma ha preso a gridare Giugliano (già provata dalle ecoballe nel 2007). Oggi Terzigno è blindata dal rifiuto della Comunità europea di far usare altre cave per buttare l’immondizia; resta lo Stir di Giugliano con il sito di stoccaggio di Taverna del Re, siamo nei pressi dell’ipermercato Auchan di via Santa Maria a Cubito.
Ma la gente anche lì si incazza e cerca di non far passare gli autocompattatori. E sapete perché si incazza ? Perché lo Stir riesce a smaltire circa 3000 tonnellate di rifiuti al giorno. Con una ordinanza firmata dal presidente della Provincia Luigi Cesaro si è deciso che proprio li vanno conferiti, alias sversati, i rifiuti raccolti dalle strade di Napoli. Così la promessa berlusconiana del miracolo, cioè non della resurrezione, ma della ripulitura in tre giorni (per l’esattezza sono 4) è mantenuta.
Racconta Stefano Franciosi (autore della foto in alto e tra coloro che hanno visitato la piazzola numero 12 di Taverna del Re con Lucia De Cicco e altri consiglieri comunali di Giugliano) del WWF di Lago Patria a Franco Ortolani su Altocasertano :
Sono poche le prescrizioni dell’ Asl che sono state rispettate in questa situazione. Veniamo trattati peggio delle bestie. Questa ordinanza è solo un pretesto per scaricare quanto e come si vuole. Veniamo selvaggiamente picchiati per permettere di scaricare agli autocompattatori pieni di spazzatura proveniente da Napoli mentre noi continuiamo a tenere i nostri rifiuti in strada.
Dunque, se lo Stir è occupato a triturare i rifiuti di Napoli, non può triturare i rifiuti di Giugliano, che restano a terra. Dice il sindaco Giovanni Pianese:
La città di Giugliano produce in media circa 200 tonnellate di rifiuti al giorno. La raccolta è quasi paralizzata da circa una decina di giorni perchè, «lo stir di Giugliano lavora al 15 per cento delle sue capacità. Ci sono altre piazzole da poter utilizzare in provincia? Allora si utilizzi tutto perchè non c’è un’emergenza di serie A e un’emergenza di serie B.
Emergenza rifiuti finita a Napoli: ma la monnezza (per miracolo) ricompare a Giugliano
Annozero, si parla dei sindaci di Capannori e Camigliano (commissariato) comuni senza rifiuti

Stasera Michele Santoro presenta a Annozero la realtà dei comuni che sanno vivere senza rifiuti, senza discariche e senza inceneritori. In studio ospiti Alessio Ciacci, Assessore a Capannori e Vincenzo Cenname sindaco di Camigliano, sollevato dal suo incarico perché a capo di un comune virtuoso che fa il 65% di raccolta differenzia e perché si è rifiutato di pagare con i suoi cittadini la Tarsu alla Provincia.
La puntata dall’emblematico titolo “Il Miracolo no!” va in onda con un collegamento in diretta con in comitati cittadini di Terzigno, mentre in studio ci sono con Ciacci e Cenname anche Roberto Saviano, Concita De Gregorio, Maurizio Belpietro, Enrico Mentana il sottosegretario Guido Bertolaso, il viceministro della Lega Nord Roberto Castelli, il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, il giornalista di Repubblica Antonello Caporale e l’Eurodeputata Judith Merkies.
Stasera dunque si parlerà anche della visita del Premier che è tornato a tenere una conferenza stampa dall’inceneritore di Acerra, dove ha annunciato che in tre giorni l’immondizia sparirà da Napoli. Il che potrebbe anche essere vero.Resta da capire dove ricomparirà. In quale cava, se alla SARI o altrove. Già nel 2008 il Premier annunciava il pugno duro contro chi impediva l’accesso alle discariche. Altrettanto pugno duro però non fu mai annunciato contro chi inquinava.
Dopo il salto il video girato dai comitati cittadini su come sta avvenendo la messa in sicurezza della cava SARI, già satura e la visita di Angelo Bonelli presidente dei Verdi e di Giobbe Covatta.
Annozero, si parla dei sindaci di Capannori e Camigliano (commissariato) comuni senza rifiuti
Terzigno, la discarica di Cava Vitiello non apre ma non si cancella. E Bertolaso dice che è colpa sua
Dopo il richiamo della Commissaria Judith Merkies al Governo Berlusconi a proposito delle italiche promesse di non aprire più discariche, Guido Bertolaso ha annunciato ieri che Cava Vitiello non apre.
Ha detto il capo della Protezione civile, nonché sottosegretario agli interni che viene procrastinata la sua apertura alle:
Calende greche.
Le parole però non hanno rassicurato i quattro sindaci direttamente coinvolti che non hanno voluto firmare un accordo, scritto velocemente e che consta di 6 punti. Come riporta Roberta Lemma sul suo blog sono:
LE PARTI CONCORDANO LA SEGUENTE INTESA
1. sospensione dei conferimenti in cava Sari dalla data odierna per 3 giorni onde consentire la copertura con terreno adeguato, nonché l’avvio di prelievi tecnici necessari per gli accertamenti di natura sanitaria e ambientali disposti dalle istituzioni; alle attività di prelievo dei campioni ed all’analisi dei risultati partecipano tecnici individuati dagli enti locali interessati;
2. successivamente a detta sospensione, in attesa degli esiti degli accertamenti di cui sopra potranno conferire in cava sari i comuni dell’area vesuviana (zona rossa), fino ad esaurimento della stessa, tranne che in situazioni di accertata criticità;
3. relativamente a cava Vitello ogni determinazione circa l’apertura è sospesa a tempo indeterminato, per conseguire ottimali condizioni di compatibilità ambientale e sanitaria del contesto, nell’ottica della migliore tutela della salute e dell’ambiente;
4. contestualmente è consentita la partecipazione degli enti locali interessati e dei rappresentati dei cittadini ad un tavolo tecnico con le istituzioni, per la formulazione di proposte utili alle attività istruttorie e propedeutiche alla definizione del piano rifiuti;
5. ci si impegna ad avviare in consiglio regionale un approfondimento sul piano rifiuti, compresa la definizione degli ambiti;
6. si sospendono con effetto immediato tutte le manifestazioni di protesta anche allo scopo di consentire la corretta attuazione delle misure sopra previste.
Sindaci e comitati cittadini temono quel punto 3, cioè il congelamento dell’apertura di Cava Vitiello. Dichiara oggi Guido Bertolaso in un intervista concessa a Il Mattino di oggi (pag. 3) che:
La colpa è mia. Io ho detto ai comitati che se il presidente non è andato a Terzigno e se Cava Vitiello non è stata cancellata la colpa è mia. Prendetevela con me, perché io ho spiegato a Berlusconi che noi avremmo potuto fare tutto tranne che cancellarla. Altrimenti avremmo dovuto cancellare tutte le discariche previste dalla legge, ma non ci sono cittadini di serie A e di serie B.
Per ora le richieste ufficiali sono di smetterla con le manifestazioni. I cittadini, le mamme vulcaniche e tutta la gente del Parco nazionale del Vesuvio chiede che invece lo Stato, il Governo si assuma le sue responsabilità in merito alla questione rifiuti e che la polizia la smetta di lanciare lacrimogeni Cs sulla gente.
Foto | Vesuvio in lotta
Rifiuti Terzigno, la Ue ammonisce l’Italia e Berlusconi promette un nuovo miracolo
Bandiere date alle fiamme, autobus e camion in fumo, Terzigno sembra sede di un campo di battaglia.

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Rifiuti Terzigno, la Ue ammonisce l’Italia e Berlusconi promette un nuovo miracolo
Nel Parco del Vesuvio i rifiuti avvelenati del Nord: Luca Zaia vieni a riprenderti la tua
Qualche giorno fa Luca Zaia, governatore del Veneto espresse la sua opinione in merito a un bando del Comune di Napoli per ricercare aziende capaci di smaltire i rifiuti campani (in alto una video clip del Gruppo operaio i Zezi con il la tammorriata, il rap dei napoletani, a’razza da munnezza). Scrisse sul suo blog:
La spazzatura ognuno se la deve tenere a casa propria.
Giusto, giustissimo, in nome del federalismo più estremo. E proprio per rendere merito a questa linea riporto di seguito l’audizione resa dal generale Mario Morelli, vice di Guido Bertolaso, alla commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie. Dichiara Morelli come registra puntualmente Il Mattino di oggi pag. 49 in un articolo a firma di Daniela De Crescenzo:
Quando si parla di un parco si pensa al verde, agli uccellini. Io ho girato l’area in lungo e in largo e mi è sembrata un immenso immondezzaio dove tutti sono andati a buttare spazzatura e dove arrivavano anche rifiuti tossici, molto probabilmente dal Nord.
Meno carinamente, infine, sempre qualche giorno fa al Corriere della Sera, il governatore Zaia ha dichiarato che il Veneto non poteva proprio aiutare la Campania poiché l’immondizia napoletana puzzava:
se lei i rifiuti li lascia per strada, più rimangono a contatto con l’aria, più i processi putrefazione li fanno puzzare. Al contrario, prima si elimina la spazzatura, più in fretta torna il profumo.
Il ragionamento non fa un plissè tant’é che secondo questa logica come ebbero modo di appurare i carabinieri furono sversati fanghi velenosi, (probabilmente profumati?) di Porto Marghera a Acerra.
Che fa caro Zaia, se li viene a riprendere lei o glieli restituiamo noi?
Nel Parco del Vesuvio i rifiuti avvelenati del Nord: Luca Zaia vieni a riprenderti la tua

