Posts Tagged ‘idroelettrico’
Mega progetto per sfruttare le maree del Tamigi per produrre energia: ma è un gioco che vale la candela?
Ho letto con una certa curiosità la notizia dell’approvazione di un mega progetto infrastrutturale per Londra, ideato e proposto dal famoso architetto inglese Norman Foster, dove trova posto, fra le tante cose (nuovo aeroporto, nuova stazione ferroviaria, un porto e un raccordo stradale) anche la costruzione di una moderna centrale per lo sfruttamento delle maree nell’estuario del Tamigi, oltre ad un imperioso sistema di protezione dalle inondazioni. Il progetto totale ha un costo da paura: parliamo infatti di 50 miliardi di sterline, circa 58 miliardi di euro, ovvero cifra paragonabile a quella delle ultime manovre finanziarie dell’ultimo Governo Berlusconi.
L’avvenirismo del progetto è senza dubbio degno di apprezzamento considerando che si tratta di una barriera lunga ben 5 chilometri e larga 500 metri che avrebbe il compito non soltanto di controllare le piene del Tamigi, ma anche ottimizzare allo stesso tempo la produzione di una centrale che produrrebbe elettricità sfruttando le correnti di marea dell’estuario. Tuttavia, analizzando attentamente il progetto, ho avuto alcuni dubbi: la centrale infatti costerà circa 6 miliardi di euro, una cifra astronomica se prendiamo in considerazione la sua capacità di produzione elettrica, che, stando agli intenti progettuali sarebbe in grado di soddisfare la domanda elettrica di non più 76.000 famiglie.
Facendo quindi un po’ di conti approssimativi possiamo dire che se una famiglia consuma in media all’anno circa 3.500/4.000 kWh, la capacità di produzione dell’impianto non dovrebbe essere superiore a 250.000/300.000 MWh annui, insomma un po’ pochino se analizziamo l’intero quadro costi – benefici. Certo, è vero che la costruzione delle centrale a maree è soltanto il corollario di un progetto ben più ampio; nonostante ciò un dubbio è lecito porselo: vale davvero la pena investire così tanti soldi per una tecnologia ancora decisamente immatura e incapace di soddisfare grandi fabbisogni energetici?
L’ottica del progetto, apprendiamo dalle dichiarazioni dei responsabili di chi l’ha approvato, è quella dello sviluppo sostenibile. Detto ciò: davvero crediamo che tutto quello che non ha a che fare con i combustibili fossili debba necessariamente passare per “sviluppo sostenibile”? Rimango dell’idea che i progetti di una certa dimensione debbano garantire grandi ritorni e parliamoci chiaro, la tecnologia delle maree è, per quanto in crescita, ancora in una fase sperimentale e non ancora proponibile su grande scala.
Forse sarebbe meglio insistere su tecnologie rinnovabili decisamente più mature e più facilmente gestibili (nonché più economiche) quali il fotovoltaico o l’eolico, oltre che sulle reti di distribuzione intelligenti (le smart grid) quelle che potrebbero dare lo slancio decisivo all’avvento delle tecnologie rinnovabili aleatorie. Ovviamente i progettisti sono di parere opposto: l’intero progetto, sottolineano difendendo con forza il loro “prodotto”, secondo accurati calcoli porterebbe benefici economici di una certa valenza.
Via | Fosterandpartners.com; Lastampa.it
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Sviluppo economico ed energia: il caso del Cile
Le questioni energetiche nel nostro Paese sono da tempo ancorate al discusso tema del nucleare, divenuto, alla luce dell’imminente referendum e degli incidenti giapponesi, di grande attualità. Eppure, occorre rimarcare come in questo vortice di discussioni, si stia probabilmente perdendo di vista il problema più importante ovvero quello della messa a punto di un vero piano energetico nazionale che possa trovare soluzioni sostenibili nel breve-lungo periodo. Il problema è comunque spinoso; oltre alla radicata miopia della classe politica nostrana bisogna infatti fare i conti con tutta una serie di problemi che mescolano inevitabilmente una marea di interessi. A tal proposito vorrei segnalarvi un caso, quello del Cile, che dimostra come le scelte in questo campo non siano mai scontate.
Nel Paese sudamericano infatti è stato recentemente approvato un progetto per un mega impianto idroelettrico (chiamato HidroAysén), la cui costruzione ha scatenato un incredibile vespaio di polemiche fra la popolazione locale. Il progetto, nello specifico, prevede la realizzazione nella regione dell’Aysen, nella Patagonia cilena, di un complesso idroelettrico costituito da 5 centrali lungo il corso dei fiumi Baker e Pascua, per una potenza complessiva di 2.750 MW. Si tratta di un piano che assume una rilevanza strategica per il futuro energetico del Paese sudamericano, dato che il governo, visto il rapido sviluppo economico del Paese negli ultimi anni, si trova oggi nella necessità di soddisfare una domanda elettrica in rapida crescita in una situazione di forte dipendenza (per circa il 70%) dalle importazioni di fonti fossili.
Per far fronte a questa esigenza, il governo cileno ha programmato la realizzazione nei prossimi dieci anni di una capacità aggiuntiva di 10.000 MW. Il progetto di HidroAysén dovrebbe quindi coprire oltre un quarto di questa nuova potenza, garantendo da solo la copertura del 35% dell’attuale domanda elettrica. Il progetto però è attualmente oggetto di forti opposizioni ambientaliste e il Cile sulla questione è spaccato in due: infatti c’è chi da un lato sostiene la necessita di un investimento di tale rilevanza per lo sviluppo del proprio Paese, chi invece non ritiene debba essere sacrificato un corso d’acqua di così grande importanza in nome del mero sviluppo economico.
Intanto dagli alti piani del governo locale fanno sapere che l’unica alternativa sarebbe rappresentata dalla costruzione di centrali alimentate a combustibili fossili. Risposta scontata? Chissà; intanto però partendo da questo esempio vorrei porvi alcune riflessioni più generali e perciò vi chiedo: cosa ne pensate della polemica cilena, visto che una fonte rinnovabile (quella idroelettrica appunto) è stata capace di scatenare forte disappunto? Ma soprattutto vi chiedo: se la domanda di energia cresce, quale dovrebbe essere secondo voi la via da percorrere, considerato che ancora per molti anni dovremo far i conti con delle tecnologie rinnovabili (eolico e fotovoltaico su tutte) con i soliti problemi di aleatorietà e di bassa produzione energetica?
Via | Huffingtonpost.com
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Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28
Lunedì 28 Marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la n.71, il Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 leggi tutto
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Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28
Fidejussioni e cauzioni impianti fotovoltaici ed eolici
Fidejussioni e cauzioni impianti fotovoltaici ed eolici la realizzazione di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili comporta normalmente l’obbligo di stipula, a favore di soggetti pubblici e privati, di fidejussioni e cauzioni a tutela degli stessi. Alcuni esempi: FIDEJUSSIONI A FAVORE DI ENTI BENEFICIARI Cauzioni per il recupero ambientale (per esempio dopo aver dismesso impianti di energia ) Cauzioni per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti Cauzioni per la corresponsione di penalit
Energie rinnovabili
Energie rinnovabili Le energie rinnovabili includono qualsiasi forma di energia che, per definizione, è potenzialmente infinita . Si distinguono dalle energie provenienti dai combustibili fossili in quanto questi ultimi sono presenti in quantità limitata sulla Terra e si sa che prima o poi termineranno, mentre le energie rinnovabili sono potenzialmente illimitate , a meno che non si voglia considerare ad esempio il momento in cui il sole si spegnerà
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Energie rinnovabili
Solarco srl
SOLARCO SRL Societ
Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050
Il mare fornisce energia pulita già da alcuni anni, ma gli esiti di alcuni progetti pilota pubblicati dall’ European Ocean Energy Association , hanno messo in luce la possibilità di investire nell’ idroelettrico per produrre fino a 188 GW di energia marina. Questo l’obiettivo enunciato nella Road Map Europea dell’Energia Oceanica 2010- 2050 per il 2050, ma già per l’anno 2020 è prevista la produzione di 3,6 GW di energia pulita . Continua a leggere: Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050 (…) Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050 , pubblicato su Ecologiae il 06/08/2010 © Valentina Ierrobino per Ecologiae , 2010.

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Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050
International Nimby: il Wwf Abruzzese contro l’idroelettrico in Montenegro

Not in my back yard, e manco in quello del mio vicino. Il Wwf abruzzese non vede di buon occhio il progetto di produrre energia idroelettrica in Montenegro e portarla poi in Italia tramite l’elettrodotto Tivat-Villanova. Secondo la sezione regionale dell’associazione ambientalista, infatti, l’energia elettrica prodotta dall’altro lato dell’Adriatico avrebbe un impatto devastante sull’ambiente montenegrino.
Il progetto in questione prevede la costruzione di quattro dighe sul fiume Moraca, che alimenta il lago di Scutari, un’area troppo preziosa e delicata per reggere all’impatto delle centrali idroelettriche:
Il lago di Scutari, il più grande dei Balcani, è una zona umida di importanza mondiale ai sensi della Convenzione di Ramsar. Una delle caratteristiche principali di questo lago è la variabilità stagionale del livello dell’acqua condizionato in parte da quello del suo principale affluente, il fiume Moraca. È questa variazione nei livelli delle acque del lago che determina la formazione di estesi saliceti, canneti e vaste aree di vegetazione galleggiante dove trovano ospitalità circa 1.900 specie di piante, 54 specie di molluschi di acqua dolce, 16 di anfibi, 28 di rettili, 57 di mammiferi e 281 di uccelli, tra cui il Pellicano Dalmata, simbolo del lago. L’intera zona è formata da fiumi e canyon inseriti nella rete Smeraldo, una selezione di siti nei paesi confinanti con i Paesi dell’Unione Europea ritenuti indispensabili per la protezione della Rete Natura 2000
Ma non solo: non è detto che l’energia portata in Italia con l’elettrodotto sarà tutta rinnovabile e pulita perchè, oltre alle quattro dighe, in Montenegro verrà costruita anche una centrale termoelettrica a carbone. Made in Italy, Enel. Il Wwf, quindi, si chiede se sia possibile far finta di non vedere cosa succede nell’orto del vicino:
Al di là di ogni altra considerazione locale, occorre evitare che il nostro paese importi energia “a occhi chiusi” e dunque occorre verificare fino in fondo cosa si nasconde dietro ai chilowattora che dovrebbero scorrere tra le sponde dell’Adriatico. Non è giusto né morale utilizzare l’energia elettrica derivante dalla distruzione ambientale di un altro Paese, soprattutto in una condizione di tale ricchezza ambientale quale quella del Montenegro
Via | Comunicato stampa Wwf Abruzzo
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International Nimby: il Wwf Abruzzese contro l’idroelettrico in Montenegro
Camera di Commercio Italiana per la Germania
Progetto d’area sostenibilit
Energie rinnovabili: Regione Lombardia si conferma tra le più virtuose
In Italia un decimo del volume d’affari legato all’idroelettrico, ai rifiuti ed al biogas viene generato nella Regione Lombardia. Questo è uno dei dati emersi da un Rapporto che il Politecnico di Milano e la Camera di commercio di Milano hanno realizzato in merito allo sviluppo sul territorio delle fonti rinnovabili .

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Energie rinnovabili: Regione Lombardia si conferma tra le più virtuose
