Posts Tagged ‘impianto-eolico’
Eolico: Enel Green Power, shopping negli Usa
Continua lo shopping di Enel Green Power , la controllata verde di Enel S.p.A., sui mercati esteri .
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Eolico: Enel Green Power, shopping negli Usa
Energia dalle fogne, la nuova invenzione di Parigi
Ci siamo già occupati più volte delle idee ecologiche di Parigi . Negli ultimi mesi infatti la capitale francese è salita agli onori della ribalta per aver tentato la costruzione di un impianto eolico cittadino, prima volta per una metropoli, per le iniziative sul risparmio idrico, le auto elettriche ed i progetti solari. Oggi la ville lumière presenta un’altra trovata che, se dovesse funzionare, avrebbe un che di geniale: l’ energia dalle fogne .
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Eolico: Google investe nella centrale più potente del mondo
Il colosso Google sta rapidamente espandendo i suoi tentacoli nel campo dell’ energia pulita . Proprio la scorsa settimana abbiamo segnalato l’investimento di oltre cento milioni di euro in un progetto riguardante il solare termico nel deserto del Mojave , e pochi giorni prima in una centrale in Germania
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Eolico: Google investe nella centrale più potente del mondo
Franco Battaglia: "Nucleare? Si, pefavore". E le scorie le vorrebbe vicino casa sua
Franco Battaglia, noto ambientalista alla stregua di Chicco Testa, non ha dubbi: vivrebbe accanto a un deposito di scorie nucleari. Io, intanto, se davvero ci vuole dimostrare che non c’è da avere paura, lo inviterei a trasferirsi a Saluggia dove appunto Sogin è stata autorizzata dal Ministero dell’Ambiente a costruirne uno.
Poi, se si tratta dell’ennesima provocazione per ri-pubblicizzare il suo libro Energia Nucleare? Si, perfavore (Hoepli, pagg.190 euro 15,00) allora forse è un altro discorso.
Intanto la Gazzetta di Modena ha raccolto le sue perle ambientaliste (tra cui l’elettrosmog non esiste; i cibi Ogm sono più sani di quelli biologici, ecc. ecc.) in merito anche alle energie rinnovabili:
Il contributo delle rinnovabili alla sola produzione elettrica mondiale è passato dal 22% nel 1980 al 18% oggi, a dispetto nei faraonici sforzi economici compiuti nel mondo in installazioni eoliche e fotovoltaiche. La ragione è semplicemente tecnica: noi usiamo l’energia con una modalità molto particolare: essa deve essere disponibile nel momento stesso in cui serve, dove serve e con la potenza che serve, né di più né di meno. Se si aggiunge che, a parità di energia annua erogata, un impianto eolico costa il doppio di uno nucleare e uno Fv costa 20 volte quello nucleare.
Secondo Battaglia neanche l’incidente di Chernobyl può rappresentare un reale deterrente all’installazione di nuove centrali nucleari nel nostro Paese, tant’è che lo liquida così:
La lezione di Chernobyl è che il nucleare è la tecnologia di produzione elettrica più sicura che c’è. Quell’evento (che non fu un incidente, ma la conseguenza di un esperimento che, vietato da tutte le norme di sicurezza, fu lo steso eseguito perché ordinato dai funzionari di un criminale regime comunista) causò la morte di sole 3 persone che lavoravano alla centrale al momento dell’esplosione. Il regime comunista, inviò soccorritori a spegnere gli incendi senza dotarli di alcuna protezione dalla fuoriuscita di radiazione: in sostanza inviò lavoratori al suicidio, e nei successivi 3 mesi ne morirono, senza che ce ne fosse alcun bisogno, altri 28. A parte questi 31 casi tra lavoratori alla centrale e soccorritori, la popolazione civile non ebbe alcun caso fatale e alcuna conseguenza sanitaria di nessun tipo. Senza timore di essere smentito, il numero di morti tra la popolazione civile per l’evento di Chernobyl è stato, in 25 anni, pari a zero. Ripeto: zero. Corre l’obbligo di ricordare che il disastro del Vajont fece 2000 morti in una notte.
E vi completo il quadro con le belle parole che riserva alla eventuale presenza di un deposito di scorie nucleari vicino casa sua:
Ottima idea: vuol dire che avrei vicino casa un polo di alta tecnologia e avrei anche la sicurezza di essere uno dei cittadini meglio radioprotetti del Paese.
A me queste dichiarazioni non fanno rabbia e neanche mi fanno sorridere, ma le trovo utili, perché sono il forte bastione su cui poggia l’anti-nuclearismo degli italiani. La verità su quel terribile incidente è sotto gli occhi di tutti: le radiazioni ancora oggi producono morti per cancro. So già che molti di voi scriveranno nei loro commenti che non è così, che non ci sono studi scientifici e allegheranno link, presunte prove scientifiche, insomma tutto il malloppone di prove da scettici che si riveleranno, per fortuna, totalmente inutili. Più sarà negata questa semplice verità; ossia che le radiazioni nucleari sono pericolose, più la gente si ostinerà a non volere centrali nucleari sul proprio territorio. Inoltre, più i nuclearisti si vorranno far passare per espertoni, intelliggentoni sottutto io, più saranno destinati a perdere la partita. Gli italiani per ora, sono solo in letargo, ma non sono stupidi.
Via | Gazzetta di Modena
Foto | Gazzetta di Reggio
Franco Battaglia: “Nucleare? Si, pefavore”. E le scorie le vorrebbe vicino casa sua
Eolico: Sardegna, via libera a impianto di Portoscuso
Dopo aver recepito nel novembre dello scorso anno il giudizio positivo sulla compatibilità, e dopo aver ottenuto allo stesso modo il nulla osta ed i relativi pareri da parte di tutti gli Enti che a vario titolo sono coinvolti, l’Assessorato all’Industria della Regione Sardegna , dopo la Conferenza dei Servizi dello scorso mese di luglio, ha provveduto a completare l’iter per l’autorizzazione, nell’area del Comune di Portoscuso , ad un impianto eolico che sarà realizzato dal colosso italiano delle rinnovabili Enel Green Power . A darne notizia è stata proprio l’ Amministrazione regionale nel sottolineare in particolare come in questo modo nell’area sia stata a conti fatti posata la prima pietra per ricostruire un’economia che ha subito i pesanti e duri effetti della crisi finanziaria ed economica degli ultimi tre anni. Continua a leggere: Eolico: Sardegna, via libera a impianto di Portoscuso (…) Eolico: Sardegna, via libera a impianto di Portoscuso , pubblicato su Ecologiae il 27/11/2010 © Fil per Ecologiae , 2010

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Eolico: Sardegna, via libera a impianto di Portoscuso
Pale eoliche dai ripetitori dei cellulari, perché no?
Più parchi eolici costruiamo, più la rete elettrica sarà alimentata da energia pulita . Un principio che non fa una piega, se non fosse per il particolare problema dell’energia eolica: c’è bisogno di tanto spazio per installare pale e turbine. Una soluzione però potrebbe arrivare da Oltreoceano: e se sfruttassimo le strutture che già esistono

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Pale eoliche dai ripetitori dei cellulari, perché no?
Lavori verdi, secondo le Nazioni Unite sono in arrivo 4 milioni di posti

Eco avvocati, manager energetici, chimici, agronomi, designer eolici e assicuratori ambientali. Queste figure professionali sono solo alcune dei quattro milioni di nuovi posti di lavoro che, nel mondo industrializzato (perché nei Paesi in via di sviluppo potrebbero essere di più), costituiranno presto l’offerta occupazionale dei ‘green job’, cioè i lavori verdi legati allo sviluppo sostenibile. Posti che si aggiungeranno agli 11 milioni già esistenti.
A rivelarlo è il rapporto Green Job: Towards Decent Work in a Sustainable, Low-carbon World, realizzato da due agenzie delle Nazioni Unite, l’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e l’Oil (Organizzazione internazionale del Lavoro), che sarà presentato oggi a Milano durante il convegno internazionale del progetto Gjusti “Progettare, lavorare, pensare il futuro della Terra”, a cui parteciperà anche l’ecologista indiana Vandana Shiva.
Un rapporto che propone una ricetta semplice per uscire dalla crisi: coniugare l’aumento dell’occupazione con la tutela dell’ambiente. Puntando non solo su nuovi tipi di mestieri ma anche sul riadattamento delle competenze professionali. I settori più gettonati? L’agricoltura, l’industria, i servizi, la pubblica amministrazione, l’approvvigionamento energetico, l’edilizia e i mezzi di trasporto.
Grandi, secondo il rapporto, le stime di crescita, ma a patto che gli investimenti continuino a seguire il trend positivo attuale, situazione che li porterebbe a raddoppiare entro il 2020. Il mercato globale di prodotti e servizio per l’ambiente dovrebbe passare, infatti, dagli attuali 1.370 miliardi di dollari l’anno a 2.740 miliardi.
Un esempio positivo arriva dalla Germania, dove l’investimento in tecnologie ambientali è quadruplicato e toccherà, nel 2030, il 16 per cento del totale della produzione industriale, con una occupazione che sorpasserà quella delle grandi industrie di macchine utensili e dell’auto. Espansione che va forte anche negli altri continenti: negli Stati Uniti le tecnologie pulite sono il terzo maggiore settore mentre in Cina gli investimenti sono raddoppiati, diventando il 19 per cento del totale.
E voi, sareste disposti ad aggiornare le vostre competenze e abitudini professionali per lavorare in ambito “verde”?
Lavori verdi, secondo le Nazioni Unite sono in arrivo 4 milioni di posti
Eolico ed occupazione
Un binomio nel quale ci imbattiamo spesso. Eppure, stavolta, si tratta di un esempio alquanto inusuale. Grazie ai soldi derivanti dall’ installazione di un impianto eolico , il Comune di Castiglione Messer Marino , in provincia di Chieti , potrà permettersi di pagare lo stipendio ad una nuova insegnante .

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Eolico ed occupazione
Scozia: 100% energia elettrica da rinnovabili entro il 2025
L’ Irlanda del Nord ha appena annunciato di puntare ad ottenere il 40% della sua energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2020 e, per non essere da meno, il Primo Ministro della Scozia Alex Salmond pensa che non sia un obiettivo ambizioso a sufficienza.

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GSE: i numeri dell’eolico 2009
E' disponibile , infatti, sul sito del GSE il rapporto L'eolico – Rapporto statistico 2009 . Il documento raccoglie i dati relativi alla fonte eolica riferiti all' anno scorso .

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GSE: i numeri dell’eolico 2009
