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Posidonia, al via coltivazione artificiale in Puglia per salvare le coste

Nascerà a Bari il primo impianto artificiale di coltivazione della Posidonia oceanica , la pianta mediterranea che rischia l’ estinzione in pochi anni. Come informano i promotori del progetto Start , realizzato da TCT s.r.l.

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Posidonia, al via coltivazione artificiale in Puglia per salvare le coste

Bp torna all’assalto del Golfo del Messico

Bp torna all'assalto del Golfo del MessicoBp è tornata e rivuole il “suo” Golfo del Messico. Nel senso che ha chiesto al governo degli Stati Uniti di poter tornare a perforare i pozzi chiusi all’indomani del disastro della Deepwater Horizon e della conseguente marea nera.

L’azienda, con i pozzi bloccati e i maxi risarcimenti da pagare a pescatori e cittadini della Louisiana, ha bisogno di
riaprire i rubinetti del petrolio anche perché i suoi progetti in Libia, per evidenti motivi, potrebbero andare presto a monte.

Cosa farà, a questo punto, il nuovamente candidato Barack Obama? Avrà la forza di dire no all’industria del petrolio dopo avergli già detto sì affermando che gli Stati Uniti devono valorizzare la propria produzione interna di idrocarburi per evitare di dipendere troppo dall’estero?

Via | NY Times
Foto | Flickr

Bp torna all’assalto del Golfo del Messico

Decreto rinnovabili: le osservazioni del GIFI/ANIE

Da qui al 2020 in Italia l’industria del fotovoltaico sarà in grado di garantire al Sistema Paese una potenza complessiva installata ed incentivata pari a ben 15.000 MW; il tutto a fronte della creazione di ben 80 mila posti di lavoro nell’intera filiera del solare già entro l’anno 2015. Questo è quanto ha dichiarato il Presidente di GIFI/ANIE, Valerio Natalizia , che di conseguenza, auspica che, anche tenendo conto, dopo un’attenta analisi, dei costi di sistema, possa essere prevista una rivalutazione del sistema incentivante

Original post:
Decreto rinnovabili: le osservazioni del GIFI/ANIE

Putin apre l’artico alle trivelle Bp

Putin apre l'artico alle trivelle Bp

Il gigante russo del petrolio e del gas naturale Rosneft e quello britannico Bp hanno siglato un accordo da 16 miliardi di euro che ha per oggetto l’Artico. Sotto i ghiacci del Polo Nord ci sono immense riserve di idrocarburi, ma sono difficili e costose da sfruttare.

Lo stesso Artico, poi, è al centro di una controversia internazionale tra Usa, Canada, Norvegia, Russia e Danimarca per la definizione dei suoi confini. Ecco, allora, che l’alleanza russo-britannica ha anche un sapore tutto politico: Vladimir Putin cerca alleati che appoggino le sue mire sulle risorse artiche.

In questo accordo Bp (che qualche mese fa ha dovuto vendere mezzo giacimento polare in Alaska, per pagare i danni della marea nera) ci mette la tecnologia, mentre Rosneft ci mette i giacimenti. Sarà molto più difficile per gli ambientalisti, ora, contrastare le trivellazioni nell’artico.

Le polemiche già abbondano, visto l’impatto ambientale dell’industria del petrolio su una zona così “pura” e delicata come quella del Polo Nord. Celebre il caso di Biancaneve, un giacimento norvegese sull’isola di Melkoya dove da pochi anni è arrivato il più grande impianto di liquefazione di gas d’Europa. I cittadini dell’isola già l’anno ribattezzato “Cenerentola”: da quando c’è l’impianto il villaggio è pieno di fuligine…

Via | Bloomberg
Foto | Flickr

Putin apre l’artico alle trivelle Bp

Fotovoltaico Marche: linee guida, Aper in totale disaccordo

Mercoledì scorso, 15 settembre 2010, è stato diffuso dall’Amministrazione regionale delle Marche un comunicato in merito a linee guida sui criteri di individuazione di aree non idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici . Queste linee guida ora nelle prossime settimane saranno esaminate ai fini dell’approvazione da parte dell’ Assemblea Legislativa dopo che, secondo quanto ha affermato la Regione Marche, c’è stato un percorso di condivisione e di concertazione da parte di tutte le Associazioni che rappresentano l’industria del fotovoltaico .

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Fotovoltaico Marche: linee guida, Aper in totale disaccordo

Vittorio Sgarbi getta la maschera: meglio il petrolio che l’eolico

Vittorio Sgarbi getta la maschera: meglio il petrolio che l'eolico

Finalmente Vittorio Sgarbi si è mostrato per quel che è: non uno strenuo difensore del paesaggio, parola tra l’altro che in sé vuol dire tutto e niente, bensì un convinto e fattivo amico dell’industria del petrolio.

Secondo quanto riporta l’Agi, infatti, il sindaco di Salemi avrebbe scoperto le carte su petrolio, eolico e paesaggio invitando in città il professore russo Vladimir Kutcherov, noto per le sue teorie che negano il picco del petrolio, negano la pericolosità delle estrazioni petrolifere e auspicano che il petrolio sia alla base della produzione di energia nel XXI secolo, anche di più di quanto lo sia oggi.

Il professore, addirittura, vorrebbe riscrivere la storia scientifica del petrolio affermando che non si tratti di un combustibile fossile derivante dalla decomposizione, in milioni di anni, di materiale organico bensì del prodotto di alcune reazioni chimiche che da sempre sono in atto nelle profondità del pianeta terra.

Proprio per queste teorie Sgarbi ha invitato Kutcherov in città:

L’ho invitato con entusiasmo a Salemi per chiedergli di illustrare la sua teoria e offrire, in aree definite, concessioni per l’estrazione del petrolio, discutibili nel Val di Noto e certamente realizzabili nel Val di Mazara con un impatto ambientale tecnicamente piu’ modesto di quello dei parchi eolici. Mi sembra che la proposta possa interessare petrolieri che conoscono Salemi – e hanno, ahime’, interessi nell’eolico – ma che potrebbero invece rientrare nell’alveo della loro impresa primaria. Un futuro all’avanguardia nell’approviggionamento di gas metano renderebbe la Val di Mazara ricca e offrirebbe una risposta a quanti hanno sfigurato il paesaggio con le pale eoliche e, non paghi, vogliono ulteriormente umiliarlo con i pannelli fotovoltaici

Ecco, quindi, il vero Sgarbi: più petrolio per tutti. O quasi: non nel Val di Noto, dove lo stesso sindaco ha qualche interesse personale, per il resto no problem. Ci spieghi Sgarbi, a questo punto, come mai le Soprintendenze ai Beni Archeologici, Naturalistici e Paesaggistici di mezza Sicilia sono in allarme per la nuova ondata di concessioni petrolifere firmate dal governo Lombardo.

Che, come vi abbiamo già raccontato, finge di criticare l’industria del petrolio ma non fa nulla per bloccarla.

Via | Agi, Corriere della Sera
Foto | Flickr

Vittorio Sgarbi getta la maschera: meglio il petrolio che l’eolico

Una tassa sull’energia nucleare a favore delle rinnovabili, è la proposta di Angela Merkel

Vita breve o comunque non facile per il nucleare in Germania , se dovesse essere approvata la proposta avanzata dal Cancelliere tedesco Angela Merkel : una tassa a carico dell’industria del nucleare a beneficio dello sviluppo delle energie rinnovabili .

See the rest here:
Una tassa sull’energia nucleare a favore delle rinnovabili, è la proposta di Angela Merkel

L’Unione europea dice basta ai sussidi al carbone. Anzi no…

L'Unione europea dice basta ai sussidi al carbone. Anzi no...

Dichiarazioni contraddittorie sui sussidi all’industria del carbone da parte del Commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia che ha affermato di voler rivedere la posizione comune europea sugli aiuti comunitari al più antico dei combustibili fossili. Almunia, infatti, spera di riuscire a togliere di mezzo i sussidi entro ottobre 2014 mentre, meno di un mese fa, la Commissione aveva proposto di allungare il regime di aiuti fino al 2022.

Almunia ha dichiarato che lo scopo della sua proposta è di chiudere prima possibile tutte le miniere non competitive entro quattro anni. Una misura che penalizzerebbe soprattutto Germania, Spagna, Ungheria, Polonia e Slovacchia, paesi che si erano spesi moltissimo per ottenere la proroga degli aiuti al 2022. Almunia, tuttavia, ha contemporaneamente garantito che l’Europa troverà altri tipi di aiuto per l’industria del carbone che, secondo le prime stime, potrebbe perdere fino a 100 mila posti di lavoro. I soldi, quindi, escono dalla porta e rientrano dalla finestra.

Centomila posti in meno è un numero che la dice assai lunga sulla capacità di reggere al libero mercato di questa fonte fossile energia. Altri numeri che parlano sono quelli forniti qualche settimana fa dalla Iea su tutti i finanziamenti a tutte le fonti fossili nel mondo: tra petrolio, gas e carbone gli stati spendono 550 miliardi l’anno. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia se questi sussidi pubblici venissero eliminati le emissioni mondiali calerebbero del 7%.

Via | Repubblica
Foto | Flickr

L’Unione europea dice basta ai sussidi al carbone. Anzi no…

Eco Hotel: Bio Hotel, ricostruzione di un albergo sostenbile dotato di centro benessere

Presso Eco Hotel, salone del risparmio energetico della Fiera Expo Riva Hotel , saranno presentate le soluzioni di bioarchiettura e bioedilizia per strutture turistiche e ricettive efficienti dal punto di vista dei consumi e altrettanto piacevoli da vivere o visitare.

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Eco Hotel: Bio Hotel, ricostruzione di un albergo sostenbile dotato di centro benessere