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Campo di calcio ecocompatibile a Polvese, sul lago Trasimeno
Dal ritorno sui banchi di scuola alle sagre chilometri zero , dalla reintroduzione dell’ ecopass a Milano al potenziamento dei servizi di bike-sharing , dalle nuove maglie della Juve , realizzate con materiali riciclati, alla discesa in un campo che è più green del solito, questo inizio settembre si colora di verde qua e là e speriamo non si tratti solo di una mano superficiale di vernice. Oggi siamo in Italia, precisamente nella regione Umbria , dal fascino e dalle bellezze naturali indescrivibili, per parlarvi di un campo di calcio ecocompatibile . Si tratta del primo campo sportivo a cui è permesso trovarsi nei limiti di un’area protetta, quella del Parco del Trasimeno , di proprietà della provincia di Perugia

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Campo di calcio ecocompatibile a Polvese, sul lago Trasimeno
Impianti eolici in Italia: il punto del GSE
Alla fine dello scorso anno in Italia si contavano quasi 300 impianti eolici , ben 294 per l’esattezza,a fronte di una potenza complessiva cumulata pari a ben 4.898 MW; il tutto a fronte di un’energia elettrica prodotta che è cresciuta rispetto al 2008 del 35% a 6.543 GWh. E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dal GSE , il Gestore dei Servizi Energetici , con “ L’eolico. Rapporto statistico 2009 “, un volume pubblicato e disponibile per la visione nella apposita sezione delle Statistiche sulle fonti rinnovabili del Portale www.gse.it.

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Impianti eolici in Italia: il punto del GSE
Appello alla camorra:" Mandate i rifiuti tossici in discariche lontane da noi lavoratori"
E’ una lettera aperta choc quella inviata alla camorra dai lavoratori dei Consorzi di bacino. Ci sono 13 istanze e tra queste anche la richiesta di:
Mandare i rifiuti tossici sulle discariche dove noi non ci lavoriamo.
La lettera si apre con la rivelazione:
Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza. Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.
Il problema dei lavoratori dei Consorzi di bacino, cioè degli enti che gestiscono il sistema rifiuti in Campania? Mancanza di stipendio e certezze nei contratti. ci sono da ricollocare 424 persone. Lo scorso anno, nel medesimo periodo, l’appello al Clan dei Casalesi.
La politica per ora risponde, attraverso le parole di Giuseppe Caliendo assessore provinciale all’Ambiente e rifiuti:
Gli sprechi devono finire. Non voglio fare processi al passato ma abbiamo ereditato una situazione pesantissima. Ci sono ritardi nella costruzione degli impianti e pur non colpevolizzando chi c’era prima di noi, la realtà è questa.
Via | Il Mattino, ed. 3 settembre 2010, pag. 36
Appello alla camorra:” Mandate i rifiuti tossici in discariche lontane da noi lavoratori”
L’eco-pane di Reggio Emilia è a km zero
Lui è il Pan de Re (pane del re) e sarà tutta sua la festa che avrà inizio il 3 settembre prossimo a Reggio Emilia , nei pressi della basilica della Madonna della Ghiara e nel cortile di Palazzo Allende. E’ la Festa del pane , alla sua prima edizione, che si concluderà l’8 settembre.

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Porti ecosostenibili, in Sardegna attracchi senza sprechi energetici
L’idea del Green Port (Porto Verde), già testata con successo in alcune parti del mondo come Stati Uniti, Finlandia e Germania , e a livello sperimentale in Italia a Civitavecchia , si è rivelata un successo, e a breve sbarcherà in Sardegna .

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Porti ecosostenibili, in Sardegna attracchi senza sprechi energetici
Confagricoltura propone il “Club Amici degli Ogm”

Il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, torna a parlare di ogm e lo fa dal palcoscenico di Cortina Incontra durante dibattito, avvenuto un paio di giorni fa, con il ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan. L’idea di Vecchioni è sempre la stessa: bisogna favorire gli ogm. Per farlo, perchè non mettere in piedi un bel un club?
Come è stato appena costituito un club che raduna imprenditori e intellettuali favorevoli al nucleare, penso sia arrivato il momento di riunire, allo stesso modo, chi sostiene il possibile uso del biotech in agricoltura. Gli imprenditori devono poter avere gli strumenti per competere sul mercato globale e devono avere la libera possibilità di scegliere se usarli o no
Il club a cui fa riferimento Vecchioni, probabilmente, altro non è che il Forum Nucleare ribattezzato da Legambiente il “fan club del nucleare“.
Il ministro Galan, rispondendo a Vecchioni, ha affermato che le discussioni che si fanno in Italia sugli ogm fanno “sorridere”
Quando in Italia si parla di OGM free c’è da sorridere. Oltre l’80% della soia che alimenta il nostro bestiame viene dall’estero, ed è biotech. Carne, latte e formaggi vengono per la stragrande maggioranza da animali nutriti con mangimi OGM. D’altronde nulla è cambiato di più nei secoli dei prodotti agricoli, sono sempre stati una fucina di innovazione e sperimentazione. Quindi sperimentiamo e vedremo chi ha ragione e chi ha torto. La ricerca deve essere fatta dall’università perché è un patrimonio che deve rimanere del Paese e non rischiare di venire vanificato, come è successo per il nucleare, da una costante fuga di cervelli. Con una mentalità di chiusura non si può che arretrare, ma purtroppo continua a valere la massima di Voltaire per cui l’intelligenza è spesso minoranza
Prepariamoci, quindi, alla nascita dell’ennesimo fan club, questa volta pro ogm. Per quanto riguarda le posizioni che “fanno sorridere”, ora si spiega per quale motivo il ministro Galan non ha battuto ciglio in occasione della prima semina illegale di ogm in Italia: era impegnato a ridere.
Poi, quando gli attivisti di Ya Basta hanno distrutto il campo ha smesso di ridere e si è persino offeso, definendo l’episodio “un’azione di stampo squadristico”. Dell’altra squadra, ovviamente, quella che non ride…
Via | Confagricoltura
Foto | Flickr
Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

La centrale termoelettrica a carbone di Brindisi-Cerano, di proprietà dell’Enel, torna al centro delle polemiche. Dopo la storia del concertone di Irene Grandi e Patty Pravo, di cui vi abbiamo ampiamente parlato nelle settimane scorse, questa volta il problema sono i soldi.
Un sacco di soldi: circa un milione e 200 mila euro che l’Enel dovrebbe dare al Comune, in base all’accordo di programma per la messa in sicurezza e la bonifica del Sic di Brindisi, oltre a quelli che la stessa azienda dovrebbe dare agli agricoltori che, dal 2007, in seguito ad una ordinanza del sindaco non possono coltivare le terre intorno la centrale a causa del pesante inquinamento da polveri di carbone.
Enel, però, ha chiesto al Comune e agli agricoltori di accettare una clausola molto importante: niente soldi senza la rinuncia completa a costituirsi parte civile nel processo penale scaturito dalle indagini della Procura di Brindisi sul presunto inquinamento intorno alla centrale.
Una pretesa assai strana: una cosa sono i processi penali, con le relative costituzioni di parte civile, un’altra sono gli accordi di programma che hanno a che fare con lo sviluppo delle attività di una azienda in collaborazione con il territorio circostante.
E se, come in Italia è d’obbligo, nessuno è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio allora per quale motivo Enel chiede, oggi, di rinunciare ad un eventuale risarcimento se, a fine processo penale, venisse accertato l’inquinamento?
Via | Brindisi Report, No al carbone Brindisi
Foto | Forum Ambiente e Salute
Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati
Petrolio: nuove trivellazioni in Basilicata. Insorge la Ola

Nuove trivellazioni in cerca di petrolio e gas in Basilicata: l’Assessorato regionale lucano all’Ambiente, infatti,con Determina dirigenziale n.866 del 20 luglio 2010 ha autorizzato la messa in produzione del pozzo Cerro Falcone 2, nel territorio di Calvello (Pz). Un pozzo di proprietà dell’Eni, all’interno del Parco Nazionale dell’ Appennino Lucano Val d’ Agri Lagonegrese e che va a far compagnia ad altri pozzi di Eni e di Shell.
Furiosa la Organizzazione Lucana Ambientalista (Ola), che ricorda come il territorio interessato dalla trivellazione ricada in una zona di elevato interesse naturalistico, già pesantemente danneggiata dalle precedenti estrazioni petrolifere:
la nostra Organizzazione ricorda, invece, l’esposto relativo al pozzo Eni Cerro Falcone 2 ricadente nel SIC Serra di Calvello, ZPS Appennino Lucano Monte Volturino, nonché Zona 1 del Parco nazionale Appennino Lucano, in cui si denunciava agli uffici competenti del Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare la persistenza del relativo pozzo in spregio alle normative nazionali e comunitarie in materia di “habitat”. La OLA ricorda come il pozzo autorizzato di recente si trovi a poco più di cento metri dalla sorgente acqua dell’Abete, oggetto di due sequestri per inquinamento petrolifero da parte dell’autorità giudiziaria
La Ola, evidentemente, non viene ascoltata se è vero, come afferma, che persino l’Europa non ha gradito le trivellazioni a due passi, se non addirittura dentro, le zone protette lucane:
con nota datata al 24 febbraio 2009 e a firma dell’ex Direttore generale del Ministero dell’Ambiente Div. VII, dott. Aldo Cosentino, inviata agli uffici competenti della Regione Basilicata e al Commissario straordinario dell’Ente Parco nazionale Appennino Lucano, ing. Domenico Totaro, e p.c. alla nostra Organizzazione, il dott. Cosentino scriveva: “..si ricorda che l’attività di ricerca e di estrazione di petrolio nel territorio della Val d’Agri è già stata a suo tempo oggetto di interesse da parte della Commissione Europea, con Reclamo n.2000/5037, per inosservanza della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, art. 6 in materia di Valutazione d’Incidenza. L’archiviazione del caso fu determinata dalla decisione di spostare le attività di trivellazione all’esterno del SIC Serra di Calvello”
Ora, però, le trivelle tornano dentro i Siti di Interesse Comunitario. Vedremo se, anche questa volta, l’Italia si beccherà un altro richiamo dalla Unione Europea…
Cani e randagismo, proposte folli e buonsenso
Di solito ad Ecologiae non ci occupiamo di animali in senso stretto, se non in relazione a specie in estinzione a causa dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento, ma questa volta una notizia ci ha talmente colpito, da volerla condividere con voi! Ebbene con l’estate è noto che il fenomeno del randagismo aumenta, perché non tutti i padroni degli “amici a quattrozampe” hanno la saggezza e il cuore per non abbandonare il cucciolo che hanno allevato, con cura?! Per contrastare il fenomeno, oltre a campagne di sensibilizzazione, spot in tv, e cartelloni lungo le strade, sono nate molte associazioni, alcune anche onlus e gestite da volontari, per aiutare cani e cuccioli abbandonati, per accudirli e toglierli dalle insidie della strada. Continua a leggere: Cani e randagismo, proposte folli e buonsenso (…) Cani e randagismo, proposte folli e buonsenso , pubblicato su Ecologiae il 29/08/2010 © Valentina Ierrobino per Ecologiae , 2010. | Commenta! | Tag: abbandonare i cani , cane , cani , cani abbandonati , cani abbandonati sulle autostrade , fenomeno degli abbandoni dei cani , randagismo

Palme e punteruolo rosso, trovato il rimedio: un feromone
Chi non ha mai sentito parlare del punteruolo rosso delle palme? O peggio ancora, ha dovuto tagliare la propria bellissima pianta a causa del coleottero killer ? Ebbene, a Roma dal mese di agosto in diversi punti verdi della capitale sono in atto interventi di endoterapia e aspersione della chioma con feromoni per attirare e uccidere il coleottero responsabile del punteruolo rosso delle palme.

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