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Al Carnevale di Venezia Voltonio e Bidonia, le maschere del riciclo di Ecolamp

Il Carnevale di Venezia si illumina di un tema più impegnato, grazie ad Ecolamp, il consorzio che si occupa della raccolta delle sorgenti luminose a basso consumo esauste, rifiuti con componenti tossiche ma riciclabili fino al 95% . Dal 4 al 21 febbraio, al Sestiere di Campo San Polo, verrà allestito il Teatro della Luce e del Riciclo, un laboratorio ludico-didattico rivolto in particolar modo ai bambini, che quest’anno ha come filo conduttore: “La vita è teatro. Tutti in maschera”.
Tanti gli spettacoli ed i giochi in programma per sensibilizzare l’opinione pubblica ad un corretto smaltimento delle lampadine. E sappiamo quanto ci sia bisogno di educazione ambientale in Italia, rivolta ai bambini ma soprattutto agli adulti!
Come ha sottolineato Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp:
Imparare divertendosi è da sempre il criterio a cui si ispirano le iniziative didattiche di Ecolamp che, fin dal primo anno di partecipazione al Carnevale di Venezia, ha contribuito a sensibilizzare ed educare adulti e bambini sulle modalità di corretto smaltimento delle moderne lampadine fluorescenti, che stanno sostituendo le vecchie lampade a incandescenza, sui risultati del loro riciclo e sui valori della tutela ambientale.
E le maschere di Ecolamp non potevano che essere delle lampadine, disponibili in quattro diverse versioni, tutte di nuova generazione. Al Carnevale di Venezia Ecolamp partecipa con Voltonio e Bidonia, due maschere che sfileranno ma soprattutto sensibilizzeranno ad una corretta raccolta differenziata, senza scherzi. Potete votarle anche nel Concorso per la Maschera più bella del Carnevale 2012.
Via – Foto | Ecolamp
Al Carnevale di Venezia Voltonio e Bidonia, le maschere del riciclo di Ecolamp
Mortalità stradale in bici, Italia terza in Europa

I dati diffusi dall’ANIA, Fondazione per la Sicurezza Stradale, confermano quanto noi temerari ciclisti sappiamo da tempo: in Italia a prendere la bici corri non pochi rischi. Quando si tratta di salire sui podi del demerito noi italiani pedaliamo più veloci di tutti gli altri. E così siamo terzi in Europa per mortalità stradale in bicicletta.
Ogni anno in Italia vengono travolti ed uccisi 263 ciclisti (dati 2010), cifra che corrisponde al 6% del totale delle vittime di pirati della strada. Negli ultimi dieci anni sono morti sulle strade italiane 2.556 ciclisti.
Prima di noi, la maglia nera la indossano la Germania, con 462 morti nel 2010, e e la Polonia che ha registrato 280 vittime. La Gran Bretagna ha un tasso nettamente inferiore di mortalità stradale su bici, 104, anche se comunque troppo alto perché parliamo di vite non di semplici numeri.
Umberto Guidoni, Segretario generale dell’ANIA, spiega:
La tutela delle utenze deboli della strada è un problema comune in tutto il mondo. Ciclisti e pedoni sono le categorie che rischiano di più di essere investite. In 10 anni sulle strade britanniche sono morti 1.275 ciclisti e, dalle statistiche europee, risulta che nel solo 2010 si sono registrate 104 vittime in incidenti che hanno coinvolto biciclette. In Italia lo scenario è ancora più negativo: nel 2010 sono morti 263 ciclisti (6% del totale dei morti), 2.556 nel corso dell’ultimo decennio. Più del doppio di quelle registrate in Gran Bretagna. Questi dati dimostrano che nel nostro Paese si deve fare ancora molto in termini di prevenzione, ma anche di comunicazione e sensibilizzazione.
Bisogna tenere gli occhi ben aperti e prendere alcune precauzioni quando inforchiamo le due ruote, non fa male ripassare i consigli per la sicurezza in bicicletta.
Maltempo e neve su Roma, possibili disagi per chi si mette in viaggio
Non mettetevi in viaggio. L’estensione della perturbazione dal Tirreno all’Adriatico rendono indisponibili tratti di carreggiata autostradale e stanno determinando, già alle prime ore di questa mattina, l’applicazione del piano neve Questo l’invito del Viminale all’indomani delle intense nevicate notturne che si sono abbattute su gran parte della penisola.
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Maltempo e neve su Roma, possibili disagi per chi si mette in viaggio
Finte serre fotovoltaiche, non è tutto sole quello che splende sull’agrofotovoltaico

Le serre fotovoltaiche vengono additate da più parti come soluzione all’eterna diatriba agricoltura-fotovoltaico, che vuole i terreni sottratti alla produzione agricola alimentare per la produzione di energia rinnovabile. Sotto i pomodori, sopra il pannello, insomma tutti produttivi e contenti, con gli agricoltori che riescono a sostenere più facilmente le spese energetiche, a dir poco esose, delle serre.
Anche nel caso del fotovoltaico su serra, però, bisogna fare molta attenzione al rischio di speculazioni, leggi falsi agricoltori che farebbero finta di coltivare in serra pur di bypassare le norme sull’impatto ambientale e ricevere gli incentivi, per Legambiente troppo alti, concessi dal recente decreto legge sulle liberalizzazioni, il cosiddetto “Cresci Italia”, esattamente dall’articolo 65, comma 3, che le equipara agli impianti su edifici. Edoardo Zanchini, vice-presidente Legambiente, tuona:
Il Dl potrebbe dare il via libera a speculazioni per ottenere incentivi pari a quelli delle coperture integrate negli edifici, che sono molto più alti di quelli per i pannelli al suolo.
L’allarme lo lancia in una nota anche il Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi, ma c’è da dire che quella delle speculazioni e delle finte serre fotovoltaiche è una preoccupazione sollevata più volte da diverse associazioni agricole italiane. Certo, con questi incentivi, il rischio di speculazioni si fa decisamente più alto.
Le 60 associazioni ambientaliste riunite nel Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi mettono in guardia dal pericolo di speculazioni nell’agrofotovoltaico:
Vi è il serio rischio che si apra un pericoloso spiraglio che permetterebbe agli speculatori di sfruttare una ulteriore opportunità per ricoprire l’Italia di finte serre fotovoltaiche totalmente inutili e nocive sotto il profilo ambientale, paesaggistico oltre che economico. Urge una moratoria, continuano, per fermare gli impianti già autorizzati per centinaia di ettari di vita e natura a rischio la cui realizzazione vanificherebbe in parte l’efficacia salva-BelPaese degli attuali provvedimenti sul fotovoltaico!
Il Ministro dell’Agricoltura Mario Catania si è affrettato a placare gli animi, dichiarando:
Finché ci sarò io coloro che realizzeranno serre agricole con pannelli fotovoltaici saranno marcati stretti. Insieme al Ministero dello Sviluppo economico e a quello dell’Ambiente, staremo attentissimi affinché siano evitate speculazioni di tutti i tipi.
Sperar non nuoce.
Foto | Isofoton
Finte serre fotovoltaiche, non è tutto sole quello che splende sull’agrofotovoltaico
L’Italia che scompare sotto il cemento, cresce a ritmi vertiginosi il consumo di suolo

Settantacinque ettari al giorno. A questo ritmo procede il consumo di suolo in Italia. Impietosa la foto scattata dal dossier del FAI e del WWF Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare, presentato a Milano. Nei prossimi vent’anni l’urbanizzazione sottrarrà altri 600 mila ettari alla natura. Negli ultimi cinquant’anni il tasso di cementificazione è più che triplicato.
Tra le cause principali del consumo di territorio in Italia l’abusivismo edilizio, troppi condoni che perdonano gli scempi architettonici, il boom di centri commerciali, periferie che esplodono sempre più verso l’esterno mentre le case in centro restano vuote e cadono a pezzi. E di riqualificazione se ne intravede solo l’ombra.
Secondo FAI e WWF occorre:
dare priorità al riuso dei suoli anche utilizzando la leva fiscale per penalizzare l’uso di nuove risorse territoriali; procedere ai Cambi di Destinazione d’Uso solo se coerenti con le scelte in materia di ambiente, paesaggio, trasporti e viabilità. E ancora. Bisogna rafforzare la tutela delle nostre coste estendendo da 300 a 1000 metri dalla linea di battigia il margine di salvaguardia; difendere i fiumi non solo attraverso il rispetto delle fasce fluviali ma con interventi di abbattimento e delocalizzazione degli immobili situati nelle aree a rischio idrogeologico; farsi carico degli interventi di bonifica dei siti inquinati, escludendo che i costi di bonifica vengano compensati attraverso il riuso delle aree a fini edificatori.
Via – Foto | WWF
L’Italia che scompare sotto il cemento, cresce a ritmi vertiginosi il consumo di suolo
Giornata mondiale delle zone umide dedicata al turismo sostenibile

La Giornata mondiale delle zone umide, in programma per il 2 febbraio prossimo, sarà dedicata al turismo sostenibile. Laghi, fiumi, lagune sono ecosistemi di importanza cruciale per gli equilibri del Pianeta. Ospitano migliaia di specie vegetali ed animali e sono un’importante riserva idrica.
Il turimo nelle aree umide è molto intenso, ecco perché è necessario trasformarlo in un valore aggiunto, fonte di introiti da destinarsi a progetti di recupero, valorizzazione e tutela delle zone umide e non di distruzione come spesso purtroppo accade.
Il giro d’affari del turismo nelle aree umide della terra è stimato in 925 miliardi di dollari l’anno. Nel 2010, secondo i dati diffusi di recente dall’Osservatorio Ecotur, in Italia il turismo nelle aree umide ha segnato un fatturato di 10,75 miliardi di euro, a dispetto dei venti di crisi che soffiano sugli altri settori turistici.
L’edizione 2012 della Giornata mondiale della aree umide si concentrerà per l’appunto su quel 35% di aree umide che sono meta turistica, localizzate perlopiù in Europa, da proteggere dai rifiuti, dall’impatto dei vacanzieri e dal traffico di specie protette. In tutto sono oltre 1900 i siti protetti dalla Convenzione siglata a Ramsar in Iran il 2 febbraio del 1971.
La Giornata internazionale delle zone umide si celebra dal 1997. In Italia il WWF che cura 10 dei 50 siti Ramsar presenti in Italia, apre le sue Oasi il 4 ed il 5 febbraio con una serie di appuntamenti: dalle escursioni al birdwatching.
Foto | Flickr
Giornata mondiale delle zone umide dedicata al turismo sostenibile
Mobilità sostenibile, in Lombardia gli abbonamenti Io viaggio ovunque

Io viaggio e non faccio mai benzina. Questo il claim, con i prezzi che corrono fa ancora più effetto, scelto dalla Regione Lombardia per lanciare una nuova campagna di mobilità sostenibile su tutto il territorio regionale.
Io viaggio propone diversi abbonamenti integrati per il trasporto pubblico, suddivisi per province per soddisfare le esigenze specifiche dei viaggiatori pendolari. C’è anche la possibilità di viaggiare su tram, metro, bus urbani ed extraurbani, treni regionali e treni Malpensa Express di 2a classe, battelli e funicolari in tutta la Regione con l’offerta Io viaggio ovunque in Lombardia, a 99 euro al mese.
Per usufruire anche degli InterCity, degli EuroStarCity e degli EuroCity bisogna invece acquistare la Carta Plus Lombardia che costa 20 euro al mese per i tragitti sotto i 50 km e 30 euro al mese per quelli superiori. Il risparmio, secondo i dati diffusi dall’amministrazione comunale, può arrivare a sfiorare i 45 euro al mese per i pendolari. I ragazzi sotto i 14 anni, inoltre, viaggiano gratis se accompagnati da un adulto e ci sono tariffe scontate per gli abbonamenti famiglia.
Inoltre sono previsti abbonamenti per brevi periodi per viaggiare in tutta la Lombardia, che vanno da 1 giorno che costa 15 euro, ad una settimana, 40 euro. L’abbonamento va affiancato da una tessera di riconoscimento rilasciata nelle biglietterie delle stazioni ferroviarie.
Per conoscere le diverse modalità di abbonamento disponibili consultate la sezione dedicata ad Io viaggio sul sito della Regione Lombardia.
A gettare qualche ombra sulla nuova campagna di mobilità sostenibile della Regione Lombardia i disagi segnalati da diversi viaggiatori che non si vedono ancora riconoscere il biglietto unico su alcuni bus. Scrive infatti la Gazzetta di Mantova:
In estrema sintesi: la società che gestisce la linea ferroviaria Milano-Mantova già pubblicizza e vende i biglietti unici, ma senza l’ok di Provincia e Comune i ticket non possono essere ancora validi sugli autobus Apam. Tra le due aziende litiganti non godono affatto gli utenti che acquistano i tagliandi e poi scoprono che valgono solo sui treni.
Via – Foto | Regione Lombardia
Mobilità sostenibile, in Lombardia gli abbonamenti Io viaggio ovunque
Vivisezione, contrari quattro italiani su cinque

Vivisezione: ne parlavamo nei giorni scorsi a proposito dell’annuncio dato dal Tg5 della chiusura del laboratorio Green Hill di Montichiari, nel bresciano, purtroppo solo un abbaglio mediatico. Torniamo a parlare di sperimentazione sugli animali a scopi scientifici perché dai dati Eurispes, contenuti nel Rapporto Italia 2012 appena pubblicato, emerge che l’86,3% degli italiani è contrario alla vivisezione.
Quattro italiani su cinque dicono no alle sperimentazioni in virtù dell’amore per gli animali, un sentimento che prevale nella maggioranza degli intervistati, mentre il 12,1% ritiene la vivisezione ammissibile ai fini della ricerca. L’amore per gli animali induce inoltre molti italiani, ben il 42%, ad adottare un cane piuttosto che un gatto.
Inoltre sono tanti a cambiare dieta proprio per evitare sofferenze agli animali, riducendo o eliminando del tutto il consumo di carne. Scrive l’Eurispes:
Le motivazioni indicate dagli intervistati circa la scelta di diventare vegetariani o vegani attiene principalmente all’attenzione per la salute (43,2%), seguita da un forte rispetto per gli animali, contro il loro sfruttamento da parte dell’uomo (29,5%), mentre soltanto il 4,5% adduce come motivazione la tutela e il rispetto dell’ambiente. Impegno, quest’ultimo, sicuramente seguito da una buona fetta della popolazione per altre vie.
Mobilità sostenibile ed acquisti consapevoli in testa. Altro dato emerso dal rapporto è l’avversità degli italiani per la caccia: tre su quattro, esattamente il 76,4% del campione di persone interpellato si è dichiarato contrario.
Fare impresa oggi in Italia
Immagina un imprenditore . Un imprenditore che abbia chiesto ed ottenuto titolo abilitativo alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra in aree agricole . Immagina che tutto questo sia successo prima dell’ emanazione del D
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Fare impresa oggi in Italia
Terremoto nel Nord Italia, nessun danno al momento
Un terremoto di magnitudo 4.9 è stato registrato questa mattina alle 9.06 nel Nord Italia. L’epicentro è stato individuato nella provincia di Reggio Emilia , ma le scosse si sono sentite fino a Genova,Torino e Parma .
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Terremoto nel Nord Italia, nessun danno al momento
