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Mobilità sostenibile, in Lombardia gli abbonamenti Io viaggio ovunque

Io viaggio e non faccio mai benzina. Questo il claim, con i prezzi che corrono fa ancora più effetto, scelto dalla Regione Lombardia per lanciare una nuova campagna di mobilità sostenibile su tutto il territorio regionale.
Io viaggio propone diversi abbonamenti integrati per il trasporto pubblico, suddivisi per province per soddisfare le esigenze specifiche dei viaggiatori pendolari. C’è anche la possibilità di viaggiare su tram, metro, bus urbani ed extraurbani, treni regionali e treni Malpensa Express di 2a classe, battelli e funicolari in tutta la Regione con l’offerta Io viaggio ovunque in Lombardia, a 99 euro al mese.
Per usufruire anche degli InterCity, degli EuroStarCity e degli EuroCity bisogna invece acquistare la Carta Plus Lombardia che costa 20 euro al mese per i tragitti sotto i 50 km e 30 euro al mese per quelli superiori. Il risparmio, secondo i dati diffusi dall’amministrazione comunale, può arrivare a sfiorare i 45 euro al mese per i pendolari. I ragazzi sotto i 14 anni, inoltre, viaggiano gratis se accompagnati da un adulto e ci sono tariffe scontate per gli abbonamenti famiglia.
Inoltre sono previsti abbonamenti per brevi periodi per viaggiare in tutta la Lombardia, che vanno da 1 giorno che costa 15 euro, ad una settimana, 40 euro. L’abbonamento va affiancato da una tessera di riconoscimento rilasciata nelle biglietterie delle stazioni ferroviarie.
Per conoscere le diverse modalità di abbonamento disponibili consultate la sezione dedicata ad Io viaggio sul sito della Regione Lombardia.
A gettare qualche ombra sulla nuova campagna di mobilità sostenibile della Regione Lombardia i disagi segnalati da diversi viaggiatori che non si vedono ancora riconoscere il biglietto unico su alcuni bus. Scrive infatti la Gazzetta di Mantova:
In estrema sintesi: la società che gestisce la linea ferroviaria Milano-Mantova già pubblicizza e vende i biglietti unici, ma senza l’ok di Provincia e Comune i ticket non possono essere ancora validi sugli autobus Apam. Tra le due aziende litiganti non godono affatto gli utenti che acquistano i tagliandi e poi scoprono che valgono solo sui treni.
Via – Foto | Regione Lombardia
Mobilità sostenibile, in Lombardia gli abbonamenti Io viaggio ovunque
Vivisezione, contrari quattro italiani su cinque

Vivisezione: ne parlavamo nei giorni scorsi a proposito dell’annuncio dato dal Tg5 della chiusura del laboratorio Green Hill di Montichiari, nel bresciano, purtroppo solo un abbaglio mediatico. Torniamo a parlare di sperimentazione sugli animali a scopi scientifici perché dai dati Eurispes, contenuti nel Rapporto Italia 2012 appena pubblicato, emerge che l’86,3% degli italiani è contrario alla vivisezione.
Quattro italiani su cinque dicono no alle sperimentazioni in virtù dell’amore per gli animali, un sentimento che prevale nella maggioranza degli intervistati, mentre il 12,1% ritiene la vivisezione ammissibile ai fini della ricerca. L’amore per gli animali induce inoltre molti italiani, ben il 42%, ad adottare un cane piuttosto che un gatto.
Inoltre sono tanti a cambiare dieta proprio per evitare sofferenze agli animali, riducendo o eliminando del tutto il consumo di carne. Scrive l’Eurispes:
Le motivazioni indicate dagli intervistati circa la scelta di diventare vegetariani o vegani attiene principalmente all’attenzione per la salute (43,2%), seguita da un forte rispetto per gli animali, contro il loro sfruttamento da parte dell’uomo (29,5%), mentre soltanto il 4,5% adduce come motivazione la tutela e il rispetto dell’ambiente. Impegno, quest’ultimo, sicuramente seguito da una buona fetta della popolazione per altre vie.
Mobilità sostenibile ed acquisti consapevoli in testa. Altro dato emerso dal rapporto è l’avversità degli italiani per la caccia: tre su quattro, esattamente il 76,4% del campione di persone interpellato si è dichiarato contrario.
Fare impresa oggi in Italia
Immagina un imprenditore . Un imprenditore che abbia chiesto ed ottenuto titolo abilitativo alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra in aree agricole . Immagina che tutto questo sia successo prima dell’ emanazione del D
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Fare impresa oggi in Italia
Terremoto nel Nord Italia, nessun danno al momento
Un terremoto di magnitudo 4.9 è stato registrato questa mattina alle 9.06 nel Nord Italia. L’epicentro è stato individuato nella provincia di Reggio Emilia , ma le scosse si sono sentite fino a Genova,Torino e Parma .
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Terremoto nel Nord Italia, nessun danno al momento
Contro gli sprechi torna Porta la Sporta (14-22 aprile)
Associazione dei Comuni Virtuosi, WWF, Italia, Nostra,TCI e Adiconsum con il patrocinio del Ministero all’Ambiente presentano l’appuntamento annuale con Porta la Sporta , che si svolgerà nella settimana che va dal 14 al 22 aprile .
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Efficienza energetica: l’Italia raggiunge gli obiettivi, ma c’è ancora molta strada da fare
La buona notizia è che i compiti a casa li abbiamo fatti.
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Efficienza energetica: l’Italia raggiunge gli obiettivi, ma c’è ancora molta strada da fare
Un monumento a Schettino

Un monumento a Schettino, no, non sul serio ma per quell’ironia della cattiva sorte, tutta italiana, che ci fa vedere i problemi giganti solo per gli errori dei nani. E così, a seguito del naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, il Ministero dell’Ambiente si è accorto che c’erano delle belle e luminose città galleggianti che sfioravano troppo da vicino Venezia, la città galleggiante.
Eppure cittadini e gruppi ambientalisti, con iniziative come Big ship you kill me, se ne lamentavano da tempo, con scarsi risultati. Le navi da crociera fanno scalo a Venezia dal 2000. Chi lo sa se non si può parlare di 11 anni di tragedie sfiorate, perché se alla storia del comandante fuori di testa, ubriaco, megalomane e cieco e chi più supposizioni ha più ne metta, ci crediamo tutti, di sicuro c’è già un’altra storia: la consuetudine di salutare le isole ed i tratti di costa di pregio avvicinandosi troppo era comune a molte navi. Accolta con favore da isolani e sindaci.
Le navi da crociera nel Bacino di San Marco sono andate via via crescendo in lunghezza ed altezza nel corso degli ultimi anni. Oscurano la maggior parte dei campanili veneziani dall’alto della loro stazza imponente, tolgono il respiro alla visuale, sono visibili da terrazzi e tetti. Nel 2000 il numero di passeggeri in transito a Venezia sulle navi da crociera ammontava a 500 mila. Nel 2011 si è sfiorata la soglia dei 2 milioni di viaggiatori.
A volte si possono scorgere fino a dieci grandi navi ormeggiate contemporaneamente nel porto di Venezia. Ad osservare la scena da lontano, sembra quasi che sia la città di Venezia ad essere ormeggiata ad una grande nave e non il contrario.
Anche se 150 metri (è quanto accaduto all’Isola del Giglio) potrebbero sembrare una distanza tutto sommato sicura, per queste grandi navi una distanza simile equivale a pochi millimetri. Pensare che navi delle dimensioni della Costa Concordia sono passate ad una distanza di 50 metri dal Palazzo Ducale per molti anni e più e più volte mette i brividi.
Non è soltanto il rischio di collisioni ed incidenti ad essere stato trascurato dalle nostre politiche ambientali. Queste navi utilizzano infatti carburanti come il bunker fuel che emettono degli inquinanti a dir poco tossici per i polmoni dei veneziani e corrosivi per i monumenti.
Il Bacino di San Marco è patrimonio dell’umanità. Engelbert Ruoss, responsabile della filiale UNESCO a Venezia, spiega che nei Paesi in via di sviluppo, paradossalmente, i nuovi siti nominati Patrimonio dell’Umanità vengono protetti con misure molto più restrittive di quelle applicate dalla Spagna e dall’Italia a protezione del loro patrimonio storico-culturale.
Ma porteranno poi dei vantaggi economici almeno queste grandi navi? Non ai veneziani che possono già contare su un flusso, quasi eccessivo, di 20 milioni di turisti all’anno. Inoltre, i passeggeri delle navi da crociera mangiano e dormono quasi sempre a bordo, dunque se si esclude qualche souvenir di qua e di là, lasciano l’economia che trovano. Non ne vale la pena. I veneziani lo sapevano bene. Ora è chiaro anche a Clini e a chi prima di lui poteva e non ha ascoltato le perplessità dei cittadini. Quando una nave affonda non sempre è solo colpa del comandante, ma se una città come Venezia viene trascurata e poco tutelata il dito contro il Ministero dell’Ambiente ed il Ministero dei Beni Culturali puntiamolo pure con una certa sicurezza e guardiamoli, come sempre, correre ai ripari, nani sulle spalle di nani.
Via | The Daily Beast
Foto | Flickr
Mobilità sostenibile: le autostrade per biciclette sempre più diffuse in Europa (tranne che in Italia)
Mentre in Italia continuiamo a dibattere sulle piste ciclabili che non riusciamo proprio a realizzare, nel resto d’ Europa sono già avanti e le autostrade per biciclette spuntano come funghi.
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Mobilità sostenibile: le autostrade per biciclette sempre più diffuse in Europa (tranne che in Italia)
Sales Manager Fotovoltaico
Luogo Via della Meccanica 16 – 37139 Verona Italy 45° 27′ 4.0428″ N , 10° 53′ 29.6988″ E Area funzionale:
L’addio ai mari delle politiche ambientali italiane

Perché il grattacielo del mare di Costa Crociere naufraga dove è vietato il passaggio anche a un gozzo?
Se lo chiede Legambiente in una lettera aperta rivolta al Ministro Clini che parte dal naufragio della Costa Concordia per ripercorrere le tappe di un naufragio ben più ampio: quello delle politiche ambientali italiane a tutela del mare. Mari italiani protetti senza protettori, santi senza calendario ma con tante cerimonie che celebrano il successo degli interventi di tutela, un successo di carta.
L’acqua, invece, resta violata ed inquinata, giorno dopo giorno. A dispetto del taglio del nastro di santuari e riserve marine, sopporta la pesca illegale, il passaggio di navi con un carico tossico potenzialmente micidiale ed errori umani come questo, che più che una tragica fatalità somiglia al gesto di un folle che fa rotta di proposito contro uno scorcio di paradiso. Lo scoglio rimasto incastrato nella chiglia della Costa Concordia potrebbe infatti essere un pezzo della zona A del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Un’area a protezione integrale fatta a pezzetti.
In questi giorni se ne sono sentiti tanti di elogi della follia. L’assurda consuetudine di avvicinarsi troppo alle isole è venuta a galla solo ora, dopo il disastro. Prima era una cosa simpatica, vista con favore da isolani e sindaci. Che spettacolo il passaggio di queste città galleggianti tutte illuminate! Grazie, grazie, grazie di essere passati! Peccato che queste navi che salutano il paradiso troppo da vicino per afferrare la bellezza di luoghi incontaminati rischiano di riversare il loro carico infernale nelle acque e sulle coste.
È giusto preoccuparsi di che fine farà il carburante ancora stivato nella nave, ma scongiurare il disastro ambientale come si sta dicendo in queste ore è pressoché impossibile, non tanto per il carburante ma perché in realtà il danno ambientale c’è già, sotto gli occhi di tutti. Quella nave spiaggiata colerà a picco portandosi dietro un pezzo inestimabile del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Ha distrutto i fondali costieri, aree dai fragilissimi equilibri che subiscono l’impatto di incidenti simili più del mare aperto. Inoltre non c’è solo il carburante sulla nave: ci sono solventi, medicinali, vernici, alcuni già inghiottiti dalle acque. Un boccone difficile da digerire per l’ecosistema marino che segna il fallimento delle politiche ambientali italiane. Il vero naufragio è iniziato quando abbiamo detto addio ai nostri mari per andarcene in crociera.
Foto | Flickr
