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Durban, l’appello di Pierre-Yves Cousteau: "La tutela degli oceani è la nostra salvezza"

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rapporto oceano uomo

L’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha pubblicato i messaggi di sensibilizzazione alla tutela del Pianeta di alcuni dei suoi collaboratori e sostenitori più celebri.

Appelli rivolti alle delegazioni riunite a Durban in questi giorni per la Conferenza sul Clima da persone che hanno fatto della conservazione della biodiversità la loro missione di vita.

Tra questi quello di Pierre-Yves Cousteau, figlio di Jacques-Yves Cousteau e fondatore della Cousteau Divers, associazione non profit a tutela della biodiversità marina.

Pierre-Yves Cousteau ha ricordato che salvare gli oceani e contrastare il riscaldamento globale è questione di sopravvivenza. La nostra, prima di tutto.

Scrive Cousteau:

Per miliardi di anni, la vita su questa pianeta si è evoluta, l’atmosfera ha subito delle modifiche ed il clima è cambiato. L’aria che respiriamo oggi è un misto di gas modellato sulle nostre esigenze. Lo strato di ozono che ci protegge dalle radiazioni mortali del sole è stato creato da batteri microscopici. Tutte queste condizioni sono state create da organismi che vivevano milioni e milioni di anni fa, ad un ritmo incredibilmente lento.

Oggi, prosegue Cousteau, bruciando i combustibili fossili che la natura ha intrappolato nella Terra, rendendo la nostra atmosfera respirabile e vivibile per noi, minacciamo la nostra stessa sopravvivenza. Il carbonio viene rilasciato nell’aria, si dissolve negli oceani, acidificando le acque e minacciando la sopravvivenza di milioni di creature da cui dipende la sussistenza di tante persone. La temperatura aumenta, il clima è alterato… da una specie che si dice orgogliosa di dominare il pianeta ma si sta autodistruggendo, mentre potrebbe lavorare per vivere in sintonia con l’ambiente circostante.

Acqua e aria, i due elementi essenziali della vita, non sono stati trattati con il rispetto e con la cura che meritano. Il liquido presente nel nostro sangue e nelle nostre cellule è della stessa composizione dell’acqua di mare. Più della metà dell’ossigeno che respiriamo è ancora prodotto da organismi minuscoli che vivono negli strati superiori dell’oceano. Il nostro collegamento con l’oceano è viscerale. Il nostro destino è riflesso nella superficie brillante del mare.

I poeti possono cambiare il mondo, scrive Cousteau. Peccato che a Durban a decidere alla fine siano solo economisti e politici. Vi lascio allo splendido video sulla poesia degli oceani, primo classificato del contest lanciato dallo stesso Pierre-Yves Cousteau per ricordare suo padre.

Via | IUCN
Foto | Flickr

Durban, l’appello di Pierre-Yves Cousteau: “La tutela degli oceani è la nostra salvezza”

Specie in via d’estinzione: un nuovo metodo individuerà le specie salvabili

Esistono già alcuni metodi ben consolidati che utilizziamo per determinare lo stato di salute delle specie . A stabilire quello ufficiale è l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, che ha redatto la famosa Lista Rossa in cui sono elencate le specie più in pericolo .

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L’ONU proclama il 2011 anno delle foreste

L’Assemblea generale dell’ ONU ha dichiarato il 2011 Anno Internazionale delle Foreste . Questo “battesimo”, proprio come quello dello scorso anno , servirà per aumentare la consapevolezza della popolazione mondiale su come migliorare la salute di tutti i tipi di foreste , che coprono il 31% della superficie della Terra. L’Anno Internazionale delle Foreste inizierà ufficialmente il 24 gennaio con il Forum delle Nazioni Unite sul tema che si terrà a New York.

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Rischio estinzione specie acquatiche Africa, l’allarme dell’IUCN

La perdita della biodiversità è uno dei problemi più impellenti che i Governi di tutto il mondo devono affrontare in questo periodo, forse anche più rispetto all’inquinamento. Fare a meno della biodiversità significa infatti perdere risorse basilari per il sostentamento umano , significa perdite economiche, e soprattutto messa in pericolo di intere aree geografiche. La situazione poi diventa ancor più preoccupante quando si tratta dell’ Africa , come sottolinea l’ultima ricerca pubblicata dall’ IUCN (Unione mondiale per la conservazione della natura), la quale ha stabilito che oltre una specie su cinque (circa il 21%) che abita le zone umide del Continente nero è a forte rischio di estinzione .

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Rischio estinzione specie acquatiche Africa, l’allarme dell’IUCN

UNESCO, 6 nuovi siti Patrimonio dell’Umanità

Il Comitato UNESCO si è riunito a Brasilia nelle giornate dal 25 luglio al 3 agosto per iscrivere nuovi siti nell’elenco dei beni Patrimonio dell’Umanità. Sono in tutto 6 i nuovi siti della Natura da oggi protetti e tutelati dall’UNESCO. Come ha dichiarato Tim Badman , dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) Sono stati aggiunti alcuni siti naturali eccezionali alla lista del Patrimonio dell’Umanità e il loro riconoscimento è anche il segnale del bisogno di un’azione di conservazione

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UNESCO, 6 nuovi siti Patrimonio dell’Umanità

Strage di antilopi in Kazakhstan: 12.000 esemplari morti su 26.000

Strage di antilopi in Kazakhstan: 12.000 esemplari morti su 26.000

L’antilope saiga è al centro di un dramma ecologico in Kazakhstan: di questo animale in via d’estinzione, nel 2009, se ne contavano appena ventiseimila esemplari ma nelle ultime settimane ne sono morti ben dodicimila. Una vera e propria strage.

A lanciare l’allarme è stata la International Union for Conservation of Nature (IUCN): questa particolare antilope, a partire dalla caduta dell’impero sovietico, è stata oggetto di un pesante bracconaggio che ne ha ridotto la popolazione ai minimi termini. Ora, però, a minacciarne la definitiva scomparsa non è la caccia indiscriminata e illegale ma un batterio.

Tutti gli esemplari morti, infatti, sono risultati affetti da Pasteurellosi, una infezione dovuta ad un batterio che normalmente vive nelle vie respiratorie di molti animali senza creare grossi problemi di salute.

Solo in caso di forti stress o malnutrizione diventa pericoloso e può portare alla morte dell’animale. Nel caso delle antilopi kazake, quindi, assai probabilmente si tratta di un mix di concause che hanno portato alla strage.

Il problema, però, è che sulle cause ad oggi ci sono solo supposizioni ed è impossibile mettere in atto una efficace strategia per fermare lo sterminio di questo curioso animale dal bruttissimo naso. Il rischio, serio, è che dove non sono arrivate le doppiette arrivi una serie di cause che resteranno per sempre sconosciute: all’estinzione definitiva dell’antilope saiga.

Con buona pace della biodiversità.

Via | IUCN
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Strage di antilopi in Kazakhstan: 12.000 esemplari morti su 26.000

Allarme estinzione: a rischio la metà delle specie dei primati

I primati sono un’ordine molto ampio, di cui fa parte, tra gli altri, anche l’ uomo . I suoi rappresentanti sono miliardi, e le specie che si possono contare oggi sono 630 . Peccato però che la metà di queste rischia di estinguersi nell’arco di pochi decenni .

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Allarme estinzione: a rischio la metà delle specie dei primati