Posts Tagged ‘legambiente’
Legambiente, in Italia decine di spiagge a rischio crolli
Da Nord a Sud, passando per il Centro e le Isole, in Italia si contano decine di spiagge a rischio crolli , con quanto ne consegue per l’incolumità di bagnanti e turisti. A portare l’attenzione sul problema l’associazione ambientalista Legambiente . Nello specifico il pericolo viene dalle pareti rocciose che protendono sul mare, che non sarebbero abbastanza stabili né tanto meno messe in sicurezza in più di un punto della costa italiana .

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Marea nera in Italia, coste a rischio per Legambiente
Legambiente ha pubblicato il dossier di Goletta Verde sulla situazione delle coste italiane , e i dati sono più che incoraggianti. Negli ultimi mesi si è parlato spesso di marea nera nel Golfo del Messico, eppure anche in Italia ogni anno viaggiano su petroliere bel 178 milioni di greggio , destinate ai mercati di tutto il Mondo

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Marea nera in Italia, coste a rischio per Legambiente
Nucleare, blitz di Legambiente alla spiaggia di Capalbio

Chi mai vorrà villeggiare su una spiaggia radioattiva? Se lo è chiesto questa mattina Legambiente che, come preannunciato ieri pomeriggio, è arrivata con i suoi attivisti in tuta antiradiazioni nella spiaggia di Capalbio.
L’idea era quella di far capire ai bagnanti che, qualora dovesse realmente tornare il nucleare in Italia, il turismo balneare in Toscana andrebbe a farsi benedire. Tra i papabili nuovi siti nucleari, infatti, c’è la vecchia Montalto di Castro che, in linea d’aria, dista una ventina di chilometri dalla spiaggia di Capalbio.
Una centrale a Montalto ipotecherebbe per i prossimi decenni il futuro sostenibile della maremma toscana e laziale e metterebbe in ginocchio l’economia turistica, agricola e quello della green economy locale che grazie alle battaglie antinucleari di 30 anni fa sono nate e cresciute in questa parte d’Italia. Con il ritorno del nucleare saremmo all’ultima spiaggia per la Maremma e la sola presenza di una centrale nucleare comprometterebbe il turismo e l’agricoltura e si ripercuoterebbe anche sulla qualità della vita, sulla salute e sulla sicurezza di una comunità
Lo ha detto Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, presente al blitz in spiaggia.
Via | Legambiente
Cemento illegale, il nuovo dossier Legambiente
Che l’ abusivismo edilizio e il cemento fosse in aumento nel nostro Paese non è poi una grande novità, il problema è che a cadere nella lista nera stilata da Legambiente sulle regioni con più infrazioni edilizie è la verde e rigogliosa Toscana , o almeno lo è ancora per poco. Si legge nel comunicato stampa di Legambiente che l’abusivismo edilizio, Una forma di illegalità che in Toscana come in altre regioni del Nord ha avuto per principali protagonisti imprenditori in vista, funzionari pubblici infedeli, colletti bianchi, politici; e come vittime i luoghi di maggior pregio ambientale. Continua a leggere: Cemento illegale, il nuovo dossier Legambiente (…) Cemento illegale, il nuovo dossier Legambiente , pubblicato su Ecologiae il 12/08/2010 © Valentina Ierrobino per Ecologiae , 2010

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Legambiente in difesa dell’eolico
Operazione verit
Fonti rinnovabili: Legambiente e BCC ancora insieme per lo sviluppo sostenibile
Il sistema delle casse rurali e del credito operativo , rappresentato dall’associazione Federcasse, e l’associazione ambientalista Legambiente hanno ufficialmente prolungato il “patto” per lo sviluppo delle energie rinnovabili . Al riguardo, infatti, è stata stipulata l’apposita convenzione quadro che prolunga il “sodalizio” a valere sul triennio dal 2010 al 2013, con la conseguenza che attraverso la formula dei finanziamenti a tasso agevolato , attraverso il circuito di Federcasse con oltre 4.200 sportelli bancari, potranno essere finanziati, a favore dei cittadini, degli enti pubblici e delle imprese, numerosi progetti con la finalità di diffusione delle energie rinnovabili attraverso la produzione di energia pulita , ma anche di risparmiare energia adottando soluzioni mirate all’ efficienza energetica . Continua a leggere: Fonti rinnovabili: Legambiente e BCC ancora insieme per lo sviluppo sostenibile (…) Fonti rinnovabili: Legambiente e BCC ancora insieme per lo sviluppo sostenibile , pubblicato su Ecologiae il 05/08/2010 © Fil per Ecologiae , 2010.

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Mais Ogm, presidio di Legambiente a Pordenone
Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Legambiente domani mattina sarà davanti la Prefettura di Pordenone a chiedere che i campi di mais ogm seminati dal Movimento Libertario e da Agricoltori Federati a Fanna vengano distrutti.
Perché, ormai, è certo che siano ogm: lo dimostrano le analisi commissionate da un’altra associazione ambientalista, Greenpeace, che insieme a Legambiente fa parte della “Task Force per un’Italia Libera da Ogm”.
Una task force che vede anche la presenza di Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, CNA Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Movimento difesa del cittadino, Slow Food Italia, Unci, Vas e WWF.
Secondo Legambiente quella avvenuta a Fanna non è affatto una semina sperimentale di mais ogm (Monsanto, per la precisione), bensì una vera e propria semina priva di autorizzazione su almeno 4 ettari di terreno agricolo:
Il Movimento Libertario e Agricoltori Federati avevano dichiarato di aver seminato, in data 25 aprile 2010 soltanto sei semi di mais transgenico su un terreno pubblico per protestare contro la normativa vigente. Ma i conti non tornano, probabilmente non si sono limitati a un’azione simbolica
E, poi, se la prende con il procuratore di Pordenone, Antonio Delpino:
il provvedimento di sequestro di un campo di mais non consente di prevenire la disseminazione di polline e quindi non esercita un’azione conservativa. La tardiva acquisizione della perizia crea di per se stessa la condizione dell’inquinamento. Chi risponderà del danno fatto? Il prossimo passo della Task Force sarà di chiedere al ministro di grazia e giustizia Angiolino Alfano un provvedimento disciplinare per ovviare a un danno che avrà impatto sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non si potrà limitare ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta
Mentre la politica italiana decide sul da farsi, anche alla luce della recente normativa europea in fatto di ogm, tutte le associazioni della task force si sono date appuntamento di fronte la Prefettura di Pordenone. Un “presidio di legalità” che, giurano gli ambientalisti, continuerà ad oltranza fino a quando non saranno attuate le azioni previste dalla legge, ovvero la distruzione dei campi OGM e i provvedimenti nei confronti dei responsabili.
Via | Legambiente
Foto | Flickr
Spiaggia di Brancaleone, Legambiente, il Jewel of the sea, le Caretta Caretta minacciate e i miei ricordi di bambina

Galati, è una frazione del Comune di Brancaleone. Salta alle cronache in questi giorni per l’accesa protesta di Legambiente che si batte contro la costruzione del Jewel of the sea (qui la VIA), un complesso residenziale con annesso centro commerciale e campo da golf con 18 buche. Nella foto in alto, scattata da Diego Leocani che ha un gruppo di amici di Brancaleone Marina su Facebook, si vede chiaramente in basso a sinistra il complesso delle villette che va direttamente sulla spiaggia habitat per la riproduzione delle tartarughe Caretta Caretta, specie protetta.
La zona, era sotto vincoli ma, scrive il Corriere del Sud:
A dare il via libera alla lottizzazione una variante urbanistica approvata in fretta nel 2006, per un’area già sottoposta a numerosi vincoli ambientali e paesaggistici.
Da quelle parti, solo un albergo-villaggio costruito tantissimi anni fa e che non regge, evidentemente, le richieste per chi vuole fare turismo in una zona bellissima e ancora incontaminata tanto da essere meta dalle Caretta Caretta.
Goletta Verde (qui la cronaca dal loro blog) è passata di lì nei giorni scorsi e ha consegnato la bandiera nera agli amministratori di Brancaleone, poiché ha fatto notare Legambiente che:
un progetto autorizzato nel 2006 dalla Giunta comunale, che prevede tra l’altro la costruzione sulle dune di un gruppo di villette a due piani fuori terra, che stanno formando un muro invalicabile a una trentina di metri circa dalla battigia. Lascia perplessi che nel 2010 si continui a investire in un vecchio modello di sviluppo, che anziché salvaguardare e valorizzare la straordinaria valenza ambientale delle dune di Brancaleone, sito non a caso scelto dalle Caretta Caretta per nidificare, punta sul cemento, pregiudicando la corretta conservazione dell’ecosistema dunale. Senza entrare nel merito della legittimità delle concessioni edilizie, che spetta solo agli inquirenti, ci chiediamo come sia stato possibile autorizzare la costruzione del villaggio, nella parte ricadente sulle dune.
E’ vero, da quelle parti la Natura è restata incontaminata fino a oggi esattamente come negli anni in cui ho trascorso le più belle estati della mia infanzia, proprio li a Brancaleone.
Erano estati lunghissime fatte di giochi con i cugini e di mattinate passate al mare. Ho visto diverse volte le tartarughe, non sapevo allora che fossero le Caretta caretta. A volte capitava che le catturassero anche i pescatori. Sapevamo che facevano le uova e che se per caso giocando con la sabbia le trovavamo non dovevamo toccarle e coprirle di nuovo.
Era bello stare in spiaggia: lunghissima e deserta. A volte costruivamo capanni con le canne che trovavamo sulla battigia. Non avevamo l’ombrellone. L’acqua era sempre limpidissima, tranne che in certi periodi arrivavano grumi di catrame lasciati dal lavaggio delle petroliere che si vedevano passare lontano, sulla linea dell’orizzonte.La spiaggia di Brancaleone la ricordo così: orizzonte dove il mare bacia il cielo.
Certo, d’estate la popolazione aumentava notevolmente, non solo per i turisti del vicino villaggio, ma per i rientri di tutti gli emigranti e dai circa 4000mila abitanti iniziali si passava anche al doppio, cifra che si concretizzava per la Festa di “Santo Rocco” del 15 agosto.
Da adulta altre volte sono tornata a Brancaleone e la spiaggia, lunghissima, sempre deserta tranne che nel tratto della spiaggia di Barncaleone Marina, dove ci sono le barche dei pescatori in rada; da un lato Capo Spartivento, vicino Galati dove a mano a mano si trovano rocce in acqua e dall’altro Ferruzzano, dove si andava a prendere l’acqua. Ecco, bene o male, è sempre restato tutto immutato, direi poco antropizzato, fino al Jewel of the sea.
Foto | Il Corriere del Sud
Nasce il Forum Nucleare. Legambiente: è un fan club

E’ stato presentato oggi a Roma il Forum Nucleare Italiano (Fni), associazione culturale no profit nata per favorire il dibattito sul ritorno italiano all’energia nucleare. Presidente del Forum è Chicco Testa, noto per il suo “nuclearismo di ritorno”: negli anni 80 fondatore di Legambiente e iscritto al Pci, oggi devoto alla causa nucleare.
Il Fni si propone principalmente tre obbiettivi:
1) contribuire, come soggetto attivo, alla ripresa del dibattito pubblico sullo sviluppo dell’energia nucleare in Italia, promuovendo il dialogo tra tutti gli attori coinvolti
2) favorire una più ampia e approfondita conoscenza dell’opzione nucleare e delle sue implicazioni, come condizione indispensabile di un confronto non pregiudiziale sul tema
3) rappresentare un centro di divulgazione di una informazione tecnico-scientifica sull’energia nucleare che sia ampia, chiara, trasparente e accessibile
Tutti ottimi propositi, ma c’è qualcuno che non ci crede molto. Legambiente, ovviamente, che Testa lo conosce bene e che parla di “fan club nucleare”. In effetti l’associazione ambientalista non ha tutti i torti perchè tra i partecipanti al forum, oltre a qualche soggetto più o meno neutro come le università, ci sono tutti i maggiori portatori di interessi del ritorno italiano al nucleare.
Dal primo comunicato stampa del forum leggiamo gli aderenti: Alstom Power, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, E.ON, EDF, Edison, Enel, Federprogetti, Flaei-Cisl, GDF Suez, Politecnico di Milano, Sapienza – Università di Roma, Sogin, Stratinvest Energy, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Uilcem, Università di Genova, Università di Palermo, Università di Pisa, Westinghouse.
Legambiente, a questo punto, bussa alla porta e vuole entrare:
Chiediamo di aderire al Forum perché crediamo sia necessario portare al suo interno la voce dei cittadini e degli ambientalisti
Viste le premesse e gli obbiettivi del forum, Chicco Testa non dovrebbe avere grosse remore a sedersi nuovamente allo stesso tavolo di Legambiente.
Plaudono, invece, alla nascita del forum il sottosegretario all’Energia Stefano Saglia e il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Secondo Saglia, infatti, tornare al nucleare è importante sotto diversi aspetti:
Innanzitutto produce energia pulita e contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Riduce la dipendenza energetica dai paesi esportatori di idrocarburi, politicamente instabili, e di conseguenza favorisce la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. In ultimo, e non meno trascurabile, è l’aspetto industriale e occupazionale: il nucleare stimola gli investimenti, la nascita di nuovi posti di lavoro e la crescita economica
Per la Prestigiacomo, infine
Il Forum Nucleare Italiano è una iniziativa importante perché va in una direzione moderna e responsabile, e soprattutto non ideologica. Quella di aiutare il Paese a valutare nel modo più completo e corretto una scelta strategica per il futuro, quale quella del ritorno al nucleare. E’ importante discutere nel merito e far partecipare l’opinione pubblica a questo dibattito, promuovendo un’informazione non schierata e quanto più possibile obiettiva e aperta a ciò che accade nel mondo
Via | Forum Nucleare Italiano, Legambiente
Foto | Flickr
Impianti fotovoltaici: Eternit Free, campagna AzzeroCo2
Si chiama “ Provincia Eternit Free ”, ed è una importante campagna ideata e realizzata da AzzeroCO2 con la collaborazione di Legambiente per permettere l’installazione sul territorio italiano di impianti fotovoltaici andando ad effettuare interventi di sostituzione dei tetti in eternit .

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Impianti fotovoltaici: Eternit Free, campagna AzzeroCo2
