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Quote latte, Coldiretti scende in piazza contro l’emendamento voluto dalla Lega
Storia della fine di un amore: Coldiretti ce l’ha a morte con la Lega sulla questione quote latte. Ieri sono scesi in 3000 a Piazza Montecitorio per protestare contro la decisione del Governo di sostenere le 67 aziende, cioè il 2% delle 4200 in totale, che hanno infranto il regime europeo che assegna le quote e sopratutto rifiutandosi di pagare le multe. Oggi in piazza anche la mucca Onestina e il vitello Vero. La protesta arriverà a Roma, Milano e a Napoli il 26 luglio prossimo.
La questione, fino a qualche giorno fa, sembrava essere di ordine squisitamente politico tanto che anche la poltrona del Ministro Giancarlo Galan, aveva iniziato a traballare, reo, secondo il Senatur di non aver sposato la linea cazzuta contro l’Europa, ma che poi inevitabilmente sarebbe stata scaricata sui contribuenti italiani tutti.
Dunque, ricapitolo l’intricata questione: finché è stato Ministro il leghista Luca Zaia (per ora il suo blog tace sulla questione) si è sempre tenuto, a proposito della questione multe sulle eccedenze di produzione quote latte, una linea alquanto discutibile, cioè le multe si è detto non andavano pagate. L’Europa ha sempre richiamato l’Italia per questo comportamento irresponsabile e gli stessi allevatori hanno più volte sostenuto che era inutile coprire le magagne dei colleghi che avevano sforato.
Anzi avevano accusato l’ex Ministro Zaia di voler fare l’interesse di pochi produttori piuttosto che dell’intera categoria. Cambio di poltrone: arriva il Ministro Galan che sostiene che se c’è una multa questa va pagata. Nel frattempo gli allevatori si sono divisi in due categorie, quelli che hanno iniziato a produrre la documentazione e pagare le multe iniziando a versare le rate e quelli che se ne sono allegramente infischiati. La Lega con l’emendamento approvato dal Governo, una settimana fa, cioè con la proroga dei termini di pagamento prevista in Manovra finanziaria, ha di fatto premiato chi se ne è infischiato.
Giancarlo Galan, attuale Ministro per le politiche agricole, di contro, ha sempre sostenuto una linea, diciamo così, legale-europeista, scrivendo sul sito del Mipaf:
Su una norma siffatta sono assolutamente contrario. E’ la contrarietà del 95 per cento degli operatori del settore (molti dei quali hanno già pagato le multe dovute). E’ la contrarietà di tutte le organizzazioni agricole, ribadita a gran voce anche negli ultimi giorni attraverso i mezzi di comunicazione di massa. E’ la contrarietà del Parlamento e più in particolare di quasi tutte le forze politiche di questa Camera che lo scorso anno – in sede di approvazione della legge 33 – costrinsero al ritiro i presentatori di identici emendamenti. E’ la contrarietà della Commissione europea che aprirebbe nei nostri confronti una procedura di infrazione con conseguenze economiche a carico dell’Erario di svariate centinaia di milioni di euro. E’ la contrarietà della legalità, della trasparenza, dei comportamenti onesti derivanti dall’ordinamento comunitario e da quello nazionale. Non voglio credere alla eventualità della presentazione di una norma dagli effetti così devastanti ed immorali.
Via | Via Emilia net
Foto | Flickr
Quote latte, Coldiretti scende in piazza contro l’emendamento voluto dalla Lega
Orso Dino, al summit di Asiago decisa la cattura. In vendita tshirt e torte di mele per la sua libertà
Ricordate le belle parole del Ministro Galan a proposito dell’orso Dino? “Che nessuno torca un pelo”. Purtroppo consideratele lettera morta. Al summit di Asiago che si è tenuto oggi tra Daniele Stival assessore regionale alla protezione civile e caccia del Veneto, il Prefetto di Vicenza, le province di Vicenza, Verona e Belluno, amministratori locali e esperti del settore si è deciso che l’orso Dino deve essere catturato, ma non si è ancora deciso dove dovrà essere trasferito.
Intanto Stival dal sito della Regione Veneto annuncia:
Attiveremo immediatamente forme di controllo dell’animale utilizzando la Polizia Provinciale, le Guardie Forestali e anche uomini della nostra Protezione Civile, nel tentativo di impedire o limitare le scorribande.
Per conoscere la nuova residenza di Dino occorrono i pareri di Ispra, Ministro dell’Ambiente e un accordo con la Slovenia, paese da cui Dino è arrivato. Il problema è che a giugno inizia l’alpeggio e sono attese sull’altopiano di Asiago almeno 10mila pecore, cioè ghiotte occasioni per l’orso Dino.
Ha detto l’assessore Stival:
Il caso di Dino dimostra che alcuni esemplari possono prendere cattive abitudini come quella di predare animali domestici o di avvicinarsi troppo ai centri abitati. E in questi casi è necessario mettere in campo misure affinché le persone si sentano al sicuro, a prescindere dal risarcimento economico.
Intanto il popolo di facebook si mobilita e sono nati dei gruppi di sostegno all’orso. C’è che propone magliette con la scritta Dino free e chi una torta di mele a forma di orso per sottolineare che Dino non è cattivo ma che fa solo il suo mestiere di orso.
Via | L’Arena, Il giornale di Vicenza
Foto | Facebook

Giancarlo Galan: "Nessuno torca un pelo all’orso Dino"
Giancarlo Galan, neo ministro all’agricoltura, dal feeling con le doppiette, prende le difese dell’orso Dino. Ma chi è Dino? Ne parlavamo qualche post fa: è un orso che fa il suo mestiere di orso e vaga libero per le colline dell’Altopiano di Asiago. Ha fatto fuori in poche settimane 12 animali, tra cui le due asine sbranate alcuni di giorni fa. Arriva dalla Slovenia, è stato catturato lo scorso anno, battezzato M5 e fornito di radiocollare è stato poi nuovamente liberato. E’ stato però ribattezzato Dino in onore di Buzzati nativo del bellunese, zona delle scorribande alimentari dell’orso.
Gli allevatori e i contadini della zona sono in allarme. Ma il Ministro Galan ha dichiarato:
Nessuno torca un pelo all’orso Dino.
Galan perciò propone una sua strategia per allontanare l’orso Dino senza ricorrere a doppiette a altri sistemi cruenti:
L’orso non si deve toccare, né si tratta di spostarlo altrove, perché il problema si riproporrebbe allo stesso modo. L’idea è rendere meno facile l’accesso al cibo, ad esempio con la realizzazione di recinti elettrificati all’interno dei quali mettere al riparo gli animali degli allevamenti. Se io fossi un allevatore dell’Altopiano o delle altre zone nelle quali l’orso si sta spostando, avrei chiuso il mio asino all’interno di un recinto. D’altra parte non facciamo lo stesso con le galline o con altri animali da cortile, che teniamo al riparo da volpi, faine e donnole? Sono convinto che con la natura bisogna convivere e questo non può valere solo con quella parte della natura che ci piace. Sono sincero: il fatto che sulle nostre montagne ci sia un orso libero di vivere mi piace. Sono felice, è una bella notizia.
Prima di sperticarvi in applausi e complimenti, vi ricordo che Galan, berlusconiano d’acciaio, è stato manager a Publitalia, regno del marketing per Mediaset.
Via | Giornale di Vicenza
Foto | Regione Veneto

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Galan, il neo Ministro all’Agricoltura (che si autodefinisce eretico) fa un primo passo verso gli OGM
Giancarlo Galan è il neo Ministro alle Politiche agricole e forestali (come d’altronde avevamo già abbondantemente anticipato), e dopo essere stato per il Pdl, con cui ancora è in quota, Governatore del Veneto ha ceduto la poltrona all’ex Ministro Luca Zaia e preso il suo posto al dicastero che fu appunto del leghista. Semplice scambio di poltrone? Mica tanto!
Appena insediato, ha dichiarato:
Non perderò il vizio dell’eresia. Eresia e ortodossia posso aiutarmi a fare bene in un settore comel’agricoltura. Quando sarà il caso, per il bene del mio Paese, non esiterò a essere eretico.
E in cosa consisterebbe l’eresia? Ad esempio, per quanto Zaia fosse contro gli OGM, tanto da produrre e firmare un decreto per fermarne la coltivazione in Italia, tanto Galan è favorevole e lo ha dichiarato in più di un dibattito. La conferma arriva pronta dalle pagine del Mipaaf dove appunto Galan, ex presidente di Publitalia scrive:
Procediamo con ordine: sono entrato a far parte di un Governo che su questa questione ha già preso una serie di decisioni, l’ultima è il decreto interministeriale di stop alla coltivazione di un mais Ogm. Non intendo – continua il Ministro Galan – per coerenza e lealtà, mettere in discussione questa posizione. Detto questo, la ricerca è un’altra cosa e va sempre e comunque incoraggiata. Per un sistema paese il gap peggiore è quello della conoscenza, quindi su questo punto resterò coerente alle mie posizioni di sempre: sì alla ricerca e all’innovazione
Foto | Regione Veneto

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