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Ecologia e rifiuti: fondi Ue per differenziata e inceneritori, no discariche

Novità dall’Europa per gestire l’ emergenza rifiuti in Italia, e nello specifico per fronteggiare la situazione della Campania dove, nonostante le iniziative promosse dalla giunta De Magistris , il problema dei rifiuti non riesce a trovare soluzione. Ad avvisare del piccolo successo è lo stesso ministro dell’Ambiente Corrado Clini Il commissario dell’Unione europea all’Ambiente si è detto disponobile a scongelare i fondi di coesione non per le discariche, ma soltanto per la raccolta differenziara e gli inceneritori per il recupero di energia.

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Ecologia e rifiuti: fondi Ue per differenziata e inceneritori, no discariche

Biodiversità, 140 nuove specie scoperte nel 2011 dalla California Academy of Sciences

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nuova specie di squalo 2011

Il 2011 è stato un anno ricco di scoperte sul fronte della biodiversità. Lo dimostrano le 140 nuove specie identificate dalla California Academy of Sciences negli ultimi dodici mesi. Si tratta, nello specifico, di 72 artropodi, 31 lumache di mare, 13 pesci, 11 piante, 9 spugne, 3 coralli ed un rettile.

Scoperte compiute da équipe di ricercatori di tutto il mondo che hanno perlustrato il Pianeta in lungo e in largo, dai profondi abissi degli oceani alle vette più elevate.

Ogni nuova specie aggiunge un tassello importante agli studi sull’evoluzione biologica delle specie, aiutando la scienza a capire come è nata e come sia tuttora possibile la vita sul Pianeta.

Nuove specie scoperte nel 2011

Nuove specie scoperte nel 2011 1 Nuove specie scoperte nel 2011 2 Nuove specie scoperte nel 2011 3 Nuove specie scoperte nel 2011 4

Via | California Academy of Sciences
Foto | California Academy of Sciences

Biodiversità, 140 nuove specie scoperte nel 2011 dalla California Academy of Sciences

Idee Regalo Natale 2011 eco friendly, LAV: un pensiero per gli animali

Anche LAV ( Lega Anti Vivisezione ) propone per il Natale doni e idee regalo solidali con il Pianeta e, nello specifico, con gli animali. Come per le altre idee regalo Natale 2011 segnalate, anche in questo caso, oltre all’oggetto materiale quel che si vuole evidenziare è il valore aggiunto di un pensiero, di un biglietto d’auguri, di un regalo a sostegno delle campagne che vedono impegnata la Lega in Italia e nel resto del mondo.

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Idee Regalo Natale 2011 eco friendly, LAV: un pensiero per gli animali

In Australia nel Mar dei Coralli il più grande parco marino del mondo

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parco marino mar dei coralli australia

Il più grande parco marino del mondo, un progetto nel cassetto dell’Australia che si propone di proteggere vaste aree del Mar dei Coralli.

La superficie coperta equivarrebbe all’intero territorio di Francia e Germania, garantendo tutela ai pesci, agli uccelli marini che nidificano su quelle scogliere, alla barriera corallina ed alle tartarughe verdi.

Tony Burke, ministro dell’Ambiente australiano, ha spiegato che si tratta di un’area strategica per la protezione della biodiversità marina, dal momento che ospita una grande varietà di coralli, atolli di sabbia e canyon sottomarini.

Sui fondali del futuro parco sono inoltre adagiate almeno tre navi americane, affondate dai giapponesi nel corso della Seconda Guerra Mondiale nell’area Nord-orientale del Mar dei Coralli: si tratta, nello specifico, della USS Lexington, della USS Sims e della USS Neosho.

Attualmente il più grande parco marino è nell’arcipelago delle Chagos, nell’Oceano Indiano. Istituito l’anno scorso dalla Gran Bretagna, occupa una superficie di circa 544 mila km quadrati, grande dunque quanto la Francia. Una riserva marina che è stata aspramente criticata dopo che Wikileaks ha svelato che si trattava di un piano per impedire al gruppo etnico dei Chagossiani di tornare nelle loro isole, occupate alla fine degli anni Settanta dalle basi militari americane.

Mar dei Coralli

Mar dei Coralli Mar dei Coralli Mar dei Coralli Mar dei Coralli

Via | Australian Marine Conservation Society; Guardian
Foto | Wikipedia; Richard Ling; Flickr; Wikimedia

In Australia nel Mar dei Coralli il più grande parco marino del mondo

Eolico e vino: un connubio ora possibile

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VignetoVi starete chiedendo, leggendo il titolo, cosa c’entri l’energia prodotta da fonte eolica con la produzione di vino: apparentemente nulla, eppure, grazie ad una nuova tecnologia e ad un’idea brillante per lo sfruttamento di questa, ora tale connubio è possibile. Il progetto ingegneristico dell’aerogeneratore è stato messo a punto già qualche tempo fa da Frayne e Anse, due ricercatori tedeschi: in sostanza questi hanno costruito una particolare mini turbina senza rotore capace di produrre energia grazie alle piccole oscillazioni del vento; la turbina, per capirci, ha una struttura lineare ed è composta da una cinta tesa ai margini da due magneti che producono energia elettrica attraverso due bobine di rame.

La novità comunque, non sta tanto nella tecnologia (che è già stata presentata qualche anno fa), quanto nello sfruttamento di questa. Infatti, vista la versatilità e le scarse dimensioni della turbina, uno studente tedesco ha provato a testarla in un vigneto e presentare i risultati scaturiti dalla sua idea al concorso James Dyson Award, che ogni anno mette in competizione le migliori idee nel campo del design ingegneristico. Vista l’originalità, l’idea ha vinto il premio.

Ma perché tale progetto è stato ritenuto così interessante? La giuria lo ha premiato per il fatto che si è riusciti a dimostrare come sia possibile produrre energia pulita con la generazione distribuita, utilizzando aree adibite ad altri scopi senza intaccare il rendimento dell’attività principale ed anzi migliorandolo: insomma un vero esempio di sviluppo sostenibile a trecentosessanta gradi.

Nel concorso si è dimostrato, nello specifico, come sia possibile sfruttare i vigneti presenti sul territorio che, durante l’anno, escluso il periodo della vendemmia, rimangono praticamente inutilizzati. Questo lo si è fatto semplicemente installando questi impianti eolici alternativi nei vigneti: si è quindi dimostrato che questi non avrebbero determinato alcun impatto sui campi e avrebbero potuto consentire agli agricoltori di poter guadagnare dall’immissione di energia in rete con un investimento iniziale piuttosto ridotto e riducendo, allo stesso tempo, in modo sostanzioso le spese di produzione.

La tecnologia eolica è naturalmente ancora ad uno stadio di prototipo e si sta lavorando per capire quali possano essere i margini di miglioramento in termini di produzione energetica. Date le premesse, potrebbe questo rivelarsi un canale di ricerca interessante da perseguire.

Via | Nextville.it; Humdingerwind.com ; Jamesdysonaward.org
Foto | Flickr

Eolico e vino: un connubio ora possibile

Fotovoltaico sui tetti delle scuole: project financing a Roma

Grazie al project financing a Roma, sui tetti degli edifici delle scuole che sono di proprietà pubblica, sarà possibile installare ben 500 impianti fotovoltaici . A darne notizia è stata proprio l’Amministrazione di Roma Capitale in concomitanza con la presentazione in Campidoglio dell’apposita delibera approvata dalla Giunta. L’intervento, nello specifico, rientra nell’ambito del piano triennale di lavori pubblici, dal 2011 al 2013, programmati nella Capitale, ma si spinge anche nella direzione di rispetto degli obblighi in sede comunitaria riguardo all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica (CO2) attraverso la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili.

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Fotovoltaico sui tetti delle scuole: project financing a Roma

Abusivismo edilizio, i cinque ecomostri incubo delle coste italiane

Cari amici di Ecologiae , continuiamo ad occuparci dei dati diffusi nelle ultime ore dal report annuale di Legambiente , Mare Monstrum 2011 , un dossier che analizza lo stato di salute dei nostri mari e gli scempi che deturpano le coste e le acque italiane. Abbiamo analizzato nel servizio precedente le dieci peggiori minacce che incombono sull’integrità degli ecosistemi del Mediterraneo . Vogliamo ora soffermarci nello specifico sull’annoso fenomeno dell’abusivismo edilizio, pubblicando la classifica aggiornata dall’associazione ambientalista, che comprende i cinque ecomostri che più spudoratamente deturpano i nostri litorali, da Nord a Sud della penisola.

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Abusivismo edilizio, i cinque ecomostri incubo delle coste italiane

Sostenibilità ambientale: il buon esempio di Ripe San Ginesio

In Provincia di Macerata c’è un Comune che, per gli Amministratori locali, può rappresentare un esempio di come si possa gestire la cosa pubblica ad impazzo zero. Trattasi, nello specifico, del Comune di Ripe San Ginesio, un vero e proprio laboratorio della sostenibilità ambientale , a partire dall’illuminazione pubblica, il cui 50% dell’energia elettrica consumata viene garantito da un impianto fotovoltaico avente una potenza pari a 60 kW. Continua a leggere: Sostenibilità ambientale: il buon esempio di Ripe San Ginesio (…) Sostenibilità ambientale: il buon esempio di Ripe San Ginesio , pubblicato su Ecologiae.com il 21/06/2011 © Fil per Ecologiae.com , 2011

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Sostenibilità ambientale: il buon esempio di Ripe San Ginesio

Fotovoltaico: Renault annuncia un progetto da 60 MW

In partnership con Gestamp Solar , la casa automobilistica transalpina Renault ha annunciato il più grande progetto fotovoltaico al mondo per una società del settore.

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Fotovoltaico: Renault annuncia un progetto da 60 MW

Sviluppo economico ed energia: il caso del Cile

DigaLe questioni energetiche nel nostro Paese sono da tempo ancorate al discusso tema del nucleare, divenuto, alla luce dell’imminente referendum e degli incidenti giapponesi, di grande attualità. Eppure, occorre rimarcare come in questo vortice di discussioni, si stia probabilmente perdendo di vista il problema più importante ovvero quello della messa a punto di un vero piano energetico nazionale che possa trovare soluzioni sostenibili nel breve-lungo periodo. Il problema è comunque spinoso; oltre alla radicata miopia della classe politica nostrana bisogna infatti fare i conti con tutta una serie di problemi che mescolano inevitabilmente una marea di interessi. A tal proposito vorrei segnalarvi un caso, quello del Cile, che dimostra come le scelte in questo campo non siano mai scontate.

Nel Paese sudamericano infatti è stato recentemente approvato un progetto per un mega impianto idroelettrico (chiamato HidroAysén), la cui costruzione ha scatenato un incredibile vespaio di polemiche fra la popolazione locale. Il progetto, nello specifico, prevede la realizzazione nella regione dell’Aysen, nella Patagonia cilena, di un complesso idroelettrico costituito da 5 centrali lungo il corso dei fiumi Baker e Pascua, per una potenza complessiva di 2.750 MW. Si tratta di un piano che assume una rilevanza strategica per il futuro energetico del Paese sudamericano, dato che il governo, visto il rapido sviluppo economico del Paese negli ultimi anni, si trova oggi nella necessità di soddisfare una domanda elettrica in rapida crescita in una situazione di forte dipendenza (per circa il 70%) dalle importazioni di fonti fossili.

Per far fronte a questa esigenza, il governo cileno ha programmato la realizzazione nei prossimi dieci anni di una capacità aggiuntiva di 10.000 MW. Il progetto di HidroAysén dovrebbe quindi coprire oltre un quarto di questa nuova potenza, garantendo da solo la copertura del 35% dell’attuale domanda elettrica. Il progetto però è attualmente oggetto di forti opposizioni ambientaliste e il Cile sulla questione è spaccato in due: infatti c’è chi da un lato sostiene la necessita di un investimento di tale rilevanza per lo sviluppo del proprio Paese, chi invece non ritiene debba essere sacrificato un corso d’acqua di così grande importanza in nome del mero sviluppo economico.

Intanto dagli alti piani del governo locale fanno sapere che l’unica alternativa sarebbe rappresentata dalla costruzione di centrali alimentate a combustibili fossili. Risposta scontata? Chissà; intanto però partendo da questo esempio vorrei porvi alcune riflessioni più generali e perciò vi chiedo: cosa ne pensate della polemica cilena, visto che una fonte rinnovabile (quella idroelettrica appunto) è stata capace di scatenare forte disappunto? Ma soprattutto vi chiedo: se la domanda di energia cresce, quale dovrebbe essere secondo voi la via da percorrere, considerato che ancora per molti anni dovremo far i conti con delle tecnologie rinnovabili (eolico e fotovoltaico su tutte) con i soliti problemi di aleatorietà e di bassa produzione energetica?

Via | Huffingtonpost.com
Foto | Flickr

Sviluppo economico ed energia: il caso del Cile