Posts Tagged ‘parco eolico’
Eolico off-shore a Pantelleria, la centrale che non s’ha da fare
Il progetto di una centrale eolica off-shore nelle acque di Pantelleria (a 35-26 miglia nautiche dalle coste siciliane) non ha ricevuto il via libera dalla Commissione tecnica per la verifica dell’ impatto ambientale .
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Eolico off-shore a Pantelleria, la centrale che non s’ha da fare
ANEV: niente tagli retroattivi agli incentivi alle rinnovabili
L’ Associazione Nazionale Energia del Vento ( ANEV ) interviene in merito alla Comunicazione presentata dalla Commissione Europea al Parlamento ed al Consiglio Europeo . Le indicazioni principali contenute nella Comunicazione riguardavano il potenziamento dei meccanismi di cooperazione tra gli Stati Membri , con l’ obiettivo di creare un mercato unico delle rinnovabili ed il raddoppio degli investimenti nel settore. Nel documento, Gunther Oettinger , Commissario Europeo per l’Energia, avvertiva, inoltre, gli Stati Membri dell’ importanza di non introdurre disposizioni normative che prevedano tagli retroattivi agli incentivi alle rinnovabili
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ANEV: niente tagli retroattivi agli incentivi alle rinnovabili
Google investe ancora nell’eolico: 200 milioni di dollari per l’Atlantic Wind Connection
Che a Google piacesse l’energia eolica già si sapeva, ed è confermato dall’investimento da 39 milioni di dollari per un parco eolico in Nord Dakota. Questa volta, però il gigante del web si è voluto superare: 200 milioni di dollari per un progetto da ben 6.000 MW.
Numeri da brivido per un parco completamente off shore al largo delle coste del New Jersey e della Virginia, per un totale di 563 chilometri. Il costo totale dell’impianto sarà di 5 miliardi di dollari e gli iniziali 200 milioni messi da Google andranno a far parte del miliardo e ottocento milioni necessari per costruire la prima tranche del progetto.
A detta di Rick Needham, direttore del settore green economy di Google, i 6.000 MW sono tantissimi sia in assoluto che in relazione alle attuali capacità produttive eoliche installate ogni anno negli Stati Uniti:
Cio’ equivale al 60% della potenza eolica istallata a livello nazionale lo scorso anno, ed e’ sufficiente per garantire il fabbisogno di circa 1,9 milioni di famiglie
L’azienda, in realtà, ha un occhio di riguardo all’ambiente anche al di fuori dell’eolico: recente, infatti, il premio da 150mila dollari assegnato agli inventori della funicolare a pedali.
Via | Affari Italiani
Foto | Flickr
Google investe ancora nell’eolico: 200 milioni di dollari per l’Atlantic Wind Connection
La Romania cresce nell’eolico: 65 MW per l’italiana Alerion

I corposi incentivi offerti dal governo della Romania ai produttori di energia rinnovabile sembrano funzionare: dopo il mega progetto della ceca Cez, per un totale di circa 600 MW, ora arriva anche l’italiana Alerion. Ma si tratta di altri numeri, ben più bassi.
Alerion, infatti, ha ottenuto l’autorizzazione per un parco eolico da 64,8 MW: 36 aerogeneratori da piazzare tra Auseu e Borod nella contea di Bihor. La produzione elettrica stimata è di GWh/anno, mentre l’investimento ammonta a circa 85 milioni di Euro.
Soldi che in parte verranno dalle casse del gruppo Alerion e in parte verranno racimolate tramite un project financing. A prescindere dalle dimensioni di questo progetto, tutto sommato piccolo rispetto al gigante ceco, è interessante notare come la Romania sia sempre più attrattiva per gli investimenti nelle fonti rinnovabili e, in particolare, nell’eolico.
Il che va confermando, settimana dopo settimana, le previsioni fatte a giugno dall’Ewea.
Via | Alerion
Eolico off shore: Alpha Ventus non funziona. Per colpa di Areva
Il parco eolico off shore tedesco Alpha Ventus, inaugurato pochi mesi fa, ha già dei grossi problemi. Alcune turbine eoliche, infatti, non hanno neanche finito il rodaggio e sono già ko. I tecnici, per questo, sono stati costretti a programmare una manutenzione straordinaria, da eseguire a terra, probabilmente ad agosto.
Le turbine in questione, due su un totale di sei da 5 MW a testa, le ha costruite la francese Areva utilizzando un motore prodotto dalla tedesca Renk. Areva, in realtà, è azienda nota nel mondo soprattutto per gli impianti nucleari, e partecipa al grande accordo italo-francese che dovrebbe riportare il nucleare anche in Italia.
Sempre Areva, di recente, è finita sui giornali per i problemi al cantiere della centrale nucleare di Olkiluoto in Finlandia.
Il problema all’impianto Alpha Ventus, tra l’altro, sarebbe anche abbastanza banale: secondo Wind Power Monthly, infatti, a funzionare male sarebbero i cuscinetti a sfera della scatola motore che soffrirebbero di surriscaldamento. In mezzo al mare, si sa, il vento tira e le pale girano quindi se non si fanno le cose per bene si rischia di “bruciare” tutto.
E, a quanto pare, è quello che sta succedendo all’impianto Alpha Ventus che, adesso, potrà contare solo sulle altre sei pale (sono dodici in totale) che non sono state costruite dai francesi.
Via | Wind Power Monthly
Video | YouTube
Eolico off shore: Alpha Ventus non funziona. Per colpa di Areva
Giornata mondiale del vento: adotta una turbina eolica

Oggi è la Giornata mondiale del vento. Gli italiani, in un recente sondaggio si sono espressi a favore dell’energia eolica preferendola nettamente all’energia nucleare. Ecco dunque, una buona occasione per mostrare concretamente il proprio interesse: adottare una turbina eolica.
Sul sito Freshair voluto da EWEA – The european wind energy association, la mappa delle turbine eoliche adottabili per la campagna Give Europe breath of fresh air. Si sceglie quella libera, in Italia ce ne sono disponibili oltre 7000 e contrassegnata dal colore verde (quelle rosse sono già adottate e quelle gialle sono in prenotazione) e si hanno 72 ore per confermare il proprio interesse. L’adozione consente di partecipare al concorso Tell a Friend anche esprimendo il proprio voto alla turbina preferita.. In palio un viaggio in Danimarca per visitare dal vivo un parco eolico.
Eolico a Udine, no del WWF: mette a rischio i grifoni e i gufi
Il WWF ha formalizzato le proprie osservazioni sullo studio di impatto ambientale del parco eolico di Trasaghis, in provincia di Udine. E non sono positive.
Il parco, afferma il WWF, verrà realizzato poco distante dalla Riserva naturale del Lago di Cornino e del SIC “Valle del medio Tagliamento”. In queste due aree protette si prevede di reintrodurre il grifone e il WWF teme che le pale eoliche possano uccidere gli uccelli:
In svariate situazioni, soprattutto in periodi legati a condizioni meteorologiche non favorevoli e alla presenza di giovani da poco involati nell’area, il rischio di collisione risulta molto elevato. Le pale eoliche rappresentano attualmente uno dei maggiori pericoli per gli uccelli e in particolare per i grandi planatori come gli avvoltoi. Considerata la localizzazione dell’area proposta per la realizzazione dell’impianto, l’iniziativa assume un impatto eccessivo sulla mortalità delle colonie vicine e appare quindi incompatibile con le finalità della Riserva naturale del Lago di Cornino e con i suoi progetti, vanificando l’impegno regionale ed europeo per la conservazione di questa specie
Problemi assai simili, conclude il WWF, li potrebbe avere un altro volatile: il gufo reale.
Eolico a Udine, no del WWF: mette a rischio i grifoni e i gufi
Eolico off shore in Puglia e Molise: due pesi e due misure? Lettera ad Antonio Di Pietro

Vi ricordate il parco eolico off shore di cui parlava Marina appena tre giorni fa? Bene, è ancora al centro delle polemiche: Italia Nostra, il Forum Ambiente e Salute-Puglia ed il Coordinamento Civico di Maglie hanno infatti scritto all’On. Antonio Di Pietro in persona per chiedere conto e ragione dell’operato del suo neo assessore regionale pugliese all’Ambiente, Lorenzo Nicastro.
Nicastro, infatti, appena insediatosi ha dato il suo ok al parco eolico in questione, suscitando le ire delle tre associazioni citate. Ma Di Pietro, che ci azzecca? Ci azzecca e come perchè, a detta delle tre associazioni pugliesi avrebbe usato due pesi e due misure nei confronti dell’eolico off shore: assolutamente contrario nel “suo” Molise, favorevole nella “loro” Puglia:
Di Pietro sta portando avanti da diversi anni una battaglia di civiltà e legalità contro l’invasione della Penisola Italiana da parte di mega impianti d’energia rinnovabile secondo modelli industriali ad alto impatto, nonché altamente speculativi, ai danni dei contribuenti e dello stesso ambiente
Ma allora, si chiedono Italia Nostra, Forum Ambiente e Salute e Comitato Civico di Maglie, per quale motivo questa lotta di civiltà non viene portata avanti anche in Puglia?
Simbolica è la battaglia dell’ Onorevole Di Pietro contro la collocazione di impianti eolici off-shore davanti alle coste della sua terra, il Molise; chiediamo perciò che non si utilizzino due pesi e due misure per il Molise, ed i mari del Salento e della Puglia tutta
Il parco eolico in questione, giusto per informazione, sarà costituito da 24 torri alte circa 100 metri che, a quanto pare, saranno almeno parzialmente visibili dalla costa pugliese.
Via | Forum Ambiente e Salute
Foto | Forum Ambiente e Salute

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Eolico off shore in Puglia e Molise: due pesi e due misure? Lettera ad Antonio Di Pietro
Eolico e mafia: Alfano chiede le carte alle procure

Sono numerose, in diverse procure italiane, le indagini in corso sulle possibili infiltrazioni criminali, anche mafiose, nel business delle autorizzazioni per gli impianti eolici.
Il quotidiano L’Unione Sarda riporta la notizia che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha chiesto alle procure di Roma, Cagliari, Bari e Palermo maggiori elementi per capire le reali dimensioni del problema ma, a quanto pare, le prime tre avrebbero chiuso la porta al ministro proteggendo il segreto investigativo.
A Roma, ma per fatti riguardanti la Sardegna, è indagato infatti anche il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini. Niente di strano, quindi, che la procura non voglia passare le carte ad un ministro compagno di partito dell’indagato. Per quanto riguarda la Sardegna, così descrive lo stato delle indagini L’Unione:
A Cagliari la Dda ha aperto un fascicolo su possibili infiltrazioni mafiose, mentre il pm Pilia indaga sulla cessione di alcuni terreni nella zona industriale di Macchiareddu, destinati alla realizzazione di iniziative legate allo sfruttamento delle energie rinnovabili
Anche qui, quindi, le indagini sono ancora in corso e difficilmente Alfano potrà ottenere le informazioni che cerca. In Puglia, invece, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno la procura di Bari sta indagando su un parco eolico in un Zona di protezione speciale (Zps) a ridosso del parco nazionale dell’Alta Murgia:
Due i profili al vaglio degli inquirenti. Il primo riguarda gli atti di autorizzazione per la realizzazione degli impianti. Gli investigatori, in sintesi, stanno verificando se fosse necessaria oppure no la valutazione di incidenza ambientale da parte della Regione, oltre che il parere del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Ci sono stati abusi, falsi, omissioni?
Il secondo aspetto, invece, è quello che riguarda le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno delle ditte che lavorano alla realizzazione dei parchi eolici. Sempre in Puglia uno degli indagati porta anche in Sicilia: Luigi Franzinelli, uomo d’affari di Trento il cui nome compare nelle carte dei pm baresi, è stato già condannato a due anni in seguito all’operazione “Eolo” condotta da Polizia e Carabinieri di Trapani.
Via | Gazzetta del Mezzogiorno, L’Unione Sarda
Foto | Flickr

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Tunisia-Sicilia: accordo su carbone ed eolico

E’ in partenza un treno carico carico di… energia. Dalla Tunisia all’Italia, via Sicilia, tra non molto potrebbero arrivare 1200 MW di elettricità perchè nei giorni scorsi è stato dato il via libera al bando internazionale che mette in pratica una vecchia idea di partnership energetica.
Erano i tempi di Bersani ministro dello sviluppo economico quando, nel 2007, fu firmato un primo memorandum d’intesa tra Italia e Tunisia per la costruzione di una centrale termoelettrica nel paese nordafricano che, insieme ad un non meglio definito parco eolico, avrebbe dovuto produrre 1.200 MW ora di energia, 800 dei quali destinati all’Italia.
Ci arriveranno attraverso un cavo sottomarino, anch’esso compreso nel bando, che partirà da El Haouria, sulla punta della penisola di Cap Bon e sbarcherà in Sicilia, località non comunicata.
Da quale fonte proverrà il grosso dell’energia, cioè quella prodotta nella centrale termoelettrica? I comunicati stampa non lo dicono, ma il Ministero dell’Industria tunisino sì: da gas o carbone, in base alla convenienza economica.
Aspettiamoci a breve, quindi, una centrale a carbone da un migliaio di megawatt sull’altra sponda del Mediterraneo. anche se ci verranno a dire che l’energia sarà prodotta dalla fonte rinnovabile eolica. Domanda: la parte rinnovabile come verrà quantificata?
Ma, soprattutto, se verrà esportata con quali incentivi verrà pagata? Quelli italiani o quelli tunisini?
Via | Ministero Sviluppo economico, Ministero tunisino dell’Industria
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