Posts Tagged ‘pesticidi’
San Valentino: occhio alle rose!
Le rose rosse sono il simbolo di San Valentino, ma non è detto che facciano bene all’ambiente. Anzi, nella maggior parte dei casi producono più danni che benefici.
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San Valentino: occhio alle rose!
Api in calo, a rischio l’intera catena alimentare
Le api stanno morendo , a dirlo sono diversi studi scientifici che accusano i pesticidi di decimare i laboriosi insetti. In Europa i pesticidi killer sono stati messi al bando e la popolazione di api in queste zone è aumentata sensibilmente, ma negli USA la strage continua. L’importanza delle api nell’intera catena alimentare non è da sottovalutare: oltre a produrre miele e nettare , questi insetti impollinano il 90% delle piante e delle coltivazioni .
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Api in calo, a rischio l’intera catena alimentare
Moria di tortore a Faenza causata forse da un mix di virus e pesticidi
E’ l’Istituto zooprofilattico sperimentale Bruno Ubertini, a rilasciare le prime indicazioni sulle cause che potrebbero aver causato la morte di 400 tortore a Faenza. Ma le morie sono state segnalate anche a Modena, Caserta e Civitanova Marche.
Nel comunicato stampa si legge:
Dai primi risultati emersi dalla analisi è possibile escludere il coinvolgimento di forme batteriche in particolare di Salmonellosi (frequente in tale specie) e di altre forme setticemiche acute. Gli esami virologici eseguiti su circa 70 campioni hanno previsto sia l’isolamento con metodi tradizionali, mediante l’inoculo di uova embrionate di pollo SPF come previsto dalle Normative in vigore, che analisi di tipo biomolecolare (PCR) direttamente sulle matrici prelevate. Le PCR al momento già eseguite su singoli animali (40 campioni) hanno permesso di verificare la positività in ogni animale campionato di Paramyxovirus aviare di tipo 1 confermata poi con l’isolamento nelle uova inoculate. I ceppi isolati di Paramyxovirus aviare di tipo 1 sono già stati inviati al Centro di Referenza Nazionale di Padova per la tipizzazione e la verifica dell’indice di patogenicità. Tramite esami virologici tradizionali e PCR Realtime inoltre, è stata esclusa la presenza di virus dell’influenza aviaria.
Insomma il solo virus conosciuto anche come morbo di Newcastle sembra non essere una causa sufficiente a giustificare la morte degli uccelli. All’Istituto ora indagano sulla presenza di pesticidi:
Gli esami tossicologici e chimici volti ad escludere la presenza di pesticidi, neonicotinoidi e micotossine, sono attualmente in corso e nei prossimi giorni si avranno i risultati che permetteranno di avere un quadro più completo della situazione. Le ipotesi diagnostiche che riguardano la compartecipazione di più concause sono ancora in fase di approfondimento, così come la potenziale associazione di elementi, anche di natura alimentare, che potrebbero essere responsabili di particolari problemi tossico/metabolici e/o di immunodepressione predisponenti la comparsa di questo quadro particolarmente acuto in tale specie aviare.
Foto | Cronache maceratesi
Moria di tortore a Faenza causata forse da un mix di virus e pesticidi
Uova tedesche alla diossina: ora si cercano i mangimi contaminati
Qualche post più sotto la storia della uova alla diossina, ma anche della carne di maiale e tacchino, proveniente dalla Germania. Il Ministro Galan rassicura i consumatori italiani. A noi basta la diossina che già abbiamo.
Ora però i consumatori tedeschi, che notoriamente non sono come qui tranquilloni degli italiani, si chiedono come mai nelle loro uova ci sia finita la diossina. Ebbene secondo l’associazione tedesca Foodwatch i mangimi sarebbero stati contaminati da prodotti fitosanitari, pesticidi insomma. Individuano nel pentaclorofenolo, utilizzato come fungicida il responsabile della presenza di diossina nei mangimi della società Harles & Jentzsch.
Per Ilse Aigner (Csu) ministro federale del consumo non è stata ancora del tutto chiarita la filiera di contaminazione e per questo attende le analisi commissionate dal ministero. E precisa che non non vuole partecipare a speculazioni di “esperti autoproclamati,” . Intanto oggi è in atto un incontro a Berlino tra vari esperti, politici e associazioni di consumatori.
Via | Focus, rp-online, Bild
Foto| Flickr
Uova tedesche alla diossina: ora si cercano i mangimi contaminati
Un iridovirus e un fungo la possibile causa della moria delle api?

Secondo un gruppo di studosi all’origine della moria delle api vi potrebbero essere due cause: un iridovirus e un fungo. Ne dà notizia il New York Times che spiega che la loro combinazione si sarebbe rivelata un arma letale contro le api. Le conclusioni sono state presentate nello studio Iridovirus and Microsporidian Linked to Honey Bee Colony Decline condotto da un team di entomologi e militari.
Secondo gli scienziati la combinazione di questi due fattori produrrebbe la moria delle api. Per ora ci sono forti indizi che portano a ritenere che siano proprio un virus e un fungo le cause della decimazione degli alveari. Gli scienziati del progetto sottolineano che le loro conclusioni non sono l’ultima parola. Il modello, dicono, sembra chiaro, ma sono necessarie ulteriori ricerche per determinare, quanto e quali i fattori ambientali come caldo, freddo o siccità possano giocare un ruolo.
Una soluzione per arginare la moria, sempre se le ipotesi sin qui fatte sono reali, consisterebbe in farmaci antimicotici. Assolti i pesticidi neonicotinoidi? Probabilmente no, ma per ora i militari e gli entomologi americani li hanno ignorati.
Foto | Flickr
Un iridovirus e un fungo la possibile causa della moria delle api?
Il riscaldamento globale è già qui, nelle tazzine di caffè
Quest’anno in tutto il mondo i prezzi del caffè sono lievitati, rispetto agli altri anni. La causa è stata una bassa resa delle coltivazioni, specie in Sud America, che pare non dover finire qui, ed anzi peggiorare negli anni a venire. In particolare il problema è un insetto che pare infestare le coltivazioni, e proliferare grazie al riscaldamento globale .

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Il riscaldamento globale è già qui, nelle tazzine di caffè
Api diminuite di un terzo negli Usa
Si è da poco conclusa l’ultima indagine sullo stato di salute delle api negli Stati Uniti confermando un quadro a tinte fosche che, forse, molti credevano di avere in qualche misura già superato. Circa un terzo delle api statunitensi sarebbe scomparso nell’arco del solo inverno 2009-2010. E’ il dato peggiore di sempre da quando, nel 2006, la questione è stata sollevata.
Lo studio, condotto di recente da parte del Dipartimento Usa per l’agricoltura, risulta essere particolarmente pregnante per l’avvallo degli apicoltori che hanno partecipato all’iniziativa – tra i mesi di ottobre e marzo – in maniera massiccia, probabilmente anche a causa dell’andamento spaventosamente decrescente del settore.
Attualmente il numero stimato di colonie statunitensi si aggirerebbe intorno ai 2,4 milioni ma, secondo il settimanale britannico The observer, sarebbero più di tre milioni le colonie di api morte oltre oceano dal 2006 ad oggi. Il 33,8% di esse nel solo inverno appena trascorso. Nonostante le cause del fenomeno siano da ricercarsi prevalentemente nelle monoculture – che renderebbero questi insetti meno resistenti alle patologie – e nell’uso dei pesticidi nell’agricoltura (già abbondantemente sul banco degli imputati anche a proposito della contrazione di altre specie, tra cui gli anfibi) gli scienziati non sono ancora riusciti ad individuare il motivo esatto della moria delle api tra la’ltro, molto spesso, accompagnata dalla sparizione delle stesse negli alveari con l’ormai noto fenomeno della sindrome della nave fantasma per dell’assenza di api morte all’interno degli stessi.
Il fenomeno, inoltre, non ha effetti catastrofici solo sugli amanti dell’ambiente, degli animali, del miele e degli apicoltori ma rischia di produrre un effetto domino terribile per le nostre economie in genere: si è calcolato, infatti, che circa un terzo dei prodotti di cui ci alimentiamo dipenda in maniera diretta o indiretta dall’impollinazione delle api spaziando dagli alberi da frutto agli ortaggi, ai girasoli, alla colza, alla soia, al cotone e al caffè… Eppure, giurano gli esperti, un’inversione di tendenza in atto esiste ed è quella che viene registrata in città come Londra o Parigi dove le api sembrano cavarsela meglio che in campagna, facendo registrare tassi di mortalità irrisori, forse grazie alle concentrazioni molto basse di pesticidi. E’ il caso delle 400 colonie della Ville Lumiere, una delle quali stanziata sul tetto dell’Opera, ciascuna forte di una produzione di miele pari a circa 60 kg…
Via| United States Department of agriculture
Foto | Flickr

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Api diminuite di un terzo negli Usa
Cosa c’è nel mio cibo? Un’applicazione iPhone ci svela i segreti di ciò che mangiamo
In generale, è meglio preferire il biologico quando si acquista del cibo. Sebbene non sia sempre semplice sapere se ciò che stiamo comprando è stato trattato con erbicidi, pesticidi e altri materiali “sporchi”, le probabilità di star mangiando sano almeno aumentano. Alcuni buongustai pensano che a volte non vale la pena spendere tanti soldi per comprare biologico, dal momento in cui ciò che accade nel prodotto non è sempre chiaro

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Quando la CO2 e’ Amica dell’Agricoltura Sostenibile
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Da quando la crisi climatica accelera di giorno in giorno, i nostri agricoltori si trovano in una posizione sempre più precaria, soprattutto riguardo al cibo che “non sembra” più essere sufficiente per una popolazione sempre più in crescita, tenendo conto anche del verificarsi di fenomeni meteorologici sempre più estremi. I modelli meteorologici si stanno modificando [...]
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Cibo biologico: dal 1° luglio verrà introdotto il marchio UE
Nell’ Unione europea c’è la stessa attenzione che c’è in Italia per quanto riguarda il cibo biologico . Ma c’è un solo problema: esso si chiama Mahepollumajandus, биологично, ökológiai, o luomuviljely, ma vuol dire dappertutto “biologico”

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Cibo biologico: dal 1° luglio verrà introdotto il marchio UE
