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I Circoli dell’ambiente in favore della benzina economica e contro le auto elettriche
In casi del genere persino il neologismo “Astroturfing” è riduttivo. Anche perché qui l’astroturfing è fatto pure male. L’ultima dei famigerati Circoli dell’ambiente (?) di ispirazione Pdl guidati da Alfonso Fimiani: bisogna combattere il carobenzina con apposito decreto, sconfiggere la lobby dei petrolieri che ci fanno pagare il carburante troppo caro e, allo stesso tempo, fermare la diffusione delle auto elettriche. Veramente incredibile, per chi si dichiara ambientalista:
È necessario un immediato intervento del Governo: bisogna convocare già nei prossimi giorni un tavolo di concertazione con tutti i protagonisti, dai grandi distributori di carburante alle associazioni di consumatori, dal CNR alle associazioni ambientaliste al fine di tentare un accordo e se l’esito non sarà positivo il Ministro dello Sviluppo Economico Romani non esiti a portare in CdM il testo di un Decreto Legge che possa porre un freno alle speculazioni
Poi, dopo un brevissimo accenno alla necessità di promuovere i “carburanti alternativi” (quali? Biodiesel? Bioetanolo? Gpl? Metano? Supercazzola senza piombo? Fimiani, hai idea di cosa stiamo parlando?) parte la batosta sulle auto elettriche:
Bisogna superare la dipendenza dal petrolio, sia per la produzione di energia che per l’utilizzo dei carburanti per gli autoveicoli. I veicoli elettrici sono una soluzione fasulla sponsorizzata dalle lobbies delle case che li producono: oltre all’inefficienza, l’energia che utilizzano viene per lo più ricavata dallo stesso petrolio o gas che dovrebbero sostituire
Passi pure la produzione di energia (i Circoli di conversazione sull’ambiente nascono per sponsorizzare il nucleare e i termovalorizzatori…), ma cosa diavolo c’entrano i veicoli elettrici? Fimiani, per favore, di’ qualcosa di ambientalista. O almeno fai finta…
Via | Comunicato Stampa
Foto | Fareambiente
I Circoli dell’ambiente in favore della benzina economica e contro le auto elettriche
Vittorio Sgarbi getta la maschera: meglio il petrolio che l’eolico

Finalmente Vittorio Sgarbi si è mostrato per quel che è: non uno strenuo difensore del paesaggio, parola tra l’altro che in sé vuol dire tutto e niente, bensì un convinto e fattivo amico dell’industria del petrolio.
Secondo quanto riporta l’Agi, infatti, il sindaco di Salemi avrebbe scoperto le carte su petrolio, eolico e paesaggio invitando in città il professore russo Vladimir Kutcherov, noto per le sue teorie che negano il picco del petrolio, negano la pericolosità delle estrazioni petrolifere e auspicano che il petrolio sia alla base della produzione di energia nel XXI secolo, anche di più di quanto lo sia oggi.
Il professore, addirittura, vorrebbe riscrivere la storia scientifica del petrolio affermando che non si tratti di un combustibile fossile derivante dalla decomposizione, in milioni di anni, di materiale organico bensì del prodotto di alcune reazioni chimiche che da sempre sono in atto nelle profondità del pianeta terra.
Proprio per queste teorie Sgarbi ha invitato Kutcherov in città:
L’ho invitato con entusiasmo a Salemi per chiedergli di illustrare la sua teoria e offrire, in aree definite, concessioni per l’estrazione del petrolio, discutibili nel Val di Noto e certamente realizzabili nel Val di Mazara con un impatto ambientale tecnicamente piu’ modesto di quello dei parchi eolici. Mi sembra che la proposta possa interessare petrolieri che conoscono Salemi – e hanno, ahime’, interessi nell’eolico – ma che potrebbero invece rientrare nell’alveo della loro impresa primaria. Un futuro all’avanguardia nell’approviggionamento di gas metano renderebbe la Val di Mazara ricca e offrirebbe una risposta a quanti hanno sfigurato il paesaggio con le pale eoliche e, non paghi, vogliono ulteriormente umiliarlo con i pannelli fotovoltaici
Ecco, quindi, il vero Sgarbi: più petrolio per tutti. O quasi: non nel Val di Noto, dove lo stesso sindaco ha qualche interesse personale, per il resto no problem. Ci spieghi Sgarbi, a questo punto, come mai le Soprintendenze ai Beni Archeologici, Naturalistici e Paesaggistici di mezza Sicilia sono in allarme per la nuova ondata di concessioni petrolifere firmate dal governo Lombardo.
Che, come vi abbiamo già raccontato, finge di criticare l’industria del petrolio ma non fa nulla per bloccarla.
Via | Agi, Corriere della Sera
Foto | Flickr
Vittorio Sgarbi getta la maschera: meglio il petrolio che l’eolico
