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Giampaolo Giuliani: "A Montereale non è atteso nessun terremoto. Ma prudenza"

A dispetto delle polemiche sollevate dal Presidente dell’ INGV Enzo Boschi, in alto nel video la risposta di Giampaolo Giuliani . La questione è stata sollevata dopo gli allarmi lanciati a seguito dello sciame di scosse che si è verificato nei giorni scorsi a Montereale.

Appena ieri, il presidente Enzo Boschi dichiarava:

Non daremo più notizie sui terremoti così i falsi profeti di tragedie non faranno più affari con i nostri dati.

Oggi il passo indietro e il chiarimento che i dati saranno sempre diffusi ma con qualche precauzione. Ha detto Boschi a Tifeo:

Noi pubblichiamo anche di piccole scosse e spesso c’è chi è pronto a trarre conclusioni affrettate e a poi ad accusarci di poca accuratezza. Adesso stiamo valutando come rendere disponibili i dati che inseriamo sul sito, in maniera tale che non ci sia margine di fraintendimento. Chi si preoccupa dei terremoti poi dovrebbe più badare alla stabilità delle case che in molte zone italiane non sono state costruite secondo le moderne leggi antisismiche.

Giampaolo Giuliani: “A Montereale non è atteso nessun terremoto. Ma prudenza”

Prevedere i terremoti: Giampaolo Giuliani presenta il suo studio sui precursori

giampaolo giuliani Giocchino Giuliani detto Giampaolo, è l’uomo che da quel terribile 6 aprile 2009, giorno del terremoto in Abruzzo, sta destabilizzando il mondo scientifico con le sue teorie, asserendo di essere in grado di prevedere i terremoti.

Gli scienziati hanno sempre chiesto a Giuliani delle relazioni scientifiche considerate necessarie a sostenere gli esperimenti condotti dal tecnico abruzzese. Il Giuliani però ha semplicemente risposto che i dati erano sulla sua scrivania e a disposizione di chi li volesse leggere. Ma la prassi scientifica e accademica è ben diversa e dunque ecco arrivare un primo studio sui precursori dei terremoti presentato nei giorni scorsi al EGU (European Geosciences Union) che si è tenuto a Vienna. Il titolo della ricerca è: Atmosphere Awakening Prior to Abruzzo, Italy M 6.3 Earthquake of April, 6 2009 revealed by joined satellite and ground observation scritto in collaborazione con Sergey Pulinets, Dimitar Ouzounov, Luigi Ciraolo e Patrik Taylor.

Ha detto Giuliani:

Sicuramente questo convegno internazionale sarà ricordato come la pietra miliare per lo studio dei precursori sismici e la possibilità di poter prevedere forti terremoti con un largo margine di anticipo. Molti sono stati gli scienziati che si sono trovati concordi nel valutare la possibilità di unire gli sforzi a livello internazionale, costituendo dei gruppi di ricerca nelle varie specializzazioni scientifiche per trarre informazioni da tutti gli elementi che permettono di osservare anomalie preventive sui terremoti. Vale la pena ricordare alcuni nomi degli scienziati presenti a Vienna, non ultimi gli italiani, dall’Università di Bari il Prof. Pierfrancesco Biagi, dall’Università della Basilicata il Prof. Valerio Tramutoli, Michael E. Contadakis dalla Grecia, Katsumi Hattori dall’Università di Chiba Giappone, Tsanyao Frank Yang dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Taiwan. E’ stata per me motivo di grande soddisfazione, ricevere da parte di tutti i ricercatori presenti a Vienna, un consenso unamine e una volontà di realizzare a livello mondiale l’Early Warnig System.

Via | Impronta l’Aquila



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Terremoto in Cina causato dalle placche in collisione da 45milioni di anni. Ma per il web la causa è l’H.A.A.R.P.

Il terremoto di magnitudo 7.1 Richter che ha colpito oggi la Cina nella provincia del Qinghai, fa parte di una intensa attività sismica che sta interessando diverse aree del nostro Pianeta dagli inizi del 2010. Per gli scienziati non c’è alcuna anomalia. Secondo Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia il problema non sono le attività sismiche ma l’incapacità umana nel gestire queste attività naturali:

Siamo diventati più vulnerabili ai terremoti; la popolazione continua ad aumentare, le città crescono, si fanno costruzioni alla meno peggio, e quindi si hanno vittime, danni. Sembra che sia aumentata l’attività sismica, in realtà è aumentata la nostra esposizione ai terremoti.

Spiega Giuseppe Cavarretta direttore del Dipartimento Ambiente e Terra del Cnr si tratta di una normale attività tettonica che riguarda da 45 milioni di anni la placca indiana e la placca euroasiatica. Ha detto Cavarretta:

E’ la normale attività tettonica che riguarda la Terra. Ci sono momenti in cui sembra concentrarsi un’attività, ma direi che è abbastanza casuale. Non c’é relazione, ad esempio, tra il sisma in Cile e quello di oggi in Cina. Sono dal punto di vista geologico delle placche completamente distinte. Non è sorprendente un terremoto di questa intensità e con così tante vittime se si pensa che la placca indiana spinge quella euroasiatica verso nord con una velocità di due centimetri l’anno, cioé due metri ogni 100 anni. Stiamo parlando di rocce, che non si comprimono ma accumulano l’energia in maniera elastica fin quando è consentito; quando viene superato il limite di rottura si rompono e l’energia accumulata viene liberata tutta insieme. E in questo caso stiamo parlando di due masse enormi.

Secondo il popolo del web però le cose non starebbero come le raccontano gli scienziati e alla base dei recenti sismi, non ultimo quello devastante del Cile e quello precedente di Haiti, l’attività dell’H.A.A.R.P.

H.A.A.R.P. è l’acronimo di High Frequency Active Auroral Research Program, e consiste in antenne collocate a Gakona (Alaska) usate per lo studio della ionosfera. Ebbene secondo il tam tam della rete queste installazioni altro non sarebbero che l’origine dei terremoti che si sono verificati di recente.

Ad esempio evidenzaliena indica come prova lo spettrometro dell’H.A.A.R.P. che proprio nei giorni precedenti e durante il terremoto di Haiti, lo scorso 12 gennaio, era al massimo della sua attività.

spettrometro haarp

Non viene però fornita una spiegazione del perché qualcuno si sia preso la briga di provocare terremoti in giro per il mondo.



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Terremoto in Cina causato dalle placche in collisione da 45milioni di anni. Ma per il web la causa è l’H.A.A.R.P.

L’Ingv studia il radon ma precisa:" Non si possono ancora prevedere i terremoti"

L’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, studia il radon anche se precisa che non esiste al momento alcuna possibilità di previsione dei terremoti. Il dato sin qui osservato è sintetizzato da Sergio Vinciguerra, coautore della ricerca attualmente in pubblicazione su Geophysical Reaserch Letters (GRL). Il progetto che ha studiato l’aumento e la diminuzione di gas radon nei processi di rottura delle rocce prima dei terremoti ha ottenuto finanziamenti attraverso TRIGS (www.trigs.eu). Ha detto Vinciguerra a Report On Line:

La nostra scoperta ha permesso di isolare i meccanismi fondamentali che determinano la diminuzione e l’aumento dell’emissione di radon prima dei processi di rottura, che avvengono durante terremoti o eruzioni vulcaniche. Stiamo estendendo l’analisi ad altre litologie con diversi contenuti di vuoti per studiarne l’emissione di radon in funzione del carico applicato. Questo ci permetterà nei prossimi anni di sviluppare un modello per i cambiamenti di emissione di radon osservati e fornire un supporto quantitativo all’interpretazione delle anomalie di questo gas prima di eventi sismici e vulcanici. Colgo l’occasione per precisare che solo attraverso l’integrazione di studi sistematici, come questo, di un fitto monitoraggio del radon e degli altri segnali precursori e una conoscenza dettagliata del contesto geologico, che il nostro istituto ha sviluppato negli anni è possibile giungere al riconoscimento di segnali premonitori, con bassi margini di errore.

E precisa, cautamente l’Ingv che:

I risultati finora raggiunti in questo campo, compreso l’articolo GRL in questione, ci hanno permesso di comprendere meglio molti dei segreti del nostro pianeta ma finora non hanno assolutamente alcuna possibilità di applicazione pratica per la previsione deterministica dei terremoti. Tale possibilità non esisteva nel recente passato (all’epoca del terremoto de L’Aquila), non esiste nel presente e possiamo affermare che non esisterà nel futuro a breve e medio termine.

In una intervista rilasciata a Abruzzo24ore.tv Giampaolo Giuliani, il tecnico che studia da anni il radon, dopo essere stato messo alla berlina da un video dell’Ingv si dice soddisfatto del fatto che gli scienziati si stiano occupando di quello che ha sempre definito il suo campo di ricerca. E se iniziassero a collaborare?



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L’Ingv studia il radon ma precisa:" Non si possono ancora prevedere i terremoti"

L’INGV contro Giampaolo Giuliani che conferma:"Posso prevedere i terremoti con 6-24h di anticipo"

L’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia attacca Giampaolo Giuliani, lo studioso del radon e della previsione dei terremoti e controbatte in un video punto per punto le affermazioni del tecnico. Giuliani non ci sta e conferma in un intervista telefonica a Abruzzo24h tv di essere in grado di prevedere i terremoti da 6 a 24h di anticipo.

I ricercatori dell’Ingv, vale la pena ricordalo molti precari, sostengono che non hanno mai potuto accertare la veridicità delle previsioni di Giuliani poiché tutti i dati in suo possesso non sono mai stati resi pubblici. Dall’altro lato Giuliani sostiene di essersi sempre accostato agli scienziati per informarli delle sue ricerche e dei suoi studi ma che nessuno lo ha mai preso in considerazione; ecco perché non esistono delle pubblicazioni scientificamente accettate che attestino le sue scoperte.

Dopo il salto la risposta di Giampaolo Giuliani.

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