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Enzo Mari: "I designer producono oggetti di cui la società non ha bisogno"
Ho letto con grande stupore la bella intervista fatta da Vittorio Zincone a Enzo Mari su Sette (nr.15). Enzo Mari è uno dei padri del design mondiale vincitore di 4 Compassi d’Oro, uno dei premi più prestigiosi. La premessa è necessaria, perché nonostante Mari non sia un ecologista ha espresso dei concetti sullo sviluppo sostenibile piuttosto interessanti: attualmente ci stiamo riempiendo di oggetti totalmente inutili.
Lo scenario di come il consumismo sia in mano alle industrie che comandano i designer lo svela nella sua autobiografia 25 modi per piantare un chiodo (ed.Mondadori, Euro 17,50) e spiega perché il profitto sia il nemico giurato del design: lo rende brutto e superfluo. Il design è la base della progettazione degli oggetti che comunemente usiamo. Se gli oggetti sono progettati per durare nel tempo, per essere riciclabili e per non essere sprecati lo dobbiamo ai loro progettisti, ossia ai designer (ne scrivevo, a proposito dell’evento di Treviso Sustain/Ability che si è tenuto lo scorso dicembre).
Ecco la visione di Mari:
I designer sono i primi tra i miei nemici. Il 95% è totalmente ignorante. Sono dei piccoli robot che accettano come valore solo il mercato. Poi c’è un 5% che capisce, ma cinicamente accetta le distorsioni dello stesso mercato: oggetti costruiti solo per durare qualche mese… Non servono a chi li acquista ma a chi li produce per fare profitto. E’ legittimo, ma non si riempiano riviste e volumi per dire che questi lavori contengono qualcosa di cui la società ha bisogno. Da trent’anni si producono oggetti di design che hanno l’unico scopo/caratteristica di sembrare diversi uno dall’alltro. Nulla di nuovo. Il problema è che oggi tutti i grandi imprenditori realizzano oggetti solo per produrre denaro. Io con questi non ci posso lavorare. Cerco di lavorare solo con chi dimostra un po’ di passione per il progetto. Con chi si metterebbe in casa l’oggetto che produce.
Più cultura umanistica e meno tecnica:
I computer non fanno bene al processo creativi. I nostri neuroni sono più potenti di un software. Certo, se uno ha già una cultura umanistica, la macchina può dargli una mano a sbrigare certe faccende. Ma su uno studente ventenne e demente che frequenta Architettura, l’effetto del pc può essere devastante.
Non va meglio per l’eco-design:
Per ogni eco-paccottiglia esistono già almeno duecento pezzi, precedenti e migliori. Se fossi giovane aprirei un negozio per vendere il meglio di quel che è stato prodotto nel mondo. Sarebbe educativo.
Foto | Flickr
Enzo Mari: “I designer producono oggetti di cui la società non ha bisogno”
Fukushima, effetto accumulo radiazioni nucleari in Europa: rischio non più trascurabile

Secondo il CRIIRAD, organismo indipendente per il controllo delle radiazioni, in Europa, il rischio derivato dalla contaminazione di latte, verdure a foglia larga e pioggia proveniente dalle fughe di iodio 131 dai reattori nucleari di Fukushima Daiichi non è più trascurabile. Ne scrivevo qualche giorno fa a proposito dell’avviso lanciato sull’effetto accumulo dovuto al fatto che l’isotopo decade in 8 giorni, ma che ogni giorno ne arrivano nuove piccole dosi.
L’istituto sottolinea che non è necessario chiudersi in casa o assumere iodio, ma che bisogna prestare attenzione al consumo di verdure a foglia larga e latte (inclusi latticini e formaggi freschi) sopratutto da parte di bambini, donne incinte o che allattano. L’avviso non riguarda solo la Francia ma può essere ragionevolmente esteso a Svizzera, Italia, Belgio e Germania.
Come ricordavamo precedentemente la contaminazione si sta verificando attraverso la dispersione in atmosfera di particelle radioattive che cadono al suolo con la pioggia. Perciò l’istituto precisa che non vi è rischio, neanche per i bambini, se ci si trova sotto la pioggia anche senza ombrello. Precauzione va data, però, al consumo di acqua piovana come fonte di acqua potabile. Infatti secondo il CRIIRAD è da evitare, appunto, l’ingestione di iodio 131. I bambini fino a due anni sono i più vulnerabili e l’ingestione di 50 Becquerel (Bq) è sufficiente per fornire al corpo una dose di 10 mSv, per il CRIIRAD. Se gli alimenti (verdure a foglia verde, latte, ecc.) contengono tra uno e 10 Bq / kg o più, è possibile che il livello di riferimento di 10 mSv sia superato entro due o tre settimane. Secondo l’IRSN Istituto francese per la protezione radiologica e la sicurezza nucleare, lo Iodio 131 misurato negli ultimi giorni conta diversi livelli di contaminazione: 0,08 Bq / kg di insalata, spinaci e porri a Aix-en-Provence, 0,17 Bq / l nel latte a Lourdes e 2,1 Bq / l nel latte di capre di Clansayes.
Via | Euractiv
Fukushima, effetto accumulo radiazioni nucleari in Europa: rischio non più trascurabile
Crimini e farfalle, Cristina Cattaneo interroga Madre Natura sulla morte di Yara Gambirasio
La Natura con i suoi cicli e le sue forme potrà essere una preziosa alleata degli inquirenti impegnati a stabilire le circostanze della morte della piccola Yara Gambirasio. Il corpo senza vita della 13enne scomparsa lo scorso 26 novembre, com’è noto, è stato ritrovato sabato 26 febbraio in avanzato stato di decomposizione. Ora accanto al dolore ci sono anche tante domande.
Proveranno a dare una parte delle risposte i medici legali e gli anatomopatologi coordinati da Cristina Cattaneo (nella foto a sinistra), medico legale, antropologa e direttore del Labanof – Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università statale di Milano. Obiettivo del pool la ricostruzione della scena del delitto attraverso le circostanze ambientali. Pattern che costituirà la cornice in cui si andrà a collocare il colpevole. Tra i principali alleati degli scienziati, anche Madre Natura: le foglie, le erbe, gli insetti ma anche il substrato del terreno saranno gli elementi da interrogare e che si spera possano svelare i tanti misteri.
La Cattaneo è autrice di molti libri famosi tra cui Crimini e farfalle, scritto con Monica Maldarella naturalista che lavora spesso come consulente al Labanof e che analizza il materiale animale, botanico e entomologico.
Spiega appunto Maldarella sul sito Labanof a proposito dell’importanza di studiare i vegetali cresciuti nei siti in cui si sono consumati delitti o trovati corpi, scienza conosciuta come botanica forense:
I vegetali sono molto legati all’ambiente dato che non potendosi spostare si devono adattare passivamente alle caratteristiche del luogo in cui crescono. Per questo motivo dalle piante, riflesso di precise condizioni ecologiche, è a volte possibile risalire alle caratteristiche del luogo ove sono cresciute. Dai resti vegetali possiamo ricavare anche informazioni cronologiche, infatti ogni anno nei climi che come il nostro, hanno stagioni distinte si forma nel legno un anello annuale di accrescimento che rimane all’interno del fusto, del ramo o della radice; da questi è a volte possibile ricavare l’età di un determinato evento.
Foto | Pioggia d’aprile
Crimini e farfalle, Cristina Cattaneo interroga Madre Natura sulla morte di Yara Gambirasio
Efficienza energetica, incentivi e Comunità Europea
Tra le altre, hanno solleticato la mia attenzione in settimana, in particolare, due notizie . La prima riguarda l’ apertura della procedura d’infrazione da parte della Comunità Europea nei confronti dell’ Italia per non aver recepito completamente la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia

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Efficienza energetica, incentivi e Comunità Europea
Nuove etichette europee: protesta solo Nutella Ferrero
Il parlamento Europeo ha votato per le nuove norme in merito alle etichette apposte sui prodotti alimentari. In pratica saranno date indicazioni nutrizionali e salutistiche che andranno a definire il profilo nutrizionale, il che permetterebbe al consumatore di scegliere i prodotti che lo aiutino a bilanciare e programmare la propria alimentazione.
Più precisamente, con il nuovo regolamento, che dovrà però essere approvato anche dal Consiglio Ue, sull’etichetta apposta sulla faccia principale si dovranno leggere quanti grassi, grassi saturi, zuccheri, sale e calorie ci sono, con in più le linee guida sulle quantità giornaliere di prodotto indicate per 100 grammi o per 100 millilitri.
Ma in Europa a protestare è per ora la sola Ferrero Nutella, che si è sentita chiamare direttamente in causa dopo che già Greenpeace l’aveva tirata in ballo a proposito dell’olio di palma. Il problema non sono tanto le etichette quanto il fatto che i prodotti che non rientrano nelle linee definite dal nuovo regolamento non potranno più essere accostati in pubblicità a un immagine salutare, se questo non mantiene davvero le promesse. Dunque, addio al binomio Nutella-Nazionale e alle decine di prodotti accostati a sportivi.
Il can can per ora viene sollevato da Francesco Paolo Fulci vicepresidente del Gruppo Ferrero che ha dichiarato:
La nostra grande preoccupazione per la Nutella, come per la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari è che oggi ci dicono di non fare messaggi promozionali, ma domani – e ci sono già alcune organizzazione di consumatori che spingono in questo senso – ci faranno scrivere come sulle sigarette: ‘Attenti è pericolosa, favorisce l’obesità, o magari ci metteranno delle tasse fortissime come hanno previsto di fare in Romania. Questo modo di procedere mette veramente in ginocchio l’intera industria dolciaria, piccola, media e grande, e per questo dobbiamo continuare la nostra battaglia che è una battaglia di libertà per il consumatore.
Spiega Frédéric Vincent portavoce del Commissario europeo alla salute:
Noi non diciamo che un alimento è buono o cattivo, ma solo che le indicazioni di benefici nutrizionali e salutistici promesse dalla pubblicità o riportate sulle etichette dei prodotti alimentari possono essere contestate e devono essere provate scientificamente. Il nostro fine è informare correttamente i consumatori: non dire loro cosa mangiare e cosa no, ma spiegare che cosa c’è in quello che mangiano.
Via | Leggo, Newsfood, Il Secolo XIX
Foto | Flickr
Conto Energia che verrà: lettera aperta di GIFI a Napolitano e Berlusconi
Ancora una Lettera Aperta . Dopo Assosolare ,
