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Water Forum 2011: come cambia il problema dell’acqua di fronte ai cambiamenti climatici

Gli avvenimenti di questi giorni, a proposito delle alluvioni e non solo, hanno messo in mostra chiaramente la situazione critica verso cui i cambiamenti climatici ci stanno portando. Per questo cambia anche il modo di gestire l’acqua , ed è ciò di cui si sta discutendo al Water Forum di Roma, in un incontro tra Italia e Paesi Bassi per trovare una soluzione internazionale al problema. Continua a leggere: Water Forum 2011: come cambia il problema dell’acqua di fronte ai cambiamenti climatici (…) Water Forum 2011: come cambia il problema dell’acqua di fronte ai cambiamenti climatici , pubblicato su Ecologiae.com il 24/11/2011 © Marco Mancini per Ecologiae.com , 2011.

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Water Forum 2011: come cambia il problema dell’acqua di fronte ai cambiamenti climatici

Riciclare spazzolini da denti con Gimme 5

riciclare spazzolini da denti

Peppe, nel post sotto giustamente solleva il problema dello smaltimento degli spazzolini da denti. La questione, manco a dirlo, è già stata brillantemente risolta, solo che non riguarda l’Italia.

In genere, salvo diverse indicazioni, nella differenziata, lo spazzolino che non è fatto di plastica riciclabile, va nel secco non riciclabile. Una risorsa sprecata. In giro si trovano idee su come riutilizzarlo, provando a allungare la vita a questo indispensabile oggetto: lo si può riusare come mini spazzola per le pulizie casalinghe; come una sorta di piccolo pennellino per i ritocchi sulle vernici; per lucidare e pulire le scarpe. Insomma, una soluzione più o meno la si trova.

Ma a quanti spazzolini possiamo allungare la vita, durante la nostra di vita? In una famiglia media di 4 persone diventa complicato ogni 2-3 mesi (questa è la vita media di uno spazzolino) riciclare 4 spazzolini. Allora in conti non tornano e lo spazzolino è uno di quegli oggetti di design industriale progettati male, malissimo (assieme a tantissimi altri che andremo a analizzare in altri post).

Ecco che una buona idea arriva proprio dagli Usa, dove un azienda produce spazzolini ottenuti da plastiche riciclate. Il progetto si chiama Gimme 5: una volta terminata la vita dello spazzolino, lo si mette in una bella busta e lo si spedisce all’azienda, che provvederà a riciclarlo. E’ anche possibile depositarlo, assieme a altre plastiche non ritenute riciclabili dall’industria tradizionale (come i vasetti dello yogurt, del formaggio ecc.) nei contenitori predisposti in molti centri di raccolta.

Ora sarebbe interessante se partisse un movimento di dialogo con le aziende produttrici di spazzolini, un po’ come sta facendo il Comune di Capannori a proposito delle capsule per il caffè della Lavazza, per sensibilizzare l’industria e il designa progettare oggetti il cui ciclo di vita sia quello del riciclo e non dello spreco.

Foto | Preserve su Fb

Riciclare spazzolini da denti con Gimme 5

Greenpeace: tonno sostenibile? Più “distruttivo” di quello normale

Esiste una marca di tonno giapponese che ha cominciato ad invadere il mercato europeo. Per ora è venduta solo in Gran Bretagna , ma vista la globalizzazione non fatichiamo ad immaginare che presto arriverà anche in Italia . Si tratta del cosiddetto “ tonno sostenibile “, che però pare che di sostenibile abbia ben poco

Here is the original post:
Greenpeace: tonno sostenibile? Più “distruttivo” di quello normale

Mario Tozzi Vs Chicco Testa: l’intervista audio di Radio radio


Mario Tozzi
geologo e ambientalista versus Chicco Testa presidente del Forum Nucleare italiano, ai microfoni di Radio Radio. Insomma, il conduttore Francesco Vergovich si è trovato a fronteggiare nuke contro un no nuke durante la trasmissione “Un giorno speciale”. I due, vale la pena ricordarlo, si incontrano a “distanza di sicurezza” dopo che circa un anno fa l’ex legambiente Testa aveva minacciato Tozzi con un “Ti spacco la faccia”.

Sul tavolo della discussione, manco a dirlo, i temi triti e ritriti dei nuclearisti: il sole non basta; il referendum non vincerà; le scorie non sono un problema; siamo un paese di conservatori; il petrolio finirà ma non si sa quando; la Germania ha prolungato la via delle sue centrali. Insomma la butta in caciara.

Godetevi l’audio di questo paladino dell’atomo e della sua spiegazione in coda a proposito delle scorie nucleari. Il problema è che qualcuno crede seriamente a Testa.

Mario Tozzi Vs Chicco Testa: l’intervista audio di Radio radio

Se agli ecofighetti piace il fotovoltaico, cosa piace agli ecodemolitori?

fotovoltaico a terra

Ho letto il bel post (perché lo è) La centrale degli ecofighetti di Michele Botteri su Veramente, ma non ne condivido una parola. Perché ne scrivo, allora? Semplicemente perché è un tassello di quello che sta accadendo in Italia a proposito delle energie rinnovabili.

Michele Botteri è certamente un amante del suo territorio e certamente combatte affinché vi sia rispetto per la Terra che calpestiamo e per l’ambiente in cui viviamo. Tant’è che commenta il suo punto di vista scrivendo:

Se dà il senso dello snobfighetto, allora la sensazione è quella giusta, qualcosa di simile al radical-chic, gente spesso danarosa, che si atteggia a ecologista. Fin qui non è un grosso problema, ma le cose peggiorano quando l’ecofighetto cerca di lavarsi la coscienza con operazioni che non hanno alcun risvolto pratico, o peggio ancora che hanno risvolti pratici prevalentemente negativi. L’alternativa migliore al consumo di energia fossile è semplicemente non consumare energia, e cercare di autoprodursi quel poco che si consuma. La centrale fotovoltaica a terra è una pessima scelta, migliore certo del carbone o del nucleare, ma per quello ci vuol poco.

Però nel calderone del greenwashing ci infila il fotovoltaico (non ho capito però perché non anche l’eolico) o meglio un certo modo di gestire il fotovoltaico. Quotidianamente ci arrivano segnalazioni a proposito della devastazione che sta vivendo il Salento, già denunciata da Peppino Basile.

Forse una considerazione in merito è necessaria: le amministrazioni hanno l’obbligo di richiedere e ottenere che ogni installazione, fotovoltaica o eolica avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente. Non perché si produce energia rinnovabile allora per forza di cose l’impianto è buono e giusto. Anche se ha un impatto inferiore a quello di una centrale nucleare o di una centrale a carbone va progettato e costruito seguendo tutte le norme vigenti. Premesso ciò mi resta una domanda: cosa ci aspettiamo per il futuro? Davvero immaginiamo un futuro senza energia? O immaginiamo un energia che abbia un impatto il meno devastante possibile sull’ambiente che ci circonda? Anche se non avremo forse lo stesso sistema di vita, anche se non ci sarà più il consumismo: ma la terra andrà coltivata? si dovranno pur produrre derrate alimentari? medicine? abbigliamento? sistemi di trasporto?

Kurt Cobb, poneva una domanda qualche anno fa: non è che abbiamo troppa energia?

Foto | Flickr

Se agli ecofighetti piace il fotovoltaico, cosa piace agli ecodemolitori?

Terzigno, la discarica di Cava Vitiello non apre ma non si cancella. E Bertolaso dice che è colpa sua


Dopo il richiamo della Commissaria Judith Merkies al Governo Berlusconi a proposito delle italiche promesse di non aprire più discariche, Guido Bertolaso ha annunciato ieri che Cava Vitiello non apre.

Ha detto il capo della Protezione civile, nonché sottosegretario agli interni che viene procrastinata la sua apertura alle:

Calende greche.

Le parole però non hanno rassicurato i quattro sindaci direttamente coinvolti che non hanno voluto firmare un accordo, scritto velocemente e che consta di 6 punti. Come riporta Roberta Lemma sul suo blog sono:

LE PARTI CONCORDANO LA SEGUENTE INTESA
1. sospensione dei conferimenti in cava Sari dalla data odierna per 3 giorni onde consentire la copertura con terreno adeguato, nonché l’avvio di prelievi tecnici necessari per gli accertamenti di natura sanitaria e ambientali disposti dalle istituzioni; alle attività di prelievo dei campioni ed all’analisi dei risultati partecipano tecnici individuati dagli enti locali interessati;
2. successivamente a detta sospensione, in attesa degli esiti degli accertamenti di cui sopra potranno conferire in cava sari i comuni dell’area vesuviana (zona rossa), fino ad esaurimento della stessa, tranne che in situazioni di accertata criticità;
3. relativamente a cava Vitello ogni determinazione circa l’apertura è sospesa a tempo indeterminato, per conseguire ottimali condizioni di compatibilità ambientale e sanitaria del contesto, nell’ottica della migliore tutela della salute e dell’ambiente;
4. contestualmente è consentita la partecipazione degli enti locali interessati e dei rappresentati dei cittadini ad un tavolo tecnico con le istituzioni, per la formulazione di proposte utili alle attività istruttorie e propedeutiche alla definizione del piano rifiuti;
5. ci si impegna ad avviare in consiglio regionale un approfondimento sul piano rifiuti, compresa la definizione degli ambiti;
6. si sospendono con effetto immediato tutte le manifestazioni di protesta anche allo scopo di consentire la corretta attuazione delle misure sopra previste.

Sindaci e comitati cittadini temono quel punto 3, cioè il congelamento dell’apertura di Cava Vitiello. Dichiara oggi Guido Bertolaso in un intervista concessa a Il Mattino di oggi (pag. 3) che:

La colpa è mia. Io ho detto ai comitati che se il presidente non è andato a Terzigno e se Cava Vitiello non è stata cancellata la colpa è mia. Prendetevela con me, perché io ho spiegato a Berlusconi che noi avremmo potuto fare tutto tranne che cancellarla. Altrimenti avremmo dovuto cancellare tutte le discariche previste dalla legge, ma non ci sono cittadini di serie A e di serie B.

Per ora le richieste ufficiali sono di smetterla con le manifestazioni. I cittadini, le mamme vulcaniche e tutta la gente del Parco nazionale del Vesuvio chiede che invece lo Stato, il Governo si assuma le sue responsabilità in merito alla questione rifiuti e che la polizia la smetta di lanciare lacrimogeni Cs sulla gente.

Foto | Vesuvio in lotta

Terzigno, la discarica di Cava Vitiello non apre ma non si cancella. E Bertolaso dice che è colpa sua

Anfia, Marchionne non crede nelle auto elettriche per Fiat. Ma solo in Europa

Sergio Marchionne non crede, per ora, nelle auto elettriche Sergio Marchionne ad Fiat non crede nelle auto elettriche. Contro Renault-Nissan e Citroën ad esempio, che già tra pochi mesi proporranno sul mercato italiano mercato ll
Marchionne piange durante l’assemblea annuale Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) lacrime amare: i conti non solo non tornano.Sono andati sotto di un bel po’ e le auto continuano a dare una flessione negativa a due cifre. Non crede Marchionne che vi possa essere, in questo contesto, futuro per auto elettrica e auto a idrogeno.

Ebbene per Marchionne l’Europa pecca di:

mancanza di senso della realtà.

A proposito delle vetture elettriche dice:

Il rischio è quello di spostare tutta l’enfasi dei regolamenti europei su quest’unica tecnologia che può essere una delle più promettenti a lungo termine, ma indirizzare tutto lo sforzo normativo nel promuovere questo tipo di trazione porterebbe solo ad un aumento dei costi senza nessun beneficio immediato e concreto.

Per ora Fiat venderà auto elettriche con Chrysler dal 2012 e solo sul mercato Usa.

Foto | Flickr

Anfia, Marchionne non crede nelle auto elettriche per Fiat. Ma solo in Europa

Nichi Vendola e Michele Losappio incazzati: "La Puglia in pole per una centrale nucleare"

Nichi vendola incazzato per una possibile centrale nuclare in Puglia Non tira una buona aria in Puglia. Nonostante la pioggia di incentivi per eolico e fotovoltaico proprio la regione amministrata da Nichi Vendola potrebbe essere scelta come una delle sedi per costruirci una centrale nucleare.

Vendola è incazzato e lo dichiara apertamente a Atreju 2010 a Roma alla presenza del Ministro Prestigiacomo:

Io sono molto incazzato perché il mio territorio è in pole position per ospitare una centrale, e io sono ridotto a una buca delle lettere non potendomi opporre.

Scrive, infatti, Michele Losappio, assessore all’Ambiente in una nota:

A quanto pare l’opzione nucleare non trova consenso in nessuna regione italiana, comprese quelle a guida Pdl o Lega. Solo così e con la volontà di aggirare la sentenza delle Corte Costituzionale 215/010 si spiega la legge 129 del 13 agosto con la quale si è voluto sancire il potere del Consiglio dei Ministri “in caso di mancato raggiungimento dell’intesa con una Regione di dichiarare l’urgenza e la indifferibilità” dell’impianto e di “nominare uno o più commissari” dotati di “poteri straordinari anche di sostituzione e di deroga” alle autorità ed alle leggi.

Stefania Prestigiacomo, d’altronde Ministro per l’Ambiente, sostiene le centrali nucleari e infatti risponde a Vendola:

Sarei contrarissima alla militarizzazione delle centrali, ma trovo scorretto cavalcare la paura, servono trasparenza e informazione. Vorrei che sui temi che riguardano la modernizzazione dell’Italia si discutesse di più in maniera non ideologizzata. Se invece associamo al nucleare il disastro di Chernobyl facciamo un’operazione disonesta. Proprio l’energia è n percorso che ci impegnerà per i prossimi decenni quando i consumi di energia saranno triplicati. Le fonti alternative sono ancora oggi troppo costose senza gli incentivi pubblici.

E ricorda che lei tiene all’ambiente. Infatti ha colmato un buco legislativo a proposito delle estrazioni petrolifere marine:

nelle aree marine protette c’è il divieto assoluto di trivellazione e di ricerca e si è iniziato a parlare di un Piano di decomissioning per le piattaforme inutilizzate.

Ecco, poi magari nei pressi ci costruiamo una bella centrale nucleare.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno, Stato quotidiano
Foto | Flickr

Nichi Vendola e Michele Losappio incazzati: “La Puglia in pole per una centrale nucleare”

Agenzia delle Entrate: quando gli incentivi alle rinnovabili non sono rilevanti ai fini fiscali

L' Agenzia delle Entrate interviene ancora una volta a proposito delle fonti rinnovabili e dei relativi meccanismi di incentivazione . La Risoluzione

Margherita Hack: "Da ambientalista dico sì al nucleare"

Margherita hack si schiera a favore del nucleare

Margherita Hack rilascia una intervista a Il Riformista in cui si schiera in favore della costruzione di centrali nucleari nel nostro Paese. Spiega la Hack:

Ci sono molte paure anche irrazionali: siamo circondati dalle centrali nucleari. Noi siamo costretti a comprare energia, anche nucleare. Dobbiamo pagarla agli altri perchè siamo completamente dipendenti dall’estero e, se ci fosse un disastro in uno di questi paesi noi avremmo tutti i danni senza averne i vantaggi. Quindi c’e’ molta paura, irragionevole, anche scientifica, per l’energia nucleare, per gli Ogm. Quello per cui invece bisogna essere prudenti è stabilire bene modalità e luoghi dove mettere le scorie. Io sono un’ambientalista so che l’energia nucleare inquinerebbe molto meno dell’energia a petrolio, a metano e a carbone, a cui dovremmo comunque ricorrere, a cui ricorriamo effettivamente visto che non disponiamo del nucleare. Essere a favore del nucleare da un punto di vista scientifico non vuol dire certo essere a favore di Berlusconi.

A proposito delle energie rinnovabili dichiara:

Credo che intanto si dovrebbero sfruttare al massimo le energie rinnovabili, il solare, che è utilizzato più dalla Svezia che dall’Italia, che è il paese del sole. Le rinnovabili non saranno sufficienti per i bisogni sempre crescenti dell’industria, quindi bisognerà per forza ricorrere al nucleare.



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Margherita Hack: "Da ambientalista dico sì al nucleare"