Posts Tagged ‘proprio-impegno’
Germania: stanziato un miliardo di euro per incentivare le auto elettriche
E’ dura ripetersi, ma altri Paesi dimostrano di essere molto, ma molto più avanti del nostro. E’ il caso della Germania, il cui consiglio dei ministri in questi giorni ha approvato un provvedimento da un miliardo di euro per lo sviluppo delle auto elettriche, raddoppiando così il proprio impegno finanziario nel settore. L’obiettivo è di quelli importanti: si punta ad avere un milione di auto elettriche sulle strade del paese entro il 2020 e 5 milioni entro il 2030. Su Ecoblog avevamo già riportato notizia degli intenti del governo tedesco; ora però è arrivata conferma dell’entità e delle modalità della manovra.
Il pacchetto prevede incentivi fiscali per gli acquirenti di auto elettriche e con essi annessi tutta una serie di misure volte a privilegiare l’uso di queste vetture nelle città, quindi una serie di leggi nazionali che favoriscano la circolazione di queste in tutti i centri urbani. Da segnalare (come si sospettava) il fatto che l’iniziativa non contempli alcun bonus per l’acquisto di questi veicoli, respingendo di fatto la richiesta che i costruttori volevano venisse introdotta nel pacchetto.
Per il momento sembrerebbe che i costruttori non abbiano accolto di buon grado l’iniziativa. Effettivamente quest’aspetto lascia aperto più di un dubbio. E’ risaputo infatti che la Germania in quanto ad incentivazione per azioni di sostenibilità non solo è sempre stata capace di attuare con successo manovre volte alla diffusione delle tecnologie sostenibili, ma ha sempre avuto un occhio di riguardo verso chi le stesse tecnologie le produce, creando di fatto le condizioni per la crescita industriale dei produttori.
Che questa trascuratezza determini un flop? Chissà; nonostante tutto è giusto comunque rimarcare un aspetto: fra noi e loro ci siano poche centinaia di chilometri, ma il divario, in termini di intuizione e coraggio, è effettivamente abissale. In Italia si sa, siamo da decenni che discutiamo del passato senza affrontare mai sfide importanti; con questa miopia politica invertire un trend così poco invidiabile continuerà ad essere pura utopia.
Via | Magazin-deutschland.de
Foto | Flickr
Germania: stanziato un miliardo di euro per incentivare le auto elettriche
Giro d’Italia a "Impatto Zero"
Mentre il giro d’Italia è nel pieno del suo svolgimento, passando per le zone tristemente famose teatro del sisma dell’aprile 2009, vale la pena sottolineare che per la prima volta quest’anno – un anno che dovrebbe essere particolarmente importante per la tutela delle biodiversità - anche la manifestazione ciclistica più importante del nostro Paese ha voluto mostrare il proprio impegno nei confronti della natura aderendo al progetto “Impatto Zero”, promosso da Lifegate, con l’avvallo del Ministero dell’Ambiente. In questo modo, la bicicletta, certamente il mezzo ecologico per eccellenza, con tutto ciò che “ruota” – letteralmente – attorno ad essa, diventa il concreto portavoce di un modo di vivere assolutamente sostenibile e responsabile. Con le circa 5 milioni di persone che, generalmente, si riversano nelle strade per seguire la corsa ciclistica più appassionante del mondo, con l’uso dell’energia elettrica, la produzione dei rifiuti e con il consumo di acqua, l’aumento incidentale di Co2 nell’atmosfera è stimato pari a circa 1.700 tonnellate. Questa volta, però, a conclusione dell’evento, tutte le emissioni inquinanti effettivamente prodotte saranno compensate con la creazione e la tutela di nuove aree boschive presso il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e il Parco Nazionale del Gargano.
Inoltre, secondo la volontà espressa dallo stesso Ministero dell’Ambiente, il giro d’Italia deve diventare l’occasione per incentivare le visite all’interno delle aree protette e, specialmente, accrescere la consapevolezza dell’importanza della biodiversità nel nostro paese con il punto di vista privilegiato che è proprio del velocipide.
Foto | Flickr

Read more:
Giro d’Italia a "Impatto Zero"
L’Ue dopo Copenaghen sogna la svolta
Dopo il flop di Copenaghen, l’Ue torna sulla questione dei cambiamenti climatici manifestando la volontà di uno sforzo più deciso per la riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. Secondo una recente comunicazione della Commissione Europea, il Vecchio Continente dovrebbe prima di ogni altra cosa concentrarsi sull’assistenza finanziaria – 2,4 miliardi di euro annui per il periodo 2010 – 2012 – ai paesi in via di sviluppo al fine di implementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Inoltre, sarebbe opportuno che davvero, questa volta, l’Ue si faccia portavoce di quanti auspicano un più deciso impegno nei confronti della tutela dell’ambiente soprattutto in vista del vertice di fine anno sul clima che si terrà a Cancun, in Messico. Perché si raggiunga un accordo giuridicamente vincolante per tutti i paesi.
Per questo, è urgente porre in essere azioni concrete nell’ambito della strategia Europa 2020, presentata il 3 marzo, affinché l’Ue si trasformi nella regione mondiale più compatibile con il clima.
fa sapere la Commissione. Inoltre, l’Ue dimostra di voler mantenere il proprio impegno riducendo le proprie emissioni fino al 20% entro il 2020 ma, sottolinea, potrebbe arrivare anche al 30% se altre economie importanti dovessero partecipare equamente allo sforzo globale di abbattimento. Del resto, però, le possibilità che ciò accada sono veramente scarse. Ancora una volta, le parole sono tante, e le azioni concrete poche. Eppure, la Commissione ci tiene a mostrare proprio impegno nella lotta ai cambiamenti climatici tanto da preparare un’analisi delle strategie utili a ridurre del 30% rispetto ai livelli del 1990 le emissioni di Co2 in vista del Consiglio europeo di giugno. Successivamente, verranno delineate le caratteristiche di un programma di transizione utile a edificare una nuova UE a basse emissioni di carbonio non oltre il 2050.
Foto | Flickr

The rest is here:
L’Ue dopo Copenaghen sogna la svolta
