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Il TAR Puglia annulla le Linee Guida Regionali sulle Rinnovabili

Sentenza n. 2156 del 14 dicembre 2011 . Con tale provvedimento , il TAR Puglia , con sede a Lecce, ha annullato le Linee Guida Regionali sulla realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

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Il TAR Puglia annulla le Linee Guida Regionali sulle Rinnovabili

Posidonia, al via coltivazione artificiale in Puglia per salvare le coste

Nascerà a Bari il primo impianto artificiale di coltivazione della Posidonia oceanica , la pianta mediterranea che rischia l’ estinzione in pochi anni. Come informano i promotori del progetto Start , realizzato da TCT s.r.l.

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Posidonia, al via coltivazione artificiale in Puglia per salvare le coste

Quarto Conto Energia: le richieste della Regione Puglia

Anche la Regione Puglia nei giorni scorsi, a livello di Amministrazione, è intervenuta sulla questione relativa alla messa a punto del nuovo Conto Energia , il quarto. La Puglia, lo ricordiamo, è la Regione leader in Italia per potenza installata , ragion per cui il tema sta a cuore all’Amministrazione visto che la green economy rappresenta uno dei volani per la crescita e per lo sviluppo del nostro Paese nel medio e nel lungo termine

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Quarto Conto Energia: le richieste della Regione Puglia

Far west fotovoltaico in Salento, agli immigrati lo stipendio lo paga il Global Solar Fund

sit in operai senegalesi a Lecce Nichi Vendola, il presidente della Regione Puglia è un paladino delle rinnovabili. Ma il fatto che si parli di energie a basso impatto ambientale non fa si che queste siano esenti da problemi. Ne scriveva Peppe qualche post fa a proposito dello sfruttamento di operai senegalesi manodopera gratis per impianti fotovoltaici. Secondo la Ugl sono 450 a cui non viene pagato lo stipendio da almeno tre mesi (nella foto un momento del sit in di ieri davanti la Prefettura di Lecce).

Ebbene del caso se ne sta occupando la Prefettura di Lecce che sta cercando di mettere ordine nel fotovoltaico selvaggio in Puglia e sopratutto nella zona del Salento. Ne abbiamo più volte scritto anche su ecoblog. Non ultima la protesta degli operai lasciati senza stipendio da tre mesi da una società spagnola, la Tecnova, che sta installando impianti fotovoltaici in Puglia.
A sostenere le spese degli stipendi ci penserà la Global solar Fund, ossia un fondo d’investimento che interviene nel caso delle ditte inadempienti.

Rileva, però, a la Prefettura di Lecce che gli stipendi non pagati sono solo la punta dell’iceberg in una regione in cui vige l’assoluta deregolamentazione, condizione che fa si che si viva in un vero e proprio far west. Insiste la Prefettura, sulla necessità di un anagrafe pubblica dei cantieri aperti in Puglia. Anagrafe peraltro annunciata ma che evidentemente non trova ancora la sua concreta applicazione.

Via | Lecce Prima
Foto | Lecce Prima

Far west fotovoltaico in Salento, agli immigrati lo stipendio lo paga il Global Solar Fund

In Puglia gli spagnoli sfruttano gli immigrati per costruire parchi fotovoltaici gratis

In Puglia gli spagnoli sfruttano gli immigrati per costruire parchi fotovoltaici gratisCi sono posti, in Puglia, dove l’energia fotovoltaica è nera. E malamente sfruttata. La vicenda ricorda le coltivazioni di cotone: la Tecnova, azienda spagnola che sta costruendo molti parchi fotovoltaici a terra in Puglia, ha ingaggiato centinaia di immigrati a 55 euro al giorno per 7 ore di lavoro. Salvo poi farli lavorare il doppio e per metà della paga.

Ciliegina sulla torta: non paga un centesimo da tre mesi. Gli immigrati non ce l’hanno fatta più e si sono ribellati: denunce ai sindacati e agli avvocati, manifestazioni davanti la sede brindisina di Tecnova (ma sono tutti spariti, si dice siano tornati in Spagna di gran corsa) e clamore mediatico annesso perché, come riporta Brindisireport lo sfruttamento raggiunge livelli ottocenteschi:

Chi protesta, licenziato. Chi si ammala, licenziato. Chi si assenta, licenziato. Chi perde un occhio, chiede di poter ricevere le giuste cure e presentare il certificato medico, licenziato.

Alla fine la magistratura ha anche aperto un’inchiesta per fare chiarezza su questa modernissima forma di caporalato. A quanto pare, infatti, c’è dietro qualcuno che recluta gli immigrati. Una nuova forma di ecomafia?

Via | Brindisireport.it, Lecce Prima
Foto | Flickr

In Puglia gli spagnoli sfruttano gli immigrati per costruire parchi fotovoltaici gratis

Legambiente: le Regioni regalano le acque minerali alle multinazionali della bottiglia (di plastica)

acqua in bottiglia, legambiente denuncia le regioni apllicano tasse di concessione troppo basse

Nella giornata mondiale dell’acqua Legambiente con Altrocunsumo diffonde il suo dossier Acque minerali: la privatizzazione in Italia in cui emerge un quadro piuttosto sconfortante del business della minerale in bottiglia.

Innanzitutto l’Italia resta il Paese che di più in Europa consuma acqua in bottiglia e più spesso queste sono bottiglie di plastica: ne consumiamo 192 litri pro-capite e nel 2009 sono state imbottigliati 12,4miliardi di litri e l’80% è andato all’estero. Il doppio che nel resto della Ue. Il business è di 2,3 miliardi di euro, invariato rispetto al 2009 ma con tendenza alla crescita. Le tariffe di concessione pagate dalle aziende imbottigliatrici alle Regioni sono rimaste sostanzialmente le stesse. Infatti, le linee guida nazionali del 2006 prevedevano un adeguamento delle tariffe di concessione per tre fasce come ricorda il dossier:

da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta; almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa.

Ma le amministrazioni regionali sono restie agli aumenti alle società di estrazione e imbottigliamento e spesso non arrivano neanche a coprire le spese di gestione per controlli e smaltimento delle bottiglie di plastica. Il business dell’acqua minerale in bottiglia è pesante anche dal puno di vista dell’impatto ambientale e non solo per lo sfruttamento delle fonti ma per l’utilizzo di 350mila tonnellate di PET, plastica per le bottiglie, ogni anno, ossia 700mila tonnellate di petrolio per 1 milione di tonnellate di CO2. E’ stato calcolato che solo il 78% delle bottiglie di plastica viene poi riciclato mentre il resto finisce negli inceneritori. Vogliamo parlare dell’impatto dei trasporti? Solo il 15% delle bottiglie viaggia su treno il resto viaggia su gomma. Ma alle Regioni evidentemente non interessa aumentare il canone neanche per ripagare i cittadini dell’inquinamento costante che subiscono mentre le aziende fanno affari d’oro. So che in molti stanno pensando che sarebbe più facile smettere di consumare acqua in bottiglia. Se ne siete capaci: tirate fuori delle buone idee su come convincere gli italiani.

La classifica delle Regioni più virtuose (dopo il salto), ossia che hanno adeguato quantomeno le tariffe dei canoni di concessione vede in testa Abruzzo e Lombardia, in coda Veneto e Puglia dove la normativa è addirittura peggiorata.

Ecco la classifica di Legambiente e Altraeconomia:

Tra le regioni bocciate perché prevedono i canoni di concessione solo in base alla superficie della concessione e non sui metri cubi di acqua imbottigliata, ci sono Liguria, Molise, Emilia Romagna, Sardegna, Puglia e la Provincia autonoma di Bolzano. Se in Molise a stabilire il canone è ancora il Regio Decreto del 1927, che fissa un importo di circa 10 euro per ogni ettaro dato in concessione, in Liguria dove la legge regionale del 1977 stabilisce che per ogni ettaro dato in concessione si pagano solo 5 euro. Emilia Romagna e Sardegna, invece, fanno pagare solo in base alla superficie della concessione, rispettivamente circa 19 e 37 euro per ettaro. La Puglia, invece, pur avendo approvato nel 2010 una nuova norma in materia che alza la tariffa di concessione, ha lasciato come criterio di pagamento dell’acqua solo un canone di superficie. Un caso a parte è infine quello della Provincia autonoma di Bolzano che determina il canone in base alle portate annue concesse con l’effetto di far pagare poco anche prelievi potenzialmente molto elevati. Tra le regioni “rimandate” perché prevedono canoni in funzione dei volumi di acqua ma al di sotto di 1 euro per metro cubo imbottigliato, ci sono Piemonte, Basilicata e Campania.
Promosse con riserva per aver previsto il doppio canone sulla superficie della concessione e sui volumi di acqua, superiore o uguale a 1 euro a metro cubo sono il Veneto, la Val d’Aosta, le Marche, la Provincia autonoma di Trento, la Lombardia, l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana. Tra queste il Veneto ha deciso di peggiorare la normativa con uno sconto incomprensibile, mentre la Lombardia ha approvato una nuova legge aumentando i canoni di concessione, anche se parzialmente. Tra regioni promosse perché hanno previsto i maggiori canoni per le concessioni sulle acque minerali, anche quest’anno c’è il Lazio, affiancato dall’Abruzzo che, con una nuova normativa, ha finalmente alzato i canoni, adeguandosi alle linee guida nazionali.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

Legambiente: le Regioni regalano le acque minerali alle multinazionali della bottiglia (di plastica)

Nichi Vendola: "Affossano le rinnovabili per favorire il nucleare"

nichi vendola

Eccola arrivare la polemica politica. Era questione di ore. D’altronde non si poteva non cavalcare il decreto ammazza rinnovabili. Le prime reazioni arrivano da Nichi Vendola governatore della Puglia che ha incentrato la sua politica proprio sull’espansione nella regione di fotovoltaico e eolico.

Vendola è stato decisamente incoronato re delle rinnovabili dopo aver proposto la sua legge fotovoltaico gratis per tutti. Il che lo ha visto al centro di un sacco di polemiche da parte di tanti gruppi ambientalisti e non che lo hanno accusato di favorire piuttosto la speculazione che non lo sviluppo sostenibile della sua terra.

Poche ore fa perciò ha annunciato dalla sua pagina su Fb:

Sono presso la Sala Stampa di Montecitorio per una conferenza stampa di Sinistra Ecologia Libertà dedicata alla recente decisione del governo sulle energie rinnovabili che – per imporre il nucleare – sta distruggendo in pochi giorni l’intero settore del fotovoltaico, mettendo sul lastrico centinaia di imprese e gettando su una strada migliaia di persone.

Nichi Vendola: “Affossano le rinnovabili per favorire il nucleare”

La Forestale blocca legnaioli abusivi in Puglia

La Forestale blocca legnaioli abusivi in Puglia

Nel fine settimana appena trascorso gli uomini del Corpo Forestale pugliese hanno scoperto un giro di legname tagliato abusivamente. A Cassano delle Murge, provincia di Bari, è stato trovato e sequestrato un carico da 50 quintali di legna di Roverella già tagliata, pronta per essere venduta sul mercato nero.

Si trovava in un piazzale lungo una strada provinciale Grumo-Cassano e la persona che lo aveva in gestione non ha saputo dare spiegazioni sulla provenienza del legno. E’ stato ovviamente denunciato. Ad Altamura, invece, sempre la Forestale ha scoperto un altro furto di legna, per un totale di 15 quintali. Per questo furto sono stati denunciati tre legnaioli, anch’essi abusivi.

L’operazione “Silvae”, così è stata chiamata dagli uomini della Forestale, continuerà anche nei prossimi giorni perché il taglio illegale di alberi in Puglia sembra sia cresciuto notevolmente negli ultimi anni.

Via | Corpo Forestale
Foto | Flickr

La Forestale blocca legnaioli abusivi in Puglia

Auto elettriche, la Puglia avvia costruzione di 250 colonnine di ricarica

Il principale problema nella diffusione delle auto elettriche non è tanto il prezzo, dato che costano all’incirca quanto le auto normali, ma la difficoltà nell’ effettuare una ricarica . Per questo la Puglia ha avviato un’iniziativa per uscire da questa impasse, ed ha dato l’ok ad un progetto per rendere disponibili, già nel 2012, 250 colonnine di ricarica in tutta la Regione.

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Auto elettriche, la Puglia avvia costruzione di 250 colonnine di ricarica

Fotovoltaico Puglia: nuovi impianti in Provincia di Lecce

Tre impianti fotovoltaici, da realizzare sul territorio della  Provincia di Lecce , di cui uno nei pressi del Comune di Martano, e due sul territorio nei pressi del Comune di Soleto . Questi tre impianti, aventi complessivamente una potenza cumulata pari a 16,2 MW, saranno realizzati da Solenergy e da Soleto Città del Sole , due società di progetto che sono controllate da HFV, Holding Fotovoltaica , una società che a sua volta è controllata da Novenergia e da F2i che sono due fondi di investimento

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Fotovoltaico Puglia: nuovi impianti in Provincia di Lecce