Posts Tagged ‘qualche-giorno’
Congresso di Durban: rimandata ogni decisione?
Come già successo, la storia si ripete.
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Congresso di Durban: rimandata ogni decisione?
Rinoceronte nero Occidentale estinto
Come detto già qualche giorno fa, di certo questo non è un buon anno per i rinoceronti . Alla fine dello scorso ottobre ci è giunta la notizia che il rinoceronte di Giava si era ufficialmente estinto in Vietnam.
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Rinoceronte nero Occidentale estinto
Efficienza energetica, nel maxi-emendamento non c’è traccia del bonus fiscale
Appena qualche giorno fa avevamo parlato dell’emendamento che avrebbe dovuto prorogare per il prossimo triennio gli sgravi fiscali in materia di interventi di efficientamento energetico per le abitazioni. In quell’occasione abbiamo sottolineato come le misure previste sarebbero state quelle di una rimodulazione degli aiuti fiscali a seconda del tipo di intervento con l’introduzione di tetti massimi di spesa.
Apprendiamo però, proprio in queste ore, ciò che dopo tutte queste premesse non ci saremmo mai aspettati: il maxi-emendamento alla Legge di Stabilità, il colpo di coda del Governo Berlusconi che è stato approvato dal Senato nella giornata di venerdì, non contiene infatti le annunciate misure di proroga del bonus fiscale per gli interventi di efficientamento e le rinnovabili termiche.
A questo punto: o le voci di corridoio erano del tutto infondate, cosa alquanto improbabile dato che per bocca del sottosegretario Saglia c’era la ferma volontà da parte del Governo di proseguire con le defiscalizzazioni, o effettivamente all’ultimo momento si è deciso di cancellare la norma. Il pessimismo è d’obbligo in questi casi, tuttavia rimaniamo in attesa di novità per capirci qualcosa di più.
Via | Il sole24ore.it
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Efficienza energetica, nel maxi-emendamento non c’è traccia del bonus fiscale
Europa: online le mappe dell’inquinamento
Com’è la situazione dell’ inquinamento europeo ? Basta andare sul sito dell’ Environmental European Agency e lo scoprirete. L’ Agenzia Europea dell’ambiente e la Commissione europea hanno stabilito la pubblicazione di 32 mappe online che mostrano dove gli inquinanti atmosferici sono presenti in alte concentrazioni.
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Europa: online le mappe dell’inquinamento
Ballottaggi ed Ecopass a Milano: quando a rimetterci è l’ambiente
Che la politica non sia un mondo dove la coerenza rappresenta il principio fondamentale non lo scopro certo io, ma che in nome di una possibile sconfitta elettorale si possano mettere in discussione certi principi che sino a qualche giorno prima erano dei pilastri fondamentali, è obiettivamente inaccettabile. Sia ben chiaro, la mia non vuole essere una critica verso un preciso colore politico (in fondo ne abbiamo un po’ tutti le tasche piene di queste pseudorappresentanze poco propositive); tuttavia non si può essere d’accordo con il nuovo slogan elettorale lanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Milano Letizia Moratti: in caso di rielezione, il primo cittadino milanese avrebbe infatti promesso di ridimensionare il ticket Ecopass; a pagarlo saranno soltanto i cittadini non residenti.
Le dichiarazioni del sindaco in poche ore hanno già innescato un polverone; di certo non si tratterebbe di una novità assoluta nel panorama italiano, dato che, in nome del potere, è spesso prassi comune riformulare in primis le scelte ambientali. Alle parole del sindaco, come da costume italico, sono poi arrivate da più parti precisazioni che hanno subito gettato acqua sul fuoco. Su tutte quelle di Edoardo Croci, ex assessore alla Mobilità, secondo cui la Moratti sarebbe stata fraintesa.
Lo stesso ha infatti sottolineato come la questione di esentare i residenti sarebbe un provvedimento che avrebbe senso solo in una visione di Ecopass rafforzato su un’area molto allargata. Soprattutto, sottolinea Croci, non bisogna dimenticare che il 12 e 13 giugno ci sarà il referendum cittadino che ha come suo primo punto proprio il rafforzamento dell’Ecopass. A chi credere? Per il momento soltanto confusione: l’unica certezza è che episodi come questo non fanno altro che aggiungere punti di disaffezione verso una politica che, su tematiche importanti e di lungo termine, non è purtroppo mai in grado di avere una linea di pensiero coerente.
Via | Ecodallecitta.it
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Ballottaggi ed Ecopass a Milano: quando a rimetterci è l’ambiente
Stampa e rinnovabili: ma è così difficile fare informazione? 2
Breve appendice alla mini rassegna stampa di qualche giorno fa.
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Stampa e rinnovabili: ma è così difficile fare informazione? 2
Ozono: torna il buco sul Polo Nord, Artico in pericolo per il riscaldamento globale?

In realtà non se ne era mai andato, come ha riportato Marina qualche giorno fa facendo riferimento alla Scandinavia. Ora, però, gli scienziati dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, lanciano l’allarme per tutto il Circolo Polare Artico. Secondo l’Esa, infatti, marzo è stato un mese nero per il buco nell’ozono:
Il satellite dell’ESA Envisat ha misurato in marzo dei livelli minimi record di ozono sul settore euro-atlantico dell’emisfero settentrionale
Gli stessi scienziati spiegano le cause di questo fenomeno:
Il record minimo è stato causato da venti insolitamente forti, noti come vortice polare, che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, impedendole di mischiarsi con l’aria alle medie latitudini e generando, così, temperature molto basse
E le temperature basse, a loro volta, causano il rilascio di atomi di cloro e bromo, prodotti dei clorofluorocarburi (CFC), che distruggono l’ozono nella parte bassa della stratosfera. Ok, questo il problema, ma le cause reali? Ancora non si sa, ma l’Esa ipotizza che le basse temperature che stanno alla base del fenomeno siano dovute al riscaldamento globale:
I ricercatori stanno tentando di capire perché in questi due anni gli inverni artici siano stati così rigidi e se questi eventi, apparentemente casuali, siano invece statisticamente correlati al cambiamento climatico globale
Ozono: torna il buco sul Polo Nord, Artico in pericolo per il riscaldamento globale?
Le nuove centrali nucleari saranno veramente più sicure di quelle di Fukushima?

L’allarme nucleare giapponese è ancora lontano da una soluzione ma, già da qualche giorno, molti commentatori più o meno “esperti” sono stati interpellati per un commento sull’emergenza. Quello che tutti si chiedono, in questo momento, è se gli incidenti di Fukushima possano raggiungere la gravità di quello di Chernobyl che, essendo stato classificato al settimo grado della scala Ines, è il punto di riferimento negativo dell’insicurezza dell’energia nucleare.
Alcuni giorni fa Matthew Bunn, associate professor di Public Policy alla Harvard Kennedy School of Government, aveva categoricamente escluso l’ipotesi adducendo sei motivi per i quali gli incidenti giapponesi non avrebbero raggiunto la gravità di Chernobyl. Oggi arriva una nuova opinione, che afferma proprio il contrario.
E’ quella di Ezio Puppin, ingegnere nucleare, docente di fisica al Politecnico di Milano e presidente del Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze fisiche della materia. Puppin, in una intervista al TgCom, afferma:
non si può escludere. In Urss la situazione era particolare: senza fondi e la gestione veniva effettuata in qualche modo. Qui siamo in Giappone, paese dell’eccellenza tecnologica, eppure siamo davanti a un problema che rischia di avere lo stesso epilogo. Sono successi due eventi terribili concatenati che hanno generato questa situazione di emergenza
Altra domanda molto interessante fatta al professore riguarda la presunta superiorità, in fatto di sicurezza, delle centrali moderne (come quelle che Enel ed Edf vorrebbero costruire in Italia, con il lasciapassare politico del governo Berlusconi), rispetto a quelle Tepco del Giappone. Risposta inquietante:
No. Non esiste di fatto il concetto di nuova generazione di centrale. Le centrali sia assomigliano tutte e la tecnologia è sempre quella da anni. La struttura di Fukushima è di tipo “Bwr” ovvero quel genere di centrali in cui l’acqua viene trasformata in vapore all’interno del reattore. Almeno un quarto degli impianti del mondo sono fatti così
Le nuove centrali nucleari saranno veramente più sicure di quelle di Fukushima?
M’illumino di meno, Caterpillar annuncia illuminazione tricolore a LED
Continua la campagna di Caterpillar , la trasmissione di Radio2 , denominata M’illumino di meno . Per il settimo anno consecutivo, come anticipato qualche giorno fa, verrà indetto il giorno dedicato al risparmio energetico in cui, per un’ora, verranno spente le luci dei luoghi simbolo d’Italia, oltre che in tutte le case delle persone che aderiscono all’iniziativa
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M’illumino di meno, Caterpillar annuncia illuminazione tricolore a LED
Giappone, celle solari con silicio liquido
E’ stato presentato qualche giorno fa in Giappone, dal team del professore Tatsuya Shimoda del JAIST (Japan Advanced Institute of Science and Technology) una cella solare a base di silicio liquido.
Se ho ben capito dalla maccheronica traduzione dal giapponese, si tratterebbe di un polimero a base di silicio, il polisilano, usato come base per celle thin film. I vantaggi sarebbero una migliore resa (ma non viene quantificata); abbassamento dei costi di produzione (non si sa di quanto); chiaro solo che dovrebbe essere applicato in forma di multistrato alternato a boro.
La ricerca è appena agli inizi anche se sembra che ci si attendano soluzioni interessanti tra cui lo sviluppo di quest’inchiostro solare con elevati standard di efficienza e bassi costi. L’idea è poi di estendere quest’applicazione a tutto il settore dei cristalli liquidi per rendere facile sia l’applicazione per oggetti più piccoli sia il miglioramento del trasporto.
