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Eolico: il Kite Gen a Superquark
Piero Angela, e il suo Superquark, periodicamente fanno capolino anche su Ecoblog. Solitamente con poca gloria, come nel caso, ormai antico, dell’ecodilemma dedicato proprio al buon Angela.
O, più recentemente, della lezione-comizio su (contro) l’eolico dello stesso Angela, ospite dalla Dandini. Per non parlare di quando ha benedetto gli Ogm…
Questa volta, però, Angela si è lasciato andare ad una inaspettata (da lui, quanto meno) botta di ottimismo ed è arrivato persino a dare spazio nel suo programma al progetto Kitegen, quello degli aquiloni che producono energia rinnovabile, che chi legge Ecoblog ormai ben conosce.
Angela, ovviamente, parte dal fatto che le energie rinnovabili coprono pochissima parte dell’energia consumata dal mondo ogni anno, mette duecento puntini sulle i ed evita saggiamente di parlare di nucleare. Poi ipotizza, al posto delle classiche pale eoliche da cento e passa metri, l’adozione del piccolo e intelligente Kitegen.
Specifica, altrettanto ovviamente, che siamo ancora in fase sperimentale, e che i soldi promessi per la sperimentazione non sono mai arrivati, e poi, finalmente, descrive il progetto. Bene, come è solito fare.
Curioso, però, che il divulgatore scientifico più famoso e autorevole d’Italia mostri apprezzamento per un progetto che da molti è considerato quasi utopico, seppur talmente interessante da giustificare ogni euro speso per la ricerca e le sperimentazioni, mentre non si lascia impressionare minimamente dai progressi delle altre rinnovabili.
Se Angela ammette che le rinnovabili sono cosa buona e giusta, ma sono anche cosa piccola rispetto alle energie tradizionali, perchè ogni tanto non dedica qualche minuto alle percentuali di crescita vertiginose di eolico e fotovoltaico?
Ma, ancor di più, essendo lui un divulgatore dalle qualità che noi tutti ci sogniamo, per quale motivo non usa dieci minuti della sua storica trasmissione a spiegare agli italiani che una bella fetta dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili rischia di non essere utilizzata a causa della rete elettrica del nostro bel paese, ormai ridotta a brandelli?
Dimenticavo, il video del Kitegen a Superquark: lo trovate qui.
Foto | Kitegen
Proteggere il tonno dall’estinzione con una ricetta: spaghetti al tonno fujuto

A Napoli c’è una famosa ricetta: spaghetti alle vongole fujute. Ossia sono spaghetti conditi da pomodorini freschi fatti saltare in padella con aglio e profumati al prezzemolo anziché al basilico, il che fa esclamare: e le vongole dove sono? Fujute!, cioè scappate via. Il fatto che le vongole non ci siano è per ragioni puramente economiche! Ma vi assicuro che gli spaghetti sono altrettanto squisiti anche in assenza dei bivalve.
Ebbene, gli amici di veganblog, adottano lo stesso principio di fuga per questioni etiche e propongono una ricetta estiva, che ci ricorda il mare e le vacanze ma senza il tonno. Il che gioca doppiamente a nostro favore: con un piccolo gesto evitiamo di mettere nei nostri piatti un po’ di tonno che in questo momento, causa pesca intensiva, rischia l’estinzione. Nel caso, valutaste che proprio, no, non ne riuscite a fare a meno, consultate la lista delle scatolette da evitare stilata da Greenpeace.
Ingredienti per due persone:
2 etti di spaghetti (meglio integrali o se non integrali Senatore Cappelli); mezza bottiglia salsa di pomodoro bio, 80 g granulare di soia; un gambetto di sedano; una carotina; mezza cipolla (se grande, intera se piccola); uno spicchio d’aglio nudo; un pugnettino d’alghe (io ho usato arame, kombu, spirulina); una grattugiata di noce moscata; peperoncino, 1 foglia di alloro; prezzemolo; olio extra vergine d’oliva (bono) sabino; pecorino veg.
Dopo il salto la realizzazione del piatto.
Mettere a bagno il granulare di soia con le alghe. Almeno una mezzora. Poi preparate il sugo. Fare un battuto di sedano, carota, cipolla e aglio (o se preferite lasciatelo intero come faccio io), in compagnia dell’onnipresente foglia di alloro e del peperoncino. In padella (io il sugo lo faccio in una padella d’acciaio, in pentola solo se deve essere abbondante e liquido come per la polenta, le lasagne e la parmigiana) fate un bel giro di olio evo e rosolateci un po’ il battuto. A cipolla imbiondita aggiungete il granulare di soia, e se vi piacciono anche le alghe (indovinate cosa faccio io?). Sfumate con un po’ di liquido di ammollo delle alghe. Aggiungete la salsa di pomodoro e cuocete parzialmente coperto per una decina di minuti, poi scoperchiate e mettete su l’acqua della pasta. Dopo qualche minuto spegnete il sugo e aggiungete una grattatina di noce moscata e prezzemolo. Nel frattempo scolate gli spaghetti e condite! Io che anche da onnivora e vegetariana mettevo il formaggio sui sughi di pesce, altrettanto faccio da vegan con una bella spolverata di pecorino veg! E con il sugo avanzato il giorno dopo ci ho condito i rigatoni!
Via | VeganBlog
Foto | Mariagrazia VeganBlog

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Oggi, mi rilasso col wwoofing!
Chi di noi, addentando un panino insapore nella pausa pranzo o magari in macchina costernato in mezzo al traffico, non ha mai sognato di trovarsi altrove…. Magari in campagna, a guardare i colori del tramonto o a sentire il piacere della terra umida sulle mani, assaggiando leccornie tipiche con un gusto nuovo, tra gente simile a noi che viaggia – ma con pochi soldi – e conosce, assaporando la realtà non dall’esterno ma toccando, parlando.

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