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Bracconaggio, LIPU e NOA incastrano cacciatore di falchi a Scilla
Un bracconiere intento a fucilare falchi pecchiaioli è stato colto in flagrante dai volontari della LIPU che hanno subito allertato gli uomini del NOA , il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato , consentendo di arrestare il cacciatore di frodo prima che facesse altre vittime oltre al falco , un esemplare femmina della specie, già impallinato e stramazzato ai suoi piedi. E’ successo ieri nel territorio del Comune di Scilla (Reggio Calabria) precisamente in zona “Acqua dei porci”, nei pressi del Pilone di Santa Trada.
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Bracconaggio, LIPU e NOA incastrano cacciatore di falchi a Scilla
Fashion in paper 2011, carta modaiola a Milano
La carta è talmente versatile da diventare materia prima per la moda. E’ questa in fondo la sfida lanciata da Fashion in paper 2011 seconda edizione di una manifestazione che attinge a piene mani dalla creatività di giovani stilisti.
I nuovi creatori di moda sostenibile a base di cellulosa, provengono dalle Accademia di Belle Arti di Brera, Frosinone, Urbino, l’Aquila o dall’Università degli Studi Mediterranea Reggio Calabria in esposizione 100 creazioni tra abiti, gioielli e accessori fatti in carta o cartone.
La mostra voluta dalla Provincia di Milano in collaborazione con la Triennale di Milano, Afol Milano, realizzata con Comieco, è curata da Bianca Cappello, è itinerante e fino al 5 giugno è visitabile alla Triennale di Milano.
Tra l’altro dal sito è possibile votare la creazione che si è preferita.
Bandiere Blu 2011: l’elenco delle spiagge premiate
La Fee (Fondazione per l’educazione ambientale) in collaborazione con l’Unep ha assegnato le Bandiere Blu per il 2011. In totale sono 233 (ma nel numero è compreso anche l’elenco degli approdi turistici e non solo le spiagge), un paio in più rispetto all’anno scorso. Per il resto cambia molto poco.
Non cambia l’ormai storica difficoltà del sud Italia ad ottenere questo riconoscimento (Sicilia 6 bandiere, Sardegna 5 e Calabria 5) e non cambia, soprattutto, il valore reale della Bandiera Blu. A fronte dello slogan quasi pubblicitario di “spiagge più belle d’Italia”, al quale si aggiunge spesso quello di “spiagge più pulite d’Italia”, il reale valore ambientale di questo riconoscimento è relativamente basso.
Le Bandiere Blu, infatti, premiano più che altro la compatibilità con l’ambiente delle strutture turistiche presenti nella spiaggia e i servizi al cittadino-bagnante. Attenzione: per ottenere la bandiera la spiaggia deve essere pulita, non deve avere l’ecomostro dietro l’ombrellone e deve rispettare determinati canoni in fatto, ad esempio, di raccolta differenziata dei rifiuti. Quest’anno, poi, grazie alla collaborazione con Enel si è scelto di premiare anche il risparmio energetico degli stabilimenti.
Ma, allo stesso tempo, una spiaggia libera e selvaggia non entrarà mai nell’elenco di quelle premiate con la bandiera. Per quelle spiagge ci sono altri riconoscimenti…
Anche per questo motivo l’assegnazione delle Bandiere Blu ha dato l’occasione d’oro a Legambiente per scrivere ai circa 120 comuni che hanno ottenuto il riconoscimento per chiedere loro di opporsi alla concessione degli arenili per 90 anni, come prevede il recente “Dl Sviluppo”, opportunamente ribattezzato “Dl ammazza spiagge“. Una legge che, secondo Legambiente
salvaguarda solo l’interesse dei gestori degli stabilimenti e degli speculatori edilizi senza portare alcun beneficio a residenti e vacanzieri, che con l’attuazione di questa legge troveranno presto di fronte ad accessi al mare negati se non a pagamento e a spiagge blindate e più care
In ogni caso, per chi volesse andare in vacanza con la garanzia di una spiaggia attrezzata e pulita, ecco l’elenco delle spiagge premiate:
PIEMONTE (2) Cannero Riviera (Verbania); Cannobio Lido (Verbania) LOMBARDIA (1) Gardone Riviera (Brescia) FRIULI VENEZIA GIULIA (2) Grado (Udine); Lignano Sabbiadoro (Gorizia) VENETO (6) San Michele al Tagliamento – Bibione, Caorle, Eraclea mare, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia – Lido di Venezia LIGURIA (17) Camporosso, Bordighera (Imperia); Loano, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazza (Savona); Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova); Lerici, Ameglia – Fiumaretta (Lerici) EMILIA ROMAGNA (9) Comacchio-Lidi Comacchiesi (Ferrara); Lidi Ravennati, Cervia-Milano Marittima; Pinarella (Ravenna); Cesenatico, San Mauro Pascoli-San Mauro mare (Forlì-Cesena); Bellaria Igea Marina, Rimini, Cattolica, Misano Adriatico (Rimini) TOSCANA (16) Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio (Lucca); Pisa-marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone; Livorno-Antignano e Quercianella, Castiglioncello e Vada di Rosignano Marittimo, Cecina, marina di Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Riotorto-Piombino: parco naturale della Sterpaia (Livorno); Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina e Principina di Grosseto, Monte Argentario (Grosseto) MARCHE (16) Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo-Marotta (Pesaro-Urbino); Senigallia, Ancona Portonovo, Sirolo, Numana (Ancona); Porto Recanati, Potenza Picena – Porto, Civitanova Marche (Macerata); Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) LAZIO (4) Anzio (Roma); Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga ABRUZZO (14) Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina (Teramo); Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Vasto, San Salvo (Chieti); Scanno (L’Aquila) MOLISE (1) Termoli (Campobasso) CAMPANIA (12) Massa Lubrense (Napoli); Positano, Agropoli, Castellabate, Montecorice-Agnone e Capitello, Pollica-Acciaroli Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro, Vibonati-Villammare, Sapri (Salerno) BASILICATA (1) Maratea (Potenza) PUGLIA (8) Rodi Garganico (Foggia); Polignano a Mare (Bari); Fasano, Ostuni (Brindisi); Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto); Otranto, Melendugno, Salve (Lecce) CALABRIA (5) Cariati, Amendolara (Cosenza); Cirò Marina (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) SICILIA (6) Lipari (Messina); Fiumefreddo di Sicilia-Marina di Cottone (Catania), Ispica, Pozzallo, Ragusa-Marina di Ragusa (Ragusa); Menfi (Agrigento) SARDEGNA (5) Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca, La Maddalena-Punta Tegge Spalmatore (Olbia-Tempio)
Via | Bandiera Blu
Treno Verde 2011

Il Treno Verde 2011 è alla sua 22° edizione e nasce dalla collaborazione tra Legambiente e Ferrovie dello Stato . Grazie al Treno incontri con le scuole, i cittadini, le amministrazioni per comprendere meglio i temi legati all’ambiente e all’inquinamento. In ogni tappa del Treno Verde, oltre a monitorare l’inquinamento acustico e atmosferico, verrà chiesto ai sindaci di siglare un patto per l’ambiente.
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Le tappe:
- Siracusa: 12, 14, 15 marzo
- Reggio Calabria: 17,18, 19 marzo
- Bari: 22, 23 24 marzo
- Salerno: 26, 28, 29 marzo
- Pisa: 1, 2, 4 aprile
- Genova (P. Principe): 6, 7, 8 aprile
- Brescia: 11, 12, 13 aprile
- Vicenza: 15, 16, 18 aprile
- Rimini: 20, 21 aprile
Via | Legambiente
Wikileaks: Agli Usa non interessa il Ponte sullo Stretto di Messina ma le antenne militari a Niscemi (parte prima)

Wikileaks si sta rivelando, con la diffusione dei cablogrammi riservati, una fonte di conoscenza di vizi privati e pubbliche virtù, politiche e economiche. Questa volta viene diffusa la corrispondenza di Patrick Truhn ex console generale degli Usa di stanza a Napoli che scrive a proposito della faraonica idea di costruire un Ponte sullo Stretto di Messina e del progetto Muos della Us Navy a Niscemi. partiamo dal Cablogramma nr.11:
Berlusconi ha annunciato la sua intenzione di riprendere il progetto, di cui si è a lungo parlato, di un ponte sullo Stretto di Messina come opera pubblica maggiore, al fine di creare lavoro e migliorare le infrastrutture in Sicilia. Sebbene vi siano sondaggi che indicano ampio sostegno al progetto, sia in Calabria sia in Sicilia, la preoccupazione è che tra appalti e sub-appalti si finirà per arricchire le mafie su entrambi i lati dello Stretto.
Dunque, non sono affatto contemplati per il Console i danni ambientali che ne deriverebbero e neanche sono prese in considerazione le voci del dissenso popolare espresse attraverso i comitati No Ponte.

Altra storia ambientale: nel Cablogramma nr.7 si riferisce a proposito del Muos (Mobile User Objective System) ossia le antenne militari che dovranno essere installate a Niscemi (oggetto delle proteste del comitato No Muos Niscemi a causa del devastante impatto ambientale delle onde elettromagnetiche) :
Un gruppo di sindaci della zona, hanno utilizzato con successo i media locali per diffondere congetture – non supportate anche dagli scienziati portati dai sindaci in qualità di esperti – che l’installazione comporta gravi rischi ambientali per la salute della popolazione locale.
Annota, poi, che il fatto che le antenne siano sicure è dato da uno studio della setta Us Navy che assicura che le emissioni di onde elettromagnetiche sono al di sotto dei parametri indicati nelle leggi italiane e europee.
Diversamente, la preoccupazione per il Ponte sullo Stretto di Messina e le infiltrazioni mafiose è consistente e supportata anche dalle impressioni espresse dai Prefetti di Reggio Calabria e Messina che temono, che a causa del Ponte, vi possa essere il travaso di criminalità mafiosa da una parte e dall’altra. I magistrati fanno presente che loro possono attuare tutta la sorveglianza necessaria affinché gli appalti siano blindati. Ma il Console nota che:
Considerati i ritardi interminabili che hanno afflitto la costruzione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ancora incompiuta dopo diversi decenni, il ponte sullo Stretto che non sarà di certo costruito a breve servirà a ben poco senza massicci investimenti in infrastrutture stradali e ferroviarie sia in Sicilia sia in Calabria, regioni entrambe declassate.
Wikileaks: Agli Usa non interessa il Ponte sullo Stretto di Messina ma le antenne militari a Niscemi (parte prima)

Wikileaks si sta rivelando, con la diffusione dei cablogrammi riservati, una fonte di conoscenza di vizi privati e pubbliche virtù, politiche e economiche. Questa volta viene diffusa la corrispondenza di Patrick Truhn ex console generale degli Usa di stanza a Napoli che scrive a proposito della faraonica idea di costruire un Ponte sullo Stretto di Messina e del progetto Muos della Us Navy a Niscemi. partiamo dal Cablogramma nr.11:
Berlusconi ha annunciato la sua intenzione di riprendere il progetto, di cui si è a lungo parlato, di un ponte sullo Stretto di Messina come opera pubblica maggiore, al fine di creare lavoro e migliorare le infrastrutture in Sicilia. Sebbene vi siano sondaggi che indicano ampio sostegno al progetto, sia in Calabria sia in Sicilia, la preoccupazione è che tra appalti e sub-appalti si finirà per arricchire le mafie su entrambi i lati dello Stretto.
Dunque, non sono affatto contemplati per il Console i danni ambientali che ne deriverebbero e neanche sono prese in considerazione le voci del dissenso popolare espresse attraverso i comitati No Ponte.

Altra storia ambientale: nel Cablogramma nr.7 si riferisce a proposito del Muos (Mobile User Objective System) ossia le antenne militari che dovranno essere installate a Niscemi (oggetto delle proteste del comitato No Muos Niscemi a causa del devastante impatto ambientale delle onde elettromagnetiche) :
Un gruppo di sindaci della zona, hanno utilizzato con successo i media locali per diffondere congetture – non supportate anche dagli scienziati portati dai sindaci in qualità di esperti – che l’installazione comporta gravi rischi ambientali per la salute della popolazione locale.
Annota, poi, che il fatto che le antenne siano sicure è dato da uno studio della setta Us Navy che assicura che le emissioni di onde elettromagnetiche sono al di sotto dei parametri indicati nelle leggi italiane e europee.
Diversamente, la preoccupazione per il Ponte sullo Stretto di Messina e le infiltrazioni mafiose è consistente e supportata anche dalle impressioni espresse dai Prefetti di Reggio Calabria e Messina che temono, che a causa del Ponte, vi possa essere il travaso di criminalità mafiosa da una parte e dall’altra. I magistrati fanno presente che loro possono attuare tutta la sorveglianza necessaria affinché gli appalti siano blindati. Ma il Console nota che:
Considerati i ritardi interminabili che hanno afflitto la costruzione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ancora incompiuta dopo diversi decenni, il ponte sullo Stretto che non sarà di certo costruito a breve servirà a ben poco senza massicci investimenti in infrastrutture stradali e ferroviarie sia in Sicilia sia in Calabria, regioni entrambe declassate.
Per la festa dell’albero piantati migliaia di arbusti in tutta Italia
La festa dell’albero è una cerimonia atavica per secoli celebrata, con ritmi differenti, dalle popolazioni di tutta Europa allo scopo di rendere omaggio alle forze della natura e al “ciclo dell’eterno ritorno” che garantisce la vita. Ai giorni nostri, invece, questa ricorrenza acquista un nuovo valore legato alle problematiche del dissesto idrogeologico e del global warming tanto da risultare al centro di un disegno di legge “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” proposto dal Ministero dell’Ambiente e approvato dal Consiglio dei Ministri nella primavera scorsa consegnando agli alberi la festa loro dedicata e prevista per il 21 novembre di ogni anno. Il Dicastero dell’Ambiente, quindi, in collaborazionbe con gli enti locali e il Corpo Forestale dello Stato ha provveduto a dotare i comuni che ne hanno fatto richiesta di un numero di alberi proporzionale ai nati nell’anno in corso. Per tutto lo Stivale, ieri, è stato un fiorire – letterale e nonostante il tempo inclemente- di piantumazione di arbusti e fiori per ribadire la bellezza dell’ambiente e la sua importanza – anche dal punto di vista associativo – all’interno del tessuto urbano.
Al di là delle iniziative istituzionali,inoltre, è dasegnalare anche l’attività di “guerrilla gardening”, promossa da privati cittadini che, sotto l’egida di Legambiente -da 16 anni promotrice di iniziative similari – armati di semi, arbusti, e guanti da giardinaggio hanno piantato , nella notte, migliaia di specie arboree nelle aree urbane maggiormente sottoposte al degrado.
Più in dettaglio, a Reggio Calabria un gruppo di giovani legambientini unitamente all’Unione degli Studenti e al gruppo “I Piantagrano” hanno realizzato nuovi spazi verdi sul lungomare, nella zona delle Mura Greche. Analoghe iniziative si sono svolte anche ad Avellino, nei pressi di alcune discariche a cielo aperto, a Roma, Torino, Potenza, Modena – dove sono sorte le piantine della protesta a Marzaglia lungo il tracciato della futura autostrada Campogliano – Sassuolo…
Via | Legambiente, l’eco dalle città
Foto | Flickr
Per la festa dell’albero piantati migliaia di arbusti in tutta Italia
Il Consiglio provinciale di Reggio Calabria contro la centrale a carbone di Saline Joniche
Il Consiglio Provinciale di Reggio Calabria ha approvato all’unanimità una mozione in cui ribadisce il proprio “No” alla centrale a carbone che dovrebbe sorgere presso le Saline di Montebello Jonico che – dopo l’approvazione ad opera del Ministero dell’Ambiente al termine di un iter piuttosto “accidentato” per il rilascio della VIA (Valutazione d’impatto ambientale) – pare non avere (quasi) più ostacoli alla sua realizzazione… Ora la “palla” passa al Consiglio regionale che dovrebbe pronunciarsi, in proposito, a breve.
Il nuovo impianto, dovrebbe essere realizzato dalla SEI – la società di progetto nata per lo sviluppo di attività legate alla ricerca e alla produzione energetica nel territorio di Saline Joniche – al posto di uno precedente, mai entrato in funzione e risalente agli anni ‘70, e dovrebbe essere completamente operativo nel giro di 5 o 6 anni portando con sé possibilità occupazionali…. Anche nel settore della pesca e del turismo, sostengono i responsabili del progetto – che non si capisce bene, però, come riescano a coniugare questi settori a quello energetico in via tanto semplisitica…-
Tutto bene, dunque? No, perché la protesta in merito sul territorio è capillare e trasversale nonostante gli innumerevoli tentativi di rassicurazione forniti, fra gli altri, da Fabio Bocchiola, amministratore delegato della SEI. Si temono, infatti, con l’apertura della nuova centrale a carbone non immotivate ricadute sull’agricoltura e sulla salubrità dell’aria a fronte di “espedienti tecnologici” -comeil sistema “Carbon Capture and Storage (CCS)” – ancora in fase sperimentale. Eppure, assicurano i responsabili del progetto SEI in alcune interviste rilasciate all’AdnKronos, le carboniere che dovrebbero immettere Co2 nell’atmosfera sono state immaginate al coperto in un ambiente depressurizzato consentendo al carbone di essere trasportato su appositi nastri in un contesto controllato e altamente affidabile, contemporaneamente a un abbattimento delle ceneri pari al 99,9% – smaltite in apposite discariche lontane dal luogo di produzione -, il restante o,1% rilasciato nell’atmosfera dovrebbe poi seguire i venti procedendo verso il mare salvando le colture…
Ma da più parti si lamenta una valutazione d’impatto ambientale effettuata senza la necessaria cura, basandola, almeno in parte, su dati obsoleti e, soprattutto, senza che sia stata fornita un’adeguata valutazione strategica di più ampio respiro sui riflessi che un impianto di tal genere potrebbe avere…
Via | ntàcalabria, strilli, energia 24
Foto | Flickr
Il Consiglio provinciale di Reggio Calabria contro la centrale a carbone di Saline Joniche
Tartarughe “sfrattate” dal cemento in Calabria
Se c’è un paese che in Italia può essere considerato la patria delle tartarughe , questo è Galati , in provincia di Reggio Calabria , dove nidifica il 70% delle tartarughe italiane .

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Tartarughe “sfrattate” dal cemento in Calabria
Manuela Iatì di Avvelenati risponde (arrabbiata) ai lettori di Ecoblog
Ho ricevuto il commento di Manuela Iatì a proposito del post Strage di Ustica: il sospetto su un traffico di scorie nucleari. E’ arrabbiata con i lettori di Ecoblog per la superficialità di alcuni commenti e rileva alla sottoscritta di aver troppo sinteticamente riportato le sue ipotesi. Ha ragione l’autrice, ma non era mia intenzione dare approfondite spiegazioni. Diversamente, il mio obiettivo era di annunciare la pubblicazione di un libro contenente delle ipotesi interessanti. Comunque, la Signora Iatì è la benvenuta in questo blog e se lascia un recapito posso chiederle l’intervista, piuttosto che riportare quella di Ansa.
Vi ho trovato casualmente e, sentendomi carinamente definire “sciacalla”, non posso non intervenire per fare alcune precisazioni…
Sono l’autrice del libro Avvelenati, a cui fa riferimento la nota che avete commentato.
Non siamo certo io e il mio co-autore a formulare l’ipotesi che viene qui riportata (peraltro molto, anzi troppo sinteticamente per non ingenerare confusione…) e secondo la quale dietro la strage di Ustica potrebbe esserci il Mossad. E’ un’ipotesi scritta nero su bianco dalla procura e dagli investigatori di Reggio Calabria, che nel 1995 indagavano su un traffico di rifiuti nucleari e si sono imbattuti in tutta una serie di vicende misteriose, tra cui anche Ustica. Il nostro lavoro è basato su FATTI, cioè su documenti precisi e non su elucubrazioni mentali, opinioni di chicchessia, deduzioni o appiattimenti su questa o quella posizione.. Ciò che riferiamo è il racconto preciso e puntuale di alcune persone, alcuni teste ascoltati dai magistrati. “Corbellerie”? Non lo sappiamo e non sta a noi, in questa sede, saperlo. Se, cioè, quanto da loro riferito sia vero o meno non sta a noi dirlo, e infatti non lo diciamo. Ci limitiamo, appunto, a informare su quanto abbia “animato” (in tema di traffici di rifiuti tossici e nucleari) circa 20 anni di inchieste e ricerche purtroppo infruttuose della verità. La testimonianza di queste persone, d’altronde, per noi era “funzionale” non a fornire verità sulla strage (che nel nostro racconto è marginale), ma, al contrario, proprio a dimostrare ulteriormente quanto ingarbugliate, misteriose e talvolta nauseanti siano le vicende di cui ci siamo occupati. Ma per capirlo bisognerebbe leggere il libro, e non oso chiedervi tanto.
Vergogna lo direi, dunque, a chi si diverte a commentare qualcosa che non conosce affatto, se non per grandi linee. Vi inviterei a informarvi e approfondire quanto sarà poi bersaglio dei vostri giudizi. Le critiche sono sempre ben accette, ve lo assicuro, ma solo se fondate su una conoscenza di ciò che si va a criticare…
Comunque, qualora abbiate voglia di capire un po’ di più quanto vado dicendo (pur senza essere costretti a prendere Avvelenati), vi allego il link dell’intervista dell’Ansa in cui diamo conto di questa ipotesi. Ipotesi, ripeto, che non siamo noi “sciacalli” a inventarci..: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/06/26/visualizza_new.html_1846644202.html.
Grazie.Manuela Iatì
Manuela Iatì di Avvelenati risponde (arrabbiata) ai lettori di Ecoblog



