Posts Tagged ‘research’
Emissioni CO2 in calo nel 2009, male Cina, India e Brasile
La CO2 , uno dei gas serra imputati del riscaldamento globale ed il cui aumento sarebbe in parte legato all’ inquinamento provocato dall’uomo, è in calo .

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Emissioni CO2 in calo nel 2009, male Cina, India e Brasile
Desertificazione, il programma dell’UNEP per fermare l’avanzata dei deserti
Di un allarme desertificazione su scala globale avevamo parlato già tempo fa, con la pubblicazione dei risultati di uno studio spagnolo che metteva in guardia da un rischio riguardante addirittura il 38% del mondo.

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Marea nera, nuovi problemi a causa dell’arsenico
La fuoriuscita di petrolio della Bp può aumentare i livelli tossici di arsenico nel mare, creando un’ulteriore minaccia a lungo termine per l’ecosistema marino, secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Water Research . L’arsenico è un elemento chimico velenoso che si trova nei minerali ed è presente nel petrolio .

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Marea nera, nuovi problemi a causa dell’arsenico
Cicche di sigaretta, ora possono essere riciclate
Ormai si ricicla quasi tutto, anche i materiali più duri e difficili da lavorare. C’era però, almeno fino ad oggi, qualcosa che non veniva mai riciclato, ma che era presente in ogni angolo del mondo, ed in quantità enormi: le cicche di sigaretta .

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Cicche di sigaretta, ora possono essere riciclate
Le alghe potrebbero ripulire le acque reflue a basso costo
Le alghe , già venute alla ribalta per la produzione di biocarburanti , potrebbero essere utilizzate ora per rimuovere azoto e fosforo nel deflusso dei reflui zootecnici, secondo una ricerca effettuata all’Agricultural Research Service (ARS). Ciò potrebbe dare ai gestori dei parchi una nuova opzione eco-friendly per ridurre il livello degli inquinanti che contaminano i terreni agricoli tramite acque reflue nella Baia di Chesapeake . Il microbiologo Walter Mulbry lavora all’ARS di Beltsville (Maryland), vicino al bacino Chesapeake Bay

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Le alghe potrebbero ripulire le acque reflue a basso costo
Il riscaldamento globale porterà temperature troppo alte per la sopravvivenza umana
Gli scenari ragionevolmente peggiori sul riscaldamento globale potrebbero portare a temperature mortali per l’uomo nei secoli a venire, secondo i risultati della ricerca effettuata presso la Purdue University e la University of New South Wales, Australia. I ricercatori per la prima volta hanno calcolato la temperatura di bulbo bagnato massima tollerabile, ed hanno scoperto che essa potrebbe essere superata per la prima volta nella storia umana negli scenari climatici futuri, se le emissioni di gas ad effetto serra continueranno al loro ritmo attuale.

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Il riscaldamento globale porterà temperature troppo alte per la sopravvivenza umana
Il riscaldamento globale porterà temperature troppo alte per la sopravvivenza umana
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Cemento dalla pula del riso
I ricercatori delle Università di Dundee e Bath stanno lavorando con i ricercatori indiani per sviluppare un tipo di cemento ecologico che utilizzi la pula del riso. Il progetto UK-India Education & Research Initiative (UKIERI) che si pone come obiettivo di ridurre l’impronta ecologica della produzione di cemento che influisce per il 5% sulle emissioni mondiali di CO2.
Il cemento Portland, costituente principale del calcestruzzo formato da calcare con argilla, produce circa una tonnellata di CO2 per ogni tonnellata di cemento ottenuto. Dunque, secondo i ricercatori diventa interessante iniziare a usare altri materiali per la produzione del calcestruzzo.
La collaborazione con l’India nasce dal fatto che è il secondo produttore di cemento al mondo dopo la Cina. Spiega Kevin Paine, del Dipartimento di architettura e ingegneria civile dell’Università di Bath:
Non esiste un singolo sostituto perfetto per il cemento Portland. Stiamo invece cercando dei possibili materiali derivati da risorse localmente disponibili che siano usabili al posto del cemento. Nel Regno Unito, ad esempio, ci stiamo concentrando sull’uso della cenere del carbone.
Via | Dundee, GreenDiary
Foto | Flickr

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Cemento dalla pula del riso
Inverni più rigidi, la colpa è del sole
Gli inverni sempre più rigidi e le estati sempre più torride, stando a numerose autorevoli ricerche, sarebbero una conseguenza dei cambiamenti climatici in atto, causati dal riscaldamento globale . Tuttavia sono in tanti anche i detrattori dei mutamenti climatici imputabili all’uomo, scienziati che sostengono la teoria opposta: questi cambiamenti anche bruschi di temperature medie nella storia della Terra ci sono sempre stati e rientrebbero nel ciclo naturale del Pianeta e nei suoi meccanismi regolatori e di compensazione.

Fitoplancton eucariotico svolge ruolo decisivo nella fissazione del carbonio negli oceani
Gli scienziati dell’Università di Warwick e del National Oceanography Centre di Southampton hanno aperto la “scatola nera” del fitoplancton eucariotico e hanno scoperto che esso è responsabile della fissazione del 50% del carbonio degli oceani immagazzinato dal fitoplancton . La fissazione del carbonio da parte del fitoplancton negli oceani svolge un ruolo chiave nel ciclo globale del carbonio , ma non è ancora del tutto chiaro

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