Posts Tagged ‘ridurre le emissioni’
Ambiente e CO2, da marzo 600 milioni di euro per ridurre emissioni
600 milioni di euro saranno disponibili dal mese di marzo per piccole e medie imprese, privati ed enti pubblici, che si impegneranno ad abbassare le emissioni di CO2. A riferirlo è una nota del Ministero dell’Ambiente, su quanto prevede il fondo rotativo di Kyoto, illustrato questa mattina a Roma dal ministro Corrado Clini nel convegno “Il patto dei sindaci dopo Durban”
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Ambiente e CO2, da marzo 600 milioni di euro per ridurre emissioni
Ambiente, Cina: ridurre lo smog in bicicletta
Anche la Cina adotta le due ruote per limitare lo smog e l’inquinamento per migliorare la qualità dell’aria e per risparmiare energia. Vediamo le misure prese da Pechino.
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Ambiente, Cina: ridurre lo smog in bicicletta
Le misure anti-inquinamento più efficaci per rallentare il riscaldamento globale

Rallentare il riscaldamento globale concentrando gli sforzi su misure decisive ed incisive a breve termine. A proporlo, in un recente studio pubblicato su Science, è Drew Shindell, scienziato del NASA Goddard Institute for Space Studies (GISS) di New York.
Shindell ha individuato delle azioni su scala globale contro l’inquinamento atmosferico che potenzialmente potrebbero ridurre di 0.5ºC l’innalzamento delle temperature da qui al 2050, incrementare la produttività delle colture di 135 milioni di tonnellate cubiche ogni stagione e prevenire migliaia di morti premature imputabili allo smog ogni anno. A beneficiare della riduzione delle emissioni globali sarebbe il mondo intero, anche se i vantaggi sarebbero più evidenti nel Sud-Est asiatico ed in Medio Oriente, con un miglioramento notevole della salute pubblica e della qualità della vita della popolazione ed incrementi considerevoli nella resa dei raccolti.
L’équipe internazionale coordinata da Shindell ha preso in esame oltre 400 misure anti-inquinamento basate su tecnologie valutate dall’International Institute for Applied Systems Analysis di Laxenburg, in Austria. I ricercatori si sono poi focalizzati su quelle più efficaci. Tutte e quattordici le strategie di mitigazione individuate vanno a ridurre le emissioni di nerofumo e metano, inquinanti che esacerbano il cambiamento climatico e causano al contempo danni, diretti e indiretti, sia alla salute umana che alle coltivazioni.
Il nerofumo provoca malattie respiratorie e cardiovascolari. Le particelle minuscole assorbono le radiazioni solari e trattengono il calore nell’atmosfera, causandone il surriscaldamento. Hanno inoltre effetti negativi su neve e ghiaccio, dal momento che ne riducono la capacità riflettente e accelerano il riscaldamento globale.
Il metano non ha bisogno di presentazioni, già lo conosciamo come uno dei gas serra più potenti. Se a lungo termine bisogna attuare strategie di mitigazione volte a ridurre le emissioni di CO2, è altrettanto importante sviluppare azioni complementari, limitando le emissioni di metano e di nerofumo, con effetti positivi visibili a breve termine.
Le emissioni di nerofumo e metano hanno molte fonti. Per il metano, le strategie più efficaci indicate dagli scienziati includono il recupero delle fughe di metano dalle miniere di carbone, dagli impianti petroliferi e di gas naturale, la riduzione delle perdite lungo le condotte, la riduzione delle emissioni dalle discariche delle città, migliori impianti per il trattamento delle acque reflue, una maggiore aerazione nelle risaie e la riduzione delle emissioni provenienti dal letame nelle aziende agricole e negli allevamenti.
Per limitare le emissioni di nerofumo, bisognerebbe installare appositi filtri sui veicoli diesel, proibire la circolazione ai veicoli più inquinanti, utilizzare metodi di combustione meno inquinanti per cucinare, passare a fornaci più efficienti per la produzione di mattoni, vietare di bruciare gli scarti agricoli e rendere più efficienti i forni a coke.
Via | NASA
Foto | NASA Goddard Space Flight Center su Flickr
Le misure anti-inquinamento più efficaci per rallentare il riscaldamento globale
Congresso di Durban: si va verso il rinvio dei trattati
Siamo ormai a poche ore dalla chiusura del congresso di Durban , ed a meno che questa sera non accada qualcosa di eccezionale, verranno confermate le predizioni fatte su queste pagine sin da prima dell’inizio della conferenza. Siamo molto vicini ad un accordo, ma molto probabilmente questo non si farà e tutto verrà rimandato al Rio +20 di giugno o forse anche oltre.
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Congresso di Durban: si va verso il rinvio dei trattati
Congresso di Durban: l’India si schiera con l’Europa
Forse siamo ad un punto di svolta nei trattati sul clima di Durban . Nella giornata di ieri il rappresentante dell’ India , uno dei due Paesi che di fatto reggono i fili dell’intesa, ha deciso di schierarsi con l’ Europa in favore di un accordo per ridurre le emissioni per mantenere sotto controllo l’incremento delle temperature.
Smog a Milano, tutte le strategie per abbattere le polveri sottili
La situazione stava diventando insostenibile, con il limite annuale dei 35 giorni di sforamento della soglia di inquinamento già superati dopo poco più di un mese, e allora Milano è dovuta correre ai ripari.
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Smog a Milano, tutte le strategie per abbattere le polveri sottili
Congresso di Cancun: si prepara il terreno per la settimana finale
L’ufficio delle Nazioni Unite che si occupa di gestire i negoziati in vista di un nuovo patto internazionale sul clima , nella giornata di ieri (sabato 4 dicembre) ha rilasciato dei documenti di diversi progetti da prendere in esame per la settimana finale della conferenza. Uno era una bozza di un accordo incentrato su una “visione comune a lungo termine per la cooperazione”, focalizzata su una notevole intensificazione degli sforzi per aumentare la resistenza agli shock climatici , in particolare nei Paesi più poveri e vulnerabili, e per ridurre le emissioni di gas serra. Peccato che tale bozza contenga molti aspetti provvisori.

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Congresso di Cancun: si prepara il terreno per la settimana finale
Quanto inquiniamo dormendo?
L’idea che dormire contribuisce ad inquinare sembra un po’ strana, ma è così. Il sonno può sembrare l’attività più ecologica che ci sia perché in quel momento non stiamo consumando, non siamo alla guida, non teniamo le luci accese (almeno la maggior parte di noi), e se siamo bravi ecologisti teniamo spento il termostato e gli elettrodomestici. Insomma come facciamo ad inquinare

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Quanto inquiniamo dormendo?
Cemento ecosostenibile? Dall’inghilterra il calcestruzzo che assorbe CO2

Che i cementifici siano dei grandissimi consumatori di energia lo sanno tutti. Non per nulla sono tra le prime aziende che potranno usufruire, in Sicilia e Sardegna, del “Dl Alcoa” che è stato appena approvato al Senato ed ora passa alla Camera. Proprio l’alta intensità energetica della produzione del cemento comporta che i cementifici siano delle vere e proprie fabbriche di CO2: ne producono moltissima, i dati parlano del 5-8% della produzione nazionale nella maggior parte dei paesi industrializzati.
Da qualche tempo, però, si sta cercando di ridurre le emissioni di anidride carbonica in questi impianti. L’ultima trovata arriva dall’Inghilterra, dove un’azienda di nome Novacem ha presentato un nuovo prodotto più sostenibile. La differenza rispetto al passato sta in alcuni minerali che vengono usati come additivi e che permettono di produrre il cemento a temperature più basse (e quindi consumando meno energia) e di assorbire CO2 durante la fase di indurimento del prodotto.
Quindi si risparmia energia e CO2 durante la produzione e si assorbe ulteriore CO2 quando il cemento viene utilizzato. L’idea non è male, anche se non si sa ancora esattamente quanta CO2 si risparmia e, soprattutto, quanto costa questo cemento. Ma non è l’unica idea che gira sul cemento sostenibile: altre proposte vengono dagli Stati Uniti.
Lo studio texano ChK Group che afferma di poter produrre cemento utilizzando anche gli scarti della lavorazione del riso: si prende la buccia, la si cuoce in particolari fornaci prive d’ossigeno (come quelle dei cementifici) e si ottiene silicio puro, privo di carbonio, che può essere addizionato al cemento. In questo caso si riutilizza uno scarto per produrre un prodotto di larghissimo consumo senza ulteriori emissioni di CO2.
Le idee per fare cemento risparmiando energia e risorse, quindi, non mancano di certo. Il problema, però, non è come si fa il cemento ma come si utilizza: poco importa se il cemento utilizzato per invadere un ambiente incontaminato sia a basso impatto ambientale. Piangere con un occhio solo non è la nostra massima aspirazione…
Via | Architettura Ecosostenibile
Foto | Flickr

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Cemento ecosostenibile? Dall’inghilterra il calcestruzzo che assorbe CO2
Liveblogging: Citroën presenta l’auto elettrica C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi
Sono a Roma per il liveblogging e Jean Philippe Imparato direttore della filiale italiana chiede aiuto ai presenti, tra giornalisti e blogger una sessantina, per conoscere quali siano le necessità dei clienti che sceglieranno un auto elettrica. In pratica stamattina sono presentate C-Zero, veicolo elettrico, Berlingo Venturi veicolo da trasporto sempre elettrico con un autonomia di 100km e REVOLTe, ibrida de luxe destinata al mercato femminile, con cui Citroën spera di bissare il clamoroso successo che fu della 2CV.
Ha preso la parola Peter il responsabile della mobilità sostenibile. Il primo obiettivo è la riduzione delle emissioni e la sicurezza. Il gruppo si definisce un passo avanti nella soluzione di mobilità per il futuro. L’obiettivo è diventare più globali e nei prossimi 10 anni l’85% della crescita automobilistica proverrà dai mercati asiatici e America latina. Una delle ambizioni è lo sviluppo responsabile abbinato a un comportamento etico e morale. Alla base la questione del cambiamento climatico ma la mobilità delle auto sono una delle chiavi per lo sviluppo. Ma sappiamo anche che le auto inquinano e dunque la strategia è mettere sui mercati auto che non inquinano. Ci sono attività di ricerca sia sulla diminuzione delle emissioni sia sui veicoli elettrici. Le auto usano circa il 20% di materiali riciclati, biopolimeri o fibre. L’uso di questi materiali consente di incrementare l’industria del riciclo e di alleggerire il peso dell’auto contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.
C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi
Citroën afferma che l’impegno è rivolto anche alle aziende che seguono un programma di riduzione dei consumi e di non spreco delle risorse. In totale nel mondo nelle aziende Citroën lavorano 180mila persone, dunque viene sottolineato il patto etico sul piano delle condizioni lavorative. Infine, viene sottolineato che molti studi si stanno concentrando sul come sarà la mobilità del futuro, anticipando le richieste del cliente del futuro pensando a prodotti e servizi post-petrolio.
Prende la parola Tibo Demesmet, direzione strategia dei progetti che tratterà l’ibrido e lo stop and start. Citroën entro il 2011 uscirà con un motore a 3 cilindri con emissioni di 90 grammi di CO2. Per fare un passo in più è necessario un veicolo micro ibrido con uno starter-alternatore: il motore viene spento quando c’è una decelerazione e il motore viene attivato quando c’è un accelerazione. L’elettronica sarà integrata nel motore per la riduzione del consumo di combustibile del 10-15%.
Il micro ibrido risulta meno costoso. C’è una soluzione con medio ibrido adottata negli Usa ma 4 volte più cara e il risparmio è il doppio e hanno deciso di concentrarsi sulla soluzione ibrida totale con motore piccolo a benzina, una batteria di 300 volt e alimentazione attraverso il motore elettrico posto sull’asse posteriore. Soluzione preferita perché c’è anche la possibilità di avere trazione integrale. Questo sistema verrà lanciato con la Citroën DS5, motore elettrico di 27 kW e 200 hp e avrà la potenza di una V6 e le emissioni di una 3 cilindri, ma l’autonomia elettrica è di 5 Km. Non funziona come motore elettrico in senso più ampio. In Francia l’80% della popolazione guida per meno di 60 Km e con un autonomia di 5km si può usare ogni giorno. Il principale problema dei veicoli elettrici è la batteria.
Natalia Arnmengol presenta la strategia Citroën che dall’89 ha iniziato a vendere veicoli elettrici. Oggi si può scegliere di non avere una macchina e spiega che lei stessa non ha una macchina. Oggi c’è molta ricerca sulle batterie e importanti sono gli incentivi fiscali. In Italia è un po’ diverso, ma in tutta Europa viene incoraggiato l’acquisto delle auto elettriche. C’è molta ricerca sulle infrastrutture delle ricariche. Il progetto europeo è lavorare assieme alla creazione delle infrastrutture. Oggi la gente non usa davvero la macchina che è parcheggiata il 90% del tempo e il problema dell’autonomia è più nella testa che nella realtà. Oggi siamo arrivati ad un autonomia di batteria a 130 Km e il prezzo dal 2020 andrà a scendere perché saranno più potenti e sarà possibile diminuire i prezzi. La proposta è avere una piccola auto elettrica per gli spostamenti brevi in città e un auto termica ibrida per gli spostamenti più lunghi. Dal 2011 arriveranno 50mila auto elettriche.
La vita della batteria oggi è di 3 anni, ma l’obiettivo è di arrivare a 5 anni e al riciclo. Il tempo di ricarica della batteria è di 6 ore e la ricarica rapida di 30 minuti arriva all’80% della batteria. Oggi si sta studiando come offrire il veicolo elettrico la cui distribuzione e servizi non avverranno come per il veicolo termico e si pensa piuttosto a un leasing. I servizi includeranno flotte e partnership con le compagnie energetiche e sarà anche sviluppato in Italia. Ma le novità saranno presentate al Salone di Ginevra. L’obiettivo è portare i prezzi in competizione tra veicolo termico e veicolo elettrico.
L’ultimo intervento è di Philippe Holland del settore design che ha presentato idee e immagini di quella che potrebbe essere un auto del futuro, ma onestamente è sembrato piuttosto un libro dei sogni e dei disegni.
Risposte alle vostre domande.
Nel pacchetto dell’offerta ci saranno soluzioni italianizzate e dedicate al mercato con l’idea che il cliente non sarà lasciato solo sopratutto riferito alle ricariche. Il cambiamento si deve accompagnare con un pacchetto che predisponga ad accettare senza danni collaterali le nuove soluzioni.
@gbettanini
Il costo complessivo è paragonabile, con tasse, incentivi ecc. e il target con l’offerta della macchina in gamma il target del lancio all’ultimo trimestre 2010 sopratutto se non voglio avere un effetto moda.
@MastroAndrea
Per le batterie ci sono due tipologie e ci sono soluzioni per riciclarle e per crearne di nuove e dipenderà dai veicoli elettrici in commercio. Per ora ne sono poche. Seconda questione com’è prodotta l’energia: in Francia è nucleare e non c’è grande coinvolgimento di emissioni. In Germania ci sono centrali a carboni e ovviamente non sono così performanti come in Francia o Norvegia.
@Antonio Calapai
Glissata la risposta
@Tassinari Mauro
Purtroppo non hanno risposto
@alfag
Hanno genericamente risposto che sono nella preparazione delle procedure di riciclo.

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