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Riqualificare è meglio che ricostruire
E’ il risultato al quale è arrivato uno studio condotto dal Preservation Green Lab . La ricerca è stata condotta, confrontando tra loro le attività di riqualificazione di edifici esistenti con le operazioni di demolizione e costruzione di nuovi edifici
Here is the original post:
Riqualificare è meglio che ricostruire
NegaWatt: diminuire i consumi di energia aumentando i servizi
Thierry Salomon è un ingegnere francese che ha fondato l’associazione Négawatt attraverso cui diffonde il concetto dei Watt negativi ossia l’energia risparmiata attraverso una tecnologia o un comportamento, misurata proprio in negawatt. Il Manifesto recentemente pubblicato sta ottenendo un gran successo editoriale e dimostra che almeno in Francia l’interesse verso la transizione è un argomento che sta particolarmente a cuore.
I tre assi su cui si fonda sono sobrietà, efficcacia e rinnovabili. Il nucleare è decisamente tenuto fuori da questo processo. Lo spiega bene Salomon durante l’intervista rilasciata a Actu-Environnement dove racconta l’origine del movimento:
L’originalità di negaWatt sta nel dare un nome alle cose. Fino a ora non è stata nominato il risparmio energetico. In questo concetto è incluso un costo di riduzione, una sorta di inceppo che non riflette completamente l’immagine positiva che deriva da sobrietà e efficacia energetica. La nostra idea è positivizzare i negaWatt, renderli visibili, quantificarli e metterli a confronto mostrando il non consumo di energia con il consumo di energia. L’ispiratore del movimento è Amory Lovins (noi ne scrivevamo con qualche polemica qui). L’obiettivo è differenziare il servizio energetico dal consumo di energia. In altre parole: si può assolutamente ridurre il consumo di energia senza che diminuisca la qualità del servizio, anzi si potrebbe anche accrescere.
Ma da dove si potrebbe cominciare? Spiega Salomon che una prima istituzione che dovrebbe essere creata proprio per gestire il passaggio è una Alta Autorità della transizione energetica dotata di poteri e mezzi:
Secondo punto: fissare visione e ritmo della transizione attraverso una legge quadro sull’energia, che dia una vera visibilità ai cittadini, alla collettività, agli imprenditori per evitare situazioni di stop an go o crisi. Questa legge dovrebbe essere sintetica, chiara e che definisca gli orientamenti per i prossimi 5-10 anni. Infine è necessario che le comunità locali rimettano le mani sulle loro risorse energetiche, chiave della regolazione dell’energia, della produzione e del consumo.
Sostanzialmente definisce nell’energia di transizione il passaggio alla microgenerazione il che può avvenire evidentemente in maniera agevole per tutte le piccole comunità. Ma questa sembra essere solo una parte della soluzione. Infatti Salomon precisa ancora:
Ci sono tre punti forti. Il primo ruota intorno alla sobrietà e l’efficacia che si traduce, ad esempio, in un grande programma di rinnovamento degli edifici. La sobrietà deve entrare a far parte dei piani di urbanizzazione, nella mobilità, nell’occupazione dello spazio. Secondo punto di forza: il passaggio verso le rinnovabili per tutte le necessità. Terzo punto di forza. la flessibilità delle rinnovabili grazie alla varietà i fonti. Se ognuno di noi usa 80 watt per sostenere il proprio metabolismo, di fatto consumiamo, almeno in Francia, 7000 watt per consumi energetici vari: casa, trasporti, industria. E’ qui che dobbiamo intervenire nel ridurre il consumo almeno del 40% attraverso un servizio energetico più efficiente. L’idea è ritornare a meno di 2000 watt ma ottenuti da energie rinnovabili.
Insiste Salomon sulla riduzione degli sprechi attraverso coibentazioni efficaci, ad esempio. E sostiene che per risparmiare sul riscaldamento, ad esempio, è sufficiente un buon isolamento termico dell’edificio perché abbassare la potenza consente di ottenere margini di manovra sulla rete. A mancare all’appello però la volontà politica di portare cittadini e stati verso il punto di transizione.
NegaWatt: diminuire i consumi di energia aumentando i servizi
Francia, 10milioni di euro per la Green economy

I cattivoni di S&P declassano la Francia? Pas grave, tanto che Nathalie Kosciusko-Morizet ministro per l’Ecologia e Eric Besson ministro per l’Industria hanno annunciato il lancio di un nuovo progetto denominato Ambition Ecotech composto da 87 misure e da 10 milioni di euro per sostenere le eco-industrie e la Green economy. (Capito ministri Clini e Passera?).
Le misure vanno a premiare in euro tutti quei progetti collaborativi tra piccole imprese con l’obiettivo di mettere sul mercato nuovi prodotti da qui a 5 anni. L’idea di base però vuole organizzare una vera filiera verde e il primo passo sarà raggruppare, da qui all’estate, una ventina di imprese che si dedicano alla preservazione e allo sviluppo della biodiversità in seno all’ UPGE, Union professionnelle du Génie écologique. Su cosa si lavorerà? Restauro di corsi d’acqua, tutela degli ecosistemi, ad esempio e saranno coinvolte piccole e medie imprese da 150 a 200 secondo Emilie Babut del ministero dell’Ecologia. Imprese già capaci di rispondere e la sola tutela della biodiversità porta un mercato stimato intorno ai 2 miliardi di euro nel 2012 per lievitare nel 2020 a 3 miliardi di euro.
Altre misure previste: identificazione dei mercati più promettenti anche per l’assistenza internazionale. Si punta alla strutturazione di un’offerta francese per città sostenibili da lanciare sui diversi mercati ma anche al sostegno del mercato interno con l’immissione di incentivi in favore di acquisti sostenibili anche negli appalti pubblici.
Altre misure toccano la filiera dei rifiuti affinché sia valorizzata anche con una più intensa lotta ai siti illegali di riciclo e al traffico associato. L’associazione Pacte Recyclage sarà impegnata nel promuovere l’integrazione delle materie prime da riciclo nell’industria pubblica e privata. Infine altre tre misure andranno a sviluppare la filiera delle costruzioni passive o comunque a basso impatto ambientale per questo primo semestre 2012. E’ prevista in febbraio la presentazione di una Carta di impegno per una metamorfosi della filiera edile che ne promuova riforma e diffusione. E’ previsto anche la creazione per decreto di un etichetta Bâtiment bio-sourcé ossia Costruzione bio che segnala l’uso di materiali di origine animale e vegetale.
Spiega il ministero dell’Ecologia:
L’etichetta risponderà a criteri obiettivi sulla qualità ambientale e sanitaria della costruzione. Simile all’etichetta energetica saranno segnalati con stellette.
Ovviamente è incluso anche il settore delle energie rinnovabili per cui è previsto un fondo di garanzia per l’export di progetti di esplorazione geotermica da qui alla fine del primo semestre 2012 e ancora seguire i progetti pre-industriali di produzione di biocarburanti.
Via | Actu-Environnement
Foto | Flickr
Solar Kindle, la custodia solare per l’e-book
Che il futuro dell’editoria sia rappresentato dall’e-book reader sono in tanti a pensarlo, allo stesso tempo però sono altrettanto numerosi coloro che ritengono che la novità non sia una grande trovata dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Infatti, se il problema della stampa tradizionale è rappresentato dal fatto che si utilizzi la carta prodotta dal taglio di alberi, con l’utilizzo massiccio dell’e-book si avrebbe a che fare con un altro problema ovvero quello di una tecnologia che per funzionare ha bisogno di elettricità la quale, come ben sappiamo, viene generata per lo più dai combustibili fossili.
In considerazione di ciò vorrei quindi parlarvi di un’interessante novità che potrebbe rappresentare una soluzione al consumo di energia non rinnovabile: a proporla è l’azienda taiwanese SolarFocus e si tratta di una custodia solare per e-book reader. La particolarità sta nel fatto che, attraverso questo supporto dotato di un piccolo pannello solare fotovoltaico, è possibile con un’ora di esposizione diretta al sole, ricaricare la batteria garantendo un’autonomia di tre giorni di lettura.
La custodia di SolarFocus è inoltre dotata di una luce a LED che raggiunge gli 800 lux al centro del libro e che garantisce l’illuminazione anche in assenza di luce naturale. In verità la tecnologia nasce per ovviare a situazioni di emergenza quando cioè non è possibile disporre di un collegamento di corrente, in effetti però, considerata la versatilità del prodotto e la durata della batteria, nulla ci vieta di pensare che questa custodia possa tranquillamente essere utilizzata come sistema di ricarica principale. I costi? Niente paura, la cifra non è esorbitante: infatti con poco più di 60 euro Solar Kindle può essere vostro.
Via | Solarmio.com
Detrazioni del 55%: è disponibile la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate
Dicembre 2011 . E’ l’ ultimo aggiornamento della Guida pubblicata dall’ Agenzia delle Entrate Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico sulle detrazioni del 55% .
See the article here:
Detrazioni del 55%: è disponibile la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate
Consigli pratici per l’isolamento termico degli edifici

L’isolamento termico dell’edificio rappresenta un intervento importante in sede di risparmio energetico, e richiede conoscenze tecniche adeguate nello stabilire materiale e spessore adeguati (qui la breve guida pubblicata ieri NdR); ma in vista degli incentivi per gli investimenti nel settore edilizio volti ad una maggiore efficienza energetica degli edifici leggiamo un po’ di cosa si tratta e come si può intervenire.
Il tipo di costruzione o la tipologia dell’isolamento dipendono da vari fattori, tra cui anche le preferenze del committente, ma per ottenere un basso consumo energetico dell’edificio è preferibile adottare precisi modelli di costruzione e precise forme architettoniche. In questo caso la compattezza dell’edificio è la prima caratteristica del risparmio energetico, dove la superficie dispersiva è ridotta ai minimi termini e le sporgenze, le rientranze, gli incastri dovranno essere il più possibile evitati.
Abbiamo visto che l’elemento determinante per le dispersioni di calore della nostra casa è costituito dal coefficiente U, che non dipende solo dal materiale isolante ma dal suo spessore e dal resto della struttura.
La struttura portante di una casa può essere infatti costituita da cemento armato, acciaio o legno, mentre il tetto può essere eseguito in più modi. Mentre nel caso della struttura l’isolamento è posto nelle pareti e nella loro intercapedine, l’isolamento del tetto è applicato sopra, sotto o tra le travi portanti.
Il materiale isolante inoltre possiede caratteristiche di resistenza meccanica, conduttività termica, comportamento all’acqua e all’umidità, al fuoco e stabilità dimensionale, che vanno tenute in considerazione. La questione degli spessori da scegliere viene stabilita dai tecnici del settore: solitamente vi sono delle soglie minime da rispettare secondo le norme edilizie e tecniche, insieme ad una verifica termoigrometrica delle pareti per accertarsi che non ci sia condensa al loro interno. Nella norma vengono consigliati almeno 8 cm di isolante per quanto riguarda almeno le chiusure verticali.
Abbiamo visto una breve lista di materiali che vengono utilizzati per l’isolamento e ora vediamo invece come applicarli agli edifici, preferendo i materiali a risparmio energetico e non dannosi per l’uomo. Ricordiamo comunque che, in ordine di importanza, gli interventi da evidenziare riguardano l’isolamento del sottotetto, quello di serramenti e vetri, pareti perimetrali e pavimenti.
- Sopra le travi portanti vengono utilizzati il polistirolo espanso o estruso, la lana di vetro e quella di roccia. Altri tipi di isolanti che possono essere applicati tra le travi sono la canapa, il sughero, la fibra di legno, il poliuretano.
- Tra le travi portanti. polistirolo espanso (pannelli autobloccanti), lino, lana di vetro e di roccia, canapa, fibra di legno, lana di pecora, cellulosa.
- Per isolare l’ultimo solaio si utilizzano polistirolo espanso, canapa, fibra di legno, sughero, lana di pecora o cellulosa.
- Per isolare le pareti esterne: polistirolo espanso o estruso, canapa, fibra di legno, sughero, lana di vetro e di roccia , minerale espanso.
- Intercapedine: polistirolo espanso o estruso, lino, lana di vetro e di roccia, canapa, fibra di legno, sughero, minerale espanso, vetro cellulare, cellulosa.
- Per l’isolamento acustico si possono utilizzare polistirolo espanso, canapa, fibra di legno
lino, lana di vetro e di roccia, lana di pecora e sughero. - Per l’isolamento perimetrale infine si utilizzano il polistirolo espanso e quello estruso.
- Per le tubazioni lana di vetro, poliuretano.
- Per l’isolamento interno della parete cellulosa, poliuretano accoppiato con alluminio.
- Per il pavimento polistirolo espanso idrofobizzato e polistirolo
estruso
Approfondendo, per quanto riguarda l’isolamento delle pareti si possono applicare due tipologie di interventi:
Sistemi di isolamento a cappotto
- Il sistema a cappotto, che prevede la posa dell’isolante al’esterno delle strutture di tamponamento, è un tipo di intervento che consente di isolare le superfici verticali anche degli edifici esistenti, anzi in questo caso vengono pienamente rivalutati. I vantaggi riguardano soprattutto la continuità dell’isolamento, la correzione dei ponti termici, e un maggior comfort invernale ed estivo grazie all’aumento dell’inerzia termica delle pareti.
Sistemi di isolamento nelle pareti interne
- La posizione dell’isolamento è valutata in sede di dì considerazioni circa la quantità di calore accumulato dalla parete, quando riscaldiamo la casa in inverno, e dai materiali che si trovano all’interno del materiale isolante. Nel caso, ad esempio, in cui il riscaldamento sia centralizzato a funzionamento continuo si opta solitamente per l’isolamento esterno, perché il calore accumulato dalle pareti durante l’esercizio diurno compensa le perdite quando di notte l’impianto è spento. Si isola invece all’interno nel caso del riscaldamento autonomo, dove gli ambienti sono riscaldati saltuariamente e in tempi rapidi si voglia ottenere una temperatura confortevole all’interno del locale.
L‘isolamento in intercapedine
- Solitamente è una soluzione intermedia alle altre due. Questo sistema è ancora oggi il più diffuso. La camera d’aria all’interno della parete svolge le funzioni di smaltimento del vapore acqueo e da protezione per le infiltrazioni dell’acqua piovana.
In ultimo sarebbe sempre opportuno isolare l’involucro edilizio sempre dall’esterno, se possibile. In questo modo si ottengono facilmente i parametri richiesti dalla classe energetica prescelta.
Foto | Flickr
Breve guida ai materiali per l’isolamento termico per la casa

Se dal punto di vista costruttivo l’architettura moderna ha prodotto degli edifici energivori, non è detto che con qualche accorgimento non possiamo migliorare questo aspetto. Le perdite ingenti di calore nei nostri edifici, infatti, rappresentano un ulteriore peso significativo sulle spese che sosteniamo per il nostro comfort e benessere, al quale è difficile rinunciare, visto che la nostra casa è il luogo ove trascorriamo più tempo.
Parliamo di energie rinnovabili, di fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, pannelli solari per la produzione di acqua calda, sistemi di risparmio energetico, ma si trascura allo stesso tempo una tecnologia semplice ed economica che è il punto di partenza per far funzionare al meglio quelle che precedono.
Il suo costo, in fase di costruzione di un nuovo edificio incide davvero poco (5/10%), mentre è più significativo in un secondo momento per migliorare un edificio già esistente: questo costo comunque viene recuperato a pochi anni a seguito della riduzione dei consumi termici.
In ogni caso, i principali motivi per cui dovremmo decidere di dotare il nostro edificio di un isolamento termico ottimale, sono:
- L’isolamento termico è una fonte di energia
- Comfort
Possiamo parlare di energia pulita. Quella prodotta da energie rinnovabili, ma sappiamo bene che l’energia davvero pulita è prima di tutto quella che non consumiamo!
L’isolamento agisce in questo caso riduce il consumo di energia prodotta ad esempio per il riscaldamento e al tempo stesso farà diminuire le emissioni nocive in atmosfera.
Sappiamo che la temperatura dell’aria viene garantita dal riscaldamento ma forse non ci è chiaro che l’isolamento termico influisce in modo diretto sulle temperature delle superfici. Un edificio ben isolato, inoltre, raggiunge un comfort ottimale quando la temperatura dell’aria raggiunge i 20°C, oltre che ridurre quantitativamente le dispersioni di calore verso l’esterno. Gli standard di isolamenti delle case passive sono quelli da prendere ad esempio, integrandoli con dei serramenti con elevate caratteristiche termiche e l’utilizzo passivo dell’energia solare .
E’ importante inoltre scegliere il giusto tipo di isolamento in base alle caratteristiche di:
- Conduttività termica : λ. Quanto minore sarà questo coefficiente, tanto migliore sarà la capacità isolante del materiale scelto).
- Trasmissione del calore: U. Quanto minore è il coefficiente U dell’elemento strutturale, tanto minori sono le sue dispersioni di calore.
Esistono isolanti più o meno ecologici? A partire dalla considerazione che ogni materiale ha il suo campo di applicazione è difficile stabilirlo, se solo pensiamo che il materiale che lo compone fa parte di un processo di dispendio di energia primaria per la sua produzione, fabbricazione, trasporto, montaggio, emissioni e via dicendo. Ma possiamo tenere in considerazione questa breve lista che enumera le principali caratteristiche e i campi di applicazione di alcuni materiali isolanti, tenendo in considerazione materie rinnovabili, energia spesa per la loro produzione e livelli di nocività per l’uomo.
Polistirolo: ha proprietà termoisolanti molto buone ed è resistente, il che lo porta a durare oltre i 30 anni di vita. Viene utilizzato per l’isolamento della cantina, ma anche nell’isolamento acustico nel pavimento. Può essere infine usato per le facciate e anche nell’applicazione di cappotti termici e nei tetti. La sua produzione è inquinante rispetto ai materiali naturali, ma viene riciclato nella su forma pura e quindi può essere riutilizzato. A questa categoria i può aggiungere il polistirolo estruso, che viene utilizzato soprattutto in zone molto umide e ad integrazione di etti verdi, terrazze e pavimenti.
Perlite espansa: si tratta di un isolante in granuli, che viene utilizzato nelle intercapedini o sotto al pavimento, per la produzione di intonaci termoisolanti. L’utilizzo della perlite bitumata causa però inquinamento dell’aria da sostanze nocive.
Lino: viene utilizzato nell’isolamento termico dei tetti, nei pannelli isolanti e per l’isolamento da calpestio. Rientra nella lista delle materie rinnovabili.
Lana di vetro: fa parte della famiglia degli isolanti in fibre minerali e ha moltissimi campi di applicazione ad eccezione per le pareti a diretto contatto con la terra. Rappresenta una risorsa inesauribile essendo di natura minerale. Anche se ultimamente il suo possibile potere cancerogeno ha fatto molto discutere, gli studiosi e gli esperti dicono che se le sue polveri possiedono un sufficiente grado di biodegradabilità non dovrebbero rappresentare un rischio per la salute umana.
Silicato di calcio: viene utilizzato per il risanamento dei muri umidi, per l’eliminazione delle muffe e l’isolamento dell’interno. E’ disponibile in quantità inesauribile e per la sua produzione non vengono usati propellenti o additivi organici. Viene utilizzato dalla bioarchitettura e ha proprietà isolanti molto buone.
Canapa: viene utilizzata per le applicazioni più comuni. Pannelli isolanti per la facciata, nei soffitti con travatura in legno, come materiale di tamponatura per le cavità e nei pannelli fonoisolanti. Resistente allo strappo e all’umidità, rappresenta un elemento ideale per l’agricoltura biologica e può essere riutilizzata.
Pannelli in fibra di legno: applicati nel sottotetto, sotto le travi portanti, in facciata o nelle pareti divisorie, sono impermeabili al vapore acqueo con una buona capacità di accumulo di calore. Il consumo di energia in sede di lavorazione è alto ma si tratta anche qui di una risorsa illimitata ed è un prodotto ecologico, quale buona alternativa alla plastica o alla fibra minerale.
Sughero: Utilizzato nell’isolamento acustico o nei pannelli incollati sul muro, possiede un’elevata capacità si accumulo di calore (dieci volte maggiore rispetto alle fibre minerali). E’ insensibile agli insetti e ai funghi e per la sua produzione l’utilizzo di energia è ridotto. La sua coltivazione è vantaggiosa ecologicamente.
Lana di pecora : sotto forma di feltro isolante, tappetini per l’isolamento tra travi portanti e pareti interne o esterne o come materiale di tamponatura per giunzioni e cavità, è ottimo per le costruzioni in legno, poiché assorbe una grande quantità di umidità. Con buone proprietà isolanti e fonoisolanti, pare assorba un certo grado di sostanze nocive nell’aria.
Cellulosa : prodotta dalla carta di giornale riciclata, viene utilizzata tra i legni di imbottitura per pavimenti, e nei pannelli isolanti tra le travi portanti. Dal punto di vista ecologico è un buon isolante, dall’altra parte è un buon compensatore di umidità e assorbe il suono.
Vetro cellulare: i pannelli in questo materiale vengono utilizzati lungo le pareti esterne, sulle terrazze, sotto i plinti di fondazione o sui tetti piani. Non assorbe alcuna umidità perché è stagno al vapore, anche se in fase di produzione viene consumata molta energia. In compenso non contiene gas nocivi per l’ozono e impedisce la penetrazione del radon.
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Breve guida ai materiali per l’isolamento termico per la casa
Presidenza danese della Ue: la green economy per uscire dalla crisi

Una Europa più responsabile, dinamica, verde e sicura. Queste le priorità fissate dalla Danimarca per i suoi sei medi di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Lo stato membro non usa l’euro ma nonostante ciò dovrà affrontare comunque la crisi economica in atto. Nasce dalla consideraszione dell’attuale momento storico la necessità di avere, secondo il paese della Sirenetta, una Europa più responsabile che punti piuttosto alla crescita da affrontare attraverso le armi della Green economy.
La presidenza danese invoca, per uscire dalla crisi, lo sviluppo dei potenziali non espressi offerti dal mercato unico per una crescita più verde e più sostenibile. L’intenzione è di passare all’offensiva di una crescita senza disperdere ulteriormente energia e risorse naturali. Questo è considerato il primo dei dieci obiettivi fissati dal Bureau européen de l’environnement (BEE) per il semestre danese.
Raggiungerlo sarà complesso ma fattibile secondo i danesi a patto che vi sia uno sforzo comune a tutti gli Stati e che consiste nell’adozione di misure che migliorino il rendimento energetico e di un uso più razionale delle risorse naturali. La BBE, dal canto suo insiste su due obiettivi necessari alla crescita verde: la messa in atto di una riforma fiscale ambientale e la soppressione di sussidi dannosi per l’ambiente.
La politica ambientale proposta dalla presidenza danese, dunque, si basa sul 7mo Programma di azione comunitaria per l’ambiente e sulla politica energetica da qui al 2050. Rispetto a quest’ultimo punto gli obiettivi sono stati fissati proprio alla fine di dicembre scorso a tocca alla presidenza danese avviarli:
migliorare l’efficienza energetica e fare un più largo uso di energie rinnovabili.
In materia di efficienza energetica la BEE spera che il governo semestrale danese possa ottenere dal Consiglio una posizione comune per giungere a quel 20% di efficacia energetica del pacchetto 20-20-20.
In agenda per la Danimarca anche la questione OGM su cui insiste la BEE è necessario vi sia:
Una valutazione rigorosa, completa, coerente e vincolante per gli OGM prima che sia rilasciata qualunque autorizzazione.
Infine, sul tavolo di lavoro anche la questione biocarburanti. BEE e Presidenza danese concordano sulla necessità di un calcolo del Casi, cambio di destinazione dei suoli e dunque toccherà ai ministri dell’Ambiente dei rispettivi Stati membri durante il Consiglio di giugno dibattere in merito per trovare un accordo soprattutto in virtù della Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici Rio20+ e per la ridefinizione dei mercati e contenimento delle emissioni di C02.
Via | Actu-Environnement
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Presidenza danese della Ue: la green economy per uscire dalla crisi
Gestione e risparmio energetico in azienda, pubblicata la ISO 50001

Come ridurre i consumi energetici e avviare buone pratiche per la gestione dell’energia nelle aziende? Una soluzione è offerta dal sistema qualità della ISO 50001:2011 recentemente rilasciata e che aiuta a mettere in atto standard e criteri per il risparmio energetico.
Scrive PMIservizi:
Dal settore pubblico al privato, recentemente e sempre con più forza si sta affermando il concetto di impresa sostenibile; con le politiche di green economy e lo sviluppo di una visione più controllata dei consumi si andrà verso l’allineamento dei differenti settori di ricerca e, la ISO 50001 rilasciata dall’International Organization for Standardization mira proprio a questo: provocare un sistema a catena di concorrenza, il sistema di misurazione e documentazione, qualificherà le future strategie di gestione dell’energia seguendo i principi dell’efficienza aziendale e della funzionalità energetica con lo scopo ultimo di ridurre drasticamente le emissioni.
Qui le FAQ in italiano.
Via | PMIServizi
Foto | Flickr
Gestione e risparmio energetico in azienda, pubblicata la ISO 50001
Vuoi vendere casa? Devi comunicare l’indice di prestazione energetica
Negli annunci di vendita di immobili o di unità immobiliari , è obbligatorio inserire l’ indice di prestazione energetica degli stessi. Tale obbligo è scattato dal 1 gennaio 2012 . Da ieri, quindi.
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