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Danubio e siccità, crisi idrica e idroelettrica in mezza Europa

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Mezza Europa sta vivendo uno stato di emergenza ambientale dovuto alla siccità e all’abbassamento delle acque del Danubio. Leggo la notizia su EastJaoiurnal.

A soffrirne Bulgaria, Romania, Serbia e Ungheria. Ma a esprimere grave preoccupazione anche la Germania che a causa del rallentamento del trasporto merci fluviale sta pagando care le conseguenze. Sotto stress anche i rifornimenti di energia poiché le dighe presenti sul fiume sono a secco. In Bosnia, per salvaguardare la produzione idroelettrica si è deciso di limitare l’accesso all’acqua potabile.

In ginocchio anche i trasporti: in ‘Europa orientale il Danubio rappresenta una vera e propria autostrada fluviale che tocca dieci Paesi europei e che giunge fin nel Delta del Mar Nero tra Ucraina e Romania. L’immensa portata d’acqua del Danubio poi rifornisce moltissime città e villaggi e serve all’agricoltura locale.

Foto | Flickr

Danubio e siccità, crisi idrica e idroelettrica in mezza Europa

I costi dell’inquinamento industriale in Europa

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inquinamento europa

Inquinamento industriale, quanto ci costi? I dati diffusi dalla European Environmental Agency parlano di una spesa compresa tra i 102 ed 169 miliardi di euro nel 2009. È questo il prezzo pagato dai cittadini europei a causa dell’inquinamento atmosferico, provocato dai 10 mila impianti industriali più inquinanti del Vecchio Continente.

Si tratta di costi sanitari ed ambientali. Pensate che la metà di questo conto dovremmo presentarlo ad appena 191 industrie, che da sole provocano danni compresi tra i 51 e gli 81 miliardi di euro. Si tratta di grandi centrali elettriche, raffinerie, industrie che utilizzano processi di combustione, impianti per lo smaltimento dei rifiuti ed alcune attività agricole.

Le emissioni delle centrali elettriche sono quelle che incidono maggiormente, con danni per 66-112 miliardi di euro. Bisogna considerare, però, che l’analisi della EEA ha escluso le emissioni provenienti dai trasporti, da molte attività agricole e dai consumi domestici, altrimenti il conto sarebbe stato ancora più alto.

Pro capite l’inquinamento industriale nel 2009 ci è costato qualcosa come 200-330 euro. I Paesi con più impatto sono, in ordine, Germania, Polonia, Regno Unito, Francia e Italia, che contano molte industrie di grandi dimensioni. Se invece si introduce la variabile della produttività delle economie nazionali, le emissioni maggiori, in rapporto al numero di attività produttive, provengono da Paesi come la Bulgaria, la Romania, l’Estonia, la Polonia e la Repubblica Ceca.

I danni più ingenti li causa l’anidride carbonica (CO2): 63 miliardi di euro nel 2009. Seguono altri inquinanti atmosferici, che contribuiscono alle piogge acide e causano problemi respiratori, come l’anidride solforosa (SO2), l’ammoniaca (NH3), il particolato (PM10) e gli ossidi di azoto (NOx), che hanno causato danni tra i 38 ed i 105 miliardi di euro nel 2009.

costi inquinamento europa

Via | European Environmental Agency
Foto | EEA

I costi dell’inquinamento industriale in Europa

Ungheria, sul cibo spazzatura la hamburger tax

ungheria, in arrivo la hamburger tax

Fa discutere la manovra che il governo ungherese si appresta a approvare: una tassa sul cibo spazzatura. Dagli hamburger, al caffè, ai formaggi alla coca cola, patatine fritte e bevande energetiche, tutto potrebbe costare un bel po’ in più.

La tassa, battezzata hamburger tax, potrebbe essere applicata già nei prossimi mesi e serve a compensare le spese che sostiene ogni anno il servizio sanitario nazionale a causa delle malattie causate da una cattiva alimentazione: diabete, obesità, infarti. Per gli ambientalisti, inoltre questo genere di alimentazione è malsano e affatto sostenibile poiché le carni provengono da allevamenti intensivi; ci sono molti prodotti surgelati, non ci sono cibi a Km 0; per produrli si spreca troppa acqua.

Secondo Gábor Csiba, presidente dell’alleanza strategica degli ospedali magiari:

Le persone dallo stile di vita insano dovrebbero contribuire in misura maggiore al sistema sanitario.Vi sono alimenti “unhealthy”, chi li consuma deve pagare di più.

In passato vari Stati hanno cercato di introdurre una tassa sul cibo spazzatura ma con scarso successo. La Romania ha introdotto la tassa ma non l’ha mai messa in pratica; in Francia e Germania ci hanno provato ma sono stati travolti dalle proteste delle lobby dell’alimentazione spazzatura. Se dovesse passare in Ungheria sarebbe la prima volta al mondo.

Via | EstJournal
Foto | Flickr

Ungheria, sul cibo spazzatura la hamburger tax

Eolico: Enel Green Power, nuovo progetto in Romania

Nuovo progetto estero per Enel Green Power , la controllata verde di Enel S.p.A.. La fonte rinnovabile è il vento per un progetto eolico da ben 70 MW di potenza a Corugea, in Romania

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Eolico: Enel Green Power, nuovo progetto in Romania

Ecolnet, l’ecoturismo per tutti online

E’ partito Ecolnet , il progetto europeo per l’Ecoturismo: una rete che favorisce lo scambio di informazioni tra le organizzazioni attente all’ambiente e all’ecologia, per promuovere le ecovacanze e il turismo green, un settore in grande crescita negli ultimi anni. Oltre all’Italia, hanno aderito al progetto Germania, Grecia, Regno Unito, Spagna, Olanda, Estonia, Romania e Finlandia.

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Enel Green Power: capacità installata 2010 in crescita

Nel 2010, rispetto all’anno precedente, la capacità installata di Enel Green Power si è attestata a  3.127 MW con un incremento del 9%. A darne notizia è stata in data odierna proprio la controllata verde di Enel dopo che il Consiglio di Amministrazione di Enel Green Power ha esaminato ed approvato i dati del bilancio 2010. Rispetto ai valori al 31 dicembre del 2009, la capacità installata nell’area Italia ed Europa ha innestato il turbo con un balzo dell’88% a 2.187 MW grazie all’entrata in esercizio di numerosi impianti eolici in Italia, ma anche in Francia, Romania, Bulgaria e Grecia.

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Eolico: Enel Green Power cresce in Romania

Continua a crescere Enel Green Power nel mercato delle fonti rinnovabili all’estero, ed in particolare nel settore eolico. La controllata “verde” di Enel , quotata in Borsa a Piazza Affari, ha infatti annunciato nella giornata di ieri, lunedì 17 gennaio 2011, l’entrata in esercizio, in Romania , di un nuovo impianto eolico che fa salire nel Paese la capacità installata a 64 MW. Trattasi, nello specifico, del nuovo parco eolico di Salbatica I, presso Tulcea, avente una potenza complessiva cumulata pari a 30 MW grazie all’installazione di quindici aerogeneratori Gamesa aventi ciascuno una potenza pari a 2 MW.

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Eolico: Enel Green Power cresce in Romania

Azienda settore biomasse est Europa cerca partner

Tipo di Annuncio:  CERCO Azienda di diritto rumeno, a capitale italiano, cerca partner industriale finanziario per sviluppo attivita' nel settore biomasse energetiche in est europa (Ucraina, Romania, Moldavia, Bielorussia e Russia). La Ns. azienda produce attualmente 2,5T/ora di pellet di abete di ottima qualita'.

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La Romania cresce nell’eolico: 65 MW per l’italiana Alerion

La Romania cresce nell'eolico: 65 MW per l'italiana Alerion

I corposi incentivi offerti dal governo della Romania ai produttori di energia rinnovabile sembrano funzionare: dopo il mega progetto della ceca Cez, per un totale di circa 600 MW, ora arriva anche l’italiana Alerion. Ma si tratta di altri numeri, ben più bassi.

Alerion, infatti, ha ottenuto l’autorizzazione per un parco eolico da 64,8 MW: 36 aerogeneratori da piazzare tra Auseu e Borod nella contea di Bihor. La produzione elettrica stimata è di GWh/anno, mentre l’investimento ammonta a circa 85 milioni di Euro.

Soldi che in parte verranno dalle casse del gruppo Alerion e in parte verranno racimolate tramite un project financing. A prescindere dalle dimensioni di questo progetto, tutto sommato piccolo rispetto al gigante ceco, è interessante notare come la Romania sia sempre più attrattiva per gli investimenti nelle fonti rinnovabili e, in particolare, nell’eolico.

Il che va confermando, settimana dopo settimana, le previsioni fatte a giugno dall’Ewea.

Via | Alerion

La Romania cresce nell’eolico: 65 MW per l’italiana Alerion

In Romania si lavora alla centrale eolica più grande del mondo: le prime torri già attive

In Romania si lavora alla centrale eolica pi�¹ grande del mondo: le prime torri gi�  attive

In Romania stanno costruendo la centrale eolica on shore più grande del mondo: 240 turbine da 2,5 MW ciascuna per un totale di 600 MW. Il record attuale, la centrale scozzese di Whitelee, ha una potenza di 322 MW.

A costruire la centrale romena, nelle località di Fontanele e Cogealac, è la società ceca Cez. La fine dei lavori, vista la mole del progetto, non è vicinissima (anche se Cez giura di finire tutto entro l’anno) ma le prime 100 torri eoliche sono già state costruite e 21 sono entrate in funzione. La vera sfida è il collegamento alla rete elettrica, che deve essere decisamente robusta ed efficiente per gestire i picchi produttivi di questo mega impianto eolico.

I costi del progetto sono da record come la potenza: 1,1 miliardi di euro. Verranno ripagati dai generosi incentivi statali previsti dalla legislazione romena in materia di rinnovabili.

Via | Enel Green Power, Cez
Foto | Cez

In Romania si lavora alla centrale eolica più grande del mondo: le prime torri già attive