Posts Tagged ‘scienza’
Se l’animale è brutto gli scienziati non lo studiano
Una curiosa ricerca condotta da Morgan J. Trimble della Università di Pretoria (Sudafrica) ha cercato di stabilire se in Natura esistono animali brutti. Lo studio è stato pubblicato su Conservation Biology e la conclusione è tutt’altro che scontata: è la scienza a preoccuparsi del fattore estetico che sembrerebbe influenzare anche la stessa ricerca.
Animali brutti, gli scienziati li snobbano
In poche parole, sembra che gli scienziati studino quegli animali più vicini agli standard di bellezza umani. Ha rilevato il prof. Trimble che:
Tra il 1994 e il 2008, ben 1.855 ricerche scientifiche sono state dedicate agli scimpanzé, 1.241 ai leopardi e 562 ai leoni. Per il Lamantino africano, un mammifero acquatico certo non affascinante quanto un grande felino, i paper scientifici prodotti negli anni presi in considerazione da Trimble sono stati solamente 14. Il lamantino è l’animale meno studiato tra i mammiferi di grandi dimensioni e una sorte simile spetta a molti altri animali poco avvenenti, cui il New York Times ha da poco dedicato un lungo articolo.
Nell classifica umana degli animali più brutti compare la talpa dal muso stellato. Spiega Denis Dutton, docente di filosofia dell’arte presso la Univeristy of Canterbury in Nuova Zelanda:
Nessuno direbbe che la talpa dal muso stellato è brutta se i suoi tentacoli fossero blu elettrico. Ma la somiglianza del suo naso rosato con il colore della carne umana sovverte le nostre aspettative e diventa una violazione perversa dei valori che abbiamo per definire ciò che costituisce la pelle umana sana o normale.
Insomma, il problema è tutto nostro, di noi umani, intendo. Magari per una talpa stellata avere i tentacoli più o meno rosa costituisce un carattere di bellezza.
Via | NYT, Il post
Foto | Flickr, messing about boats,Holger , St Mattews, LolaRudin, Duckie2318,, Algofarm
Prove di fusione nucleare a Frascati

Frascati non è solo una graziosa cittadina famosa per il suo vinello, ma è sede dei laboratori dell’Enea Fusione e forse passerà alla storia anche per essere una delle città in cui è stata realizzata la fusione nucleare. I risultati dell’esperimento condotto a luglio sono stati pubblicati Nuclear Fusion di agosto.
Riferisce Il Tempo che proprio tra le colline di Frascati:
Un gruppo di scienziati ha riprodotto una scarica di neutroni a 200 milioni di gradi centigradi che nello spazio di un metro passa in un lampo allo zero assoluto. È la fusione nucleare (due nuclei di idrogeno si fondono formando un nucleo più pesante di elio) una fonte di energia inesauribile e pulita (è come accendere una stella sulla Terra) in cui sono riposte le speranze dell’umanità.
Siamo nel cuore del progetto ITER, International Thermonuclear Experimental Reactor, che spiega Paola Batistoni:
Un progetto a cui partecipano Unione europea, Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India. L’obiettivo è di poter disporre un giorno di un’energia che mandi in soffitta le attuali centrali nucleari a fissione e, allo stesso tempo, consenta all’uomo di emanciparsi dai combustibili inquinanti e in via di esaurimento.
Riferisce l’Agenzia Dire:
Un prototipo del sistema (oltre un metro di spessore) che comprende il mantello, il vessel e i magneti superconduttori è stato realizzato e irraggiato con il generatore di neutroni del centro Enea di Frascati. Il debolissimo riscaldamento di origine nucleare risultante nei materiali superconduttori è stato misurato mediante dosimetri ad alta sensibilità, opportunamente calibrati, e confrontato con le previsioni ottenute con calcoli numerici.
Paola Batistoni è una degli scienziati che lavora a Frascati con Aldo Pizzuto, direttore dell’ubnità tecnica, Rosaria Villari responsabile dei calcoliu, Maurizio Angelone responsabile degli esperimenti e i tecnici Giuseppe Spatafora e Guglielmo Pagano.
Foto | Enea
IBM alla ricerca di nuovi farmaci nascosti nei fondali marini

IBM mette da parte processori e computer e scende negli abissi marini alla ricerca di nuove molecole che possano diventare i farmaci del futuro.
Non è chiaro cosa stiano cercando, l’obiettivo è: cerca che qualcosa salta fuori. Dunque, hanno chiesto collaborazione all’università di Aberdeen e agli scienziati del Marine Biodiscovery Centre che ha lavorato sullo studio degli organismi marini al fine di scoprire nuove molecole utilizzabili per la cura di molte malattie incluse il cancro, infiammazioni, infezioni ecc. I risultati della ricerca che si è svolta lo scorso anno sono stati pubblicati su Nature Chemistry.
Marcel Jaspars, direttore del Marine Biodiscovery Centre dell’Università di Aberdeen ha detto:
L’ambiente naturale della terra è ricco di una varietà di organismi unici da cui è possibile derivare numerosi composti chimici, molti dei quali sono del tutto sconosciuti agli scienziati. Questi composti potrebbero essere usati nello sviluppo di farmaci e altri nuovi prodotti biomedici. Tuttavia, per poter sfruttare questo potenziale, dobbiamo prima comprendere la struttura molecolare di questi composti e successivamente stabilire se siano utilizzabili in medicina.
L’anno scorso, ad esempio, scoprirono nella Fossa delle Marianne un batterio, il Dermacoccus abyssi alla profondità di 10916 metri resistente alla pressione e composto da 4 molecole sconosciute.
Via | 100Scienze
Foto | Flickr
IBM alla ricerca di nuovi farmaci nascosti nei fondali marini
Il Giornale crede che il fotovoltaico non sorpasserà il nucleare a causa del climategate

A Il Giornale l’idea che l’energia fotovoltaica possa risultare meno costosa dell’energia nucleare proprio non piace. A scagliarsi contro la ricerca Solar e nuclear costs- The historic crossover, del prof. John Blackburn è Paolo Granzotto, che già in altre occasioni ha scritto della sua avversione per tutte le forme di energia rinnovabile.
Eppure la ricerca dimostra dati alla mano che:
Se nel 2002 per costruire una centrale nucleare ci volevano in media circa due miliardi di dollari, per fare lo stesso impianto oggi ce ne vogliono quasi dieci. E, poiché nel nucleare il grosso del costo del Kwh deriva dalla costruzione dell’impianto, ne deriva che i conti dell’atomo stanno saltando con il caso limite dei due reattori di Atomic Energy of Canada a Darlington che sono stati cancellati a causa della crescita del costo per singolo reattore dagli iniziali 3,48 miliardi ai 12,96.
Granzotto sostiene che i conti non tornano poiché mancano le spese di manutenzione degli impianti fotovoltaici (e quanto mai costeranno?) e che ci sono da calcolare le sovvenzioni statali (se è per questo anche il nucleare lo pagano i cittadini….) e che lo studio si riferisce alla situazione del North Carolina. In effetti è proprio dichiarato nella premessa allo studio che i dati riguardano il North Carolina e che sono indirizzati al Governatore Bev Perdue per spiegarle il perché attualmente non convenga far costruire una centrale nucleare nello Stato.
Ma in fondo, il mondo è pieno di scettici, ma ciò che sconcerta sono le argomentazioni trattate per smontare la ricerca: i cambiamenti climatici e il climategate.
Mi spiego meglio. Risponde Granzotto al lettore che chiedeva lumi sulla ricerca:
La patacca del North Carolina Warn non deve stupire, caro Bellia: la lobby ambientalista ha infatti la mano facile quando si tratta di dare un’aggiustatina alle cifre, fossero esse riferite al dollaro o alla temperatura. In fondo, la Grande Bufala del riscaldamento globale è finita nel dimenticatoio per la scoperta del «Mann-trick», del trucchetto di Michael Mann, il più influente esperto dell’Agenzia dell’Onu incaricata, appunto, di tener sotto controllo i progressi del global warming.
Perciò, per Granzotto è tutta colpa del climategate se il fotovoltaico non funziona quanto il nucleare.
Foto | Flickr
Il Giornale crede che il fotovoltaico non sorpasserà il nucleare a causa del climategate
Cambiamenti climatici: e i canguri non saltano più
I canguri non saltano più a causa dei mutamenti climatici in atto che sarebbero responsabili di un cambiamento nella conformazione ossea dei marsupiali australiani. O almeno questo è quanto si afferma in un recente studio pubblicato sul Zoological Journal of the Linnean Society , e condotto da un équipe di paleontologi australiani della Flinders University di Adelaide e della Murdoch University di Perth.

See the original post here:
Cambiamenti climatici: e i canguri non saltano più
Efsa, polli zoppi e malati con tassi di crescita rapidi
L’Efsa pubblica un parere scientifico che, dopo i dispiaceri della carne de l’Espresso, darà un ulteriore dolore agli allevatori, in particolare ai pollicoltori. Sostiene l’Efsa sostiene che per il benessere degli animali, in questo caso i polli da carne, cioè quei polli allevati per essere trasformati in cosciotti, alette, sovracosce e pezzettini vari, vi sono diversi motivi di preoccupazione. Per Efsa desta attenzione la crescita rapida, frutto dell’allevamento intensivo a cui sono sottoposti gli animali:
Per i polli da carne le principali preoccupazioni in termini di benessere individuate e associate alla selezione genetica erano rappresentate da disturbi scheletrici che comportano problemi quali zoppia, dermatite da contatto, irregolarità anatomiche e sindrome della morte improvvisa. Tali problemi sono per lo più connessi ai tassi di crescita rapida e causano uno scarso benessere. Gli esperti notano differenze tra Paesi, regioni e diversi sistemi di allevamento.
Riconosce Efsa che grazie alla selezione genetica è aumentato, nei polli da carne, il tasso di crescita di ben quattro volte, ma che questo non coincide sempre con il benessere dei polli. Come fare? Semplicemente, spiega Efsa, nel selezionare geneticamente i polli bisognerebbe tener conto non solo del volume di crescita ma anche dell’ambiente in cui vivono e non forzare necessariamente la crescita:
ad esempio, per climi caldi dovrebbero essere selezionati volatili che crescono più lentamente, poiché i polli da carne a crescita rapida sono suscettibili allo stress da calore. Inoltre, nella selezione genetica dei polli, sarebbe auspicabile attribuire un’alta priorità alla diminuzione del numero di uccelli zoppi e alla riduzione della dermatite da contatto. Questi sono importanti problemi di benessere, che interessano la predisposizione genetica e le condizioni ambientali.
La situazione è pressoché simile per i polli da riproduzione. Scrive Efsa:
Per gli animali da riproduzione, gli esperti identificano cinque fattori di rischio principali con impatto sul benessere associati alla gestione o alla selezione genetica. I fattori di gestione sono ambiente spoglio, densità di animali, restrizioni alimentari e fonti di luce limitate; il fattore genetico è il tasso di crescita rapida. Esistono anche preoccupazioni per il benessere derivanti dall’interazione tra genetica e ambiente.
Via | Efsa
Foto | Tutelafauna
Oceani, realizzata la prima mappa della biodiversità marina
La rivista internazionale Nature ha pubblicato la prima mappa della biodiversità marina del CoML, il progetto Census of Marine Life , che impegna oltre 300 ricercatori provenienti da 80 nazioni. Il primo rapporto sullo studio delle forme di vita negli oceani , che va avanti da dieci anni, è atteso, molto atteso, per il prossimo ottobre a Londra.

Read more:
Oceani, realizzata la prima mappa della biodiversità marina
Il sorpasso: il fotovoltaico costa meno del nucleare?
![]()
Il mese di luglio dell’anno 2010 verrà ricordato per i sorpassi storici, reali, presunti o smentiti, nel settore dell’energia. Dopo quello della Cina sugli Stati Uniti nel consumo complessivo di energia, dopo pochi giorni smentito dalla Cina, ora arriva il sorpasso del fotovoltaico sul nucleare: secondo uno studio dell’università della North Carolina già oggi il KWh prodotto dal fotovoltaico è più economico di quello da fonte nucleare.
O, meglio, il KWh che verrà prodotto dalle future centrali nucleari oggi in costruzione. Perchè, e questa è la novità interessante messa in luce dallo studio americano, se il costo del fotovoltaico scende per questioni meramente tecnologiche e industriali, quello del nucleare è inesorabilmente destinato a crescere. E lo sta già facendo nel caso delle nuove centrali in costruzione che registrano fortissimi ritardi rispetto al progetto e una vertiginosa crescita dei costi degli impianti.
Dai dati disponibili emerge che, se nel 2002 per costruire una centrale nucleare ci volevano in media circa due miliardi di dollari, per fare lo stesso impianto oggi ce ne vogliono quasi dieci. E, poiché nel nucleare il grosso del costo del Kwh deriva dalla costruzione dell’impianto, ne deriva che i conti dell’atomo stanno saltando con il caso limite dei due reattori di Atomic Energy of Canada a Darlington che sono stati cancellati a causa della crescita del costo per singolo reattore dagli iniziali 3,48 miliardi ai 12,96.
Chi volesse leggere l’intero studio lo potrà trovare a questo link.
Via | Corriere della sera, New York Times, NC Warn
HyDro Power, mini turbina per ricavare energia dagli scarichi domestici
Il ragazzo che vedete accanto, nella foto, si chiama Tom Broadbent e è studente in Industrial Design presso la De Montfort University a Leicester.
Ebbene ha inventato HyDro Power una sistema per ottenere energia attraverso 4 turbine che entrano in funzione grazie alle acque degli scarichi domestici. E’ stato calcolato che se HyDro Power fosse usato in un edificio di sette piani consentirebbe un risparmio di 925 sterline per anno, pari a circa 1000 euro.
Tom ha avuto l’intuizione osservando con quanta energia l’acqua scendeva dallo scarico di una vasca da bagno.
HyDro Power, mini turbina per ricavare energia dagli scarichi domestici
Green Economy e Biotecnologie, in arrivo Cosmetici, Contenitori per Alimenti e Combustibili ecologici
Di nuovo una notizia interessante e decisamente Green : dopo le riciclelle , le patate ottenute dal compostaggio dei rifiuti domestici , arrivano anche i cosmetici ecologici , ricavati dai residui degli scarti agricoli. Dai residui alimentari è possibile anche produrre contenitori per alimenti , o combustibili , occorre solo aver voglia di investire nelle biotecnologie e nella Green Economy , come fa da parecchi anni la regione Emilia Romagna. Continua a leggere: Green Economy e Biotecnologie, in arrivo Cosmetici, Contenitori per Alimenti e Combustibili ecologici (…) Green Economy e Biotecnologie, in arrivo Cosmetici, Contenitori per Alimenti e Combustibili ecologici , pubblicato su Ecologiae il 27/07/2010 © Valentina Ierrobino per Ecologiae , 2010.

See original here:
Green Economy e Biotecnologie, in arrivo Cosmetici, Contenitori per Alimenti e Combustibili ecologici







