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Ambiente, alberi: i più vecchi vivono in ambienti difficili

Se tra gli uomini i più longevi sono quelli che hanno vissuto in modo regolare, senza stenti e seguendo un’alimentazione sana e genuina, un’interessante ricerca italiana ha scoperto che gli alberi più sono vecchi e grandi, più hanno vissuto in ambienti e condizioni difficili. Continua a leggere: Ambiente, alberi: i più vecchi vivono in ambienti difficili (…) Ambiente, alberi: i più vecchi vivono in ambienti difficili , pubblicato su Ecologiae.com il 26/12/2011 © Valentina Ierrobino per Ecologiae.com , 2011. | Commenta! | Tag: alberi , aumento delle temperature , cambiamenti climatici , ricerca scientifica

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Ambiente, alberi: i più vecchi vivono in ambienti difficili

Innalzamento del livello degli oceani quadruplicato dall’inquinamento umano

Il livello degli oceani è in costante incremento, ma questo era ormai un dato accertato.

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Innalzamento del livello degli oceani quadruplicato dall’inquinamento umano

Tartarughe: uccisi migliaia di esemplari in Madagascar nonostante i divieti

In Madagascar la tartaruga verde marina in via di estinzione è protetta dalla legge. Un nuovo studio, tuttavia, ha scoperto che la pesca artigianale nelle regioni più remote potrebbe essere responsabile della morte di ben 16.000 tartarughe ogni anno. Il divieto di caccia evidentemente non funziona, ed è giunto il momento, dicono i ricercatori, di studiare piani per la conservazione alternativi.

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Tartarughe: uccisi migliaia di esemplari in Madagascar nonostante i divieti

Le latifoglie assorbono più inquinamento di quanto ci si aspettasse

Dire che le piante assorbono l’inquinamento equivale ad aver fatto la scoperta dell’America. Ma una nuova ricerca condotta dagli scienziati del National Center for Atmospheric Research, dimostra che le piante ripuliscono l’inquinamento atmosferico in misura molto maggiore di quello che in passato si pensava .

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Le latifoglie assorbono più inquinamento di quanto ci si aspettasse

Inquinamento nei fiumi, agenti chimici fanno “femminilizzare” i pesci in Canada

Le conseguenze dell’ inquinamento sono già abbastanza note, ma oggi se ne aggiunge una piuttosto curiosa. Siamo in Canada , e pare che qui le sostanze chimiche presenti nei due fiumi principali nel Sud dell’Alberta siano la causa della “femminilizzazione” dei pesci, stando a quanto dicono i ricercatori dell’Università di Calgary, che hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista Environmental Toxicology and Chemistry .

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E’ la TARSU, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, la gabella più odiata dagli italiani

la Tarsu o Tia è la tassa più odiata dagli italiani Ecco una notizia che la dice lunga sulla percezione degli italiani di fronte al problema rifiuti: odiano la TARSU o TIA o Tariffa di igiene ambientale. Insomma in qualunque maniera la si chiami è una gabella che serve a smaltire la spazzatura e che costa cara, carissima in moltissimi comuni.

La ricerca è stata svolta dall’Associazione contribuenti italiani che ha scoperto che agli italiani va meglio pagare i ticket per la salute, il possesso auto, l’IVA, le accise sulla benzina, energia elettrica e metano; finanche il canone Rai è tollerato. Il sondaggio è stato effettuato su telefonate campione svolte nello scorso mese di maggio.

Come farla digerire agli italiani? Forse fornendo un servizio efficiente? Forse facendo pagare effettivamente lo smaltimento di cui si usufruisce? Forse premiando con sconti i cittadini più meritevoli?

Via | CrignottaBlog
Foto | Belvedere news

E’ la TARSU, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, la gabella più odiata dagli italiani

BeAware, aiuta l’Università di Padova a scoprire quanta energia consumi

Ridurre il consumo di energia non è una fissa da ambientalisti ma una necessità ambientale. Ne consumiamo troppa e sopratutto in casa attraverso i vari elettrodomestici. Non in tutte le case italiane ci sono quelli a basso consumo energetico e non tutti gli italiani sanno ancora bene come usarli in maniera corretta; in molti poi, dicono di adottare sistemi di risparmio energetico ma in realtà non lo fanno.

Su queste falle energetiche si fonda il progetto BeAware, Boosting energy awareness with adaptive real-time environments, che grazie al finanziamento Ue e al lavoro dei ricercatori dell’Università di Padova, vuole stilare il profilo del consumatore medio di energia in Europa. L’obiettivo è indurre i cittadini, attraverso specifici software a comprendere quanta energia usano e a imparare a gestirla attraverso la manutenzione degli elettrodomestici.

La ricerca si svolge con un semplice test da compilare on line in cui si richiede di spiegare attraverso risposte, la mappa dei propri consumi energetici. Però, i ricercatori guidati dal prof.Luciano Gamberini, ad esempio a proposito della domanda se si aveva l’abitudine di lasciare luci accese in casa, ha scoperto che almeno il 50% degli intervistati mentiva sulla risposta. Dunque, non tutti adottano, sebbene ne siano a conoscenza, le soluzioni per non sprecare energia. Da qui la necessità di strutturare un software di monitoraggio per i consumi energetici e per la manutenzione degli elettrodomestici facile e intuitivo.



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