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Gli ambientalisti contro la terza pista di Malpensa
Il progetto di costruire una terza pista a Malpensa, per rimediare agli errori commessi nel passato nella costruzione delle prime due, non va giù alle associazioni ambientaliste: Fai e Wwf, già nel giugno scorso, avevano lanciato l’allarme. Ora si aggiungono Legambiente, Italia Nostra, Lipu e i comitati “Salviamo il Ticino”. Tutte insieme le associazioni hanno inviato un esposto alle autorità coinvolte nel progetto per spiegare le proprie ragioni.
Venticinque punti in totale per difendere un’area protetta: la nuova pista, infatti, ridurrebbe le dimensioni dell’area del Parco Lombardo della Valle del Ticino, tutelato dall’Unesco in quanto considerato un serbatoio di biodiversità importantissimo per il nord Italia. Le associazioni specificano che
La terza pista di Malpensa infatti si estenderebbe a sud dell’attuale aerostazione, portandosi a ridosso del fiume Ticino e della stupenda località di Tornavento, cancellando l’ultima brughiera superstite in quello che fino a pochi decenni fa era un vasto territorio di estremo interesse naturalistico. Inoltre i decolli dalla nuova pista determinerebbero un impatto intollerabile su preziosi Siti di Interesse Comunitario (SIC) compresi nel Parco del Ticino, come la preziosa ansa fluviale di Castelnovate, uno dei tratti più suggestivi del fiume azzurro, e le foreste della Brughiera del Dosso. Associazioni, comuni e privati hanno promosso osservazioni e studi che evidenziano una realtà ben diversa da quella dagli ottimistici rapporti di SEA, e che è sotto gli occhi di tutti gli utenti dell’aerostazione
L’ingrandimento di Malpensa, tra le altre cose, non sarebbe neanche giustificato dai numeri e dalle caratteristiche dell’aerostazione:
Dopo la crisi di Alitalia, i numeri della ripresa di Malpensa sono interamente affidati ai voli a basso costo: Low Cost e Charter rappresentano ormai i due terzi dei passeggeri in transito, malgrado la ripresa il numero di passeggeri è ancora attestato a livelli inferiori a quelli del 2000. Le due piste, ancorchè mal progettate, assicurano una capacità più che adeguata anche ad affrontare la paventata emergenza dei visitatori di Expo nel 2015: infatti rispetto alla capacità di 82 slot all’ora, perfino nelle ore di punta difficilmente se ne impegnano più di 45
Alpi di plastica per guinness dei primati, l’eco-scultura più grande del mondo
Un modo per dire No alla plastica e per elogiare il bando dei sacchetti e degli imballaggi in petrolio ? Il comune di Fossano , in provincia di Cuneo, ha trovato una soluzione gigantesca e che passerà alla storia… realizzare una eco-scultura con 50mila sacchetti di plastica per entrare nel Guinness dei primati ! Una sagoma in legno alta 2 metri, larga 1 e lunga fino a 5 metri, di uno dei più bei paesaggi dell’arco alpino, la catena del Monviso , sarà riempita da 50mila sacchetti di plastica e sarà la scultura in plastica più grande del mondo . La data fissata per battere il record mondiale è il 27 novembre .

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Alpi di plastica per guinness dei primati, l’eco-scultura più grande del mondo
Fotovoltaico: Tetti in Comune nella provincia di Viterbo
Scadono il prossimo 26 novembre 2010, in Provincia di Viterbo , e per la precisione nel Comune di Vignanello, i termini per la partecipazione ad un importante Bando finalizzato alla concessione di finanziamenti a copertura del 100% dei costi per la progettazione, la realizzazione e la connessione alla rete elettrica nazionale di impianti fotovoltaici di piccola taglia. Trattasi, nello specifico, di “ Tetti in Comune “, un interessante progetto con il quale SEA Tuscia S.r.l., lo spin off accademico dell’Università degli Studi della Tuscia , può permettere ai privati ed alle persone giuridiche di poter realizzare, installare e connettere in rete impianti fotovoltaici di potenza fino a 3 Kw di potenza su unità abitative che sono già esistenti .

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Fotovoltaico: Tetti in Comune nella provincia di Viterbo
La terza pista a Malpensa distruggerà il Parco del Ticino?
Per l’Expo Milano 2015 già fervono i preparativi, anche non sempre essi sono esattamente sostenibili come la decisione, comunicata pochi giorni fa, di permettere la costruzione di una terza pista a Malpensa finalizzata a raddoppiare il traffico aereo. Allungandosi nella zona est dello scalo, incrementando l’attuale superficie aeroportuale di un terzo grazie alla concessione di territori del demanio militare alla Sea – la società di gestione degli aeroporti milanesi, la terza pista si avvicinerà pericolosamente al Parco del Ticino, dichiarato “Riserva Naturale della Biosfera” dall’Unesco. Spazzando via molte delle sue 4.932 specie censite.
Più in dettaglio, l’area individuata è quella di Gaggio, 330 ettari di brughiera e verde incontaminato che fungono da importantissimo corridoio ecologico per la biodiversità. Intanto, comuni – non solo quelli limitrofi -, privati cittadini e associazioni ambientaliste, in particolare il Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano – e il WWF sono già sul piede di guerra. Da più parti, e a buon diritto, si lamenta il senso di una decisione frutto più di un piano industriale che di una valutazione ambientale. Le cittadine a ridosso dell’area non potrebbero gestire un aumento del traffico senza addivenire alla costruzione di nuove strade a scorrimento veloce e, nonostante le promesse dei vertici politici, l’aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico non potrebbe essere contenuto entro limiti “accettabili. Occorre al più presto mettersi al lavoro sulla VAS (la Valutazione Ambientale Strategica) che potrebbe fare chiarezza sull’impatto ambientale complessivo dell’opera sul territorio. Ma per molti, non è necessaria un’indagine approfondita per valutare i rischi di un ampliamento insensato come questo… Dall’altra parte, WWF e FAI si sono uniti per portare avanti una serie di proposte semplici e concrete che possano fungere da soluzione alternativa alla terza pista:
la creazione di collegamenti più efficenti tra gli scali di Malpensa, Linate, Orio al Serio; la correzione all’errore strutturale che non permette alle due piste in uso di funzionare simultaneamente; lo studio di un piano indirizzato verso un’ efficente e continua sinergia tra gli aeroporti dell’intero Nord Italia e, infine, ricontrattare il traffico dei carico merci per permettere maggiori quote di trasporto passeggeri
Secondo Giulia Maria Mozzoni Crespi, il presidente onorario del fondo per l’ambiente italiano,
Se si costruisse la terza pista di Malpensa, la pressione dell’inquinamento e del rumore diventerebbe una morsa sull’intero Parco del Ticino che è l’unico corridoio ecologico rimasto integro in alta Italia. Sarebbe un danno incalcolabile perché distruggerebbe un paesaggio di straordinaria bellezza che è anche una fonte di ossigeno e di ricreazione psicologica per tutta la Lombardia.
Forse, più romanticamente, basterebbe domandare al Martin Pescatore, inesausto amante del Parco del Ticino, se la soluzione dell’ampliamento dello scalo aeroportuale sempre più a ridosso del “suo” fiume possa essere sostenibile o no.. E sappiamo già cosa risponderebbe questo simpatico uccello…
Foto | Flickr
