Posts Tagged ‘sicilia’

La guerra per il petrolio arriva in Sardegna

Mi piace +1 Tweet

In alto la cronaca della giornata di protesta di ieri che ha avviato la vertenza del Movimento dei Forconi anche in Sardegna, superando i blocchi che sono stati realizzati nel resto del nostro territorio, da Caserta Nord a Capua a Asti (dove c’è stato il morto).

Emblematico il luogo scelto per avviare il blocco di ogni attività produttiva: le raffinerie Saras. D’altronde la protesta è nata in Sicilia dove sono presenti raffinerie che oltre ad inquinare irrimediabilmente il territorio e la salute di chi vi abita forniscono il 30% del raffinato all’Italia. Peraltro il blocco dei Tir, attualmente circa 260, tiene in scacco il passaggio Ponte tra Villa San Giovanni e Messina.

E’ curioso vedere i servizi delle testate del mainstream o ascoltare le dichiarazioni dei politici (linea dura, no ai blocchi ecc. ecc.) o quelle dei vari Prefetti: tutti riferiscono di una protesta degli autotrasportatori, ingannati dalla presenza dei Tir fermi lungo le arterie principali sia delle Isole sia del Continente. Ma la verità è che a protestare non sono solo gli autotrasportatori, ma contadini, pescatori, allevatori strozzati da un sistema produttivo che non si regge più. E se in campagna smettono di produrre e se non si pesca più allora sul serio c’è qualcosa che non va e che va ben oltre la crisi economica che ci dicono essere in atto.

I sardi come i siciliani amano la terra, l’hanno sempre rispettata e amata. E quando dicono certe verità sanno esattamente di cosa stanno parlando. Forse sarebbe il caso di iniziare a ascoltare i Signori della Terra e smettere di dare retta ai signori del petrolio.

La guerra per il petrolio arriva in Sardegna

Liberalizzazioni, mistero Ponte sullo Stretto: definanziato o no?

Mi piace +1 Tweet

Definanziato il Ponte sullo Stretto di Messina

Il Dl sulle liberalizzazioni e privatizzazioni non smette di sorprendere (il testo qui). Scopro che con il Dl si dà il via al Project financing per le infrastrutture, ossia si ammette l’ingresso di capitali privati per finanziamento, realizzazione e gestione. Esempio: con l’art.44 passa ai privati imprenditori (si spera con fedina penale immacolata) la possibilità di gestire carceri e carcerati (lo spiega bene qui Debora Billi). Dunque secondo questa nuova visione dell’uso dei capitali risulta definanziato per 1,6miliardi di euro il Ponte sullo Stretto mentre arrivano 5,5miliardi di Euro per contrastare il dissesto idrogeologico e finanziare le piccole opere pubbliche. Ma secondo noi non è detto che non sarà poi aperto a capitali privati. Intanto le associazioni ambientaliste sono strafelici: da Legambiente al WWF ora si augurano solo che il Governo chiuda definitivamente la società Ponte di Messina. Ma a Raffaele Lombardo governatore della Sicilia non tornano i conti e sopratutto non risulta che il Ponte sullo Stretto non si farà più. Infatti, non appena è stata data la notizia del definanziamento ha dichiarato:

Pare che il Cipe abbia sottratto la copertura finanziaria necessaria per la costruzione del Ponte sullo Stretto che i siciliani vogliono mentre la si mantiene per la piu’ costosa Tav che in Val di Susa non vogliono. Se cosi’ fosse, potranno brindare, tra Scilla e Cariddi, i Caronte che impongono un “pizzo” di 250 euro agli autotrasportatori disperati e gli aggiudicatari della gara che senza muovere un dito incasseranno milioni di euro di risarcimenti!

Veniamo invece a queli 5,5 miliardi riservato alle piccole opere. Di questi circa 700milioni di euro andranno al sud per contrastare l’erosione del territorio. Ecco come, secondo quanto riporta Il Nuovo Molise:

Per il dissesto idrogeologico, con la delibera “frane e versanti”, il Cipe ha finanziato con 679,7 milioni di euro (di cui 352 milioni messi a disposizione dalle Regioni sui Programmi attuativi regionali e 262 milioni attraverso i Programmi attuativi interregionali) quei territori del nostro Mezzogiorno colpiti da calamità naturali. In tal senso, saranno realizzati 518 interventi identificati tra il 2010 e il 2011 attraverso un processo di collaborazione tra le sette regioni del Sud interessate (Basilicata, Calabria Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), il ministero per l’Ambiente e la Coesione Territoriale. Gli importi sono distribuiti tra le sette regioni interessate: Basilicata 23,94 milioni, Calabria 198,9, Campania 184,45, Campania (Giugliano) 26,23, Molise 27, Puglia 175,56, Sardegna 25,85, Sicilia 12,75. Sbloccati anche 556 milioni per l’edilizia scolastica: di questi 456 milioni saranno destinati alla messa in sicurezza delle scuole italiane (due terzi al Sud) mentre 100 milioni serviranno alla costruzione di nuovi complessi.

Foto | NoPonte

Liberalizzazioni, mistero Ponte sullo Stretto: definanziato o no?

Operazione Vespri siciliani : stop ai trasporti nell’Isola. Tacciono le Tv

Mi piace +1 Tweet

Movimento forconi siciliani

La manifestazione ha suggestivo nome di Operazione Vespri siciliani e vede un gruppo di associazioni e categorie dall’agricoltura ai trasporti protestare duramente contro il governo Monti. Un blocco di 5 giorni, da oggi a venerdì paralizzerà i trasporti merce con il Continente. File di camion e Tir tappano e tapperanno le principali arterie autostradali (qui i blocchi adottati). A oggi siamo a 6 Km di coda sulla Palermo-Sciacca. Dunque saltano le forniture di verdure, ortaggi e tipicità siciliane che coprono per alcuni prodotti anche il 40% dell’intero fabbisogno: vedi agrumi e melanzane, ad esempio.

Dicono gli attivisti:

Il nostro interlocutore è dunque il governo nazionale e purtroppo fino ad ora, nessuno ci ha mai voluto ascoltare. Per questo motivo abbiamo deciso di dare vita a questa mobilitazione. Noi non siamo contro nessuno vorremmo solo che si mettesse in atto qualcosa che possa rimettere in moto l’economia della Sicilia, partendo anche dall’abbassamento delle accise sui carburanti che pesano troppo sul trasporto delle merci penalizzando fortemente le nostre produzioni.

A incrociare le braccia l’associazione Forza d’urto questo il nome della sigla che vede la protesta e che accoglie tra le sue fila Autotrasportatori Aias, Movimento dei Forconi, pescatori, imprenditori agricoli artigiani e pastori. Le motivazioni e la strategia sono illustrate da Debora Billi su Petrolio.

Ma chi c’è dietro il Movimento dei forconi? I siciliani che vivono di agricoltura e pastorizia sopratutto nel centro della Sicilia e che si vedono messi all’angolo dalle scelte economiche del governo. Ecco cosa scrivono in proposto gli Eurocoltivatori di Enna:

Il costo del gasolio, l’ ICI , i costi della manodopera, tutti i costi di produzione sono saliti vertiginosamente, mentre i prezzi pagati dai grossisti per le nostre produzioni agricole e zootecniche scendono e non sono neanche come quelli di 20 anni fa, con la scusa della globalizzazione tutti ci stanno cantando il de profundis. Il grido di dolore della categoria non è stato preso in considerazione dai Governi Regionale e Nazionale e a nessuno interessa se l’agricoltura e la zootecnia scompaiono . La Globalizzazione l’hanno inventata le Multinazionali per guadagnarci e specularci loro, non si può essere uguali se i punti di partenza sono sfacciatamente diversi, se i nostri costi di produzione sono così alti come facciamo a vendere i nostri prodotti meno di quanto ci costano ; come ci si può chiedere di produrre sottocosto, questo si può fare un anno, ma non può essere la regola per noi produttori, mentre chi vende la nostra produzione ci guadagna 10 volte di più. Come si può essere competitivi con la Cina, il Bangladesch, con il Brasile, con l’India se i nostri costi di produzione sono 10 volte più elevati, o come facciamo ad essere competitivi se abbiamo il fucile alla tempia dalle Banche che non ci vogliono più dare neanche quello che ci spetta, o con le cartelle esattoriali che ci stanno pignorando tutto. Per chi o per che cosa dobbiamo lavorare se nessuno si rende conto che NON C’E’ LA FACCIAMO PIU’, forse è arrivato il momento di farci sentire in maniera forte e chiara.

Foto | Movimento Forconi su FB

Operazione Vespri siciliani : stop ai trasporti nell’Isola. Tacciono le Tv

Inquinamento petrolio, monitoraggio Canale di Sicilia

Si torna a parlare di inquinamento da idrocarburi, e dunque di petrolio, nel Canale di Sicilia . Questa volta però in modo positivo e costruttivo

Read more:
Inquinamento petrolio, monitoraggio Canale di Sicilia

Impianti Fotovoltaici connessi Sicilia cercasi (Laminato Amaranto X2.jpg)

This image was uploaded with the post Impianti Fotovoltaici connessi Sicilia cercasi.

Follow this link:
Impianti Fotovoltaici connessi Sicilia cercasi (Laminato Amaranto X2.jpg)

Impianti Fotovoltaici connessi Sicilia cercasi

Tipo di Annuncio:  CERCO  Impianti Fotovoltaici connessi Sicilia cercasi   Persona/azienda da contattare:  EMPHPRYUM MAGAZYNE OFFICE E-mail:  emporium_magazine@live.it Autore annuncio:  EMPHPORYUM MAGAZYNE OFFICE leggi tutto

Read more:
Impianti Fotovoltaici connessi Sicilia cercasi

Biodiversità, nasce in Sicilia l’osservatorio della biodiversità marina e terrestre

Un Osservatorio per monitorare la salute degli ecosistemi e la biodiversità degli ambienti marini e terrestri è stato inaugurato oggi in Sicilia, dopo una fruttuosa collaborazione tra il Dipartimento dell’Ambiente della Regione Sicilia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’ Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e l’I stituto Superiore per la Protezione e la ricerca ambientale . La firma dell’accordo assume ancora più importanza con la Giornata Mondiale della Biodiversità alle porte, e con l’acquisizione dei primi risultati delle ricerche compiute a livello internazionale sulla biodiversità e sugli animali a rischio estinzione. Continua a leggere: Biodiversità, nasce in Sicilia l’osservatorio della biodiversità marina e terrestre (…) Biodiversità, nasce in Sicilia l’osservatorio della biodiversità marina e terrestre , pubblicato su Ecologiae.com il 23/05/2011 © Valentina Ierrobino per Ecologiae.com , 2011

Read the original here:
Biodiversità, nasce in Sicilia l’osservatorio della biodiversità marina e terrestre

Rifiuti in Sicilia: tornano i poltronifici?

Rifiuti in Sicilia: tornano i poltronifici

In Sicilia (nove province per quasi 5 milioni di abitanti) fino all’anno scorso c’erano 27 Ato Rifiuti, le “società d’ambito ottimale” che gestivano il ciclo dei rifiuti (in realtà gestivano appena l’abbancamento in discarica). Questi 27 Ato sono riusciti, in pochi anni, a fare un buco da diversi miliardi di euro nel bilancio regionale. E partivano con una dotazione finanziaria di qualche centinaio di milioni che dovevano servire a fare gli impianti per la raccolta differenziata.

Dopo innumerevoli polemiche, l’anno scorso, la Regione Sicilia abbatté il numero degli Ato a dieci: uno per provincia più uno per le isole minori. Festa grande, tutti inneggiano alla svolta e si procede a liquidare i debiti dei vecchi Ato. I nuovi ancora devono arrivare: stanno ancora contando i soldi che devono dare ai creditori.

E non è detto che saranno realmente dieci: secondo il parlamentare regionale del Pd (partito che appoggia il governatore Raffaele Lombardo) Giacomo Di Benedetto sarebbe pronto l’escamotage. Un maxiemendamento alla finanziaria regionale:

Attraverso il maxiemendamento alla finanziaria, il governo intende abolire il tetto inserito lo scorso anno al numero degli Ato-rifiuti, che avevamo ridotto da 27 a 10. Insomma, il governo vuole le mani libere per aumentare il numero degli Ato. E’ una norma scandalosa che deve essere immediatamente eliminata, perché percorrendo la strada che vorrebbe premiare i soggetti ‘virtuosi’, si corre il rischio di tornare al modello di gestione dei rifiuti voluto da Cuffaro

Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

Rifiuti in Sicilia: tornano i poltronifici?

Solare: installato in Sicilia impianto che darà energia ad oltre 300 famiglie

Nel Paese del sole forse la Regione che ha più sole di tutti è la Sicilia . Allora perché non sfruttarlo

Read this article:
Solare: installato in Sicilia impianto che darà energia ad oltre 300 famiglie

Aquila imperiale rarissima ritrovata morta in Sicilia, LIPU teme bracconaggio

Un esemplare di aquila imperiale ( aquila heliaca ) è stato trovato morto in Sicilia , precisamente nelle campagne di Contrada da Leano, a Mirabella Imbaccari (CT). Si tratta di una specie rarissima da vedere in Italia, si stima sia ridotta ad 800 coppie in tutta Europa. La LIPU sospetta sia stata impallinata

Read more here:
Aquila imperiale rarissima ritrovata morta in Sicilia, LIPU teme bracconaggio