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Clini: il bonus fiscale del 55% verrà prorogato

L’avevamo temuto seriamente, ma sembra proprio che l’allarme sia destinato a rientrare: verrà infatti con tutta probabilità prorogato il bonus fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili. A dare la notizia, che fa tirare un sospiro di sollievo alle imprese e associazioni del settore, è direttamente il nuovo Ministro all’Ambiente Clini. Come potrete ricordare infatti, appena la settimana scorsa, vi avevamo informato su come nella Legge di Stabilità del Governo Berlusconi non vi fosse alcuna traccia dello sgravio fiscale, nonostante a più riprese l’ex Sottosegretario all’Ambiente Saglia, avesse rassicurato tutti sul proseguimento del piano anche per il prossimo triennio.
In questi giorni però c’è stato un cambio di scena improvviso: le principali associazioni di categoria hanno infatti spinto fortemente affinché il nuovo Governo Monti avesse un ripensamento. Ripensamento che, a sentire Clini, c’è effettivamente stato e, aggiungiamo noi, “per fortuna che c’è stato”: infatti, qualora fosse stato confermato il provvedimento precedente avremmo inevitabilmente assistito ad un ridimensionamento verso il basso del settore, quello dell’efficienza energetica appunto, considerato estremamente strategico per il raggiungimento degli obiettivi ambientali imposti dalla Comunità Europea.
Infatti, secondo alcune stime dell’Enea, da quando nel 2007 è stata introdotta, la detrazione fiscale per l’efficienza energetica degli edifici sarebbe stata sfruttata da circa un milione di contribuenti, permettendo di migliorare la performance energetica del patrimonio immobiliare italiano, nonché di creare occupazione e sviluppo sostenibile.
Attendiamo a questo punto nuovi lumi da parte del Governo sulla questione: sarà importante seguire la questione per sapere se il nuovo bonus avrà le stesse regole prospettate in un primo momento da Saglia, più restrittive e con meno premialità, o se, come ci auspichiamo, vi saranno altri scenari.
Via | Ecodallecitta.it
Foto | Flickr
Eni e Stefano Saglia (senza nucleare) pensano al gas scisto, che inquina più del petrolio
Ecco la notizia che non avrei mai voluto leggere: l’Italia attraverso Eni, pensa all’estrazione di gas scisto. Ne ha parlato Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo economico, durante un convegno e ha detto, secondo quanto riporta Distribuzione carburanti:
Lo shale gas potrebbe aprire nuove strade per l’approvvigionamento energetico in un momento particolarmente delicato a livello globale. L’Italia accoglie con favore l’avvio di approfondimenti a riguardo.
Dei danni ambientali, anzi disastri ambientali prodotti dall’estrazione di scisto ne scriviamo da tempi non sospetti su ecoblog. Lo scisto ha grosse miniere di estrazione in Pennsylvania, negli Usa, dove la devastazione ambientale è stata documentata dal film Gasland vincitore di numerosi premi. Anche in Francia si sta iniziando a progettare l’estrazione di scisto con grandi proteste da parte dei cittadini.
L’esplorazione di Eni inizierà in Polonia, così come riferisce distribuzione carburanti. Ha detto Paolo Scaroni Ad di Eni:
In Europa c’è un problema diverso dagli Stati Uniti: il proprietario del terreno non è anche il proprietario del sottosuolo e questo rende estremamente difficile l’estrazione di questo tipo di gas.
La posta in gioco è altissima, molto più di quello che possiamo imamginare con il nucleare. Lo si capisce bene da quanto detto da Scaroni che ha ribadito come negli Usa grazie allo scisto si sia ottenuta l’indipendenza sull’approvvigionamento di gas, il che ha prodotto sul mercato la crescita dell’offerta di gnl- gas naturale liquefatto e i prezzi sono crollati:
Uno degli ostacoli allo sviluppo del gas da scisti in Europa è l’iter autorizzativo molto lungo dato da differente proprietà di terreno e sottosuolo. Il gas estratto dall’argilla negli ultimi 3 anni ha sbaragliato il mercato del gas che era stabile, tranquillo, sonnacchioso, composto sempre dagli stessi attori trasformandolo in un mercato dinamico e imprevedibile e pieno di nuovi attori.
Foto | Stefano Saglia
Eni e Stefano Saglia (senza nucleare) pensano al gas scisto, che inquina più del petrolio
Report RaiTre, eolico e rinnovabili manna per la speculazione

A Report girano le pale. Nel senso che il servizio presentato ieri “Girano le pale” (qui il testo e qui il video) ha scandagliato quella che è la situazione dell’energia eolica e delle rinnovabili in Italia. Un botto di incentivi, connessioni con la criminalità organizzata e speculazione da parte di chi ha tanti soldi da investire. Ma gira che ti rigira quei soldi finiscono nelle tasche dei soliti noti. Soldi che sborsiamo noi mortali consumatori per non avere in cambio nulla se non le bollette più care d’Europa. E la nuova idea di rientrare nel nucleare, energia sporca, vale la pena ribadirlo, probabilmente porterà alle stesse disastrose conseguenze: bollette elettriche ultra stellari, come già denunciato da Confindustria.
Spiega Milena Gabanelli:
Abbattere le emissioni di CO2. Il 17% deve venire da li. Questa energia viene incentivata dallo stato. In 20 anni al fotovoltaico sono stati dati 20 miliardi. Ma quando si è scoperto che il meccanismo che gli incentivi era un affare ci si sono buttati un po’ tutti. Per potenza installata siamo davanti a Giappone e Stati Uniti. Ma siamo sempre indietro e non siamo tra i primi paesi con fonti rinnovabili. Cosa non quadra?
Intanto gli incentivi alle rinnovabili li paghiamo noi consumatori in bolletta e secondo il Sottosegretario Stefano Saglia possiamo anche sapere quanto, controllando la voce A3 in fattura. Ma io ho controllato la mia bolletta Enel e della voce A3 non c’è traccia. Alle rinnovabili vanno più di 3 miliardi di euro, mentre 500milioni di euro sono ancora per il decommissioning del nucleare.
Spiega Nerazzini, l’autore del servizio, il sistema e il volume degli incentivi:
Con la componente A2 per il nucleare ogni anno ci vengono prelevati 500 milioni di euro. Poi c’è la A4: altri 400 milioni circa per garantire una tariffa agevolata alle Ferrovie dello Stato. A seguire la A5: soldi con cui finanziamo la ricerca di sistema, solo 60 milioni. La A6, almeno quella, non c’è più. Più di due miliardi che in soli tre anni abbiamo dato quasi esclusivamente all’Enel, come rimborso del danno subìto dalla liberalizzazione. Ma poi ci sono delle furbate. Come quella nascosta nella componente del nucleare, milioni che il governo si prende a nostra insaputa. L’idea viene a Tremonti nel 2005, ma è piaciuta pure al successivo governo Prodi. Naturalmente i costi aggiuntivi li paghiamo con l’IVA del 10 per cento.
Ma la cosa più folle è che paghiamo i produttori stranieri a causa del perverso meccanismo dei certificati verdi e certificati doc:
Quindi in meno di dieci anni abbiamo regalato circa 500 milioni di euro ai produttori stranieri per certificare come energia da fonte rinnovabile quella che il sottosegretario dice essere prodotta da centrali nucleari. E pensare che c’è un importatore indipendente che lo denuncia da anni: dimostrare che l’energia accompagnata dal certificato d’origine sia effettivamente verde è impossibile.
Report RaiTre, eolico e rinnovabili manna per la speculazione
Detrazioni del 55% sì, detrazioni del 55% no?
Siamo ormai in dirittura d’arrivo . E ci si prepara alla corsa finale , per salvare le detrazioni del 55% . E’ possibile prorogare la detrazione fiscale del 55% per gli interventi di risparmio energetico oltre il 2010

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Detrazioni del 55% sì, detrazioni del 55% no?
Coca Cola investe green, inaugurato impianto di cogenerazione a Nogara
La Coca Cola si tinge di verde e taglia il nastro della svolta eco . Ieri, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente , il colosso americano delle bibite ha dato il suo contributo alla causa dello sviluppo sostenibile , inaugurando un impianto di cogenerazione presso lo stabilimento di imbottigliamento di Nogara , in provincia di Verona.

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Coca Cola investe green, inaugurato impianto di cogenerazione a Nogara
Randagismo in Sicilia, Martini: la Regione non fa nulla

Appena due giorni fa, a Modica (Rg), in una chiesa gremita la popolazione ha ricordato il piccolo Giuseppe Brafa, morto un anno fa sbranato da un branco di cani randagi a Punta Pisciotto, nel territorio della vicina Scicli. Nello stesso giorno del triste anniversario la sezione ragusana della Lav ha bacchettato Regione e Ministero della Salute per non aver messo realmente in piedi il progetto pilota per la riduzione dei randagi.
Ieri, invece, è arrivata la risposta del Sottosegretario alla Salute Martini che nega ogni responsabilità del suo dicastero e chiede, al contrario, che la magistratura punisca le responsabilità individuali. Il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, è infatti indagato per omicidio colposo. La Martini, però, se la prende soprattutto con l’assessore siciliano alla Sanità Massimo Russo:
Confido che i magistrati inquirenti agiranno con il massimo rigore e sollecitudine nell’accertamento delle responsabilità individuali. Mi aspetto una sentenza che sia di monito per il ripristino della legalità in un territorio dove gli interventi di contrasto al randagismo e di tutela del benessere e della salute dei cani, anche e soprattutto ai fini della tutela dell’incolumità pubblica, sono evidentemente disattesi. Ritengo fondamentale dunque sostenere e accogliere l’invito delle Associazioni animaliste per un incontro urgente al fine di giungere alla riconvocazione del Tavolo tecnico regionale e al reperimento dei fondi necessari ad attuare i previsti programmi di intervento in Sicilia, preso atto dei ritardi con cui la Regione appare dare corso agli impegni assunti personalmente dall’assessore Massimo Russo
Via | Ministero della Salute
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Randagismo in Sicilia, Martini: la Regione non fa nulla
Nuovo Conto Energia: grande incertezza su tempi approvazione
Nel nostro Paese l’industria e tutta la filiera del fotovoltaico è da parecchio tempo in gran fermento, ma anche estremamente preoccupata per i tempi di approvazione, fin troppo lungo, del Decreto relativo al nuovo “Conto Energia”; l’incertezza di certo non aiuta il comparto, visto che ci sono da pianificare gli investimenti per il medio e per il lungo periodo, e visto che è giusto che l’industria conosca ufficialmente ed in tempi brevi quali siano i livelli delle incentivazioni per i prossimi anni. Nella giornata di domani, giovedì 25 febbraio 2010, ci sarebbe dovuta essere la Conferenza Stato-Regioni per discutere, tra l’altro, proprio sul nuovo Conto Energia e sulle relative linee guida, ma in accordo con le dichiarazioni di Stefano Saglia , Sottosegretario allo Sviluppo Economico, la Conferenza domani non ci sarà. Il settore del fotovoltaico sta aspettando da mesi l’approvazione del Decreto , e di questo passo il mercato, secondo quanto messo in evidenza da Assosolare , rischia non solo la paralisi, ma ulteriori rinvii mettono altresì in serio rischio sia gli investimenti, sia i posti di lavoro che sinora il fotovoltaico ha creato nel nostro Paese

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Sblocca-reti: nominati i commissari. Buone notizie per le rinnovabili o per il nucleare?

Come previsto dal decreto-legge n. 78 del 1° luglio 2009, il cosiddetto decreto “sblocca-reti” che tanto aveva fatto arrabbiare il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il Governo ha nominato i commissari straordinari per le infrastrutture energetiche. Sono cinque in totale, come riporta l’agenzia giornalistica Asca:
Francesco Vetro’ (professore di Diritto dell’Energia all’Universita’ del Salento, gia’ membro del Gruppo esperti nucleare presso il Ministero dello Sviluppo Economico) per le infrastrutture gas; Anna Maria Cancellieri (Prefetto di Genova) per le stazioni elettriche in Veneto e Calabria; Carlo De Stefano (Prefetto e Direttore centrale della Polizia di Prevenzione) per le stazioni elettriche correlate alle fonti rinnovabili in Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia; Paolo Calvo (Prefetto e Vice Capo della Polizia) per i nuovi elettrodotti in Campania e Puglia; Ermanno De Francisco (Consigliere di Stato e componente della struttura tecnico giuridica del Sottosegretario Letta) per il potenziamento di elettrodotti in Campania, Puglia e Calabria.
L’importanza della qualità delle reti di trasporto è ormai un tema condiviso da tutti. Quel che rimane da chiarire, però, è a cosa dovranno servire le nuove reti. Sicuramente a migliorare quelle esistenti che, a causa di notevoli vincoli strutturali, causano un notevole spreco di energia: nelle zone più congestionate del sud Italia si arriva anche all’irragionevole cifra del 20% di energia elettrica dissipata a causa del solo trasporto. Poi ci sarà da veicolare tutta la nuova energia prodotta in Italia, sia essa da fonti rinnovabili che da nucleare, se il Governo riuscirà a portare a termine il suo piano di ritorno all’atomo. Di pochi giorni fa la notizia dell’inizio della sperimentazione delle smart grids anche nel nostro paese. Le reti sbloccate dal decreto, invece, saranno tutte di tipo “tradizionale” e poco “smart”: grandi dorsali ad alta e altissima tensione per veicolare l’energia prodotta da grandi centrali. Come quelle nucleari? Forse.
Certamente anche quelle eoliche che, pur non essendo in grado di produrre i 1.600 Mw di una centrale atomica Epr, già oggi soffrono enormemente dei limiti della rete esistente. Vi siete mai chiesti perchè spesso le torri eoliche sono ferme anche in condizioni di buon vento? Semplice: la linea è sovraccarica e si impone il distacco per evitare che la produzione eolica mandi in tilt la rete elettrica. Non per niente Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas durante un seminario alla Camera dei Deputati sulla qualità delle reti tecnologiche ha affermato che proprio le reti sono la grande sfida del futuro e un presupposto imprescindibile per lo sviluppo delle rinnovabili. Con i commissari, adesso, questa sfida dovrebbe essere finalmente affrontata per garantire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, come l’eolico. O forse del nucleare?

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Braccio di ferro
Non meno di 8.000 MW per il periodo 2011 – 2015 .

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Braccio di ferro
La botte piena e la moglie ubriaca
La strategia energetica del governo prevede un sistema di incentivi stabili che porti a un incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili. Attraverso una riduzione dei costi e una crescita della filiera italiana sar
