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Guerra Usa-Iran, a rimetterci 80 delfini

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Delfino usato come militare Siamo nel pieno di una nuova guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran, semmai non ve ne foste accorti. Ebbene al centro della discordia la questione uranio arricchito. Come prima risposta a questi segnali di tensione gli Usa mettono in acqua 80 delfini addestrati e che hanno il compito di installare transponder acustici in aree marine infestate da mine. Il che li porta a sostenere rischi enormi e tra l’altro nessuno ha mai quantificato gli incidenti di cui sono stati vittime.

Spiega Peter Singer docente di Bioetica all’Università di Princeton che l’uso che fanno gli americano dei delfini è un vero e proprio attacco alla biodoversità:

Gli animali sono consapevoli e capaci di soffrire o godere della loro esistenza, non sono cose che possiamo usare per la nostra convenienza. Anche se appartengono a specie diverse non dobbiamo ignorare i loro interessi. Tutti i soldati americani sono volontari, ma anche i soldati di leva hanno alcuni diritti di base. I delfini sono trattati come soldati ma non hanno diritti e sono usati come schiavi. Il tredicesimo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti vieta la schiavitù.

Via | Zagreenweb
Foto | Flickr

Guerra Usa-Iran, a rimetterci 80 delfini

Riciclare alberi di Natale in habitat per pesci di lago

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riciclare alberi di natale come habitat per pesci

Leggo su Zegreenweb della soluzione trovata per riciclare gli alberi di Natale veri una volta terminato il loro ruolo di simbolo delle feste: habitat per pesci.

In molti comuni italiani esiste un servizio di raccolta degli abeti usati durante le feste: c’è chi li ripianta se adatti e c’è chi li trasformerà in compost. Una terza via individuata nel New Hampshire o dalla città di Helena in Montana o in Arizona, negli Stati Uniti consiste nell’immergerli nelle acque dei laghi per lasciarli come casette ai pesci che vi abitano.

Il laghetto oggetto di questo ripopolamento di tronchi d’albero è l’ Harrisville Pond che è stato riempito con una sessantina di abeti posizionati dai biologi dell’ New Hampshire Fish and Game Department (una sorta di assessorato alla pesca e caccia). Il progetto lo trovate qui.

Foto |timmitchellschristmastrees

Riciclare alberi di Natale in habitat per pesci di lago

Emissioni: la cartina che rivela quanto inquina ogni Paese

E’ risaputo che il Paese più inquinante al mondo è la Cina , seguito dagli Stati Uniti .

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Emissioni: la cartina che rivela quanto inquina ogni Paese

Europa: le compagnie aeree pagheranno il loro stesso inquinamento

La norma era stata fortemente contestata ed immediatamente respinta negli Stati Uniti ed in Cina , ma nella “verde” Europa ha trovato terreno fertile: la tassa sull’inquinamento delle compagnie aeree si farà. Lo ha deciso l’Alta Corte di Giustizia Europea che ha respinto i ricorsi delle compagnie aeree contro la decisione di imporre una tassa, come accade già per le industrie inquinanti, da pagare a seconda della CO2 emessa.

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Europa: le compagnie aeree pagheranno il loro stesso inquinamento

Carbon credits in Europa: oggi il voto

L’idea del carbon credits , cioè acquistare i diritti ad inquinare, è piaciuta in tutto il mondo, ma non è stata adottata quasi da nessuna parte. La legge è semplice: più inquini e più paghi

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Carbon credits in Europa: oggi il voto

Inquinamento da azoto negli ecosistemi più remoti della Terra

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inquinamento azoto laghi

Dalla fine del 19° secolo ad oggi, l’inquinamento provocato dalle attività umane ha contaminato persino i laghi più remoti della Terra, situati nell’emisfero settentrionale. Bacini idrici che si trovano a migliaia di chilometri dalla città più vicina.

A diffondere i dati sull’inquinamento da azoto riconducibile alle attività umane, è un recente studio internazionale, pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Science. I ricercatori hanno analizzato i sedimenti di 36 laghi situati nel Nord degli Stati Uniti, in Canada, in Groenlandia ed in Norvegia.

La contaminazione, affermano gli autori, ha avuto inizio a partire dal 1895. A quella data infatti si fanno risalire, dalle analisi sull’azoto, i primi cambiamenti rilevanti nella composizione dei sedimenti lacustri. Negli ultimi sessant’anni c’è stata un’accelerazione nella contaminazione, a causa della commercializzazione di fertilizzanti artificiali, a partire dal 1950.

Sofia Holmgren, una delle autrici dello studio, ricercatrice della Lund University, ha spiegato che la composizione delle diatomee, alghe silicee, è cambiata, a causa sia della combustione dei fossili che dell’utilizzo di fertilizzanti azotati, sempre più massiccio in agricoltura.

L’azoto viene trasportato dalle correnti d’aria e raggiunge il suolo tramite la pioggia e la neve. In questo modo, riesce a viaggiare anche per migliaia di chilometri ed a raggiungere i laghi e gli ecosistemi più remoti del Pianeta. L’azoto è un importante nutriente per le piante, ma un uso eccessivo può provocare l’inquinamento dei corsi d’acqua, smog e piogge acide.

Via | Lund University
Foto | Lund University

Inquinamento da azoto negli ecosistemi più remoti della Terra

Conferenza sul clima a Durban: prolungati di 1 giorno i negoziati

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prolungati di un giorno i negoziati sui cambiamenti climatici

Per evitare che alla Conferenza sul Clima di Durban si realizzi un flop pazzesco, la commissione ha deciso di prolungare di un giorno i negoziati. Ma regna la confusione secondo quanto riferisce Marielle Court inviata de Le Figaro: i delegati sono con le valige pronte e i voli prenotati ma con ancora i documenti da approvare e ridiscutere. Non c’è uno straccio di accordo e secondo calendario il documento finale si sarebbe dovuto presentare stamane. Invece il documento sarà pronto, se tutto va bene, domani. Insomma con 24 ore in più e una maratona delle negoziazioni la presidenza sudafricana spera di convincere Cina, India e Stati Uniti a ridurre le emissioni di CO2.

India e Cina, economie in crescita non sono tanto disposte a sottrarre emissioni e lo sapevamo! Ma la vera sorpresa è Mr. Obama che ha perso tutta la sua allure green e si comporta peggio di uno dei due Bush petrolieri incalliti.

L’Italia, con il ministro Clini si comporta, invece, nello stile di Ponzio Pilato e dire che se ne lava le mani è un eufemismo. Anzi stringe accordi con la Cina, ma sul versante dell’energia pulita. Tanto per iniziare. Clini infatti dichiara dal sito del ministero dell’Ambiente che siamo disponibili a un Protocollo di Kyoto 2, che vuol dire traslare al 2015 la questione. Intanto una sorta di accordo sembra esserci sul Fondo verde, ossia denaro riservato ai Paesi poveri per aiutarli a combattere i cambiamenti climatici. Già a Copenaghen fu espresso questo impegno pari a 100 miliardi di euro per anno entro il 2020 hanno trovato un accordo su come finanziarlo: una tassa sul trasporto marittimo e aereo.

Via | Le Figaro
Foto | Cop17

Conferenza sul clima a Durban: prolungati di 1 giorno i negoziati

Congresso di Durban: si va verso il rinvio dei trattati

Siamo ormai a poche ore dalla chiusura del congresso di Durban , ed a meno che questa sera non accada qualcosa di eccezionale, verranno confermate le predizioni fatte su queste pagine sin da prima dell’inizio della conferenza. Siamo molto vicini ad un accordo, ma molto probabilmente questo non si farà e tutto verrà rimandato al Rio +20 di giugno o forse anche oltre.

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Congresso di Durban: si va verso il rinvio dei trattati

Petrolio: entro 30 anni la Cina ne richiederà quanto gli Stati Uniti

Come se non ci fossero abbastanza motivi per abbandonare il petrolio , e gli altri combustibili fossili, per passare alle rinnovabili, un rapporto proveniente dalla Cina ce ne dà uno in più. Secondo le previsioni degli analisti, entro il 2040 il colosso asiatico potrebbe arrivare a richiedere tanto petrolio quanto ne richiedono oggi gli Stati Uniti .

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Petrolio: entro 30 anni la Cina ne richiederà quanto gli Stati Uniti

Riscaldamento globale, per i repubblicani non è altro che una farsa

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Mitt Romney

La Conferenza sul clima di Durban non ha speranze di partorire un Kyoto bis. In primo luogo perché si tratta di un modello per la riduzione delle emissioni che si è rivelato fallimentare, dal momento che i Paesi più inquinanti, Cina e Stati Uniti, non lo hanno mai ratificato né intendono farlo. Secondo perché, malgrado l’amministrazione Obama non rinneghi il riscaldamento globale, i Repubblicani, che hanno la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, sono a dir poco scettici e voterebbero contro qualsiasi proposta di riduzione e tassazione delle emissioni di gas serra.

I candidati repubblicani alle primarie del 2012 hanno più volte definito il riscaldamento globale una farsa, rifiutandosi di considerarlo un problema e negando qualsiasi responsabilità dell’uomo nell’aumento delle temperature globali. Un recente sondaggio dell’istituto di ricerca Pew, pubblicato dal Financial Times, rivela che, in una lista di ventidue priorità politiche, la lotta al riscaldamento globale occupa la penultima posizione. Si diceva che la sfida per il clima a Durban non sarebbe stata una passeggiata, ma per gli americani non è altro che una passeggiata… in Sudafrica.

Via | Le Monde
Foto | Mitt Romney

Riscaldamento globale, per i repubblicani non è altro che una farsa