Posts Tagged ‘stefania prestigiacomo’
Allerta maltempo mentre il Dl per il dissesto idrogeologico “è ancora fermo al palo”
Di fatto il Piano straordinario per il dissesto in molte regioni è ancora fermo al palo. Ad oggi al ministero dell’Ambiente non è stata assegnata alcuna risorsa e con il decreto legge di agosto, tutte le risorse Fas statali, incluse quelle per il dissesto, sono state cancellate. denuncia il ministro Stefania Prestigiacomo mentre la protezione civile ha evacuato circa 1.300 abitanti delle zone più colpite della Liguria dove, per precauzione le scuole primarie e dell’infanzia sono rimaste chiuse
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Allerta maltempo mentre il Dl per il dissesto idrogeologico “è ancora fermo al palo”
Stefania dice no: la centrale elettrica nel Parco del Gran Sasso non si farà
La centrale termoelettrica a ciclo combinato gas naturale e vapore proposta da Sithe Global a due passi dal Parco nazionale del Gran Sasso non si farà: il Ministero dell’Ambiente, retto da Stefania Prestigiacomo, ha dato parere negativo alla Valutazione di impatto ambientale.
A convincere la Prestigiacomo è stata la pioggia di no al progetto: una sfilza di comuni della provincia di Teramo e il Ministero dei Beni Culturali avevano bocciato l’idea di costruire una turbogas da quasi 1.000 MW a due passi dall’area protetta.
Per la precisione l’impianto era da 980 MW e, come spiega il sito abruzzese Prima da Noi, doveva sorgere
in contrada Cortellucci del comune di Teramo, al confine con i comuni di Montorio al Vomano (3km) e Basciano (3km), a 6,7 chilometri a sud del centro abitato del capoluogo teramano e a 10 km dal confine con il Parco Nazionele. L’acqua necessaria per il funzionamento della centrale e per gli usi sanitari verrà prelevata dall’acquedotto locale
Il parco, questa volta, è salvo.
Via | Prima da Noi, Ministero dell’Ambiente – Servizio Via
Foto | Flickr
Stefania dice no: la centrale elettrica nel Parco del Gran Sasso non si farà
Decreto fotovoltaico: le regioni, il sottosegretario Saglia e il ministro Prestigiacomo

Rinnovabili, fotovoltaico e quarto Conto energia: si naviga a vista. Dopo la bocciatura rimediata ieri in Conferenza Stato-Regioni dal ministro Paolo Romani per il suo decreto “ammazza rinnovabili” che stronca gli incentivi statali, seriamente non si capisce che fine farà il settore in Italia.
Lo stesso Romani aveva annunciato che il decreto lo firmava lo stesso, infischiandosene del parere dei governatori. A quanto pare ancora non ha avuto il coraggio di farlo. Forse perché, nel frattempo, si è espresso in maniera assai divergente il sottosegretario all’Energia, Stefano Saglia:
Il decreto ministeriale su fotovoltaico e solare si può modificare, oppure farne un altro ex novo
Tradotto: Paolino vacci piano che non decidi da solo. Poi si è espressa anche la governatrice del Lazio, Renata Polverini, che ha ipotizzato nuove “linee guida regionali”:
c’e’ stata una chiusura totale da parte del governo e dunque il parere delle Regioni non poteva che essere negativo. Le Regioni dovranno comunque attrezzarsi con delle linee guida. Credo che le linee guida siano necessarie e il Lazio, d’intesa con le Province, provera’ a definirle
Tradotto: vado avanti io che se aspetto voi facciamo notte. E Stefania Prestigiacomo? Prende tempo, ma non troppo:
Bisogna uscire con un accordo con le Regioni perché il decreto deve essere assolutamente ’sfornato’ entro la settimana. Le questioni di fondo sono state tutte risolte. Ora ci sono dei piccoli aspetti che bisogna approfondire
Tradotto: ho subito sto decreto fino a mo’, che fretta c’è adesso?
Via | Conferenza Stato-Regioni
Foto | Flickr
Decreto fotovoltaico: le regioni, il sottosegretario Saglia e il ministro Prestigiacomo
Il ministro Prestigiacomo autorizza le trivellazioni alle Tremiti

Autorizzate dal Ministero per l’Ambiente le trivellazioni alla ricerca di petrolio a 26 Km dalla Isole Tremiti. Siamo nel pieno del Parco Nazionale del Gargano, cioè in una riserva marina, ma per il Ministero dell’ambiente non sussiste alcun problema, tanto che ne autorizza le perforazioni dei pozzi. A sondare cosa ci sia sotto le acque dell’Adriatico una società irlandese, la Petroceltic Elsa. Per il ministro Stefania Prestigiacomo, di contro, tutta la normativa vigente in ambito della tutela ambientale è stata rispettata e le trivellazioni non arrecheranno danni all’ecosistema marino.
Secondo gli ambientalisti anche se si trovasse greggio, questo sarebbe di scarsa qualità e certamente non copioso, tanto che potrebbe bastare ai consumi italiani per appena un anno. Intanto tutte le associazioni che si sono costituite per contrastare le trivellazioni si sono date appuntamento per il prossimo 7 maggio al Porto di Termoli. Dopo le proteste dei cittadini la Prestigiacomo ha proposto di ampliare di qualche chilometro l’area destinata al parco marino. Ma secondo la Rete di associazioni contro le trivellazioni è solo un futile escamotage.
Via | Foggia Today, Altro Molise
Foto | Vieste
Il ministro Prestigiacomo autorizza le trivellazioni alle Tremiti
Trivellazioni Tremiti, Prestigiacomo: “Nessun problema, distanti dalle isole”
Le riceche di petrolio e di idrocarburi nelle acque a largo delle isole Tremiti , esattamente sono 26 i km di distanza che separano la terraferma e dalle trivelle della Petroceltic Elsa s.r.l., proseguiranno nonostante le proteste dalle popolazioni di Molise, Puglia e Basilicata, e del “No” dei sindaci dei Comuni del Mezzogiorno.
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Trivellazioni Tremiti, Prestigiacomo: “Nessun problema, distanti dalle isole”
Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altri
Volevate una conferma dello scontro che si sta consumando, causa decreto “ammazza rinnovabili”, tra le associazioni di categoria dell’energia fotovoltaica? Eccola, basta mettere a confronto le proposte sul nuovo Conto Energia, il quarto, fatte dal Gifi-Confindustria e dalle altre associazioni.
Prima di vederle nel dettaglio ricordiamo che il Gifi, cioè il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, appartiene a Confindustria. Associazione che, a sua volta, sta trattando con il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, sul ritorno al nucleare in Italia.
Le altre associazioni, invece, sono: Aper, Assosolare, Asso Energie Future, e Grid Parity che hanno stilato una proposta congiunta. Se le male lingue avessero ragione a pensare che Confindustria sta cedendo sull’energia fotovoltaica pur di non perdere l’affare nucleare, allora dovrebbe emergere abbastanza chiaramente che la proposta Gifi è molto più vicina di quella congiunta al concetto di “ammazza rinnovabili”. E’ maledettamente vero, dopo il salto vediamo perché…
Ecco la proposta del Gifi:
Estensione delle tariffe del 3° Conto Energia (2° Quadrimestre) fino al 30 settembre, mantenendo l’assegnazione delle tariffe in base all’entrata in esercizio. A partire dal mese di ottobre si applicheranno le seguenti riduzioni mensili fino a dicembre:
Edifici•1 – 1000 kWp: 8%/mese•>1000 kWp: 10%/mese
Altro•1 – 200 kWp: 8%/mese•200 – 1000 kWp: 13% a ottobre, 8% a novembre, 8% a dicembre •>1000 kWp: 10%/mese
Potenza massima incentivabile (Cap anno 2011): 9,5 GWp cumulato
Anno 2012 e seguenti
Edifici e Altro: Gennaio 2012 (rispetto a dicembre 2011)
•1 – 1000 kWp: 5%•> 1000 kWp: 10%
Per ogni trimestre successivo (1 aprile, 1 luglio, 1 ottobre, 1 gennaio di ogni anno):
•1 – 200 kWp: 3%/trimestre (fisso)
•> 200 kWp: 4%/trimestreA queste ultime riduzioni si applica un meccanismo autoregolatorio che preveda un’ulteriore riduzionein funzione della velocità d’installazione degli impianti. Tale meccanismo prevede un ulteriore 2% di riduzione della tariffa da aggiungere alla riduzione già prefissata al cambio trimestre per ogni mese di anticipo con cui si raggiunge l’obiettivo trimestrale in MWp, in modo da avere a disposizione una riduzione massima possibile fino all’8% a trimestre.
In caso di mancato raggiungimento di almeno i due terzi dell’obiettivo trimestrale, non si applica lariduzione tariffaria prefissata per il trimestre successivo. Nel caso in cui il cumulato nei trimestri successivi al primo di ogni anno non raggiungesse la soglia dei due terzi della potenza-obiettivo cumulata, la riduzione tariffaria non sarà applicata. Obiettivo dal 2012: 3 GWp/anno.
In pratica è quello che prevede il decreto “ammazza rinnovabili”, persino prima delle limature concesse per far star buona Stefania Prestigiacomo e farlo passare in Consiglio dei Ministri. Cambiano solo i tempi: i tagli sono leggermente più graduali. Poi resta sia il tetto alla quantità di impianti che si possono installare, sia la disincentivazione al fotovoltaico a terra.
Ecco, invece i punti principali della proposta di Aper, Asso Energie Future, Assosolare e Grid Parity:
a) Salvaguardia degli investimenti già avviati dalle imprese, con certezza delle tariffe fissate solo seimesi fa nel III Conto Energia, almeno fino a fine anno
b) Nessun limite alle installazioni, annuale o cumulato, per tipologia o per taglia. Quindi niente tetto annuale sui megawatt installati e niente tetto complessivo al 2020
c) Diminuzione costante delle tariffe sul modello tedesco fino a un taglio che può arrivare a unmassimo del 20% nel 2012
d) Per chi comincia a costruire oggi (a metà 2011), riduzione degli incentivi non superiore al 10% (piùun ulteriore 4% in caso di raggiungimento anticipato della soglia di 9,5 GW)
Secondo voi, a questo punto, a chi darà ragione Paolo Romani?
Via | Gifi, Asso Energie Future
Foto | Flickr
Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altri
BiciDay, seconda Giornata Nazionale della Bicicletta l’8 maggio 2011
L’idea arriva dal ministero per l’Ambiente: dedicare una giornata alla bicicletta, ossia il BiciDay. Nel giorno della Festa della mamma, giusto per non farsi mancare nulla.
Il Ddl sulla mobilità sostenibile che è attualmente al vaglio del parlamento prevede che siano adibite, in tutti gli edifici pubblici, aree riservate al parcheggio delle biciclette; che sui tram si possano trasportare bici pieghevoli; che siano previsti parcheggi a ridosso di stazioni treno e metrò per favorire l’interscambio. Nell’attesa che la camera si pronunci è stato stralciato il Biciday istituito per legge ogni seconda domenica di maggio, che ha appunto vita autonoma rispetto alle altre iniziative legate alla diffusione della cultura della bicicletta.
Spiega in un comunicato stampa il ministro Stefania Prestigiacomo:
Sarà una grande festa della mobilità sostenibile. L’iniziativa nasce con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e la Federazione Ciclistica Italiana, per dimostrare, ancora una volta, che la bicicletta può essere sempre di più un mezzo di locomozione sicuro e pulito, in grado di rendere le nostre città più vivibili e meno inquinate. Il “Biciday” che è il cuore del provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri spero diventi la giornata nazionale della mobilità sana e sostenibile. Il grande successo di pubblico della scorsa edizione, con centinaia di migliaia di persone, famiglie, gruppi organizzati in piazza sulle due ruote, è la dimostrazione di quanto sia avvertita l’esigenza di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini anche attraverso l’incentivazione di politiche rivolte alla mobilità eco-sostenibile
Lo scorso anno la risposta del pubblico fu interessante. Per quest’anno è possibile consultare il calendario degli eventi dal sito del Ministero per l’Ambiente.
BiciDay, seconda Giornata Nazionale della Bicicletta l’8 maggio 2011
Rinnovabili italiane, dopo l’incontro con Romani, tra certezze e perplessità
Si sono incontrati . Una prima riunione propedeutica secondo Romani .
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Rinnovabili italiane, dopo l’incontro con Romani, tra certezze e perplessità
Eni dopo il condono tombale vuole lo sconto sui danni ambientali
Eni rilancia e dopo aver ottenuto un condono tombale che chiuda per sempre il contenzioso con il MATT e gli italiani ora chiede che ci sia anche un maxi sconto. Un anno fa la conferma della condanna a Eni e la richiesta di risarcimento per l’inquinamento e danno ambientale dei siti di Mantova, Cengio (Sv), Pieve Vergonte (Vb), Avenza (Ms), Napoli Orientale, Brindisi, Crotone, Gela, Priolo Gargallo e Porto Torres.
Ne scrive Il Fatto quotidiano (17 marzo 2011, pag. 16) che racconta dell’offerta fatta da Eni al MATT: un maxi sconto per chiudere il contenzioso. Sul piatto Eni mette 450milioni di euro. Ma recentemente è stata condannata a pagare dal tribunale di Torino 1.833.475.405,49 (un miliardo ottocentotrentatremilioni quattrocentosettantacinquemila quattrocentocinque quarantanove) per il solo disastro ambientale nel lago Maggiore causato dagli stabilimenti ENI di Pieve Vergonte.
Scrive Eni nel suo comunicato stampa:
La proposta è volta a favorire gli interventi ambientali e la chiusura del contenzioso attualmente pendente in materia di bonifica e di danno ambientale.
Ma fa sapere il Ministro Stefania Prestigiacomo che a capo del dicastero dell’Ambiente vive lo sconforto della casse vuote:
Eni ci ha offerto 450milioni di euro. Una somma che sarà valutata dagli organi di del ministero competenti (Ispra e Covis NdR) ma sulla quale io ho già espresso un parere negativo per quel che concerne una prima valutazione politica. Non si arriverà in tempi brevi al condono tombale perché il procedimento è molto complesso e vale anche per le amministrazioni locali che dovranno adeguarsi una volta siglato: ma in questo momento gli unici che lucrano da questa situazione sono gli avvocati e francamente possiamo evitare questo spreco di risorse. Vorrei però ricordare che tutti coloro che hanno subito danni alla salute possono comunque continuare con le azioni legali a propria tutela. Questo accordo riguarda solo i danni all’ambiente.
Ma la vogliamo dire tutta? Io credo che sia davvero un insulto la misera offerta fatta da Eni a fronte di un condono tombale e credo anche che la Prestigiacomo non accetterà perché diversamente non riuscirebbe a sdoganare il nucleare in Sicilia, nella sua Siracusa (cioè a Priolo Gargallo o a Augusta) perché già troppo inquinata.
Via | Io amo l’Italia
Foto | MATT su Facebook
Eni dopo il condono tombale vuole lo sconto sui danni ambientali
Referendum nucleare, il governo getta la maschera. Romani: "drammaticamente impopolare"

Dopo il commento rubato dall’agenzia Dire al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ora arrivano pure le dichiarazioni ufficiali del ministro dello Sviluppo economico a mettere in serissimo dubbio il ritorno al nucleare voluto dal governo Berlusconi. Paolo Romani, durante il forum di Confcommercio a Cernobbio, ha ammesso che
Abbiamo davanti un referendum drammaticamente impopolare per noi. È pericoloso ma se tutto andava come doveva andare ce la potevamo cavare. Oettinger ha fatto una relazione terrificante e io per la prima volta ho fatto un intervento molto duro contro Oettinger dicendo che non possiamo approcciarci in modo emotivo
Gunther Oettinger è il commissario europeo per l’Energia e la differenza di approccio tra Europa ed Italia è sempre più preoccupante: la prima, dopo l’allarme nucleare di Fukushima, sembra aver capito (o almeno sta iniziando a capire) quanto sia pericoloso il nucleare. L’Italia, invece, non ha paura dell’energia nucleare ma del referendum nucleare che potrebbe ledere la fiducia degli elettori nel governo Berlusconi.
Tra il “non facciamo cazzate” della Prestigiacomo e il “drammaticamente impopolare” di Romani, infatti, non cambia proprio nulla: la maggioranza sa che a inizio giugno prenderà una batosta che ricorderà a lungo…
Via | Virgilio
Foto | Sviluppo Economico
Referendum nucleare, il governo getta la maschera. Romani: “drammaticamente impopolare”
