Posts Tagged ‘sviluppo sostenibile’

GreenGift per San Valentino: un pezzo di Amazzonia

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San valentino, regali eco

San Valentino si avvicina: quintali di cioccolato e milioni di fiori saranno venduti. Sono le ragioni del marketing e del consumo che onestamente non capiamo. Ma l’amore va sempre festeggiato: ci mancherebbe! Dunque un buon conpromesso tra la voglia di far festa all’amore della nostra vita e una responsabilità verso il consumo c’è.

Oltre a consigliarvi di scegliere di regalare piante in vaso, alberi da curare a distanza, cioccolato e fiori provenienti al commercio equoslidale vi suggerisco degli acquisti un po’ originali ma che fanno anche tanto bene: iscrizione a una delle tante associazioni che si occupano di preservare il Pianeta, dal WWF a Greenpeace a LAV a FIAB, solo per citarne alcune. Oppure adottare un pezzo di Foresta amazzonica, alberi in Brasile o un pezzo di barriera corallina. Le modalità qui.

Foto | Nature

GreenGift per San Valentino: un pezzo di Amazzonia

I pendolari risparmiano usando bicicletta e car sharing

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Pensolari: si risparmia se si usa bicicletta e car sharing

VelòQuebec rilancia via Fb lo studio di Sociecity. In alto vi riporto l’infografica. In sostanza su un percorso tipico del pendolare della durata di un anno è possibile risparmiare moltissimo denaro e anche inquinare meno se si abbina l’uso della bicicletta al car sharing ma io aggiungo meglio ancora se al car pooling.

L’autore del post consiglia di valutare il grande risparmio ottenuto come incentivo all’uso di mezzi alternativi sia all’auto di proprietà sia ai mezzi pubblici.

Nel caso di auto propria/bicicletta i calcoli sono stati effettuati mettendo a confronto un percorso tipo casa-lavoro di circa 12 miglia; in auto si impiegano, se non c’è traffico circa 31 minuti mentre in bici occorrono 59 minuti anche se c’è traffico; i costi sono ben diversi: per l’auto occorrono 16,61 dollari mentre per la bici sono stati calcolati 1,20 dollari. Senza contare i benefici per salute e ambiente se si preferisce l’uso della bicicletta all’automobile.

I pendolari risparmiano usando bicicletta e car sharing

NegaWatt: diminuire i consumi di energia aumentando i servizi

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Negawatt, il manifesto Thierry Salomon è un ingegnere francese che ha fondato l’associazione Négawatt attraverso cui diffonde il concetto dei Watt negativi ossia l’energia risparmiata attraverso una tecnologia o un comportamento, misurata proprio in negawatt. Il Manifesto recentemente pubblicato sta ottenendo un gran successo editoriale e dimostra che almeno in Francia l’interesse verso la transizione è un argomento che sta particolarmente a cuore.

I tre assi su cui si fonda sono sobrietà, efficcacia e rinnovabili. Il nucleare è decisamente tenuto fuori da questo processo. Lo spiega bene Salomon durante l’intervista rilasciata a Actu-Environnement dove racconta l’origine del movimento:

L’originalità di negaWatt sta nel dare un nome alle cose. Fino a ora non è stata nominato il risparmio energetico. In questo concetto è incluso un costo di riduzione, una sorta di inceppo che non riflette completamente l’immagine positiva che deriva da sobrietà e efficacia energetica. La nostra idea è positivizzare i negaWatt, renderli visibili, quantificarli e metterli a confronto mostrando il non consumo di energia con il consumo di energia. L’ispiratore del movimento è Amory Lovins (noi ne scrivevamo con qualche polemica qui). L’obiettivo è differenziare il servizio energetico dal consumo di energia. In altre parole: si può assolutamente ridurre il consumo di energia senza che diminuisca la qualità del servizio, anzi si potrebbe anche accrescere.

Ma da dove si potrebbe cominciare? Spiega Salomon che una prima istituzione che dovrebbe essere creata proprio per gestire il passaggio è una Alta Autorità della transizione energetica dotata di poteri e mezzi:

Secondo punto: fissare visione e ritmo della transizione attraverso una legge quadro sull’energia, che dia una vera visibilità ai cittadini, alla collettività, agli imprenditori per evitare situazioni di stop an go o crisi. Questa legge dovrebbe essere sintetica, chiara e che definisca gli orientamenti per i prossimi 5-10 anni. Infine è necessario che le comunità locali rimettano le mani sulle loro risorse energetiche, chiave della regolazione dell’energia, della produzione e del consumo.

Sostanzialmente definisce nell’energia di transizione il passaggio alla microgenerazione il che può avvenire evidentemente in maniera agevole per tutte le piccole comunità. Ma questa sembra essere solo una parte della soluzione. Infatti Salomon precisa ancora:

Ci sono tre punti forti. Il primo ruota intorno alla sobrietà e l’efficacia che si traduce, ad esempio, in un grande programma di rinnovamento degli edifici. La sobrietà deve entrare a far parte dei piani di urbanizzazione, nella mobilità, nell’occupazione dello spazio. Secondo punto di forza: il passaggio verso le rinnovabili per tutte le necessità. Terzo punto di forza. la flessibilità delle rinnovabili grazie alla varietà i fonti. Se ognuno di noi usa 80 watt per sostenere il proprio metabolismo, di fatto consumiamo, almeno in Francia, 7000 watt per consumi energetici vari: casa, trasporti, industria. E’ qui che dobbiamo intervenire nel ridurre il consumo almeno del 40% attraverso un servizio energetico più efficiente. L’idea è ritornare a meno di 2000 watt ma ottenuti da energie rinnovabili.

Insiste Salomon sulla riduzione degli sprechi attraverso coibentazioni efficaci, ad esempio. E sostiene che per risparmiare sul riscaldamento, ad esempio, è sufficiente un buon isolamento termico dell’edificio perché abbassare la potenza consente di ottenere margini di manovra sulla rete. A mancare all’appello però la volontà politica di portare cittadini e stati verso il punto di transizione.

NegaWatt: diminuire i consumi di energia aumentando i servizi

Jessica Alba lancia la sua linea di pannolini biodegradabili

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Jessica Alba lancia la sua linea di pannolini biodegradabili

Jessica Alba è una celeb. dal cuore bio. Negli Usa sopratutto tra i vip si sta diffondendo a macchia d’olio l’impegno verso la sostenibilità ambientale. Ma Jessica Alba supera l’impegno di Brad Pitt, Leo di Caprio o Julia Roberts tanto che ha messo su una piccola azienda The Honest Company che vende prodotti per l’infanzia: dai pannolini biodegradabili, ai detergenti bio, ai detersivi per il bucato.

L’attenzione verso questa gamma di prodotti è nata da quando Jessica Alba è diventata mamma e ha iniziato a comprendere la necessità di usare prodotti per l’igiene sia della persona sia della casa quanto più neutri e ecologici. Nella presentazione dei pannolini biodegradabili Jessica Alba mette in guardia se si sceglie di acquistare pannolini convenzionali: dall’uso di materie prime derivate da idrocarburi fino alla fine dei pannolini nell’inceneritore con la diffusione delle diossine.

I prodotti si acquistano on line e sono consegnati a casa, ovviamente negli Stati Uniti. Comunque la portata etica del progetto va ben oltre: infatti per ogni prodotto acquistato da The Honest Company devolve una parte della somma a baby2baby associazione che aiuta famiglie in difficoltà.

Via | marcelgreen

Jessica Alba lancia la sua linea di pannolini biodegradabili

Da Santoro l’economista Latouche rilancia la decrescita felice

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Colpo di genio di Michele Santoro durante la puntata di ieri di Servizio Pubblico: mette a confronto l’attuale situazione economica e le proteste democratiche del Movimento dei forconi in Sicilia con la prospettiva di decrescita felice di Serge Latouche. Le teorie dell’economista scatenano le nausee a Alessandra Mussolini ma il pubblico applaude l’intervento di Latouche.

Sul tavolo della discussione la Tobin Tax (spauracchio di tutte le banche) e il vecchio claim caro ai comunisti e sindacalisti degli anni ‘70: “lavorare meno ma lavorare tutti”. E questa volta la motivazione che spingerebbe a una diversa redistribuzione del lavoro non è la prospettiva socialista ma la prospettiva di contenere la crisi economica.

Altro concetto esposto è l’abbondanza frugale:

La nostra società non è di abbondanza ma di scarsità. E’ fatta per farci desiderare sempre di più per consumare sempre di più. Non dobbiamo mai essere saziati e dobbiamo sempre essere frustrati.

Da Santoro l’economista Latouche rilancia la decrescita felice

Outfit Armani ecologico ai Goldeng Globe

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Livia giuggioli in Armani con stoffa in PET riciclato Poliestere riciclato di alta qualità. Questo il tessuto che Giorgio Armani ha voluto per confezionare l’abito da gran galà per Livia Giuggioli mostrato in tutta la sua scintillante bellezza sul Red Carpet ai Golden Globe 2012. Dunque Re Giorgio ha chiesto il Newlife di Filature Miroglio ottenuto dal riciclo di bottiglie di plastica. L’intera filiera, dalla materia alla produzione è italiana nonché certificata. Inoltre il processo di trasformazione del PET in tessuto è meccanico e non chimico.

Questa è la prima uscita per il 2012 per il Green Carpet Challenge, il progetto di Livia che vuole portare gli stilisti più famosi a progettare e produrre abiti ecologici. Obiettivo: dimostrare che anche l’industria pesante della Moda può e deve diventare sostenibile e attenta all’ambiente.

I gioielli indossati da Livia moglie di Colin Firth, sono della collezione Damiani azienda attenta all’eticità delle materie prime, appunto oro e pietre preziose. I due orecchini sono datati 1930 e dunque gioielli vintage, mentre l’anello è di Alberto Parada, gioielliere sostenibile.

Scrive Livia sul suo blog:

Questo è solo l’inizio. Quale altro grande stilista farà il prossimo passo sul Green Carpet Challenge? Non vi faremo aspettare troppo!

Outfit Armani ecologico ai Goldeng Globe

Raccolta di cellulari usati da trasformare in cucine solari

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Raccolta cellulari usati Parte per la prima volta in Italia la raccolta di cellulari usati per l’iniziativa Abbiamo tanti progetti appesi ad un filo. L’immagine è quella che vedete accanto, cellulari appesi ad un filo con delle mollette, come fossero un bucato steso al sole. La raccolta serve a finanziare progetti nel Sud del mondo.

Infatti i cellulari usati saranno rilevati da una società che si occuperà di rigenerarli quando possibile o di recuperare materie prime e di versare a Magis, Movimento e azione dei Gesuiti italiani per lo sviluppo un corrispettivo in denaro. L’associazione userà questi soldi per fornire cucine solari in Ciad.

Perché sono utili queste cucine solari? Perché per cucinare con il fuoco sono estirparti gli arbusti il che sta alimentando ulteriormente la desertificazione della zona:

In Ciad, uno dei paesi più poveri del continente africano, il MAGIS punta a realizzare 100 cucine solari per migliorare le condizioni socio-familiari delle donne e delle loro comunità. L’intervento – già avviato da qualche anno nella Diocesi di Sahr e Mongo ove opera Fr. Rusconi sj – punta a coinvolgere oltre 300 gruppi di famiglie, che useranno collettivamente le cucine solari, riducendo l’estirpazione di cespugli e arbusti finora utilizzati per alimentare il fuoco e frenando così la desertificazione incombente. Una decina di giovani apprendisti saranno addestrati come fabbri per assicurare, tra l’altro, la manutenzione delle cucine solari. Si tratta di un’esperienza pilota che, sulla base dei risultati che verranno ottenuti e dei vantaggi conseguiti, punta a porsi nei confronti delle comunità circostanti come un modello da imitare, allargando progressivamente i benefici dell’iniziativa.

Per maggiori informazioni anche sul concorso aperto alle scuole potete scrivere una mail a campagna.cellulari@magisitalia.org, visitare il sito della Magis e qui la mappa dei circa 450 punti di raccolta per consegnare i vostri cellulari usati.

Foto | Magis

Raccolta di cellulari usati da trasformare in cucine solari

Liberalizzazioni governo Monti: in allarme i Comitati per l’acqua pubblica

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giù le mani dall'acqua pubblicaL’acqua pubblica non piace. C’è poco da fare: il prezioso liquido che sgorga dai rubinetti casalinghi fa gola e non solo agli assetati, ma anche ai politici. Motivo per cui il Forum italiano dei movimenti per l’acqua lancia una nuova raccolta firme (qui la petizione on line), per impedire che le norme abrogate nel referendum del 12 e 13 giugno 2011 sbuchino nuovamente sotto forma di decreto.

Scrivono i Comitati:

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato. Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Liberalizzazioni governo Monti: in allarme i Comitati per l’acqua pubblica

Al via il concorso fotografico PhotoForChange, il vivere sostenibile nell’economia che cambia

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photoforchange

Photoforchange, il vivere sostenibile nell’economia che cambia, è un concorso fotografico volto ad immortalare il cambiamento operato dagli stili di vita amici dell’ambiente.

E non poteva che chiamare in causa la giovane Europa, ragazzi e ragazze con l’obiettivo puntato su un futuro necessariamente sostenibile e sulla conversione ecologica. Al contest, promosso dai partner del progetto europeo CITY_SEC, potranno partecipare giovani italiani, greci, croati, svedesi, ungheresi e polacchi.

Photoforchange si propone di

rappresentare personaggi, realtà, luoghi e azioni della transizione energetica e di un nuovo sistema economico e produttivo nato dall’innovativo rapporto tra uomo e ambiente, con conseguenti benefici sociali e occupazionali, esaltando l’espressività di un territorio tra tradizione e innovazione.

Le migliori fotografie verranno incluse in un catalogo dedicato e faranno parte di una mostra a Bruxelles. C’è tempo fino al 31 marzo 2012 per inviare le proprie foto. La partecipazione è gratuita. Trovate tutte le altre informazioni in merito nel bando.

Via – Foto | Facebook Photo For Change

Al via il concorso fotografico PhotoForChange, il vivere sostenibile nell’economia che cambia

Las Vegas: gli energivori del Pianeta scoprono di non avere soldi

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Alan Mullally

Gianluca Pezzi è a Las Vegas per il 2012 International CES e ha seguito per Downloadblog l’Innovation Power Panel Keynote. Che cos’è il CES? E’ la fiera dei gadget e dei prodotti di elettronica voluto dalla Consumer Electronics Association (CEA). Da qui passano tutti, ma proprio tutti gli aggeggi elettronici che ci ritroveremo tra qualche mese in commercio: dalle super Tv a ameni giocherelli che succhiano energia e di cui spesso, troppo spesso non ne abbiamo bisogno. Ma è il Buzz, baby e poi vogliamo togliere per caso all’americano medio il suo consumo di 11,4 kW per persona?

La location scelta, Las Vegas ci dice che ci troviamo nel più grande parco giochi per adulti al mondo dopo Abu Dhabi e in una delle zone più energivore del Pianeta. A discutere del futuro dell’elettronica e dei suoi giocherelli Usula Burns (chairman e CEO di Xerox), Alan Mulally (presidente e CEO di Ford) e John Stratton (presidente di Verizon Enterprise) moderati da Gary Shapiro, presidente e CEO della Consumer Electronics Association (CEA).

Le idee in merito agli investimenti e al taglio che ne è derivato dalla crisi economica sono chiari, scrive Pezzi:

Dobbiamo togliere la pressione sull’abbattimento dei fondi sugli investimenti. Mulally è d’accordo: se fermi gli investimenti è come abdicare. Qualcun altro può insidiare la tua posizione. E’ proprio investendo che cerchiamo di essere pionieri dell’innovazione. Stratton prosegue il discorso: ogni tecnologia di successo è frutto di una lunga ricerca. La ricerca porta a nuovi prodotti, con i quali si faranno buoni profitti. Se uno vuole i profitti, deve investire.

Poi seguono una serie di salamelecchi a proposito della capacità di essere le persone giuste al posto giusto, di sapersi reinventare, di saper crescere, di riuscire a superare errori e fallimenti. Ok ma se i soldi non ci sono, come non ci sono, come possono le aziende investire in innovazione? La scelta è obbligata, rispondono i guru: è necessario investire tirando fuori i soldi (e qui evidentemente rimandano alle banche la questione).

Questa è la visione che ha questo mondo rispetto agli stili di vita: consumare, investire e consumare ancora di più. I guru rappresentano multinazionali che producono oggetti che necessitano per essere realizzati di risorse e energia, ma non si sono posti minimamente la necessità di una visione più globale per approcciare alla questione: ossia ci servono davvero solo soldi in più per riuscire a produrre nuovi oggetti che consentano di superare la crisi economica? O possiamo progettare un sistema diverso di gestione delle risorse del Pianeta e dell’energia? di nuovi stili di vita che puntino non al consumo ma alla qualità e non alla quantità?

Ecco, oggi il nostro futuro dipende da queste mentalità, da queste teste parziali. Poi magari a casa ognuno di loro farà la raccolta differenziata, per carità!

Las Vegas: gli energivori del Pianeta scoprono di non avere soldi