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Prevedere i terremoti: Giampaolo Giuliani presenta il suo studio sui precursori
Giocchino Giuliani detto Giampaolo, è l’uomo che da quel terribile 6 aprile 2009, giorno del terremoto in Abruzzo, sta destabilizzando il mondo scientifico con le sue teorie, asserendo di essere in grado di prevedere i terremoti.
Gli scienziati hanno sempre chiesto a Giuliani delle relazioni scientifiche considerate necessarie a sostenere gli esperimenti condotti dal tecnico abruzzese. Il Giuliani però ha semplicemente risposto che i dati erano sulla sua scrivania e a disposizione di chi li volesse leggere. Ma la prassi scientifica e accademica è ben diversa e dunque ecco arrivare un primo studio sui precursori dei terremoti presentato nei giorni scorsi al EGU (European Geosciences Union) che si è tenuto a Vienna. Il titolo della ricerca è: Atmosphere Awakening Prior to Abruzzo, Italy M 6.3 Earthquake of April, 6 2009 revealed by joined satellite and ground observation scritto in collaborazione con Sergey Pulinets, Dimitar Ouzounov, Luigi Ciraolo e Patrik Taylor.
Ha detto Giuliani:
Sicuramente questo convegno internazionale sarà ricordato come la pietra miliare per lo studio dei precursori sismici e la possibilità di poter prevedere forti terremoti con un largo margine di anticipo. Molti sono stati gli scienziati che si sono trovati concordi nel valutare la possibilità di unire gli sforzi a livello internazionale, costituendo dei gruppi di ricerca nelle varie specializzazioni scientifiche per trarre informazioni da tutti gli elementi che permettono di osservare anomalie preventive sui terremoti. Vale la pena ricordare alcuni nomi degli scienziati presenti a Vienna, non ultimi gli italiani, dall’Università di Bari il Prof. Pierfrancesco Biagi, dall’Università della Basilicata il Prof. Valerio Tramutoli, Michael E. Contadakis dalla Grecia, Katsumi Hattori dall’Università di Chiba Giappone, Tsanyao Frank Yang dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Taiwan. E’ stata per me motivo di grande soddisfazione, ricevere da parte di tutti i ricercatori presenti a Vienna, un consenso unamine e una volontà di realizzare a livello mondiale l’Early Warnig System.
Via | Impronta l’Aquila

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L’Ingv studia il radon ma precisa:" Non si possono ancora prevedere i terremoti"
L’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, studia il radon anche se precisa che non esiste al momento alcuna possibilità di previsione dei terremoti. Il dato sin qui osservato è sintetizzato da Sergio Vinciguerra, coautore della ricerca attualmente in pubblicazione su Geophysical Reaserch Letters (GRL). Il progetto che ha studiato l’aumento e la diminuzione di gas radon nei processi di rottura delle rocce prima dei terremoti ha ottenuto finanziamenti attraverso TRIGS (www.trigs.eu). Ha detto Vinciguerra a Report On Line:
La nostra scoperta ha permesso di isolare i meccanismi fondamentali che determinano la diminuzione e l’aumento dell’emissione di radon prima dei processi di rottura, che avvengono durante terremoti o eruzioni vulcaniche. Stiamo estendendo l’analisi ad altre litologie con diversi contenuti di vuoti per studiarne l’emissione di radon in funzione del carico applicato. Questo ci permetterà nei prossimi anni di sviluppare un modello per i cambiamenti di emissione di radon osservati e fornire un supporto quantitativo all’interpretazione delle anomalie di questo gas prima di eventi sismici e vulcanici. Colgo l’occasione per precisare che solo attraverso l’integrazione di studi sistematici, come questo, di un fitto monitoraggio del radon e degli altri segnali precursori e una conoscenza dettagliata del contesto geologico, che il nostro istituto ha sviluppato negli anni è possibile giungere al riconoscimento di segnali premonitori, con bassi margini di errore.
E precisa, cautamente l’Ingv che:
I risultati finora raggiunti in questo campo, compreso l’articolo GRL in questione, ci hanno permesso di comprendere meglio molti dei segreti del nostro pianeta ma finora non hanno assolutamente alcuna possibilità di applicazione pratica per la previsione deterministica dei terremoti. Tale possibilità non esisteva nel recente passato (all’epoca del terremoto de L’Aquila), non esiste nel presente e possiamo affermare che non esisterà nel futuro a breve e medio termine.
In una intervista rilasciata a Abruzzo24ore.tv Giampaolo Giuliani, il tecnico che studia da anni il radon, dopo essere stato messo alla berlina da un video dell’Ingv si dice soddisfatto del fatto che gli scienziati si stiano occupando di quello che ha sempre definito il suo campo di ricerca. E se iniziassero a collaborare?
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Terremoti: quelli di Marche e Abruzzo sono collegati
In alto il video dell’intervista al geologo Antonio Moretti a cura di Abruzzo24ore che spiega come i terremoti che si sono avuti sino a oggi in Abruzzo e nelle Marche siano collegati. Del fatto che i terremoti potessero essere legati da una subdola relazione , ne avevamo parlato qualche post fa su ecoblog. Il fenomeno della relazione è ancora oggetto di studio ma secondo le prime previsioni, almeno nelle Marche e in Abruzzo, le scosse sono destinate a continuare se come spiega il geologo Moretti è in atto la migrazione dell’Appennino verso la penisola balcanica.
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