Posts Tagged ‘tonno rosso’
Animali in via di estinzione, 2011 annus horribilis
Il 2011 è stato un anno terribile per gli animali in via di estinzione . Alcuni purtroppo non ci sono più, altri invece hanno visto ridursi ulteriormente il numero della loro popolazione, ed ormai sono arrivati molto vicini alla sparizione definitiva. Gli anni che ci attendono, nonostante gli sforzi per la conservazione, saranno terribili dal punto di vista della distruzione dell’habitat, della caccia e della pesca di frodo ed altre cause che portano alla loro estinzione, ma vediamo quali sono gli animali simbolo di questo 2011 che sta per concludersi
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Tonno rosso, con il decreto taglia quote la protesta dei tonnieri

Il tonno rosso è una specie preziosa e in via d’estinzione. E’ preziosa per l’ecosistema, innanzitutto e poi per l’economia poiché è uno dei pesci più apprezzati e ricercati. Ecco perciò che dopo le varie e estenuanti trattative per la sua salvaguardia si è deciso di imporre in ambito internazionale il fermo pesca, che però non piace ai pescatori. Nel mar Mediterraneo, perciò si sta giocando un corpo a corpo tra pescatori e limiti imposti dall’ICCAT. Secondo i tonnari queste limitazioni non fanno altro che favorire i pescatori giapponesi. Come scrive in una lettera- denuncia all’Ue l’Associazione nazionale degli allevatori del tonno mediterraneo all’Europa:
Abbiamo denunciato in passato la strategia commerciale illegale dei produttori giapponesi i quali stanno diversificando le loro tradizionali attività verso pratiche di allevamento e pesca illegale di tonni Bluefin nel Pacifico senza controlli né restrizioni. In pratica mentre le autorità giapponesi giocano il ruolo di “difensori della risorsa” nell’ICCAT, fanno man bassa illegalmente di novellame di tonno rosso proveniente da altri mari minacciando l’industria europea del tonno con pratiche commerciali distruttive.
E’ accaduto che la pesca al palangro è stata chiusa anticipatamente il 23 maggio scorso per sforamento delle quote: +150%. Dunque resta attiva solo la pesca a circuizione, meglio nota come la mattanza. Ebbene a causa del maltempo non sono stati pescati abbastanza tonni anche se in realtà i tonni della quota sforata con la pesca al palangro colmerebbero la mancanza. Ma i tonnari chiedono una settimana in più per completare la pesca. Il decreto però del ministro Romano per la ripartizione delle quote pescate a circuizione è stato firmato.
Secondo quanto scrivono i tonnieri di Confocooperative-Federpesca il tonno rosso nel Mediterraneo gode di ottima salute e chiede per il prossimo anno di spostare la pesca a giugno piuttosto che a maggio:
Saremmo ben disposti a barattare le due settimane di maggio con una in più a giugno. Del resto le risorse ci sono e sono in ottimo stato come dimostra la grandezza media decisamente elevata, dei tonni che sono stati catturati quest’anno.
Spiegano che le imbarcazioni autorizzate alla pesca sono diminuite notevolmente:
Dalle 68 imbarcazioni nella campagna di pesca 2008 alle 49 nel 2009, fino alle 12 imbarcazioni nel 2011 e le 9 nel 2012. Gli occupati sono passati da oltre 1000 a poco meno di 200. Ad oggi, nonostante la campagna di pesca per le imbarcazioni con il sistema a circuizione sia iniziata il 15 maggio, siamo ben lontani dal raggiungere la quota assegnata all’Italia, a causa delle avverse condizioni metereologiche. L’acqua troppo fredda e i venti rendono difficili le catture e il trasbordo in gabbia dei tonni. Oltre al danno, quindi, non vorremmo proprio dover subire anche la beffa di pagare il conto per colpe non nostre.
In tutto ciò cosa possiamo fare noi consumatori per proteggere il tonno rosso? Se proprio ci scappa di comprarlo assicuriamoci della provenianza e leggiamo sulle etichette delle scatolette se proviene da pesca sostenibile.
Via | Federcoopesca
Foto | Flickr
Tonno rosso, con il decreto taglia quote la protesta dei tonnieri
Sea Shepherd: campagna choc per salvare il tonno rosso
Quando vedete un tonno pensate a un panda. Questo è lo slogan della nuova campagna della Sea Sheperd Conservation Society.
In una serie di poster scene di pesca nella quale i panda prendono il posto dei tonni. Le immagini choc proposte dall’associazione usano la fama del panda simbolo di una specie da proteggere per sensibilizzare sull’estinzione del tonno rosso. Se non vi saranno consistenti tutele il tonno rosso rischia di sparire nel 2012.
Riferisce Sea Shepherd che si è persa già l’85% della popolazione di tonno rosso a causa dell’industria della pesca.
Foto | Maxisciences
Il sushi di Masdar City
Ricordate Masdar City? E’ un grande progetto in Abu Dhabi, Emirati arabi, di città sostenibile: zero rifiuti, zero emissioni, zero auto. Almeno sulla carta. Eppure sembra che a infrangere il brillante primato stia intervenendo il commercio. Infatti da qualche tempo ha aperto un sushi bar.
Tra le specialità del Sumo Sushi, che è proprio una catena dedita alla ristorazione, c’è l’anguilla di acqua dolce e il tonno rosso. Ovviamente a Masdar non c’è acqua dolce e il tonno rosso è una delle specie a rischio estinzione. La peculiarità dei negozi e dei prodotti venduti a Masdar city è che dovrebbero essere sostenibili.
Via | GreenProphet
Foto | Flickr
Tonno rosso, ridotta di 600 tonnellate quota UE
A fronte delle 13.500 tonnellate previste per l’anno corrente, nel 2011 la quota di tonno rosso pescabile nell’ Unione Europa si attesterà a 12.900 tonnellate . E’ quanto hanno deciso oggi a Parigi i delegati dei cinquanta Paesi afferenti alla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (Iccat)

Tonno rosso, la Ue decide di non tutelarlo più
Nonostante sia una delle specie in via di estinzione più chiacchierate degli ultimi tempi, tanto di diventare uno dei simboli delle specie a rischio come gli orsi polari o i panda, come riportato dall’ Associated Press , la pressione proveniente da alcuni Paesi come Francia, Spagna e altre nazioni del Mediterraneo ha costretto l’ Unione Europea ad abbandonare i piani per ridurre notevolmente le quote di pesca annue di tonno rosso . Ai tassi attuali, dove i numeri reali sui livelli di cattura di questi pesci sono di gran lunga superiori a quelli ufficiali, il tonno rosso potrebbe rischiare l’ estinzione ancor prima di quanto si possa immaginare: entro il 2012. Dopo una trattativa estenuante, le 27 nazioni dell’UE hanno abbandonato il piano, in discussione da anni, in cui si discuteva di tagliare le quote di pesca in base ai pareri scientifici

Non comprate scatolette di tonno: anche il tonno pinna gialla è a rischio estinzione

Evidentemente la disinformazione e il rimestare nel torbido è una attività che piace a alcuni lettori di questo blog. Non è bastato pubblicare l’invito a consultare la lista rompiscatole di Greenpeace prima di acquistare una scatoletta di tonno (qui la versione aggiornata sul web); a vedere Report di ieri (qui la puntata) per capire in che situazione versa la pesca scellerata al tonno rosso e al tonno varietà pinna gialla (Thunnus albacares). Per ogni informazione completa Greenpeace ha pubblicato anche il report sul tonno.
Il tonno, nelle sue varietà rischia l’estinzione. Oltre a non mangiare tonno rosso, non si dovrebbero acquistare le scatolette di tonno, almeno finché la pesca non sarà divenuta più sostenibile: è in corso è una sensibile riduzione degli stock di tonno a pinna gialla causati anche dal sistema di pesca FAD. Scrive Greenpeace:
I FAD sono trappole mortali soprattutto per esemplari giovani di tonno: gran parte delle catture accessorie sono, infatti, costituite da esemplari immaturi di tonno pinna gialla e tonno obeso (Thunnus obesus). La pesca con reti a circuizione su FAD è pertanto considerata una delle cause principali dell’esaurimento di tali stock.11. Poiché il tonno pinna gialla e il tonno obeso sono specie di grande valore commerciale, ucciderne esemplari immaturi non è solo un atto distruttivo da un punto di vista ambientale, ma anche, in termini economici, una dimostrazione della vista corta del settore.
I consumatori, finché non sono informati non possono fare nulla. Nel momento in cui però viene reso noto che il tonno rosso e il tonno a pinna gialla rischiano l’estinzione per una pesca industriale scellerata allora hanno il dovere di far sentire la loro voce anche smettendo di acquistare i prodotti incriminati, come atto di protesta. Tocca ora all’industria e alla politica fornire risposte sostenibili per la pesca al tonno rosso e al tonno pinna gialla. L’Europa, ora deve chiedere la tracciabilità in etichetta della specie di tonno che si trova in scatoletta; del lla provenienza del pescato; e dei sistemi di pesca usati.
Foto | Greenpeace
Non comprate scatolette di tonno: anche il tonno pinna gialla è a rischio estinzione
Slowfood, ecco la lista dei pesci buoni da acquistare

Dopo aver consultato la lista rompiscatole di Greenpeace per acquistare scatolette di tonno sostenibile (in alternativa c’è la ricetta degli spaghetti al tonno fujuto) ecco la lista dei pesci da mangiare: mangiamoli giusti,dove sono elencate le specie da acquistare sia per provenienza sia per grandezza.
Acquistare pesce non è così semplice come sembra. Oltre a saper distinguere se il pesce è fresco o meno, bisogna sapere anche dove è stato pescato e se è nell’età giusta per essere lì sul bancone del pescivendolo. In genere le etichette ci dicono la sua origine in maniera però quanto meno astrusa: zona FAO 37…Zona FAO 34. Ecco, un po’ complesso da decifrare e non ho ancora capito perché non scrivono chiaramente: pescato nel nel mare Mediterraneo, Oceano Atlantico ecc.?
Capitolo pesce d’allevamento: conviene sempre? Non sembra, a leggere la guida di slowfood. Molti pesci sono carnivori e dunque viene usato mangime a base di proteine delle carne per farli crescere nelle acque di allevamento; gli allevamenti intensivi di pesci non sono diversi da altri generi di allevamenti intensivi dove sono usati antibiotici e gli animali vivono in spazi angusti e non sempre pulitissimi.
Infine, quanti di voi sanno che spesso nel piatto mettono uno squalo? e quanti sanno a quanto ammonta l’impatto ambientale di un allevamento intensivo di salmoni?

Rabbia Blu, operazione in difesa del tonno rosso: perché l’estinzione è per sempre

L’associazione internazionale Sea Shepherd Conservation Society ha appena lanciato l’Operazione Blu Rage, Rabbia Blu, una campagna in difesa del tonno rosso nel Mediterraneo, perché “l’estinzione è per sempre”.
La stagione della pesca del tonno rosso nel Mediterraneo comincia proprio a maggio e dura fino ad agosto, il che significa che l’operazione Rabbia Blu contro la pesca illecita del tonno rosso nelle acque del Mediterraneo sarà lunga.
L’associazione, a bordo della Steve Irwin che solcherà le acque del Mediterraneo per tutta l’estate, si impegna a fare il possibile per difendere il tonno dall’estinzione secondo quando stabilito dalle leggi e dagli accordi internazionali. Per chi volesse seguire l’operazione RabbiaBlu da vicino, l’equipaggio aggiornerà il blog.
Se non riuscite ad essere blu, né rossi dalla rabbia per la pesca al tonno perché il sushi vi piace troppo, potete dare il vostro contributo alla causa scegliendo di non mangiare tonno rosso e/o provando le alternative sostenibili.

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Rabbia Blu, operazione in difesa del tonno rosso: perché l’estinzione è per sempre
I Paesi del Mediterraneo tolgono il divieto al commercio del tonno rosso
Il cosiddetto “ Club Med “, cioè il gruppo dei Paesi meridionali dell’ Unione Europea , ha eliminato il divieto al commercio del tonno rosso , il quale poi viene trasformato nel pregiato pesce giapponese sushi. Ovviamente questa decisione ha scatenato l’ira degli ambientalisti , dato che le popolazioni di tonno rosso sono in calo pericolosamente in tutto il mondo . Due settimane fa la Commissione europea ha deciso, dopo settimane di discussione, di accettare una proposta proveniente da Monaco di vietare il commercio di tonno rosso

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