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Riduzione tariffe incentivanti fotovoltaico: il caso tedesco
Leggevo nei giorni scorsi (con una certa curiosità) del caso della Germania relativo agli incentivi al fotovoltaico; ebbene, nel corso dell’ultimo semestre, le installazioni di questa tecnologia sarebbero diminuite drasticamente, tanto che, se non ci sarà una inversione di tendenza nell’anno in corso, si potrebbe registrare una diminuzione del 60% della potenza installata rispetto al 2010.
Se così fosse si tratterebbe di numeri non da poco che assumerebbero una valenza di un certo spessore se si considera che, appena nel 2010, era stato programmato (alla stregua di quanto accaduto qui da noi con l’introduzione del Quarto Conto Energia) un ridimensionamento delle tariffe incentivanti inversamente proporzionale all’aumentare del numero di impianti fotovoltaici installati per l’anno in corso.
Una delle possibili spiegazioni a questa brusca frenata potrebbe quindi essere ricercata sulle minori certezze negli investimenti che avrebbero dissuaso parecchie persone a puntare sul fotovoltaico. Premesso ciò mi chiedo: se questo succede in Germania, dove grazie a politiche lungimiranti si è riusciti a creare anche un sistema industriale di produzione delle tecnologie stesse, cosa ne sarà del fotovoltaico italiano? Forse il settore ha dei prezzi ancora proibitivi per pensare che le tariffe incentivanti possano cessare di esistere in pochi anni?
Certo, sappiamo che gli incentivi alle rinnovabili nascono con un chiaro intento che è quello di permettere a tecnologie emergenti e dai costi elevati di avere diffusione nel mercato; il punto però è proprio questo: il settore del fotovoltaico è già pronto a marciare con le proprie gambe o è ancora troppo presto? I numeri tedeschi ci indicano (forse) che i tempi non sono ancora maturi.
La mia però è soltanto una riflessione personale e l’economia, si sa, è una disciplina spesso poco prevedibile. Intanto dalla Germania fanno sapere che, dato che la potenza non ha superato la soglia stabilita dalla legislazione, non verrà applicata alcuna decurtazione delle tariffe al fotovoltaico (che sarebbe dovuta essere di almeno il 3%) per l’anno in corso; si sarebbero infatti dovuti superare 875 MW nel periodo marzo-maggio 2011 e andare cioè oltre 3.500 MW su base annua.
Via | Energymanager.net
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Riduzione tariffe incentivanti fotovoltaico: il caso tedesco
Emergenza smog: il Comune di Saronno proroga il limite dei 30 km/h per gli autoveicoli

Appena qualche settimana fa abbiamo discusso su Ecoblog sul limite di velocità di 30 km/h per gli autoveicoli nelle città e dei riflessi di questo regolamento sull’inquinamento atmosferico. In quell’occasione i dubbi del sottoscritto andarono a sommarsi a quelli di alcuni lettori: in sostanza emerse che se un’ordinanza del genere poteva avere dei risvolti positivi in tema di sicurezza, altrettante certezze non si avevano sull’effettiva riduzione dell’inquinamento atmosferico. Ebbene pochi giorni fa il sindaco Luciano Porro di Saronno, in cui è stato introdotto il limite di 30 km/h nella città, ha deciso di prorogare l’obbligo sino al 15 aprile prossimo.
Si tratta di un’ordinanza che non può passare inosservata dato che il motivo della proroga è da ricercarsi sul persistere del superamento dei limiti per l’inquinamento derivante da PM10. Detto ciò il mio dubbio è il seguente: o non si è riusciti a far rispettare il limite di velocità ai cittadini (poco probabile) o effettivamente associare il concetto di bassa velocità ad una diminuzione sensibile dell’inquinamento nella città ha concretamente poco senso.
Che dire, siamo alle solite; in Italia casi come questo dimostrano che purtroppo non si riesce ad applicare politiche concrete di mobilità sostenibile e si preferisce cercare soluzioni che risultino il meno impopolari possibile. Intanto, forse perché si tratta di un sistema poco efficace per ridurre l’inquinamento, nella Provincia di Milano si è deciso di non prorogare il limite di velocità dei 70 km orari e riportarlo a 90. E voi, a riguardo, cosa ne pensate?
Via | Comune.saronno.va.it; Ecodallecitta.it
Foto | Flickr
Emergenza smog: il Comune di Saronno proroga il limite dei 30 km/h per gli autoveicoli
A causa dell’inquinamento da ormoni crescono le tette?
Se qualche tempo fa gli studiosi ci informavano che il pene dei maschietti italiani diminuiva a causa dell’inquinamento ambientale, oggi studiosi inglesi ci dicono che per la stessa causa alle donne aumenta il volume delle tette.
L’ambiente o meglio le condizioni ambientali, l’alimentazione e lo stile di vita modificano gli esseri viventi. E quale sarebbe il fattore scatenante dell’aumento delle tette? Gli estrogeni.
Spiega Marilyn Glenville, nutrizionista e endocrinologa:
E’ chiaro che non stiamo parlando solo di grasso, ma di un aumento dei livelli del tessuto mammario. Così dobbiamo guardare a ciò che stimola la crescita del tessuto del seno – e questo è l’estrogeno, l’ormone sessuale femminile. L’estrogeno consente al corpo delle donne di cambiare durane la pubertà.
Le donne perciò sarebbero più esposte agli estrogeni, il che starebbe influenzando lo sviluppo sessuale:
- Questa generazione di donne è nata da quel primo gruppo di mamme che preso la pillola per lunghi periodi. Noi non sappiamo ancora come questa maggiore quantità di estrogeni influisca tra madre e feto.
- Gravidanze ritardate e riduzione del periodo di allattamento, più cicli mestruali e dunque più estrogeni. Sappiamo che le donne che assumono estrogeni dopo la menopausa come parte della terapia ormonale sostitutiva (HRT) hanno un aumento del seno di una o due dimensioni di coppa.
- E’ stata notata la a presenza di xenoestrogeni, estrogeno sintetico nei fiumi inglesi. Questi ormoni, che molto probabilmente provengono da urine di donne che usano estrogeni per il controllo delle nascite e HRT, hanno portato a una diminuzione degli spermatozoi maschili.
- Il bisfenolo A (o BPA) è ampiamente usato nella fabbricazione di prodotti alimentari in scatola, contenitori per bibite, bottiglie di plastica, vasetti di vetro, apparecchiature elettroniche e scontrini fiscali (nella carta lucida). Lo si trova anche in deodoranti, cosmetici, make-up e creme idratanti.
- Metodi di allevamento moderno: significa che gran parte del latte che beviamo proviene da mucche gravide, che producono più estrogeni.
- Uno stile di vita sedentario porta a metabolizzare più velocemente gli ormoni.
Via | GreenProphet
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Relazione Exxon Mobil: per il 2030 le emissioni di CO2 cresceranno del 25%
Neppure il tempo di commentare le conclusioni di uno studio scientifico riguardante le proiezioni dell’Università della California, relative alla diffusione delle rinnovabili nei prossimi vent’anni e probabilmente sin troppo ottimistiche, ed ecco venir fuori un’altra relazione che racconta di un quadro decisamente più tetro al 2030. Questa volta a “leggere le carte del futuro” sono gli scienziati della Exxon Mobil che in occasione della conferenza World Future Energy di Abu Dhabi hanno raccontato che nei prossimi venti anni le emissioni di anidride carbonica sul pianeta aumenteranno del 25%.
I dati dell’analisi hanno evidenziato due aspetti particolari: il primo è che nei prossimi due decenni le emissioni di CO2 continueranno ad aumentare in maniera significativa, mentre il secondo è che l’utilizzo dei combustibili fossili continuerà fra un ventennio a coprire l’80% della domanda, crescendo però di circa il 40% rispetto ad ora (naturalmente per via dell’aumento della popolazione nel mondo).
I Paesi in via di sviluppo (chiaro il riferimento a Cina, India e Brasile) saranno ovviamente i maggiori responsabili delle emissioni di CO2, mentre nei Paesi Ocse si riscontrerà una diminuzione totale del 15% rispetto alle cifre attuali. A chi credere? Ai fautori dello scenario verde o a quelli che dipingono di grigio il pianeta? Di istinto verrebbe da dire: né all’uno né all’altro, ma in fondo entrambi gli studi, per quanto diametralmente opposti, dicono alcune verità su cui non si può opinare.
Credo infatti che l’osservazione migliore da fare sia estrapolare dagli studi due concetti chiave su cui poi fare un ragionamento concreto: mi riferisco al dato del possibile abbassamento dei prezzi delle rinnovabili come ci dicono dall’Università della California e a quello dell’aumento della popolazione mondiale come invece ci informano gli esperti della Exxon Mobil. Niente di nuovo ovvio, ma in fondo se ci pensiamo bene: abbiamo davvero questa necessità impellente di conoscere il nostro futuro? O in realtà è più importante imparare a programmarlo in maniera sostenibile?
Via | Guardian.co.uk
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Relazione Exxon Mobil: per il 2030 le emissioni di CO2 cresceranno del 25%
Emissioni C02, aumento del 2,8% a novembre
Nonostante i congressi e le iniziative verdi per ridurre le emissioni di CO2, nel mese di novembre si è registrato un aumento del 2,8% di emissioni di anidirde carbonica rispetto al nomenre scorso. Le emissioni prese in esame dal Centro Ricerche Continental Autocarro , su dati del Ministero dello Sviluppo Economico, riguardano solo l’utilizzo di benzina e gasolio per l’autotrazione

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Emissioni C02, aumento del 2,8% a novembre
Acidificazione degli oceani mette a rischio i molluschi
L’ acidificazione degli oceani potrebbe causare un declino su scala globale dei molluschi . A supporlo un recente studio effettuato da due scienzati della Stony Brook University , pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences , PNAS

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L’impatto delle auto sull’ambiente è più dannoso di quello degli aerei e delle navi
Secondo un recente studio pubblicato sulla nota rivista “Environmental Science & Technology” viaggiare in automobile avrebbe un impatto ambientale decisamente superiore rispetto a quello provocato dall’utilizzo dell’aereo e delle navi. Nello specifico il gruppo di ricerca sottolinea che l’impatto degli autoveicoli inciderebbe in misura maggiore sull’aumento delle temperature e quindi sul riscaldamento globale.
Motivo di tale deduzione il fatto che sarebbe stato provato come gli spostamenti in macchina emettano una quantità di anidride carbonica per passeggero e per km più alta rispetto a quella prodotta dai viaggi in aereo e nave. L’anidride carbonica infatti rimane più a lungo nell’atmosfera rispetto ad altri gas ed è per questo motivo che le auto avrebbero un impatto maggiore sul lungo termine. Gli aerei, emerge dallo studio, causerebbero comunque conseguenze devastanti sul clima, tuttavia nel breve termine ed in misura inferiore a quelli causati dalle auto.
Per chi decide di spostarsi più in maniera più sostenibile lo studio non lascia spazio a dubbi invitando ad utilizzare la nave. Infatti il suo impatto ambientale sarebbe in proporzione al numero di passeggeri ben 25 volte inferiore sul lungo termine rispetto ad auto e aerei contribuendo addirittura ad un abbassamento delle temperature.
Le navi infatti emettono anidride solforosa che sono alla base della formazione delle particelle di solfato nell’atmosfera. Queste particelle causerebbero una diminuzione delle temperature, poiché sono capaci di riflettere nello spazio le radiazioni solari.
Via | Pubs.acs.org
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L’impatto delle auto sull’ambiente è più dannoso di quello degli aerei e delle navi
Fotovoltaico: entra in vigore il Conto Energia 2011-2013

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entra in vigore il nuovo Conto Energia per la remunerazione dell’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. Come già noto da tempo c’è una diminuzione della tariffa pagata dal Gse e numerose altre novità.
Adesso l’Autorità per l’Energia, entro 60 giorni, dovrà stabilire le modalità tecniche per l’erogazione delle nuove tariffe che verranno “caricate” sulla famosa componente A3 della bolletta elettrica.
La cosa buona della nuova norma è la semplificazione: scompare la vecchia definizione di pannelli solari “integrati, parzialmente integrati e non integrati” in favore di quella, assai più intuitiva, pannelli “sugli edifici”. La distinzione principale, quindi, è tra i fotovoltaico a terra e sui tetti.
Resta, ma cambia, una sola forma di “integrazione” rientrante nella definizione di “impianto fotovoltaico integrato con caratteristiche innovative”. Così lo definisce il nuovo Conto energia:
è l’impianto fotovoltaico che utilizza moduli e componenti speciali, sviluppati specificatamente per sostituire elementi architettonici
Una definizione onestamente non molto precisa, dovuta probabilmente al fatto che la legge tenta di andare dietro alle nuove tecnologie sviluppate dall’industria nel periodo del precedente Conto Energia, durante il quale tutti cercavano tutte le vie possibili per far passare per integrato l’impianto. L’interpretazione corretta, a questo punto, di impianto integrato dovrebbe corrispondere ad un impianto in cui si sostituisce la copertura del tetto. Un esempio per tutti: le tegole fotovoltaiche.
Il documento integrale è consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale.
Via | Gazzetta Ufficiale
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Fotovoltaico, agevolazioni ridotte del 18% nel 2011
Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, ha anticipato che per l’anno 2011 le agevolazioni statali per gli impianti fotovoltaici saranno ridotte del 18%.

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Fotovoltaico, agevolazioni ridotte del 18% nel 2011
Record di taglio della Co2: gli States abbattono del 7% le emissioni in un solo anno
La Energy Information Administration (EIA), un’agenzia federale statunitense che controlla l’utilizzo dell’energia, ha presentato ieri una statistica piuttosto sorprendente.

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Record di taglio della Co2: gli States abbattono del 7% le emissioni in un solo anno
