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Le nuove centrali nucleari saranno veramente più sicure di quelle di Fukushima?

L’allarme nucleare giapponese è ancora lontano da una soluzione ma, già da qualche giorno, molti commentatori più o meno “esperti” sono stati interpellati per un commento sull’emergenza. Quello che tutti si chiedono, in questo momento, è se gli incidenti di Fukushima possano raggiungere la gravità di quello di Chernobyl che, essendo stato classificato al settimo grado della scala Ines, è il punto di riferimento negativo dell’insicurezza dell’energia nucleare.
Alcuni giorni fa Matthew Bunn, associate professor di Public Policy alla Harvard Kennedy School of Government, aveva categoricamente escluso l’ipotesi adducendo sei motivi per i quali gli incidenti giapponesi non avrebbero raggiunto la gravità di Chernobyl. Oggi arriva una nuova opinione, che afferma proprio il contrario.
E’ quella di Ezio Puppin, ingegnere nucleare, docente di fisica al Politecnico di Milano e presidente del Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze fisiche della materia. Puppin, in una intervista al TgCom, afferma:
non si può escludere. In Urss la situazione era particolare: senza fondi e la gestione veniva effettuata in qualche modo. Qui siamo in Giappone, paese dell’eccellenza tecnologica, eppure siamo davanti a un problema che rischia di avere lo stesso epilogo. Sono successi due eventi terribili concatenati che hanno generato questa situazione di emergenza
Altra domanda molto interessante fatta al professore riguarda la presunta superiorità, in fatto di sicurezza, delle centrali moderne (come quelle che Enel ed Edf vorrebbero costruire in Italia, con il lasciapassare politico del governo Berlusconi), rispetto a quelle Tepco del Giappone. Risposta inquietante:
No. Non esiste di fatto il concetto di nuova generazione di centrale. Le centrali sia assomigliano tutte e la tecnologia è sempre quella da anni. La struttura di Fukushima è di tipo “Bwr” ovvero quel genere di centrali in cui l’acqua viene trasformata in vapore all’interno del reattore. Almeno un quarto degli impianti del mondo sono fatti così
Le nuove centrali nucleari saranno veramente più sicure di quelle di Fukushima?
Maura Anastasia, professione: modella animalista e antinuclearista
Maura Anastasia di professione fa pubbliche relazioni in favore dei diritti animali, così come recita il claim sul suo sito. Per ora è stata protagonista di un sexy calendario i cui proventi ha devoluto agli animali bisognosi. Potrebbe essere una delle testimonial Peta perché coniuga il glamour all’amore per gli animali.
Maura, comunque ha allargato il suo orizzonte di interessi ambientalisti includendo anche un secco no al nucleare. In una intervista pubblicata da NewNotizie (mezzo per cui l’ho scoperta) dice:
Qui la questione secondo me non è tanto l’essere contro l’energia nucleare, ma più che altro essere a favore delle fonti rinnovabili. A parte il fatto che sì, io non mi metto nemmeno a discutere sulla questione della sicurezza, posso anche dare tranquillamente per scontato che siano supersicure, ma alla fine basta che si verifichi un grave incidente in una, per qualunque motivo , che tra l’altro può anche non dipendere dai sistemi di sicurezza in sé stessi, per provocare una catastrofe naturale. Ma poi,dico io,abbiamo fonti più pulite, di concezione più nuova. Usiamole!
Maura Anastasia, professione modella animalista

Foto | Maura Anastasia su Facebook
Maura Anastasia, professione: modella animalista e antinuclearista
Agenzia nucleare, tramonta l’ipotesi Veronesi?

La telenovela della nomina di Umberto Veronesi alla carica di presidente della futura Agenzia per la sicurezza nucleare si arricchisce di un nuovo episodio: la Camera dei Deputati, infatti, ha votato oggi due emendamenti al cosiddetto “decreto sblocca reti” (il 3.1, presentato da Ermete Realacci del Pd e il 3.2 presentato da Gabriele Cimadoro di Idv) che chiedevano la soppressione dell’articolo 3 del decreto.
Con questi emendamenti, in estrema sintesi, torna l’incompatibilità tra la carica di presidente dell’Agenzia e una sfilza di cariche dirigenziali ed elettive. Tra queste anche quella di senatore, attualmente ricoperta da Veronesi in quota Pd.
Da molti la votazione dei due emendamenti, praticamente identici e già respinti dieci giorni fa in Senato, è vista come un siluro indirizzato dritto dritto al senatore-professore Veronesi. Non è detto che sia così.
Veronesi, infatti, già la settimana scorsa, in una intervista al Corriere della Sera, aveva preannunciato l’intenzione di dimettersi, qualora fosse stato nominato presidente dell’agenzia. Il problema, quindi, almeno in teoria non si pone.
La questione vera, infatti è un’altra: il Pd il nucleare lo vuole oppure no? Gli Ecodem, ala ecologista (?) del partito, hanno già fatto sapere di essere soddisfatti dei due emendamenti approvati ma di non cambiare la propria posizione:
cio’ non cambia di una sola virgola, naturalmente, la nostra posizione di contrarieta’ alla scelta del governo di ritorno al nucleare: una scelta sbagliata dal punto di vista delle politiche energetiche ed ambientali, insostenibile dal punto di vista economico
Che Veronesi fosse favorevole al nucleare, però, lo si sa da sempre e il Pd non ha esitato a candidarlo e farlo eleggere al Senato. Se i democratici hanno realmente intenzione di prendere una posizione negativa e netta sull’argomento, allora, forse sarebbe il caso che rompano del tutto con Veronesi.
Una decina di giorni fa Bersani aveva dichiarato:
Se accetta l’offerta del centrodestra e va a guidare la nuova agenzia nucleare, allora dovrà lasciare il suo posto di senatore del Pd perchè la maglietta di politico e quella di presidente di una’authority scientifica sono incompatibili
Come presa di posizione è un po’ troppo diplomatica…
Via | Il Velino, La Repubblica, Asca
Foto | Nogara online

