Posts Tagged ‘una-situazione’

Fukushima, piove sul bagnato: in arrivo il tifone Songda. La centrale non è pronta

Piove sul bagnato a Fukushima. La centrale messa in crisi dal violento terremoto dell’undici marzo scorso e dal conseguente devastante tsunami , sta per affrontare un’altra dura prova che aggiungerebbe ulteriori fattori di rischio all’ emergenza in corso: l’arrivo in Giappone del secondo tifone della stagione, Songda .

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Fukushima, piove sul bagnato: in arrivo il tifone Songda. La centrale non è pronta

Rifiuti: a Napoli raccolta differenziata oltre il 90% in alcuni quartieri

Tra ieri ed oggi i napoletani sono stati costretti a recarsi alle urne per votare il nuovo sindaco in una situazione da terzo mondo, con i rifiuti vicino persino ai seggi elettorali. Eppure, se i dati ufficiali fossero corretti, l’esistenza di tutta questa immondizia per le strade si avvolge di un alone di mistero.

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Rifiuti: a Napoli raccolta differenziata oltre il 90% in alcuni quartieri

Alluvione in Veneto: la fotogallery del disastro

Alluvione in Veneto, le immagini del disastro

Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha messo on line sul sito dell’ente che governa una gallery di foto che documentano il disastro causato dall’alluvione causata dalle incessanti di fine ottobre-primi di novembre. Molte sono foto aeree, che mostrano l’esondazione di fiumi e torrenti. Altre sono fatte da terra, dai cittadini o forse dai Vigili del Fuoco. Alcune sembrano fotogrammi delle televisioni.

In totale sono oltre settanta scatti che documentano una situazione terribile e dimostrano che con l’acqua non si scherza: i danni sono incalcolabili. Insieme alle diffusione delle foto Zaia ricorda anche l’estremo bisogno di aiuto, anche economico, della sua Regione.

Sebbene i veneti abbiano già detto di voler fare da sé, e chiedono solo sgravi fiscali al governo, è sempre possibile contribuire alla ricostruzione facendo una piccola donazione. Tutte le modalità per farlo si trovano sul sito della Regione Veneto.

Alluvione in Veneto, le immagini del disastro
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Alluvione in Veneto: la fotogallery del disastro

Rischio idrogeologico, sei milioni di italiani vivono in situazioni di pericolo

Ci giungono dati preoccupanti dal primo rapporto sullo stato del territorio italiano realizzato dal centro studi del Consiglio Nazionale dei Geologi (Cng).

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Rischio idrogeologico, sei milioni di italiani vivono in situazioni di pericolo

Appello alla camorra:" Mandate i rifiuti tossici in discariche lontane da noi lavoratori"

Lettera choc dei lavoratori del consorzio bacini alla camorra E’ una lettera aperta choc quella inviata alla camorra dai lavoratori dei Consorzi di bacino. Ci sono 13 istanze e tra queste anche la richiesta di:

Mandare i rifiuti tossici sulle discariche dove noi non ci lavoriamo.

La lettera si apre con la rivelazione:

Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza. Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.

Il problema dei lavoratori dei Consorzi di bacino, cioè degli enti che gestiscono il sistema rifiuti in Campania? Mancanza di stipendio e certezze nei contratti. ci sono da ricollocare 424 persone. Lo scorso anno, nel medesimo periodo, l’appello al Clan dei Casalesi.
La politica per ora risponde, attraverso le parole di Giuseppe Caliendo assessore provinciale all’Ambiente e rifiuti:

Gli sprechi devono finire. Non voglio fare processi al passato ma abbiamo ereditato una situazione pesantissima. Ci sono ritardi nella costruzione degli impianti e pur non colpevolizzando chi c’era prima di noi, la realtà è questa.

Via | Il Mattino, ed. 3 settembre 2010, pag. 36

Appello alla camorra:” Mandate i rifiuti tossici in discariche lontane da noi lavoratori”

Le corporation scommettono sulla fame nel mondo

C’è gran fermento nel mondo finanziario industriale, per via di una guerra non segreta, ma che in pochi conoscono.

Popolazione mondiale in aumento, necessità di sfamare tutti. Ecco allora che il potassio diventa l’elemento più prezioso, visto l’utilizzo nei fertilizzanti. La produzione di questo metallo alcalino tenero, è concentrata tra Canada, Bielorussia e Russia. Come riportato da La Stampa e segnalato da Ice, è proprio in Russia che la speculazione sulla “fame” ha già messo a segno il primo colpo. Anatoly Skurov, Suleiman Kerimov e Zelymkhan Mutsoyev sono arrivati a controllare il 69% di Silvinit, primo produttore, giungendo di fatto ad una situazione di monopolio.

Ecco allora il tentativo degli anglo australiani di Bhp Billiton di mettere le mani sulla canadese Potash Corp, primo produttore mondiale di potassio. Senza addentrarci troppo in questioni finanziarie, l’offerta di Bhp Billiton è stata rifiutata da Potash. Tutto finito? Sembra proprio di no. Le scommesse sulla fame nel mondo si fanno sempre più alte. Se la partita sul fosforo non è ancora chiusa, il “gioco” si sposta anche sul fosforo, altro componente dei fertilizzanti.

Come uscirne? Se sommiamo da un lato i futuri monopoli su potassio e fosforo, più il possibile esaurimento delle scorte (o notizie allarmistiche create ad arte), possiamo immaginare aumenti di prezzo dei fertilizzanti stessi. Potrebbero allora avere una maggiore valenza economica gli esperimenti fatti negli ultimi anni su fertilizzanti alternativi, documentati qui su Ecoblog.

Le corporation scommettono sulla fame nel mondo

Anticipato al 21 agosto 2010 l’Earth Overshoot Day: bisogna consumare meno risorse

L'impronta globale, dal 21 agosto ci indebitiamo con la terra per lo sfruttamento delle risorse

Sabato 21 agosto cade l’ Earth Overshoot Day. Non è una bella data. In pratica l’umanità ha già consumato tutte le risorse che il Pianeta è in grado di produrre in un anno. Attualmente, noi umani consumiamo risorse oltre il 30% della possibilità che le stesse hanno di rigenerarsi. Insomma, per usare un termine caro alla politica, dal 21 agosto iniziamo a indebitarci con la Terra. Il problema è come coprire questo debito considerato che le risorse hanno dei tempi ben precisi per ritornare a essere disponibili.

Scrive Global Footprint Network, l’organismo che calcola e diffonde l’impronta ecologica, ossia quanto impatto hanno gli esseri umani sul Pianeta:

Oggi l’umanità usa l’equivalente di 1,3 pianeti ogni anno. Ciò significa che oggi la Terra ha bisogno di un anno e quattro mesi per rigenerare quello che usiamo in un anno. Scenari alquanto ottimisti delle Nazioni Unite suggeriscono che se il presente trend della popolazione e del consumo continuasse, entro il 2050 avremo bisogno dell’equivalente di due pianeti per il nostro sostentamento. E naturalmente ne disponiamo solo di uno. Trasformare le risorse in rifiuti più velocemente di quanto questi possano essere ritrasformati in risorse ci pone in una situazione di sovrasfuttamento ambientale, di esaurimento proprio di quelle risorse dalle quali la vita umana e la biodiversità dipendono.

Una prima soluzione è certamente consumare meno: evitiamo di usare indebitamente acqua, energia o cibo. Compriamo solo ciò che è necessario e che consumiamo senza sprecare nulla. Una seconda soluzione, diciamo da applicare su più larga scala, prevede che vi sia un controllo delle nascite: meno esseri umani = meno consumi. Ma insomma, è molto complessa da applicare e non sembra sia ben accetta da tutti gli organismi che poi dovrebbero promuoverla.

Anticipato al 21 agosto 2010 l’Earth Overshoot Day: bisogna consumare meno risorse

Semina illegale di mais ogm: per l’Ami è una vicenda "tragicomica"

Interessantissima la reazione dell’Associazione Maiscoltori Italiana (Ami), alla semina “clandestina” di sei semi di mais ogm nelle campagne di Pordenone.

L’Ami, infatti, parte dal presupposto che già oggi milioni di semi di mais transgenico vengono piantati in Italia perchè la legge prevede che i lotti di semi contenenti non più di un seme ogm su 2.000 possano essere venduti come non ogm:

Le attuali norme per il controllo delle sementi prevedono infatti che i lotti con meno di 1 seme Ogm su 2.000 possano, di fatto, essere commercializzati come non Ogm, e non potrebbe essere diversamente dati i limiti posti dalla statistica nell’esecuzione dei campionamenti per il controllo delle sementi

Ne deriva, sempre secondo l’Ami, una situazione “tragicomica”:

La semina in provincia di Pordenone di 6 semi di mais geneticamente modificato per resistere alla piralide e ancor più le reazioni conseguenti sono una vicenda tragicomica che ignora lo stato di grave crisi in cui versa la maiscoltura nazionale

Sarebbe auspicabile, ma questo non lo dice l’Ami, che la legge in materia preveda limiti reali e non virtuali.

Ancora più auspicabile, infine, rimettere mano a questo settore dell’agricoltura che, a causa delle difficoltà economiche, vede spesso negli ogm una chimera in grado di risolvere buona parte dei propri problemi.

Via | Agricolturaonweb
Video | YouTube



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