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Energia pulita dall’acqua, la nuova scoperta italiana
Un gruppo di ricercatori italiani ha sviluppato un sistema di elettrodi formati da nanotubi di carbonio che sono in grado di innestare un processo di fotosintesi artificiale per produrre energia pulita, dall’acqua. Il processo è come quello che si sviluppa in natura : come le foglie dall’acqua e dal sole producono zucchero e ossigeno , così l’ équipe composta da studiosi del Cnr di Padova e da ricercatori delle Università di Padova, Trieste e Bologna, ha messo a punto un processo di fotosintesi artificiale, un traguardo mai raggiunto finora.

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Fotovoltaico ed efficienza energetica: accordo Enea – Università di Catania
Il commissario dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ( Enea ), ed Antonino Recca, Rettore dell’Università di Catania, hanno siglato un importante accordo quadro, avente una durata pari a ben quattro anni, al fine di attivare progetti comuni che, nell’ambito dei progetti di valorizzazione delle attività di ricerca , portino ad un’interazione tra il mondo accademico e quello produttivo in modo tale, di conseguenza, da mettere in atto un trasferimento delle competenze che a livello tecnologico saranno acquisite. A darne notizia con un comunicato ufficiale nella giornata di ieri, martedì 20 luglio 2010, è stata l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie , l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nel far presente al riguardo come l’accordo sia incentrato su l’avviso di progetti comuni per il fotovoltaico, l’efficienza energetica, l’ eolico , la mobilità delle merci e dei passeggeri, nonché i materiali speciali auxetici . Continua a leggere: Fotovoltaico ed efficienza energetica: accordo Enea – Università di Catania (…) Fotovoltaico ed efficienza energetica: accordo Enea – Università di Catania , pubblicato su Ecologiae il 21/07/2010 © Fil per Ecologiae , 2010.

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Fotovoltaico ed efficienza energetica: accordo Enea – Università di Catania
Pomodoro non OGM aiuta nella prevenzione dei tumori
Mi accodo nel titolo al resto dei media e vi sparo la notizia del pomodoro antitumore non OGM nato nei laboratori del Cnr di Napoli. Ma il mio allineamento termina qui e vi racconto un po’ la storia del pomodoro nero ritenuto efficace nella prevenzione dei tumori grazie alla elevata presenza di licopene e antocianine che conferiscono a polpa e/o buccia un colore più scuro. Ve ne sono circa una cinquantina di varietà ma sostanzialmente si dividono in OGM e non OGM.
Il superpomodoro messo a punto presso l’Istituto di Chimica Biomolecolare CNR di Napoli nasce, come progetto nel 2006 dall’incrocio del San Marzano con il Black Tomato. Come riferisce il prof. Mauro Dimitri presidente della World Foundation of Urology in occasione della settimana delle prevenzione del tumore alla prostata, è un ibrido battezzato Maxantia, non è OGM e è ricco di vitamina C e licopene. Spiega Dimitri:
Risponde perfettamente alle caratteristiche nutrizionali di prevenzione in quanto possiede un’attività antiossidante totale superiore ad altri ibridi di pomodoro normalmente in commercio, sia freschi che conservati: maggior contenuto di licopene e alto contenuto di Vitamina C presenti nei pomodori neri, attività antinfiammatoria propria del pomodoro San Marzano. Inoltre il superpomodoro contiene anche una nuova famiglia di antiossidanti chiamata Antocianine riconosciute per il loro ruolo di protezione in alcune sindromi metaboliche come quelle cardiovascolari, diabete, obesità ed elevati livelli di colesterolo e trigliceridi. Degli esperimenti condotti hanno inoltre dimostrato la perdita di solo il 20% dell’attività antiossidante totale a 300 gradi per 5 minuti.
Il superpomodoro nasce da uno studio di Rocco De Prisco, primo ricercatore dell’Istituto di chimica biomolecolare e docente di Biologia vegetale presso la facoltà di Farmacia dell’Università di Salerno. Per ora il superpomodoro non è in commercio e sembra debba giungere sul mercato dal prossimo agosto. Intanto il pomodoro nero, dalla proprietà antiossidanti è un vegetale piuttosto noto e nella varietà Sun Black fu selezionato nel 2008 in merito a un progetto di ricerca il Tom-Anto che ebbe finanziamenti dal Ministero dell’Università e della ricerca, i cui esperimenti furono condotti nei laboratori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università della Tuscia, Università di Modena e Università di Pisa. Questo pomodoro ha solo la parte esterna colorata di scuro poiché le antocianine sono presenti proprio nella buccia. Le antocianine non sono presenti naturalmente nel pomodoro ma si trovano in molti frutti come uva nera, mirtilli o fragole.
Altro pomodoro nero è il Nero di Crimea, che contiene licopene in elevate quantità, i cui semi si trovano ancora in alcune varietà da Ingenoli e dai seed savers e poi c’è il Kumato di Syngenta non OGM
Veniamo ora al pomodoro nero OGM, presentato da Veronesi un paio di anni fa a proposito del progetto Flora che presenta le medesime caratteristiche antiossidanti dei non OGM. Scommettiamo che tra qualche giorno partirà una nuova crociata a favore degli OGM e leggeremo di un pomodoro dalle proprietà antitumorali ottenuto grazie alle tecniche di manipolazione genetica?
» Alberto Cane La storia del Nero di Crimea e Black Sun;
»Visiva Group, intervista al prof. Rocco De Prisco del 2006
Foto | Flickr

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