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Striscia la Notizia e Fotovoltaico, risponde l’Aspo

Molti di voi avranno visto la puntata di venerdì sera di Striscia la Notizia, nella quale la squadra di Ricci risponde alla pioggia di critice ricevute dopo aver mandato in onda il sedicente esperto di energia (un imprenditore amico dello stesso Ricci, divenuto famoso per aver inventato la giacca luminosa e le scarpe a motore) che spiega come sia facile mettere in atto una truffa fotovoltaica.
Qualcuno avrà notato anche che, poco prima della puntata (preceduta da un comunicato stampa ufficiale di Striscia) ho stimolato il dibattito con una mia piccola esperienza personale (un video censurato da Mediaset ed Rti nel quale facevo vedere come Striscia e Vittorio Sgarbi avessero sostanzialmente mentito su un parco fotovoltaico in Sicilia). Qualcun altro avrà anche notato che da venerdì non abbiamo toccato più la questione su Ecoblog.
Partiamo da quest’ultima questione: poiché qui c’è gente che crede che le energie rinnovabili siano una cosa seria, affrontare la questione mettendo in mezzo Sgarbi o l’inventore della giacchetta a fibre ottiche non è molto edificante. Si spera in un pronunciamento da parte del Gse o dell’Autorità dell’Energia.
Per quanto riguarda la risposta di Striscia, invece, un po’ tutti avranno notato che Ricci e i suoi se la sono presa con l’Espresso (testata con la quale hanno in corso una querelle a dir poco puerile su chi sia più femminista, questione di veline). L’Espresso, in questo caso, è una fonte di terza mano visto che riporta (citandolo) un post del blog del Popolo Viola che a sua volta riporta (non citandolo) un post del blog dell’Aspo.
Ebbene, andando al sodo, Striscia si è guardata bene dallo smentire l’Aspo Italia (associazione formata da scienziati) preferendo prendersela con una testata che reputa “ostile”. Siccome su Ecoblog siamo abituati a citare le fonti (le trovate in tutti i nostri post, nel “Via”) mi sembra quanto meno doveroso riportare la risposta dell’Aspo alla puntata “autoassolutoria” di Striscia la Notizia. Eccone uno stralcio, il resto come al solito nel Via:
Devo dire che il nuovo serivzio autoasslutorio è, se possibile, perfino peggiore di quello “incriminato”.
In esso si mostra come, secondo il sedicente “esperto”, con un paio di fili si potrebbe “taroccare”, ingannandolo, il contatore che misura l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico e quindi truffare pesantemente, lucrando su energia mai prodotta. Non voglio scendere in dettagli tecnici ma invito a considerare due fatti.
1)Il sistema proposto prevede sostanzialmente di connettere in modo DIRETTO il contatore in ingresso con quello in uscita. in questo modo abbiamo un assorbimento, ad esempio di 1100 Watt che viene riversato, come se fosse produzione fotovoltaica, nel contatore in uscita. La cosa, ovviamente, è ridicola e destinata ad essere scoperta in tempi MOLTO brevi. Per un motivo molto semplice.
2) I contatori recenti, e quelli degli impianti fotovoltaici, per ovvi motivi, lo sono, sono tutti in grado di operare in telemisura.
In altri termini: non c’e’ bisogno di un esperto che venga e verifichi la truffa sul campo. Essa può essere scopertà in modo automatico, semplicemente incrociando i dati, in telemisura, di contatore in entrata e contatore in uscita.
La truffa, quindi, cosi come mostrata, è del tutto puerile e corrisponde, più o meno ad evidenziare come le banche possano mettere a rischio i vostri beni/risparmi lasciati in custodia, lasciando aperta la porta sul retro e/o disinserito il sistema di allarme
Il video sulla bufala fotovoltaica di Striscia la Notizia censurato da Mediaset ed Rti su YouTube
Fotovoltaico: video censurato da Striscia la… di blogovideo
In attesa che Striscia la Notizia, questa sera, ci dica la sua verità su quanto realmente ami le fonti rinnovabili credo sia utile ripescare un vecchio video che ho realizzato un paio di anni fa. Tratta del parco fotovoltaico di Ragusa, contrada Mendolilli, dove piombarono l’inviato di striscia Brum Brum Brumotti e Vittorio Sgarbi.
Quella puntata scatenò, non solo a Ragusa, un putiferio perché Sgarbi affermò tutta una serie di “verità” che poi tanto vere non erano. Incuriosito, pochi giorni dopo la messa in onda di quella puntata di Striscia, andai a visitare quel parco fotovoltaico e quello che vidi con i miei occhi era molto diverso da quello che tutti avevano visto in televisione.
Tornai qualche giorno dopo con la telecamera, mi accordarono di fare delle riprese, feci un montaggio rapido mettendo a diretto paragone ciò che fece vedere Striscia la Notizia con quello che vidi io personalmente. Lo misi su YouTube e ricevette diverse migliaia di visualizzazioni.
Dopo qualche mese apro il mio canale YouTube e trovo una splendida schermata rosa che mi dice che il video è stato segnalato da Mediaset per violazione del diritto d’autore. Risposi, con immensi sforzi visto che il form di YouTube per controbattere ai richiami è una piccola odissea, che non si trattava di violazione: su oltre sei minuti di video avevo inserito solo brevi inserti dalla puntata di Striscia per evidenti fini di critica intellettuale.
Era difficile far vedere alla gente la versione di Striscia senza far vedere la versione di Striscia. Un paio di giorni dopo mi arriva un altro reclamo, questa volta da Rti. Morale della favola, YouTube non mi cancella l’account ma mi toglie il video. Qualunque cosa dica questa sera Striscia la Notizia credo che anche questo episodio sia utile per capire come loro realmente vedano il mondo delle rinnovabili.
P.S. cercando “Striscia la Notizia” su YouTube ho appena avuto “Circa 6350 risultati”, il primo dei quali con quasi ventimila visualizzazioni. Che strana solerzia quella di Mediaset ed Rti nel far rimuovere solo il mio video sul fotovoltaico…
Il video sulla bufala fotovoltaica di Striscia la Notizia censurato da Mediaset ed Rti su YouTube
Sgarbi: "I soldi per il Ponte meglio usarli per la ricostruzione de L’Aquila"
Parola di Vittorio Sgarbi che in visita oggi a L’Aquila, città distrutta dalsisma del 6 aprile 2009, ha detto:
Il governo deve portare qui i miliardi previsti per il ponte sullo stretto di Messina. Un’opera inutile che, tra l’altro Berlusconi difficilmente riuscirà ad inaugurare. Allora il mio suggerimento al premier è di dirottare qui quei fondi. Un ponte non può essere paragonato a una città. E non ci sono cose più urgenti di questa.
Per la verità oltre che per la giusta ricostruzione di un centro storico attualmente fantasma, potrebbero essere usati, quantomeno, per raccogliere e smaltire le macerie, ossia rifiuti speciali, che ancora coprono il suolo della cittadina.
Via | Abruzzo24ore
Sgarbi: “I soldi per il Ponte meglio usarli per la ricostruzione de L’Aquila”
Kutcherov: "Il petrolio è infinito, l’eolico è una moda". Sgarbi: "Eolico e fotovoltaico sono un miraggio"
E venne il giorno di Vladimir Kutcherov a Salemi, ospite del sindaco Vittorio Sgarbi per il convegno “La minaccia all’integrità del paesaggio e le energie rinnovabili”. Kutcherov, per chi non lo sapesse, è professore al Royal Institute of Technology di Stoccolma ed è il massimo esponente della teoria abiogenica del petrolio. Teoria secondo la quale gli idrocarburi non si formano a causa della decomposizione del materiale organico nel corso dei millenni bensì nascono da semplici reazioni chimiche che avvengono a grande profondità sotto i nostri piedi.
Non è un caso che il professore russo, la cui teoria non ha molti estimatori, sia stato invitato da Sgarbi a Salemi: al contrario, l’intero convegno è stato organizzato con l’intenzione di fare un po’ di cattiva pubblicità alle rinnovabili e molta buona pubblicità alle estrazioni petrolifere. Anche se, oggi, Sgarbi cerca di dissimulare le sue intenzioni per come le aveva espresse appena pochi giorni fa:
Non sono per il petrolio contro l’eolico come banalmente qualcuno tenta di semplificare. Sono contro le menzogne, contro le finzioni, sono contro quelli che dicono una cosa e tutti gli corrono dietro. La menzogna è nel miraggio dell’eolico e del fotovoltaico. Kutcherov ci dice che la produzione di energia solare oggi è la più costosa, più del doppio del petrolio, e che è insostenibile economicamente
Sarà, ma la settimana scorsa aveva invitato gli industriali a trivellare il Val di Mazara invece di riempirla di pale eoliche e parchi fotovoltaici. Kutcherov, invece, a Salemi non ha detto nulla di nuovo e ha ribadito il suo rifiuto per la teoria del picco del petrolio:
Secondo uno studio del 1984, il petrolio si sarebbe già esaurito 20 anni fa. Oggi le teorie tradizionali ci dicono che ci sarà petrolio per non più di 50-60 anni. Non è così. Le mie ricerche indicano che le disponibilità di petrolio sono infinite. Il processo chimico realizzato in laboratorio per creare idrocarburi è oggi un fatto reale. Il magma della profondità della terra reagisce con l’idrogeno generando idrocarburi. E i test hanno dimostrato che in condizioni estreme di calore e di pressione, ossidi di ferro, carbonato di calcio e acqua si convertono in metano, una reazione chimica facilitata da rocce come granito e pietra a base di silicio
Interessante, e significativa, la presenza al convegno dell’Energy Manager della Regione Sicilia Salvo Cocina che, fedele al nuovo diktat del governatore siciliano Raffaele Lombardo, ha parlato di soldi:
Il problema è anche di redditività. Occorre far sì che la Sicilia e i siciliani ottengano il masso beneficio dallo sfruttamento di fonti di gas e petrolio. Oggi le concessioni sono in mano a grosse società. Occorre allora valutare la fattibilità della creazione di società legate alle istituzioni del territorio che possano gestire i giacimenti
Già nel fine settimana, però, erano arrivate le prime reazioni al convegno organizzato da Sgarbi: ancor prima che iniziasse il meeting scientifico-propagandistico, infatti, si era levata la voce della Cgil regionale che, di fronte all’ennesimo ricatto “petrolio in cambio di lavoro” aveva affermato: “la Sicilia non è il Texas, Sgarbi rilegga la storia della Sicilia“.
Via | Osservatorio Sicilia
Foto |Kth
Trivellazioni petrolifere, la Cgil siciliana: "La Sicilia non è il Texas"

Anche la Cgil regionale siciliana contro la nuova ondata di trivellazioni, a terra come a mare, nel territorio siciliano. In una nota stampa, infatti, il responsabile del Dipartimento Energia e Ambiente del sindacato, Alfio La Rosa, puntualizza che la Cgil ha cambiato rotta e indirizzo rispetto al passato: al ricatto “più petrolio o meno occupazione”, in pratica, i sindacalisti non ci credono più:
Il Sindacato non può e non potrà accettare il ricatto tra la tutela dell’ambiente ed il mantenimento dell’occupazione, soprattutto, se proviene da aziende che hanno e continuano a sfruttare ampiamente le risorse del territorio, senza procedere al completamento delle bonifiche del terreno e delle acque inquinate.
Il riferimento, per chi non l’avesse capito, è all’Eni che, non ostante i piani aziendali e i soldi stanziati dal Ministero dell’Ambiente ancora non fa le bonifiche a Gela e in altri siti industriali siciliani di sua competenza. Posizione, tuttavia, poco ideologica e molto pratica perchè subito stemperata da un ritorno alla realtà dei fatti:
Naturalmente, con la produzione e lo sfruttamento di idrocarburi dovremo convivere ancora per parecchio tempo, ma dobbiamo agire con l’obiettivo di ribaltare la produzione siciliana ancor oggi troppo legata al petrolio ed al gas, pertanto non va criminalizzata ogni tipo di trivellazione, sia per quelle già operanti o per altre che possono essere attivate, purché non creino danni e garantiscano la tutela dei beni culturali ed ambientali del territorio
Non manca un accenno alle posizioni ballerine del governatore siciliano Raffaele Lombardo, che recentemente ha lamentato la scarsa resa economica per i siciliani delle trivellazioni petrolifere:
Chiediamo al governo siciliano di essere coerente con le posizioni assunte in questi giorni e pertanto di procedere alla riscrittura del Piano Energetico ed Ambientale Regionale talmente contraddittorio che – nella stessa Deliberazione di approvazione del Piano (n.1 del 3 febbraio 2009) – da una parte promuove le fonti rinnovabili e dall’altra in una delle linee guida stabilisce di “assicurare lo sfruttamento degli idrocarburi”
Tutto ciò, continua la Cgil, partendo dai dati: di petrolio in Sicilia ce n’è poco ed è assai sporco (in pratica estrarre petrolio nell’isola serve solo a giustificare economicamente il mantenimento di raffinerie come quelle di Gela):
I pozzi di petrolio e di gas scoperti in Sicilia erano e sono relativamente modesti, molto frammentari spesso situati a grandi profondità oppure offshore, misera cosa rispetto ai giganteschi giacimenti asiatici o anche rispetto alla minima quantità di produzione nazionale: nel 2009 la produzione di idrocarburi in Sicilia sul totale nazionale (dati aggiornati al 30/09/2009) era pari al 12,5% di olio greggio e 4,1% di gas naturale. A fronte di uno sfruttamento che dura da 60 anni, i siciliani ricevono a tutt’oggi pochissimo rispetto ai guasti pagati in termini ambientali. Impensabile e fuorviante è per la CGIL, con questi dati, pensare di riproporre ancora una volta un vecchio slogan da usare per lanciare una nuova corsa all’oro nero, “la Sicilia come il Texas”.
E poi una bella stoccatina nei confronti di Vittorio Sgarbi, che qualche giorno fa aveva detto di preferire il petrolio all’eolico e al fotovoltaico:
Al Sindaco di Salemi che si dichiara a favore delle trivellazioni profetizzando un futuro di ricchezza per la Val di Mazara, consigliamo di rileggere gli ultimi sessant’anni di storia siciliana, quando nell’area iblea nacque il sogno industriale economico, incentrato sui combustibili fossili e che oggi evidenzia sempre più evidenti guasti all’ambiente e alla salute delle popolazioni residenti
Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr
Trivellazioni petrolifere, la Cgil siciliana: “La Sicilia non è il Texas”
Vittorio Sgarbi getta la maschera: meglio il petrolio che l’eolico

Finalmente Vittorio Sgarbi si è mostrato per quel che è: non uno strenuo difensore del paesaggio, parola tra l’altro che in sé vuol dire tutto e niente, bensì un convinto e fattivo amico dell’industria del petrolio.
Secondo quanto riporta l’Agi, infatti, il sindaco di Salemi avrebbe scoperto le carte su petrolio, eolico e paesaggio invitando in città il professore russo Vladimir Kutcherov, noto per le sue teorie che negano il picco del petrolio, negano la pericolosità delle estrazioni petrolifere e auspicano che il petrolio sia alla base della produzione di energia nel XXI secolo, anche di più di quanto lo sia oggi.
Il professore, addirittura, vorrebbe riscrivere la storia scientifica del petrolio affermando che non si tratti di un combustibile fossile derivante dalla decomposizione, in milioni di anni, di materiale organico bensì del prodotto di alcune reazioni chimiche che da sempre sono in atto nelle profondità del pianeta terra.
Proprio per queste teorie Sgarbi ha invitato Kutcherov in città:
L’ho invitato con entusiasmo a Salemi per chiedergli di illustrare la sua teoria e offrire, in aree definite, concessioni per l’estrazione del petrolio, discutibili nel Val di Noto e certamente realizzabili nel Val di Mazara con un impatto ambientale tecnicamente piu’ modesto di quello dei parchi eolici. Mi sembra che la proposta possa interessare petrolieri che conoscono Salemi – e hanno, ahime’, interessi nell’eolico – ma che potrebbero invece rientrare nell’alveo della loro impresa primaria. Un futuro all’avanguardia nell’approviggionamento di gas metano renderebbe la Val di Mazara ricca e offrirebbe una risposta a quanti hanno sfigurato il paesaggio con le pale eoliche e, non paghi, vogliono ulteriormente umiliarlo con i pannelli fotovoltaici
Ecco, quindi, il vero Sgarbi: più petrolio per tutti. O quasi: non nel Val di Noto, dove lo stesso sindaco ha qualche interesse personale, per il resto no problem. Ci spieghi Sgarbi, a questo punto, come mai le Soprintendenze ai Beni Archeologici, Naturalistici e Paesaggistici di mezza Sicilia sono in allarme per la nuova ondata di concessioni petrolifere firmate dal governo Lombardo.
Che, come vi abbiamo già raccontato, finge di criticare l’industria del petrolio ma non fa nulla per bloccarla.
Via | Agi, Corriere della Sera
Foto | Flickr
Vittorio Sgarbi getta la maschera: meglio il petrolio che l’eolico
Vittorio Sgarbi, nuova crociata contro il fotovoltaico
Non bastava che se la fosse presa con le pale eoliche , ora Vittorio Sgarbi insorge anche contro il pannelli fotovoltaici . Il critico d’arte, il cui vero lavoro è avviare una polemica dopo l’altra , è sindaco di Salemi , un paesino in provincia di Trapani

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Vittorio Sgarbi, nuova crociata contro il fotovoltaico
La Regione Sicilia ri-autorizza il parco fotovoltaico di Ragusa che scatenò le ire di Sgarbi. E l’azienda chiede i danni…

Una vicenda che ha dell’incredibile. Ricordate il parco fotovoltaico di Contrada Mendolilli a Ragusa? Stiamo parlando dell’impianto da 4 MW a terra, due fissi e due su inseguitori solari, che ebbe l’onore di finire su Canale 5 a Striscia la Notizia, con tanto di Vittorio Sgarbi e Brum Brum Brumotti.
Bene, quel parco fu prima autorizzato dalla Regione Sicilia con la classica autorizzazione unica. Poi, sempre la stessa Regione Sicilia, decise di ritirare l’autorizzazione con un provvedimento che non ha precedenti nel panorama giuridico italiano ancor più perchè il ritiro dell’autorizzazione fu successivo all’allacciamento in rete dell’impianto. Si bloccò, in pratica, un parco fotovoltaico già attivo.
Adesso giunge la notizia che l’impianto è stato nuovamente autorizzato e che, e c’era da aspettarselo, la società tedesca che ne ha la proprietà ha intenzione di chiedere i danni alla Regione per i ritardi causati alla chiusura del cantiere (mancavano solo alcune opere accessorie, ma l’impianto era già funzionante).
Questa la notizia, nuda e cruda. Ma è la storia (o meglio, la telenovela) dell’impianto a far riflettere: tutto inizia da un esposto al Tribunale di Ragusa, a quanto pare anonimo, nel quale si lamenta la distruzione dei tipici muretti a secco della campagna ragusana. Il Procuratore manda la Digos in cantiere. I poliziotti guardano le carte e leggono che la distruzione dei muretti, e la successiva ricostruzione, è contemplata dalle prescrizioni allegate al procedimento di autorizzazione emanato dall’Assessorato al Territorio e Ambiente siciliano.
Dopo qualche giorno arriva in cantiere la Forestale di Ragusa. Legge le stesse carte che ha letto la Digos e stila la sua relazione, praticamente identica alla precedente, al Procuratore. Ad un certo punto spunta in cantiere la Tv, ma non quella locale che aveva trattato la questione di striscio e come una novità, visto che aveva preso atto che il parco era autorizzato e al massimo c’era qualche polemica politica, presto rientrata. Arriva, invece, Vittorio Sgarbi, che ha cari amici in zona, con Striscia la Notizia e Brumotti. Quello che zompetta con la mountain bike.
Apriti cielo: Sgarbi definisce il parco un “cimitero fotovoltaico”, si arrabbia con la Provincia Regionale che avrebbe costruito un “muretto di m…a” lungo la Sp che lo costeggia e torna a denunciare la distruzione dei muretti a secco. Prendendo anche una colossale cantonata: parla di muretti del 1.500 e non di inizio 1.900, come risulta dalle mappe catastali. Nessuno fa notare a Sgarbi che i muretti non sono tutelati da alcuna legge, non sono un bene paesaggistico, architettonico o archeologico tanto che la Soprintendenza di Ragusa non è minimamente interessata da questa vicenda.
Dopo Sgarbi, nel novembre 2009, torna la Forestale, stavolta con l’ufficiale proveniente da Catania, che legge le carte (sempre quelle, ovviamente) e stila una relazione all’interno della quale scrive “dei muretti all’interno del perimetro dell’impianto non vi è più traccia”. Certo, il cantiere ancora non era chiuso, i muretti li stavano ancora ricostruendo (quelli del perimetro erano già fatti persino quando arrivò Sgarbi).
Nel gennaio 2010 l’impianto viene allacciato in rete e inizia a produrre e a guadagnare con gli incentivi statali per l’energia rinnovabile.
A questo punto la vicenda si fa più interessante e le voci si intrecciano con le notizie: si dice che, poco dopo l’allacciamento in rete dell’impianto, il presidente della Regione Raffaele Lombardo sia stato a cena in una struttura alberghiera di lusso poco lontano dall’impianto e sia venuto a conoscenza della vicenda. Che sia vero o no, come un fulmine a ciel sereno il servizio Via-Vas della Regione revoca l’autorizzazione unica pochissimi giorni dopo l’allacciamento in rete.
Immediato il ricorso al Tar da parte degli investitori tedeschi che chiedono anche una nuova conferenza dei servizi a Palermo per discutere la questione in Assessorato. La conferenza si fa il 25 febbraio e produce una nuova richiesta di valutazione strategica e una visita al cantiere da parte dei funzionari.
Nel frattempo, però, la vicenda giudiziaria che correva parallela a quella burocratica si chiude con l’archiviazione in seguito all’ennesima perizia tecnica richiesta dalla magistratura (chi sa quali carte avrà letto il perito?) mentre il ricorso al Tar va avanti.
E, da Palermo, scendono i funzionari dell’Assessorato Territorio e Ambiente (o di quello che ne resta, vista la recente rivoluzione nella macchina burocratica regionale messa in atto da Lombardo) che visitano l’impianto, leggono le carte e decidono che tutto va bene. Gli stessi funzionari che, da Palermo, avevano detto che tutto andava male…
P.S. A neanche due chilometri in linea d’aria dall’impianto i questione da qualche settimana è spuntata una bella trivella per l’estrazione del petrolio. Ma Sgarbi non si è visto.
Piano casa? No, case a un euro: approvato a Salemi il regolamento voluto da Vittorio Sgarbi
Alla fine anche Vittorio Sgarbi ne ha fatta una buona. Il Consiglio Comunale di Salemi (Tp) ha approvato, ieri sera a tarda ora, il regolamento che permette di acquistare per un solo euro un immobile di proprietà del Comune impegnandosi, però, a ristrutturarlo.
Le case in questione sono 1.000 e, in gran parte, sono immobili danneggiati dal sisma del 1968 e poi acquisiti al patrimonio comunale. Dal 68 ad oggi, però, non vi è stata alcuna rivoluzione e le case son rimaste deserte e inutilizzate. Buona quindi l’idea di disfarsi di immobili che, pur avendo in alcuni casi un discreto valore architettonico, per il Comune non possono che essere un peso.
Si avvia, quindi, una nuova stagione edilizia a Salemi: niente cemento aggiuntivo, bensì riqualificazione dell’esistente. Felice Sgarbi, che ha ricevuto dieci mila richieste a fronte del migliaio di case disponibili:
Salemi può finalmente ricominciare l’impresa della ricostruzione del suo centro storico con l’insediamento di un ufficio che amministri, in base al nuovo regolamento, l’assegnazione delle 1000 case acquisite al patrimonio del Comune ai circa 10 mila richiedenti da ogni parte del mondo
Via | BlogSicilia

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Piano casa? No, case a un euro: approvato a Salemi il regolamento voluto da Vittorio Sgarbi
Eolico e occupazione: si rinnova l’intesa Anev-Uil. Tra luci e ombre

Anev, l’Associazione nazionale energia dal vento, e Uil hanno rinnovato l’accordo biennale di collaborazione per favorire lo sviluppo dell’eolico in Italia. Il primo protocollo d’intesa tra l’associazione degli industriali dell’eolico e il sindacato risale al 2008 ed ha già portato a risultati interessanti, soprattutto per quanto riguarda la stesura di rapporti sull’occupazione che lo sviluppo che questo settore delle rinnovabili potrebbe portare nel nostro paese.
I dati parlano di 66.000 occupati teorici nel 2020, tra diretti e indotto, a fronte di 13.600 occupati certi registrati nel 2007. Una crescita notevole che, in periodi di crisi dell’occupazione come questi, non possono essere ignorati. Tuttavia, per arrivare a questi numeri si dovrebbero istallare 1.100 MW di potenza eolica ogni anno. Anche questo non è poco specialmente a causa della forte opposizione che spesso trovano gli impianti eolici tra le popolazioni locali.
Il mitico effetto Nimby, infatti, non risparmia neanche l’energia pulita e a poco sono serviti i protocolli d’intesa stipulati dall’Anev con Legambiente, Greenpeace e WWF. Due sono i principali “buchi neri” del settore eolico italiano che, spesso e facilmente, danno man forte ai detrattori delle torri eoliche: la presunta scarsa trasparenza del settore (indimenticabile Vittorio Sgarbi che definisce “mafiose” le pale eoliche siciliane, ma ha avuto anche parole più dure e volgari che non voglio riportare) e i pesanti vincoli tecnologici causati dalla rete elettrica ad alta tensione italiana, gestita da Terna.
Eppure, proprio con Terna, Anev ha già stipulato un altro protocollo d’intesa per chiarire che di limiti allo sviluppo non ce ne sarebbero. Resta il fatto, però, che di pale ferme se ne vedono ancora e che nel “Piano di sviluppo della rete” che Terna elabora e aggiorna annualmente i famigerati vincoli allo sviluppo dell’eolico vanno e vengono. Nel senso che in alcune edizioni del Piano si legge chiaramente che i vincoli ci sono, in altre tali vincoli spariscono. Nel frattempo, anche se l’energia non si può immettere in rete a causa di questi vincoli, reali o presunti, la si paga lo stesso.
L’auspicio è che, se realmente questi vincoli ci sono, il recente decreto “sblocca-reti” possa metterci una pezza. Nel frattempo, però, si spera anche che l’Anev riesca a migliorare, oltre che i suoi rapporti istituzionali con sindacati e associazioni ambientaliste, anche la sua comunicazione con la gente comune che, spesso e volentieri, sull’eolico ha le idee confuse dalle mille teorie messe in giro da chi è favorevole o contrario a priori all’eolico.
Ma, soprattutto, l’auspicio è che la magistratura faccia in fretta e chiarisca se Oreste Vigorito è colpevole o innocente: Vigorito, presidente dell’Anev, è infatti indagato per una truffa ai danni della Ue. Secondo l’accusa avrebbe messo in atto una articolata frode per ottenere illecitamente i fondi erogati in base alla famosa legge 488/92. Se Vigoritò dovesse risultare colpevole, sarebbe un colpo durissimo all’industria italiana dell’eolico nonostante il fatto che la 488/92 con le rinnovabili non abbia nulla a che vedere…

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Eolico e occupazione: si rinnova l’intesa Anev-Uil. Tra luci e ombre
